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Terremoto in provincia di Catania del 6 ottobre 2018: aggiornamento delle ore 16:00

L’evento avvenuto alle ore 02:34 italiane del 6 ottobre 2018 (ore 00:34 UTC) di magnitudo ML 4.8 (Mw 4.6) si colloca nell’area etnea, a circa 15 km a SSW della parte sommitale del vulcano, a circa 1 km da Biancavilla (CT), 5 km da Adrano (CT), 6 km da Paternò (CT), e 10 km da Belpasso (CT), 23 km a NW di Catania. Il terremoto è stato rilocalizzato nelle ore successive: l’epicentro è pressoché invariato rispetto a quello calcolato nei minuti immediatamente successivi all’evento, mentre è cambiata la profondità, che è pari a circa 6 km.

Fino a questo momento (ore 16.00), dopo il terremoto di questa notte, sono stati localizzati 8 eventi sismici e solo 2 hanno superato magnitudo 2.0: quello di magnitudo 2.5 delle ore 2:29 italiane e quello di magnitudo 2.3 delle ore 12:21 italiane.

Terremoti localizzati da gennaio 2018 in blu ed eventi delle ultime 24 ore in giallo.

In questo settore dell’Etna la sismicità strumentale degli ultimi anni è stata modesta: si ricorda un evento di magnitudo 3.1 avvenuto il 6 dicembre 2000 ad ovest di Santa Maria di Licodia e più recentemente, il 25 agosto 2017, un evento di magnitudo 3.3 localizzato nelle vicinanze di Ragalna. In un raggio di 5 km centrato nel paese di Biancavilla, a partire dal 2000 il catalogo riporta 11 eventi di magnitudo superiore a 2.5.

La sismicità nell’area etnea avviene nella parte sommitale del vulcano ma anche lungo i suoi fianchi ed è caratterizzata da profondità ipocentrali molto variabili. Gli ipocentri variano solitamente da pochi chilometri in occasione di sciami sismici connessi all’attività eruttiva, fino a 10-15 km e talvolta raggiungono 25-35 km, delineando un complesso sistema di interazione tra crosta profonda e struttura superficiale del complesso vulcanico. L’evento odierno è avvenuto a profondità medie e il meccanismo focale calcolato è di tipo trascorrente, coerente con i terremoti già studiati all’Etna che, in questo settore del vulcano e a queste profondità ipocentrali, mostrano soluzioni focali trascorrenti con massima compressione diretta prevalentemente in direzione nordest-sudovest, nordnordest-sudsudovest.
Nelle aree peri-vulcaniche è sempre difficile distinguere tra terremoti tettonici e vulcanici. L’Etna è caratterizzato da una sismicità molto distribuita geograficamente, come profondità ipocentrali e meccanismi di rottura. Ci sono terremoti che avvengono all’interno dei condotti vulcanici che sono certamente associabili a movimenti di masse magmatiche, mentre altri più periferici sono terremoti con caratteristiche degli eventi tettonici, ma che certamente risentono del campo di sforzi indotti dal vulcano. In queste ore i sismologi e vulcanologi dell’INGV stanno raccogliendo e analizzando tutti i dati disponibili  (geofisica,  geochimici, delle deformazioni del suolo ecc.) per chiarire questi aspetti e verificare se questo evento sismico possa avere inciso sui meccanismi di ricarica del vulcano che sono in atto da mesi.

Gli eventi sismici localizzati oggi (in blu, aggiornati alle ore 16.00) sovrapposti al Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

Da un punto di vista della sismicità storica (catalogo CPTI15), l’area epicentrale dell’evento odierno non è stata caratterizzata da eventi di magnitudo elevata, sebbene i risentimenti siano fortemente connessi alla struttura vulcanica superficiale. In particolare si ricordano due eventi con localizzazione simile a quello odierno, l’evento del 14 maggio 1898 di magnitudo 4.0 e l’evento del 15 aprile 1984 di magnitudo M 3.5, che sono stati risentiti a Biancavilla con intensità rispettivamente di VI-VII e VI. L’evento di maggiore magnitudo in area etnea ha avuto magnitudo 6.3 e si è verificato il 20 febbraio 1818 sul versante di sud-est del vulcano. a circa 15-20 km a nord-nord-est di Catania e nell’area epicentrale odierna ebbe un risentimento di grado VII-VIII. Un simile risentimento è stato determinato dall’evento del 1 gennaio 1850, di magnitudo M 4.3, avvenuto nel settore sudest dell’Etna. Considerando gli eventi al di fuori dell’area vulcanica, un risentimento di grado VII-VIII è stato assegnato ad Adrano (5 km dall’epicentro attuale) per l’evento di magnitudo M 7.3, avvenuto l’11 gennaio 1693 nella Sicilia sud-orientale.

La mappa di pericolosità sismica (espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi) include l’area epicentrale attuale in una zona a pericolosità alta con valori di accelerazione orizzontale compresi nell’intervallo 0.175-0.200 g, in prossimità di un settore a pericolosità molto alta che si estende dalla Calabria fino alla zona iblea.

