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Ricordando il terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila

Alle 3 e 32 italiane del 6 aprile 2009, una scossa di magnitudo stimata Mw 6.1 (Bollettino Sismico Italiano, BSI), magnitudo stimata Mw 6.3 nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani 2015 (CPTI15) e nel Catalogo European-Mediterranean Regional Centroid-Moment Tensors (RCMT), colpisce una vasta area della provincia dell’Aquila e viene avvertita in tutta l’Italia centrale. La scossa principale si verifica dopo alcuni mesi di scosse di energia moderata, molte delle quali avvertite dalla popolazione. Il terremoto provoca danni gravissimi: 309 vittime, 1.600 feriti e oltre 70.000 sfollati.

Dopo la scossa principale del 6 aprile, altri 4 eventi importanti si verificano nella notte tra il 6 e il 7 aprile (Mw 5.0, BSI) alle ore 1:15 locali, il 7 aprile (Mw 5.4, BSI) alle ore 19:47 e due eventi il 9 aprile alle ore 2:52 (Mw 5.2, BSI) e alle ore 21:38 (Mw 5.0, BSI).

Mappa della sismicità nell’aquilano dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009.

L’evoluzione della sequenza sismica nel primo mese comprende diversi eventi forti (M≥4.0) in aree adiacenti a quella epicentrale e un numero molto elevato di eventi di magnitudo superiore a 2.0: in tutto il 2009 sono quasi 20.000 le scosse localizzate nell’area, presenti nel Bollettino Sismico Italiano consultabile qui.

Gli effetti più gravi sono stati osservati nel centro storico dell’Aquila, a Onna e nelle località di Castelnuovo, Sant’Eusanio Forconese, San Gregorio, Tempera e Villa Sant’Angelo. Il danneggiamento nel comune dell’Aquila è molto diversificato, data la sua estensione, le caratteristiche eterogenee del patrimonio edilizio e la risposta sismica locale.

Mappa della distribuzione degli effetti del terremoto del 6 aprile 2009 – fonte: DBMI15 http://emidius.mi.ingv.it/CPTI15-DBMI15/

Le strutture geologiche attive e responsabili dei terremoti in questa zona sono faglie normali, ovvero distensive, talora con evidenze di rottura in superficie. La porzione attivata il 6 aprile è compatibile con la faglia denominata di Paganica, lungo il cui affioramento sono state riscontrate deformazioni permanenti di alcuni centimetri. I dati satellitari hanno confermato un ribassamento nella conca aquilana, che raggiunge valori massimi di 15-20 cm.

Nel 2009 a L’Aquila tecnici e ricercatori INGV hanno impegnato mesi di lavoro ed energie per elaborare in tempo reale l’enorme quantità di dati sismologici raccolti dalla Rete Sismica Nazionale e dalle reti di monitoraggio geofisico, attivate in poche ore, per raccogliere e interpretare dati sugli effetti geologici; per monitorare la distribuzione degli effetti e supportare il Servizio Nazionale della Protezione Civile nella gestione dell’emergenza.

Questa è stata la prima occasione nella quale l’INGV ha avuto un ruolo attivo a sostegno del Servizio Nazionale della Protezione Civile per coordinare gli interventi nella gestione delle emergenze. L’INGV ha infatti allestito il Centro Operativo Emergenza Sismica (COES), un presidio logistico, tecnico, scientifico e informativo nell’area epicentrale.

Emergenza Sismica dell’INGV allestito all’interno della Di. Coma. C. nella Caserma della Guardia di Finanza a Coppito (AQ). Il COES è rimasto attivo fino al 31 gennaio 2010.

Il coinvolgimento personale, umano, in questi mesi di lavoro duro e intenso, il rapporto con le persone che abbiamo incontrato, sono stati tutti elementi di una esperienza professionale, culturale e umana molto forte, che porteremo sempre con noi. Insieme alle tante cose che come persone che fanno ricerca abbiamo imparato, di quell’esperienza conserviamo soprattutto questo: l’esserci sentiti parte di una comunità in circostanze tanto difficili.

