Archivi Blog

Evento sismico in provincia di Perugia, M 4.1, 2 gennaio 2017

Un terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuto questa notte, 2 gennaio, alle ore 4:36 italiane in provincia di Perugia. I comuni più vicini all’epicentro sono Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Spoleto e Trevi (PG). Il terremoto è stato localizzato a una profondità di circa 8 km.

epicentro

L’evento sismico è avvenuto in una zona prossima a quella della sequenza iniziata il 24 agosto in Italia centrale, ma su una struttura diversa, spostata di circa 30 km a ovest di questa, come si vede nella mappa sotto.

campello-clitunno-2gen2016-2

Il terremoto è stato avvertito bene in tutta la zona, come si deduce dalle mappe di scuotimento prodotte con i dati delle reti sismiche e accelerometriche e dal questionario di “hai sentito il terremoto?“.

campello-clitunno-2gen2016

La zona è caratterizzata da una pericolosità sismica elevata, come si vede nella mappa sotto.

855143-hazard

In epoca storica l’area in questione è stata colpita da terremoti di magnitudo intorno a 5.5. Si ricordano in particolare il terremoto del giugno 1767 e del settembre 1878 entrambi di magnitudo stimata 5.4 ed avvenuti in prossimità dell’epicentro odierno. Più recentemente, ricordiamo il terremoto di Massa Martana di magnitudo 4.6, con epicentro circa 15 km più a ovest, avvenuto nel maggio 1997.

A seguito della scossa delle 04:36, fino alle 11.00 italiane sono stare registrate 12 repliche, il più forte di magnitudo 2.5 avvenuto alle ore 06.35. Ulteriori informazioni e mappe sono disponibili sul sito INGV alla pagina dell’evento.

Faglie e terremoti in Umbria: il convegno scientifico del progetto TABOO

Il 14 e 15 ottobre 2014 si è tenuta in Umbria una due giorni dedicata al progetto TABOO (The Alto-tiBerina Near Fault ObservatOry). Il meeting si è tenuto presso l’Abbazia di San Faustino, nel comune di Pietralunga (PG). Il progetto si fonda su un’infrastruttura di ricerca e monitoraggio che l’INGV ha creato negli ultimi anni nell’alta Valle del Tevere e che consiste in una rete geofisica a carattere multidisciplinare all’avanguardia nel mondo.

MAPPA_NFO

Distribuzione delle stazioni di monitoraggio e dei pozzi profondi già esistenti.

Nella mattina del 14 ottobre, i ricercatori dell’INGV hanno incontrato le autorità locali per presentare il progetto e discutere con loro come lo stato attuale delle conoscenze e i risultati degli studi in corso possano contribuire ad una migliore gestione del territorio, con ricadute positive per la comunità. Presenti alcuni funzionari della Regione Umbria e rappresentanti dei Comuni di Pietralunga e Città di Castello. Oltre ai ricercatori dell’INGV hanno partecipato al meeting geologi e geofisici dell’Università di Perugia, dell’Università La Sapienza di Roma e del CNR. Ospite illustre il geofisico Chris Marone della Penn State University (Pennsylvania, USA), esperto mondiale di meccanica delle rocce, che ha tenuto un’interessante lezione sui suoi ultimi esperimenti di laboratorio. Leggi il resto di questa voce

I terremoti nella STORIA: 30 settembre 1789, mentre l’Europa “trema” sotto i colpi della Rivoluzione Francese un vero terremoto scuote Città di Castello e la Valtiberina

Nella tarda mattinata del 30 settembre 1789 un forte terremoto colpì la Valtiberina, come viene comunemente chiamata l’Alta Valle del Tevere, oggi incuneata tra la Toscana e l’Umbria. Questa ampia vallata è tra le zone sismicamente più attive dell’Appennino settentrionale: la sua storia sismica, infatti, negli ultimi 1000 anni registra almeno nove terremoti con intensità epicentrale Io uguale o superiore al grado 7 della scala macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) (CPTI11). Di questi, ben cinque si possono considerare terremoti distruttivi, con effetti epicentrali pari o superiori al grado 8 MCS. Si tratta di forti eventi avvenuti negli anni 1352, 1389, 1458, 1789 e 1917.