Localizzazione dell’evento sismico (stella bianca) di magnitudo ML 4.8 (Mw 4.6) sovrapposta alla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

Secondo i dati accelerometrici disponibili al momento, l’evento ha fatto registrare accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso pari al VII grado della scala MCS (vedi mappa di scuotimento aggiornata).

La mappa del risentimento sismico (aggiornata alle ore 15:48 del 6 ottobre 2018), realizzata utilizzando gli oltre 1000 questionari arrivati a www.haisentitoilterremoto.it mostrano che l’evento è stato avvertito in tutta la Sicilia orientale, da Messina all’area siracusana, con massimo risentimento del VI-VII grado nell’area epicentrale, in buon accordo con la mappa di scuotimento calcolata.

Mappa del risentimento sismico in scala MCS che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto (secondo la legenda colorata) sul territorio come ricostruito dai questionari on line. Con la stella viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://www.haisentitoilterremoto.it/repository/20845861/index.html)


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Italia sismica: i terremoti di febbraio, marzo e aprile 2016

Dopo una breve pausa ritorna la rubrica ITALIA SISMICA per raccontare la sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Febbraio, Marzo e Aprile 2016. Complessivamente i terremoti localizzati sono stati 2705 in particolare 719 a Febbraio, 984 a Marzo e 1002 ad Aprile. La media giornaliera sui tre mesi è stata di circa 30 eventi, più alta nello scorso mese di aprile con poco più di 34 eventi, più bassa a marzo con 31 e decisamente inferiore a febbraio con quasi 25 terremoti al giorno. Il numero di terremoti localizzati è comunque in linea con il primo mese del 2016 ed anche con gli ultimi mesi dell’anno precedente.

La sismicità in Italia registrata dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2016.

La sismicità in Italia registrata dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2016.

Durante questo lungo periodo sono stati appena 2 i terremoti registrati che hanno avuto una magnitudo uguale o superiore a 4.0, solo uno localizzato sul territorio italiano. Entrambi gli eventi si sono verificati nel mese di febbraio, il primo è avvenuto l’8 febbraio (ML 4.6, Mw 4.2) tra le province di Ragusa e Siracusa mentre il secondo il 14 febbraio (Mb 4,5) localizzato lungo la costa meridionale della Croazia.  Nei mesi successivi di marzo e aprile gli eventi di magnitudo maggiore sono stati registrati il 6 marzo (Ml 3.9) nel Mar Ionio al largo della costa orientale della Calabria e due eventi in aprile localizzati fuori dall’Italia di magnitudo 3.8, il primo tra Slovenia e Croazia il 9 aprile, il secondo nell’Austria settentrionale il giorno 25. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico tra le province di Ragusa e Siracusa M 4.6, 8 febbraio: aggiornamento e approfondimento

Nell’area epicentrale del terremoto di magnitudo ML 4.6 avvenuto oggi (8 febbraio) alle ore 16:35:43 italiane tra le province di Ragusa e Siracusa, dal 6 febbraio 2016 ad oggi sono stati localizzati circa 20 eventi la maggior parte dei quali ha avuto magnitudo intorno a 2.0 e un solo evento di magnitudo superiore a 3.0: il terremoto di magnitudo M3.4 delle ore 02.41 italiane del 7 febbraio.

Ragusa_8feb_ore18

Come accade per la maggior parte dei terremoti di magnitudo maggiore di 3.5, anche per questo terremoto  è stato calcolato il meccanismo focale con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://cnt.rm.ingv.it/tdmt) ed è stato ottenuto anche il valore della magnitudo momento Mw pari a 4.2. Il meccanismo focale è trascorrente ed è compatibile con lo stile tettonico dell’area.

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Evento sismico tra le province di Ragusa e Siracusa M 4.6, 8 febbraio ore 16:35

Un terremoto di magnitudo ML 4.6 è avvenuto oggi 8 febbraio alle ore 16:35:43 italiane (08-02-2016 ore 15:35:43 UTC) localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV tra le province di Ragusa e Siracusa ad una profondità di 4 Km.

Siracusa

I comuni entro i 20 chilometri dall’epicentro sono: Palazzolo Acreide (SR), Giarratana (RG), Buscemi (SR), Ragusa, Monterosso Almo (RG), Cassaro (SR), Chiaramonte Gulfi (RG), Modica (RG), Buccheri (SR), Ferla (SR), Canicattini Bagni (SR), Rosolini (SR), Noto (SR).

Maggiori informazioni disponibili sulla pagina di evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/6431031

A breve aggiornamenti e approfondimenti.


2.Cop_SiciliaUlteriori notizie sulla sismicità e sul rischio sismico in Sicilia sono disponibili nella scheda Speciale Sicilia.

Evento sismico al largo della Costa siracusana, M3.9, 21 settembre ore 00.27

Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è avvenuto la notte tra il 20 e il 21 settembre 2015 alle ore 00:27:58 italiane (20-09-2015 ore 22:27:58 UTC) in mare, al largo della Costa siracusana.

L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV 30 Km a Est di Siracusa e a 62 Km a Sud-Est di Catania, ad una profondità di 23 km.

Costa_siracusana20.09.15

Localizzazione dell’evento sismico di magnitudo 3.9 avvenuto stanotte alle ore 00.27 italiane.

informazioni sull’evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/6096411

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