Questa vicinanza, e lo stimolo che per noi ha rappresentato per fare sempre meglio il nostro lavoro, l’abbiamo avvertita soprattutto in una parte molto speciale di questa esperienza, quando a poche settimane dal terremoto abbiamo avviato una serie di incontri: dapprima incontri pomeridiani con insegnanti, poi serate con le persone ospitate nelle tendopoli e infine, di nuovo, incontri con tutto il personale scolastico di tutte le scuole di L’Aquila e provincia, e delle province di Teramo e Pescara. Fra la fine di aprile e settembre abbiamo avuto la possibilità di partecipare a oltre sessanta incontri con migliaia di persone. Da questa esperienza abbiamo imparato che prima che ricercatori siamo persone che appartengono a questo stesso mondo, ne condividono le difficoltà, le conquiste e i passi indietro, e abbiamo compreso quanto il nostro lavoro non fosse importante solo per noi.

Per questo abbiamo pensato di dedicare i prossimi mesi a riflettere su quello che è stato per noi, donne e uomini dell’INGV, questa esperienza, cosa abbiamo imparato, cosa avremmo potuto fare meglio, e come pensiamo che il nostro lavoro debba cambiare per essere ricerca migliore e rappresentare un servizio più forte per le nostre comunità.

Racconteremo su questo blog, con una serie di contributi, i passi avanti che la ricerca ha fatto nella comprensione del terremoto e quale patrimonio di conoscenza ed esperienza siamo oggi in grado di consegnare alla Società. Molte restano le cose che ancora non conosciamo e su cui stiamo lavorando per giungere ad una conoscenza sempre più approfondita dei fenomeni sismici.

Come primo contributo INGVterremoti ha creato una story map sull’andamento spazio-temporale della sequenza in tutto l’anno 2009, dove si visualizzano circa 6.700 eventi sismici di magnitudo maggiore di 1.6.

La “story map” è un’applicazione web che attraverso mappe interattive, contenuti multimediali e funzioni di interazione l’INGV utilizza al fine di migliorare l’informazione, la didattica e la comunicazione anche di fenomeni naturali come la sismicità.

L’interfaccia e le funzionalità della story map sulla sequenza sismica dell’Aquilano nel 2009

Grazie agli strumenti di interazione e le funzionalità di info-grafica presenti nell’interfaccia dell’applicazione è possibile avere informazioni sul numero di eventi e sulla magnitudo massima in mappa, interrogare ogni singolo terremoto per visualizzarne i parametri ipocentrali, selezionare gli eventi sismici dei vari periodi della sequenza (fasi temporali) o in base alla loro magnitudo. Infine attivando il cursore temporale sarà possibile visualizzare i terremoti in un determinato intervallo di tempo e far partire l’animazione, giorno per giorno, della sismicità.

La story map sulla sequenza sismica dell’Aquilano del 2009 è visualizzabile al seguente indirizzo https://bit.ly/2UtlwBt ed è presente nella galleria di story maps di INGVterremoti.

Alcuni articoli sul terremoto del 2009 già pubblicati su questo blog:

https://ingvterremoti.wordpress.com/2014/11/09/linizio-e-la-fine-della-sequenza-sismica-dellaquila/

https://ingvterremoti.wordpress.com/2014/04/05/speciale-cinque-anni-dal-terremoto-dellaquila/

https://ingvterremoti.wordpress.com/2013/04/06/speciale-quattro-anni-dal-terremoto-dellaquila/


Riferimenti

Moretti, M., Nostro, C., Govoni, A., Pignone, M., La Longa, F., Crescimbene, M. and Selvaggi, G., (2011). L’intervento del Centro Operativo Emergenza Sismica in occasione del terremoto del 2009 a L’Aquila, Quaderni di Geofisica, No. 92, http://istituto.ingv.it/images/collane-editoriali/quaderni-di-geofisica/quaderni-di-geofisica-2011/quaderno92.pdf.

AA. VV. (2012), Miscellanea INGV “Sintesi dei lavori del Workshop EDURISK 2002 – 2011 | 10 anni di progetti di educazione al rischio”, n. 13, ISSN 2039-6651, http://istituto.ingv.it/images/collane-editoriali/miscellanea/miscellanea-2012/miscellanea13.pdf

EMERGEO WORKING Group – Rilievi geologici di terreno effettuati nell’area epicentrale della sequenza sismica dell’Aquilano del 6 aprile 2009 – https://www.earth-prints.org/handle/2122/5036

QUEST – Rapporto sugli effetti del terremoto aquilano del 6 aprile 2009 http://www.questingv.it/index.php/rilievi-macrosismici/15-aquilano-06-04-2009-ml-5-9/file

Galleria STORY MAPS & TERREMOTI – http://ingv.maps.arcgis.com/apps/MinimalGallery/index.html?appid=3afd9d388d38419fbf94e278aa3f15b4


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Una story map sul terremoto in Irpinia e Basilicata del 23 novembre 1980

La sera del 23 novembre 1980 alle ore 19:34 la terra tremò in larga parte del sud Italia. La scossa principale fu di magnitudo M 6.9 con epicentro tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Colpì una vasta area dell’Appennino meridionale con effetti devastanti soprattutto in Irpinia e nelle zone adiacenti delle province di Salerno e Potenza. Un approfondimento su questo evento è disponibile in un articolo del BLOG.