Data Area epicentro Imax Mw
1352 12 25 Monterchi (AR) 9 6.4
1389 10 18 Bocca Serriola 9 6.0
1458 04 26 Valtiberina 8-9 5.8
1789 09 30 Valtiberina 9 5.8
1917 04 26 Valtiberina 9-10 5.9

Se i tre più antichi sono tuttora terremoti relativamente poco definiti (con un numero limitato di osservazioni macrosismiche), quelli del 1789 e del 1917 sono eventi invece meglio documentati (DBMI11).

Distribuzione della sismicità storica in Umbria negli ultimi mille anni (fonte: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11).

Distribuzione della sismicità storica nella Valtiberina negli ultimi
mille anni (fonte: CPTI11).

La Valtiberina oggi è situata proprio nel cuore dell’Italia centrale, ma all’epoca del terremoto era attraversata dal confine tra due importanti stati politicamente e amministrativamente indipendenti: il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa. L’amministrazione periferica dello stato papale si basava sulla suddivisione del territorio in governi. In particolare quello di Città di Castello comprendeva il settore dell’attuale Umbria a nord della linea Umbertide-Gubbio, con diverse enclaves giurisdizionali (i marchesati di Monte Santa Maria e di Sorbello; il feudo di Montone, amministrato dalla Camera Apostolica; la terra di Citerna, amministrata dalla Sacra Consulta). Il territorio granducale era invece diviso in cancellerie comunitative; quella di Sansepolcro (la più colpita dal terremoto), in particolare, faceva capo alla Camera della Comunità di Firenze. Gli amministratori periferici dell’epoca assicuravano i collegamenti tra realtà locali e uffici centrali, esercitando il governo in materia civile ed economica. La documentazione che ne riflette i rapporti con le comunità e le magistrature centrali è costituita prevalentemente da carteggi.

Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica nella notte a Gubbio (PG)

Un terremoto di magnitudo 3.7 è avvenuto questa notte alle 00:09 (ora italiana) nel bacino di Gubbio (Perugia). Nelle ore successive sono state registrate circa 90 repliche, tutte di piccola magnitudo. La maggiore è avvenuta alle 9:19 (magnitudo 2.7). La zona attivata dalla sequenza si estende per circa 5 km in direzione appenninica (nordovest-sudest), subito a nord di Gubbio (figura). Il meccanismo focale calcolato con i dati della Rete Sismica Nazionale del’INGV mostra una faglia estensionale parallela all’allineamento degli aftershock (e al bacino), coerente con le conoscenze sulla regione.

Epicentri dei terremoti della sequenza di stanotte (gialli: 26/8 - rossi: 27/8). In blu i terremoti degli ultimi sei mesi

Epicentri dei terremoti della sequenza di stanotte (gialli: 26/8 – rossi: 27/8). In blu i terremoti degli ultimi sei mesi. I quadrati sono le stazioni sismiche operanti nella regione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La zona colpita è nota per la sua storia sismica, caratterizzata da numerosi terremoti rilevanti, anche se non particolarmente intensi (la massima magnitudo documentata è di poco superiore a 6). La storia sismica di Gubbio è visibile nel grafico sotto.

Storia sismica di Gubbio dal l'anno 1000 AD al 2000.

Storia sismica di Gubbio dal l’anno 1000 AD al 2000 (fonte: DBMI).

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei terremoti più importanti dell’area avvenne il 27 luglio 1751, con epicentro a sud di Gubbio, nei pressi di Gualdo Tadino. Questo terremoto fece danni notevoli, fino al X grado MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) in alcune località dell’Umbria, mentre Gubbio soffrì gli effetti del VII-VIII grado MCS (figura). Più di recente, nel 1984 la zona tra Gubbio e Perugia venne colpita da un terremoto di magnitudo 5.7 che provocò danni in diversi comuni della Provincia.

Campo macrosismico del terremoto del 1751

Campo macrosismico del terremoto del 1751 (fonte DBMI)

100.000 terremoti in Iside!

iside Il 26 aprile 2013 il nostro database Iside ha toccato i centomila terremoti. Iside aveva iniziato ad archiviare e distribuire i dati della sismicità in Italia il 16 aprile 2005, quando avevamo avviato il nuovo sistema di analisi dei dati sismici. Da allora, i nostri sismologi, tecnologi e tecnici hanno analizzato alcuni milioni di sismogrammi, Leggi il resto di questa voce

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: