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SPECIALE 2014, un anno di terremoti

Nel 2014 la Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’Ingv ha permesso di localizzare 24312 terremoti, circa 3000 eventi in più rispetto al 2013.  In Italia, nel 2014, sono avvenuti in media 66 terremoti al giorno, quasi un terremoto ogni 20 minuti.  I terremoti di magnitudo 1.5 o superiore sono stati meno di un terzo del totale: 7169, ma se ci limitiamo a contare i terremoti da magnitudo 2.5 in su (quelli per i quali l’Ingv effettua una comunicazione alla Protezione Civile) troviamo nel 2014 731 eventi, una media di 2 comunicazioni al giorno. I dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono rivisti dai sismologi in turno H24 nella nostra Sala Operativa di monitoraggio sismico e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito Ingv denominato Iside. 

La distribuzione dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel 2014 (fonte dati http://iside,rm.ingv.it).

La distribuzione dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel 2014 (fonte dati http://iside.rm.ingv.it).

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Italia sismica: i terremoti di dicembre 2014

Nell’ultimo mese del 2014 si registra un aumento del numero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV con quasi 2300 eventi registrati. La media giornaliera in questo mese di dicembre 2014 sale ad oltre 73 terremoti in controtendenza rispetto agli ultimi mesi dell’anno.

La sismicità dal 1 al 31 dicembre 2014.

I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dal 1 al 31 dicembre 2014.

In questo mese si sono attivate numerose sequenze che hanno portato sicuramente ad un aumento del numero di terremoti registrati. Tra questi 4 eventi hanno avuto una magnitudo uguale o maggiore di 4.0 e  28 sono stati invece i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. L’evento di magnitudo maggiore, Mw 4.3, è stato localizzato in provincia di Cosenza il 28 dicembre. Il terremoto è stato avvertito nettamente nella città di Cosenza (mappa degli effetti del terremoto dal sito www.haisentitoilterremoto.it) ed anche in gran parte della regione. Dalla scossa principale in qualche ora sono stati registrati altri 4 eventi, il più forte di magnitudo M 3.0. Leggi il resto di questa voce

Italia sismica: i terremoti di novembre 2014

Poco più di 1300 i terremoti registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di novembre 2014, con una media che scende a circa 44 eventi al giorno, tra le più basse di tutto il 2014.

La sismicità

La sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale dal 1 al 30 novembre 2014.

Nessun evento registrato ha avuto una magnitudo uguale o maggiore di 4.0, mentre sono stati solo 13 i terremoti compresi tra magnitudo 3.0 e 4.0, il più forte dei quali il 13 novembre di magnitudo  ML 3.7,  localizzato nel Cilento in Provincia di Salerno. A causa dell’elevata profondità, quasi 300 Km, il terremoto non è stato risentito dalla popolazione. E’ stato decisamente risentito, invece, il terremoto che si è verificato il 30 novembre sull’Appennino Ligure in Val di Trebbia. L’evento di magnitudo Mw 3.6 (ML 3.8) è stato superficiale (12 Km) e quindi risentito in una vasta area tra le province di Genova e La Spezia (mappa preliminare degli effetti del terremoto dal sito www.haisentitoilterremoto.it). Leggi il resto di questa voce

Italia sismica: i terremoti di ottobre 2014

Poco più di 1500 i terremoti registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di ottobre 2014, con una media di poco più di 50 eventi al giorno, ancora in diminuzione rispetto ai mesi precedenti.

La mappa dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di ottobre 2014

La mappa dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di ottobre 2014.

Durante questo mese solo un evento ha avuto una magnitudo maggiore di 4.0, un terremoto localizzato la notte del 10 ottobre nel Basso Tirreno nelle vicinanze dell Isole Eolie di magnitudo Ml 4.3 Gli eventi compresi tra magnitudo 3.0 e 4.0 sono stati 19, tutti compresi tra 3.0 e 3.4 di magnitudo. La maggior parte di questi eventi sono stati registrati nel Basso Tirreno e nell’area a cavallo tra la Calabria meridionale e la provincia di Messina. Leggi il resto di questa voce

L’inizio e la fine della sequenza sismica dell’Aquila

Un argomento dibattuto in questi ultimi anni è stato il momento di inizio e di fine della sequenza sismica dell’Aquila del 2009. Si è discusso inoltre delle caratteristiche della sismicità che ha preceduto il terremoto del 6 aprile: si trattò di uno sciame? O il termine fu introdotto impropriamente? In un recente articolo è stato chiarito che la sequenza aquilana iniziò a gennaio 2009 e aveva i caratteri tipici di uno sciame sismico. Vediamo in questo approfondimento qualche dettaglio su come si è giunti a questo risultato e facciamo qualche confronto e considerazione con quanto avviene in altre regioni d’Italia.

Quando è iniziata la sequenza sismica dell’Aquila?

sciame-rulliPer rispondere alla domanda abbiamo utilizzato l’algoritmo di Paul Reasenberg (1985) denominato Cluster2000, distribuito dallo United States Geological Survey (USGS).

L’algoritmo è largamente usato dalla comunità scientifica per analizzare le proprietà statistiche dei cataloghi dei terremoti. Scopo di Cluster2000 è individuare i raggruppamenti (cluster in inglese) di terremoti sia nello spazio che nel tempo.

La procedura analizza un elenco di terremoti, ordinato temporalmente, di cui siano noti l’istante di accadimento, le coordinate geografiche, la profondità e la magnitudo. Essa ci dice, cioè, se due terremoti possono essere considerati parte di un più grande fenomeno fisico che potremmo chiamare “sequenza sismica” o “sciame sismico“.

Utilizzando i parametri standard definiti da Reasenberg (vedi sotto per i dettagli della tecnica), l’analisi fornisce come data d’inizio della sequenza sismica dell’Aquila il giorno 16 gennaio 2009; l’ultimo terremoto della sequenza avviene il 17 aprile 2012, dopo più di 19.800 scosse in oltre 3 anni di sismicità. Per fare una valutazione prudenziale dell’inizio della sequenza sismica abbiamo provato diversi valori di tempo minimo di associazione degli eventi. Solo estendendo questo parametro fino a 10 giorni otteniamo un inizio della sequenza anticipato al 7 gennaio 2009.

Andamento nel tempo della sismicità dal 1/1/2008 al 30 aprile 2009 in un’area di 30 km intorno a L’Aquila. Ogni punto rappresenta un terremoto di magnitudo come nella scala a sinistra. La linea rossa indica l’inizio della sequenza. Si nota bene che l’andamento prima della linea rossa è variabile ma senza particolari addensamenti (ossia sequenze): è la sismicità di fondo

Figura 1. Andamento nel tempo della sismicità dal 1/1/2008 al 30 aprile 2009 in un’area di 30 km di raggio intorno a L’Aquila. Ogni punto rappresenta un terremoto di magnitudo come nella scala a sinistra. La linea rossa indica l’inizio della sequenza. Si nota bene che l’andamento prima della linea rossa è variabile, ma senza particolari addensamenti (ossia sequenze): è la sismicità di fondo.

Allo stato attuale non esistono leggi note capaci di fornire indicazioni sull’evoluzione delle sequenze sismiche. Ogni sequenza ha delle caratteristiche proprie che possono essere studiate solo dopo che la sequenza sia senza ombra di dubbio terminata. In particolare, non c’è nessuna legge o indicazione che possa dirci se il culmine massimo della sequenza sia stato raggiunto oppure no. Leggi il resto di questa voce

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