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Eventi sismici tra le province di Terni e Viterbo: aggiornamento del 31 maggio 2016 ore 16.00 e approfondimento

Il terremoto che è stato registrato ieri sera, 30 maggio alle ore 22:24 italiane, nella zona a nord del Lago di Bolsena, con epicentro molto vicino al comune di Castel Giorgio (TR), ha avuto magnitudo Richter ML 4.1. Al momento (ore 16:00 del 31 maggio) è stato seguito da circa 35 repliche (aftershocks), la più forte delle quali ha avuto magnitudo 3.4 (alle ore 11.22). La revisione della localizzazione ipocentrale della scossa principale e delle repliche di magnitudo inferiore, effettuata nella mattinata di oggi, mostra che la sismicità è piuttosto superficiale, intorno a 8 km.

La sismicità delle ultime ore ha interessato una regione spostata verso nord-ovest rispetto a quella di ieri sera, collocandosi vicina al comune di Acquapendente (VT). La distribuzione degli epicentri mostra un allineamento di questi ultimi lungo due linee sub-parallele, orientate circa nordovest-sudest.

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Sequenza sismica tra le province di Terni e Viterbo, aggiornata alle ore 16.00 italiane.

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L’inizio e la fine della sequenza sismica dell’Aquila

Un argomento dibattuto in questi ultimi anni è stato il momento di inizio e di fine della sequenza sismica dell’Aquila del 2009. Si è discusso inoltre delle caratteristiche della sismicità che ha preceduto il terremoto del 6 aprile: si trattò di uno sciame? O il termine fu introdotto impropriamente? In un recente articolo è stato chiarito che la sequenza aquilana iniziò a gennaio 2009 e aveva i caratteri tipici di uno sciame sismico. Vediamo in questo approfondimento qualche dettaglio su come si è giunti a questo risultato e facciamo qualche confronto e considerazione con quanto avviene in altre regioni d’Italia.

Quando è iniziata la sequenza sismica dell’Aquila?

sciame-rulliPer rispondere alla domanda abbiamo utilizzato l’algoritmo di Paul Reasenberg (1985) denominato Cluster2000, distribuito dallo United States Geological Survey (USGS).

L’algoritmo è largamente usato dalla comunità scientifica per analizzare le proprietà statistiche dei cataloghi dei terremoti. Scopo di Cluster2000 è individuare i raggruppamenti (cluster in inglese) di terremoti sia nello spazio che nel tempo.

La procedura analizza un elenco di terremoti, ordinato temporalmente, di cui siano noti l’istante di accadimento, le coordinate geografiche, la profondità e la magnitudo. Essa ci dice, cioè, se due terremoti possono essere considerati parte di un più grande fenomeno fisico che potremmo chiamare “sequenza sismica” o “sciame sismico“.

Utilizzando i parametri standard definiti da Reasenberg (vedi sotto per i dettagli della tecnica), l’analisi fornisce come data d’inizio della sequenza sismica dell’Aquila il giorno 16 gennaio 2009; l’ultimo terremoto della sequenza avviene il 17 aprile 2012, dopo più di 19.800 scosse in oltre 3 anni di sismicità. Per fare una valutazione prudenziale dell’inizio della sequenza sismica abbiamo provato diversi valori di tempo minimo di associazione degli eventi. Solo estendendo questo parametro fino a 10 giorni otteniamo un inizio della sequenza anticipato al 7 gennaio 2009.

Andamento nel tempo della sismicità dal 1/1/2008 al 30 aprile 2009 in un’area di 30 km intorno a L’Aquila. Ogni punto rappresenta un terremoto di magnitudo come nella scala a sinistra. La linea rossa indica l’inizio della sequenza. Si nota bene che l’andamento prima della linea rossa è variabile ma senza particolari addensamenti (ossia sequenze): è la sismicità di fondo

Figura 1. Andamento nel tempo della sismicità dal 1/1/2008 al 30 aprile 2009 in un’area di 30 km di raggio intorno a L’Aquila. Ogni punto rappresenta un terremoto di magnitudo come nella scala a sinistra. La linea rossa indica l’inizio della sequenza. Si nota bene che l’andamento prima della linea rossa è variabile, ma senza particolari addensamenti (ossia sequenze): è la sismicità di fondo.

Allo stato attuale non esistono leggi note capaci di fornire indicazioni sull’evoluzione delle sequenze sismiche. Ogni sequenza ha delle caratteristiche proprie che possono essere studiate solo dopo che la sequenza sia senza ombra di dubbio terminata. In particolare, non c’è nessuna legge o indicazione che possa dirci se il culmine massimo della sequenza sia stato raggiunto oppure no. Leggi il resto di questa voce

Sequenze sismiche di inizio agosto

In questi giorni si sono verificate alcune scosse di terremoto tra la provincia di Siena e quella di Firenze, in prossimità dei comuni di Certaldo (FI) e San Gimignano (SI). Il terremoto più forte avvenuto il 9 agosto alle 15:47 ora italiana di magnitudo 3.4 è stato risentito in una vasta area come riscontrato tramite i questionari compilati su haisentitoilterremoto.it.

