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Eventi sismici del 15 aprile 2016 (M 7.0) in Giappone e del 16 aprile (M 7.8) in Ecuador

La scorsa settimana due eventi sismici disastrosi hanno colpito due aree geograficamente distanti tra loro ma che dal punto di vista tettonico sono molto simili e appartengono alla cosiddetta “cintura di fuoco del Pacifico”.

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Mappa degli epicentri dei terremoti significativi degli ultimi 30 giorni, registrati nell’area conosciuta come “la cintura di fuoco del Pacifico”. In giallo i terremoti dell’ultima settimana (fonte http://earthquake.usgs.gov).

Il primo dei due eventi è stato un terremoto di magnitudo M 7.0 che è stato localizzato il 15 aprile alle ore 17:25 italiane (16:25 UTC) nell’isola di Kyushu, la più meridionale delle isole maggiori che compongono l’arcipelago del Giappone. L’epicentro calcolato ricade tra le città di Kumamoto e di Fukuoka, grandi città della parte occidentale dell’isola che comprende anche la città di Nagasaki. Questo terremoto ha seguito di un giorno lo sviluppo di una sequenza sismica che ha colpito la stessa zona e che ha incluso anche due eventi di magnitudo M 6.3 (12:26 UTC) e M 6.1 (15:03 UTC). La scossa principale ha causato qualche decina di vittime ed alcune centinaia di feriti, oltre che ingenti danni agli edifici ed alle infrastrutture. Leggi il resto di questa voce

Terremoto M7.5 in Hindu-Kush, Afghanistan, 26 ottobre 2015

Un terremoto di magnitudo 7.5 è avvenuto questa mattina alle ore 09:09 UTC (alle 10:09 ora italiana) nella regione montuosa dell’Hindu-Kush, in Afghanistan nord-orientale, vicino a Pakistan e Tajikistan.

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Localizzazione del terremoto avvenuto questa mattina in Hindu-Kush, Afghanistan.

Il terremoto è avvenuto in una zona a elevata sismicità, generata dalla collisione della placca indiana con quella euro-asiatica. La profondità ipocentrale dell’evento odierno è di circa 200 km, che è tipica per quel settore della catena Hymaliana. In precedenza, infatti, la zona era stata colpita da numerosi forti terremoti di profondità confrontabile, tra i 100 e i 250 km. In questa regione si trova infatti, secondo le ricostruzioni effettuate con la tecnica della tomografia sismica, un residuo dell’antico oceano che era presente prima che l’India raggiungesse la grande placca euro-asiatica.

Il lungo viaggio della placca indiana verso nord, iniziato decine di milioni di anni fa.

Il lungo viaggio della placca indiana verso nord, iniziato decine di milioni di anni fa.

Nella zona dell’Hindu-Kush, situata poco a nord-ovest del margine di placca rappresentato nella figura sopra, un terremoto analogo a quello odierno era avvenuto il 3 marzo del 2002, con magnitudo 7.4 a profondità di circa 225 km, e aveva causato oltre 150 vittime.

Pur localizzato lungo lo stesso margine di placca del terremoto del Nepal dell’aprile 2015, i due eventi sono molto diversi, sia per la profondità ipocentrale molto diversa (quello del Nepal era superficiale), che per la dinamica dei processi. Nel caso odierno si tratta di un fenomeno legato allo sprofondamento (subduzione) dell’antico oceano, con terremoti che avvengono fino a 300 km di profondità, mentre nel caso del Nepal si trattò di un terremoto per sovrascorrimento (thrust) superficiale, in pratica uno scivolamento della parte più pellicolare tra le due placche.

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Schema geologico tridimensionale della subduzione della placca indiana (a destra) sotto quella asiatica (a sinistra). Secondo questo schema i terremoti di profondità intermedia (tra i 70 e i 300 km) avvengono all’interno della litosfera indiana sprofondata, mentre la parte dell’oceano subdotto si sarebbe spezzata (slab break-off) e starebbe sprofondando lentamente nel mantello (da Searle et al., 2001).

A causa dell’elevata profondità ipocentrale (oltre che ovviamente della magnitudo), il terremoto è stato avvertito fino a oltre 2000 km dall’epicentro. In generale, i terremoti intermedi (profondità tra i 70 e i 300 km) e profondi (profondità>300 km) sono seguiti da un numero inferiore di repliche (aftershocks) rispetto a quelli superficiali. Quello del 2002 (profondità 225 km) ha avuto solo una dozzina di aftershocks di magnitudo M>4 nei due mesi successivi, tra i quali il maggiore è stato di magnitudo 4.9. Nelle prime 5 ore dal terremoto odierno sono stati registrati tre aftershocks di magnitudo maggiore di 4, il massimo di magnitudo 4.8.

Altre informazioni sono disponibili anche sul sito dell’USGS.


Bibliografia

Searle, M., B.R. Hacker, and R. Bilham, The Hindu Kush Seismic Zone as a Paradigm for the Creation of Ultrahigh-Pressure Diamond- and Coesite-Bearing Continental Rocks. The Journal of Geology, 2001, volume 109, p. 143–153

Terremoti profondi in Italia: stanno aumentando?

Nella regione italiana la maggior parte dei terremoti avviene tra 0 e 20 km di profondità, nella crosta superiore. Tuttavia, a causa dei complessi fenomeni geologici che hanno portato alla sua attuale configurazione, la nostra penisola è interessata in alcune aree da terremoti intermedi e profondi (fino a 600 km).

Terremoti profondi (>80 km) localizzati dalla RSN dell'Ingv nel 2014. Sono stati in tutto 324 di cui 33 con magnitudo superiore o pari a 3.

Terremoti profondi (>80 km) localizzati dalla RSN dell’Ingv nel 2014. Sono stati in tutto 324 di cui 33 con magnitudo superiore o pari a 3

Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano, si manifesta nel nostro paese laddove la litosfera del Mar Ionio si approfondisce sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il Mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini. Una descrizione di questa sismicità e delle sue cause si trova in questo video.

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Terremoto M 7.6 Costa Rica (05 settembre ore 14.42 UTC)

Un forte terremoto di magnitudo 7.6 è avvenuto alle ore 14.42 UTC (16.42 italiane) nella parte nord-ovest del Costa Rica a circa 140 km dalla capitale San Jose. Leggi il resto di questa voce

Terremoto M 7.6 nelle Filippine (31 agosto ore 12:47 UTC)

Un forte terremoto di magnitudo 7.6 è avvenuto al largo della costa orientale delle Filippine alle ore 12:47 UTC (ore 14:47 italiane). L’epicentro è stato localizzato nell’oceano Pacifico, a 34,9 km di profondità. Le città più vicine sono Sulangan e Guiuan, a circa 100 km dall’epicentro.

Terremoti avvenuti negli ultimi 7 giorni.  Il cerchio rosso indica l’epicentro del terremoto odierno (M7.6), fonte: U.S. Geological Survey.

Inizialmente l’USGS aveva calcolato una magnitudo pari a 7.9 e poi è stata rivista e portata a 7.6.

Inoltre, il Pacific Tsunami Warning Center ha immediatamente rilasciato un allerta tsunami che è già rientrato (http://ptwc.weather.gov/).

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