In occasione dei 38 anni dall’accadimento viene presentata una story map che racconta Il tragico impatto di questo terremoto in alcuni dei suoi aspetti principali attraverso mappe interattive, narrazione, testimonianze, immagini e video.

La story map propone una ricostruzione della sequenza sismica e dello stato del monitoraggio sismico nel 1980 anche attraverso l’ausilio di alcune mappe interattive.  I testi, le immagini e i video raccontano invece i giorni dell’emergenza, l’impatto sulle località colpite, la ricostruzione e gli aspetti socio-economici di questa tragedia che ha interessato oltre 600 comuni dell’Italia meridionale. Sono 7 le aree tematiche in cui è suddivisa:

  • Area epicentrale e sequenza sismica
  • Rete sismica nel 1980
  • Distribuzione degli effetti
  • Impatto nelle località colpite
  • Numeri del terremoto
  • Impatto socio-economico
  • Interventi, gestione dell’emergenza e ricostruzione

La descrizione dell’impatto del terremoto del 23 novembre 1980 in alcune delle località più colpite anche attraverso foto d’epoca.

Il modello utilizzato per la realizzazione della story map è lo “Story Map Cascade℠” (https://storymaps.arcgis.com/en/app-list/cascade/) che consente di combinare testo narrativo con mappe, immagini e contenuti multimediali in un’esperienza di scorrimento a schermo intero molto coinvolgente.  In una story map di tipo “Cascade” le sezioni contenenti testo e media in linea possono essere intervallate da sezioni “immersive” che riempiono lo schermo con mappe, immagini e video, ideale per creare storie avvincenti e approfondite, facilmente consultabili dagli utenti.

Tra i contenuti più interessanti della story map c’è la mappa interattiva della Rete Sismica operativa nel 1980. Già dal 1954 l’Istituto Nazionale di Geofisica controllava circa 23 punti di osservazione divisi tra Osservatori base e Stazioni. Gli Osservatori erano delle strutture che collaboravano con l’ING e oltre ad avere la funzione di registrare ed elaborare gli eventi sismici, erano adibiti anche alla ricerca, mentre le stazioni si limitavano alla registrazione degli eventi ed erano generalmente locali messi a disposizione dalle Università e da Enti pubblici o privati.

La mappa interattiva dei punti di osservazione nel 1980 suddivisi in Osservatori (blu), Università (verde), Stazioni ING (arancio). Nella mappa è rappresentata anche la sismicità 1980-1981 nell’area epicentrale del terremoto del 23 novembre 1980.

Per il terremoto del 23 novembre 1980 non si riuscirono a fornire notizie precise e tempestive riguardanti l’esatta localizzazione dell’evento per mancanza di dati disponibili in tempo reale, dal momento che non esisteva un unico centro di raccolta e di elaborazione dati.

ll sismogramma del terremoto delle 19:34 del 23 novembre 1980 registrato alla stazione sismica ING di Duronia in provincia di Campobasso.

Un’altra importante testimonianza presente nella parte finale della story map è l’appello del Presidente della Repubblica Sandro Pertini sul ritardo dei soccorsi e sul perdurare dell’emergenza contenuto in un video di un servizio della RAI sui giorni successivi al terremoto.

Per la realizzazione della story map sono state utilizzate le seguenti fonti:
  • i dati sulla sequenza sismica del 1980 in Irpinia e Basilicata tratti dalla Scheda SPECIALE CAMPANIA dell’INGV;
  • I testi e i dati di impatto sono estratti dal volume: IL PESO ECONOMICO E SOCIALE DEI DISASTRI SISMICI IN ITALIA NEGLI ULTIMI 150 ANNI 1861-2011 di Emanuela Guidoboni e Gianluca Valensise;  
  • I dati macrosismici provengono dal Database macrosismico italiano 2015 (DBMI15 – https://emidius.mi.ingv.it/DBMI/ ).