Sono state molte le richieste di informazioni che ci sono arrivate via mail e così anche sulla nostra pagina Facebook/INGVterremoti e quindi qui riportiamo il quadro delle informazioni disponibili sulle caratteristiche sismiche dell’area allo stato delle conoscenze attuali.

L’attività sismica di questi giorni, nell’area compresa tra le province di Firenze e Siena, è caratterizzata da eventi di magnitudo molto ridotta. Se si interroga il nostro database ISIDE (http://iside.rm.ingv.it/) si vede che sono 44 le scosse dall’8 agosto ad oggi (11 agosto, ore 17.30) nella zona di Certaldo e San Gimignano ed 8 hanno avuto magnitudo pari o superiore a 2.0.

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Attività sismica di questi giorni dall’8 agosto ad oggi (11 agosto, ore 17.30) nella zona di Certaldo e San Gimignano (fonte: http://iside.rm.ingv.it/). In alto a destra la mappa di pericolosità (fonte: http://zonesismiche.mi.ingv.it/).

La zona interessata dalla sequenza di questi giorni è conosciuta per una sismicità che è arrivata in passato fino a quasi magnitudo 5, come i terremoti del 1804 e del 1869 con magnitudo stimata pari a 4.9. A San Gimignano questi eventi hanno prodotto effetti fino a intensità 7 e a Certaldo fino a intensità 5-6, come si evince dal database macrosismico DBMI11 (http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11). Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica nella notte a Gubbio (PG)

Un terremoto di magnitudo 3.7 è avvenuto questa notte alle 00:09 (ora italiana) nel bacino di Gubbio (Perugia). Nelle ore successive sono state registrate circa 90 repliche, tutte di piccola magnitudo. La maggiore è avvenuta alle 9:19 (magnitudo 2.7). La zona attivata dalla sequenza si estende per circa 5 km in direzione appenninica (nordovest-sudest), subito a nord di Gubbio (figura). Il meccanismo focale calcolato con i dati della Rete Sismica Nazionale del’INGV mostra una faglia estensionale parallela all’allineamento degli aftershock (e al bacino), coerente con le conoscenze sulla regione.

Epicentri dei terremoti della sequenza di stanotte (gialli: 26/8 - rossi: 27/8). In blu i terremoti degli ultimi sei mesi

Epicentri dei terremoti della sequenza di stanotte (gialli: 26/8 – rossi: 27/8). In blu i terremoti degli ultimi sei mesi. I quadrati sono le stazioni sismiche operanti nella regione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La zona colpita è nota per la sua storia sismica, caratterizzata da numerosi terremoti rilevanti, anche se non particolarmente intensi (la massima magnitudo documentata è di poco superiore a 6). La storia sismica di Gubbio è visibile nel grafico sotto.

Storia sismica di Gubbio dal l'anno 1000 AD al 2000.

Storia sismica di Gubbio dal l’anno 1000 AD al 2000 (fonte: DBMI).

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei terremoti più importanti dell’area avvenne il 27 luglio 1751, con epicentro a sud di Gubbio, nei pressi di Gualdo Tadino. Questo terremoto fece danni notevoli, fino al X grado MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) in alcune località dell’Umbria, mentre Gubbio soffrì gli effetti del VII-VIII grado MCS (figura). Più di recente, nel 1984 la zona tra Gubbio e Perugia venne colpita da un terremoto di magnitudo 5.7 che provocò danni in diversi comuni della Provincia.

Campo macrosismico del terremoto del 1751

Campo macrosismico del terremoto del 1751 (fonte DBMI)

Terremoto in Lunigiana: incontro sul territorio sabato 13 luglio

Fivizzano

Nella giornata di sabato 13 luglio 2013 l’INGV, con Alberto Michelini e Carlo Meletti, ha partecipato a due riunioni che si sono svolte presso la sedi comunali di Fivizzano in Lunigiana e di Minucciano in Garfagnana.

Le riunioni sono state organizzate a seguito della richiesta, fatta dal sindaco di Fivizzano Paolo Grassi, di ottenere risposte chiare da parte dello Stato sia dal punto di vista scientifico che da quello dei finanziamenti per emergenza e ricostruzione. A tal fine,  una delegazione del Dipartimento di Protezione Civile nazionale condotta dal Capo Dipartimento Franco Gabrielli ha partecipato alle riunioni sul territorio, con la partecipazione del Governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, il senatore Barani, l’onorevole Mariani, il senatore Marcucci e il presidente della provincia di Lucca, Baccelli. Per il governo era presente Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia e originario della Lunigiana. Al tavolo di discussione erano poi presenti tutti i Sindaci delle aree colpite dalla sequenza sismica.

Il prefetto Gabrielli ha ricordato che al momento attuale la scienza non è in grado di fornire alcuna previsione deterministica sui terremoti (cioè dove, quando avverrà e quanto grande sarà il prossimo sisma). Non vale quindi la pena Leggi il resto di questa voce

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