La story map è stata inserita nella galleria StoryMaps & Terremoti ed è disponibile al seguente LINK.

A cura di Maurizio Pignone e Anna Nardi (INGV – Osservatorio Nazionale Terremoti)


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Porte aperte all’INGV il 30 ottobre

A due anni dal terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016 (magnitudo 6.5), l’evento più forte della sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) apre le porte delle sue sedi per presentare le attività di ricerca e servizio dell’Ente e per parlare di territorio e pericolosità.

Per l’occasione, seminari, esposizioni e visite guidate organizzate dai dipartimenti INGVAmbiente, INGVTerremoti e INGVVulcani saranno allestiti e disponibili nelle diverse sedi dell’Istituto in tutto il territorio nazionale. Di seguito i link alle pagine dei programmi per ognuna delle Sedi INGV che partecipa all’evento PORTE APERTE.

Programma Bologna 

Programma Catania 

Programma Grottaminarda – Locandina Grottaminarda 

Programma Milano 

Programma Napoli 

Programma Palermo 

Programma Porto Venere – Locandina Porto Venere

Programma Rende 

Programma Roma – Locandina Roma

Ad esempio nella sede di Roma saranno allestiti due percorsi divulgativi: il primo descriverà le attività dell’Istituto per il monitoraggio sismico e l’allerta maremoto con particolari approfondimenti sulla sequenza sismica in Italia Centrale; il secondo ci consentirà di visitare alcuni dei laboratori scientifici come il Laboratorio di Alte Pressioni e Alte Temperature, il Laboratorio di Geochimica dei Fluidi, il Laboratorio di Paleomagnetismo. Parallelamente ci saranno una serie di incontri con i ricercatori su tematiche che spaziano dai terremoti ai vulcani ed infine le visite alla Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami per conoscere da vicino cosa fanno i sismologi durante il servizio di sorveglianza e imparare a localizzare un terremoto.

Il programma di PORTE APERTE ALL’INGV nella sede di ROMA.

Nel percorso divulgativo saranno presenti anche le story maps e le mappe interattive che INGVterremoti ha prodotto in questi due anni per raccontare la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia.

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La sequenza sismica in Italia Centrale – story maps

A un anno dalla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia

Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, un anno di sismicità

In particolare la nuova mappa interattiva “Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, due anni di sismicità” dove sono visualizzati tutti gli eventi sismici di magnitudo maggiore o uguale di 2.3 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area dell’Italia Centrale. Sono oltre 6.400 i terremoti dal 24 agosto 2016 al 24 agosto 2018 di magnitudo maggiore o uguale di 2.3: nella mappa è possibile filtrare gli eventi per magnitudo, per periodo temporale e attivare il TIME SLIDER per creare un’animazione spazio-temporale.

Questa mappa è già disponibile nella galleria “Story Maps & Terremoti” che raccoglie le story maps dell’INGV per l’informazione, la didattica e la comunicazione sulla sismicità del nostro territorio e la riduzione del rischio sismico.

Approfondimenti sulla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia sono disponibili su questa pagina (in continuo aggiornamento).


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Una mappa interattiva della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia

Ad un anno dall’evento sismico di magnitudo 6.5 del 30 ottobre 2016 la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia continua a far registrare numerosi terremoti ogni giorno nell’area. Una quarantina in media, ad esempio, gli eventi giornalieri registrati in questi ultimi giorni, tutti di magnitudo molto bassa con pochi terremoti superiori a magnitudo 2.0.  Dal 24 agosto ad oggi il numero di eventi ha ormai superato la quota di 78.500, la maggior parte di magnitudo inferiore a 2.0. Infatti se consideriamo solo gli eventi al di sopra di questa soglia sono poco più di 12.000.

Numero giornaliero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale e cumulata del numero degli eventi sismici nell’area della sequenza (aggiornamento 30 ottobre 2017).

La sequenza di Amatrice-Visso-Norcia è stata anche caratterizzata da diverse importanti fasi temporali a partire dal 24 agosto 2016 fino ai primi mesi del 2017. Queste fasi, ben evidenziate anche nei picchi degli istogrammi del numero giornaliero di terremoti (vedi grafico qui sopra), sono state ricostruite attraverso un video che mostra la distribuzione dei terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in 5 intervalli temporali con colori differenti:

  • dal 1 al 23 agosto 2016 (verde chiaro)
  • dal 24 agosto al 25 ottobre 2016 (giallo)
  • dal 26 al 29 ottobre 2016 (arancione)
  • dal 30 ottobre 2016 al 17 gennaio 2017 (rosso)
  • dal 18 gennaio al 31 marzo 2017 (blu)

Gli eventi sismici rappresentati sono solo quelli di magnitudo uguale o maggiore di 2.0. Le stelle bianche indicano gli epicentri dei terremoti più forti della sequenza con magnitudo uguale o maggiore di 5.0.

Questo video è stato presentato durante la giornata “Insieme per convivere con i terremoti“, organizzata dall’INGV in collaborazione con il Comune ad Amatrice, all’interno del percorso  divulgativo realizzato per mostrare le attività dell’Istituto durante l’emergenza e curato dai gruppi operativi e di ricerca dell’INGV.  Nel percorso è stato dato ampio spazio alle mappe e alle applicazioni multimediali per raccontare la sismicità e la pericolosità sismica. In particolare è stata presentata una mappa interattiva della sequenza che permette di visualizzare ed interrogare gli eventi sismici in base alla magnitudo e alle fasi temporali.

L’interfaccia della mappa interattiva della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia. Cliccare sulla mappa per accedere all’applicazione.

Nella mappa sono visualizzati tutti gli eventi sismici di magnitudo uguale o maggiore di 2.5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area dell’Italia centrale interessata dalla sequenza sismica dal 1 agosto 2016 al 31 agosto 2017.  E’ possibile filtrare gli eventi per magnitudo e per periodo temporale attraverso delle selezioni predefinite: ad esempio, i terremoti maggiori\uguali di magnitudo 4.0, oppure gli eventi registrati tra il 26 e il 29 ottobre 2016. Alcuni filtri sono stati impostati in base alle fasi temporali della sequenza già descritte in precedenza.

Un esempio di applicazione di due filtri (uno sulla magnitudo ed uno temporale) sulla mappa. L’info-grafica mostra il numero di eventi come risultato dei filtri applicati.

Possono essere applicati anche più filtri, ad esempio uno sulla magnitudo ed uno temporale: un’info-grafica mostra il numero di terremoti risultanti dall’applicazione dei filtri e mostrati nella mappa. Inoltre è possibile in ogni momento interrogare ciascun terremoto sulla mappa per visualizzare le informazioni rispetto alla data, la magnitudo e la profondità ipocentrale.

Un’altra importante modalità di interazione è la possibilità di attivare il cursore TEMPO, una funzionalità che permette di impostare un’intervallo temporale personalizzato per la visualizzazione in mappa dei terremoti o per far partire una animazione scegliendo tra diverse velocità.

Il cursore TEMPO permette di creare delle animazioni della sequenza con intervalli temporali personalizzati .

La mappa interattiva è disponibile all’interno della galleria “story maps & terremoti” o direttamente al seguente link: http://arcg.is/1nfnHG.

a cura di Maurizio Pignone, INGV-Centro Nazionale Terremoti.

Terremoti e story maps: informare e comunicare con le mappe

Nei giorni scorsi l’INGV ha reso disponibile una galleria di story maps realizzate negli ultimi mesi che raccontano vari aspetti della sismicità e del rischio sismico del nostro territorio. La galleria raccoglie diverse applicazioni web per consultare e visualizzare alcune story maps create a partire dal 2013 per sperimentare un nuovo modo di comunicare ed informare attraverso l’utilizzo di mappe interattive.

Galleria di story maps pubblicata nel portale italiano di ArcGIS on line della ESRI.

La galleria  “story maps & terremoti” pubblicata dall’INGV (vai alla galleria).

Le story maps sono applicazioni web semplici da realizzare che consentono di raccontare storie combinando mappe interattive con testo, foto, video e altri contenuti multimediali. L’utilizzo sempre crescente dell’informazione geografica nella comunicazione (pensiamo ad esempio a Google Earth) ha generato un impatto nuovo e stimolante negli utenti per raccontare storie, partendo dalla tecnica dello storytelling che permette esclusivamente il racconto di storie inteso come semplice trasmissione di informazioni descrittive. Le story maps si avvalgono delle mappe come strumenti logici per comunicare la storia di ciò che sta accadendo o che è accaduto,  di contenuti correlati (legenda, testo, foto, video ecc) e di semplici funzionalità (pan/zoom, pop-up ecc) che le rendono un prodotto di informazione anche per un vasto pubblico. Leggi il resto di questa voce

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