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Porte aperte all’INGV il 30 ottobre

A due anni dal terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016 (magnitudo 6.5), l’evento più forte della sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) apre le porte delle sue sedi per presentare le attività di ricerca e servizio dell’Ente e per parlare di territorio e pericolosità.

Per l’occasione, seminari, esposizioni e visite guidate organizzate dai dipartimenti INGVAmbiente, INGVTerremoti e INGVVulcani saranno allestiti e disponibili nelle diverse sedi dell’Istituto in tutto il territorio nazionale. Di seguito i link alle pagine dei programmi per ognuna delle Sedi INGV che partecipa all’evento PORTE APERTE.

Programma Bologna 

Programma Catania 

Programma Grottaminarda – Locandina Grottaminarda 

Programma Milano 

Programma Napoli 

Programma Palermo 

Programma Porto Venere – Locandina Porto Venere

Programma Rende 

Programma Roma – Locandina Roma

Ad esempio nella sede di Roma saranno allestiti due percorsi divulgativi: il primo descriverà le attività dell’Istituto per il monitoraggio sismico e l’allerta maremoto con particolari approfondimenti sulla sequenza sismica in Italia Centrale; il secondo ci consentirà di visitare alcuni dei laboratori scientifici come il Laboratorio di Alte Pressioni e Alte Temperature, il Laboratorio di Geochimica dei Fluidi, il Laboratorio di Paleomagnetismo. Parallelamente ci saranno una serie di incontri con i ricercatori su tematiche che spaziano dai terremoti ai vulcani ed infine le visite alla Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami per conoscere da vicino cosa fanno i sismologi durante il servizio di sorveglianza e imparare a localizzare un terremoto.

Il programma di PORTE APERTE ALL’INGV nella sede di ROMA.

Nel percorso divulgativo saranno presenti anche le story maps e le mappe interattive che INGVterremoti ha prodotto in questi due anni per raccontare la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia.

storymaps1

La sequenza sismica in Italia Centrale – story maps

A un anno dalla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia

Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, un anno di sismicità

In particolare la nuova mappa interattiva “Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, due anni di sismicità” dove sono visualizzati tutti gli eventi sismici di magnitudo maggiore o uguale di 2.3 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area dell’Italia Centrale. Sono oltre 6.400 i terremoti dal 24 agosto 2016 al 24 agosto 2018 di magnitudo maggiore o uguale di 2.3: nella mappa è possibile filtrare gli eventi per magnitudo, per periodo temporale e attivare il TIME SLIDER per creare un’animazione spazio-temporale.

Questa mappa è già disponibile nella galleria “Story Maps & Terremoti” che raccoglie le story maps dell’INGV per l’informazione, la didattica e la comunicazione sulla sismicità del nostro territorio e la riduzione del rischio sismico.

Approfondimenti sulla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia sono disponibili su questa pagina (in continuo aggiornamento).


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24 agosto 2018. Due anni dal terremoto di Amatrice

A due anni dal terremoto del 24 agosto 2016, che ha colpito Amatrice (RI), Accumoli (RI), Arquata del Tronto (AP) ed altri comuni limitrofi, facciamo il punto sulla complessa sequenza sismica che ha interessato e sta ancora interessando il Centro Italia e sulle numerose ricerche in corso dei ricercatori e tecnologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Mappa epicentrale degli eventi sismici localizzati dal 24 agosto 2016. In blu i terremoti avvenuti nel 2016, in arancione quelli del 2017 e in rosso gli eventi avvenuti nel 2018. La dimensione e il colore dei simboli sono in funzione delle magnitudo, secondo la legenda in basso a sinistra.

Tecnicamente la sequenza non può considerarsi conclusa, anche se certamente il numero e la magnitudo degli eventi è diminuito notevolmente negli ultimi mesi. Attualmente, rileviamo ancora una media di 30 eventi al giorno, la maggior parte dei quali di magnitudo minore di 2.0.

Come si ricorderà, e come ben visibile dalla mappa (sopra) e dal grafico del numero degli eventi nel tempo (sotto), l’evoluzione della sequenza ha visto tre scosse principali: la prima, di magnitudo Mw 6.0, il 24 agosto 2016 con epicentro vicino ad Amatrice (RI); la seconda, di magnitudo Mw 5.9, il 26 Ottobre 2016 in prossimità di Visso (MC), la terza, di magnitudo Mw 6.5, il 30 Ottobre con epicentro nei pressi di Norcia (PG). Successivamente, ci sono state due importanti riprese della sismicità il 18 gennaio 2017 nella zona sud di Campotosto (AQ) e il 10 aprile 2018 nella zona di Muccia e Pieve Torina (MC).

Istogramma del numero giornaliero dei terremoti dal 1 agosto 2016 al 23 agosto 2018 (ore 8). La curva nera rappresenta il numero totale di eventi sismici del periodo localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

La figura sotto mostra gli epicentri dei circa 93.000 terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV in questi due anni. 67 eventi hanno avuto magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 e 9 hanno avuto magnitudo uguale o superiore a 5.0.

Mappa epicentrale dei circa 93.000 terremoti localizzati dal 24 agosto 2016. La dimensione e il colore dei simboli sono in funzione delle magnitudo, secondo la legenda in alto a destra. (Margheriti et al., 2018).

L’area interessata copre un ampio settore dell’Appennino centrale che si estende per circa 80 km da Camerino a L’Aquila, con una estensione laterale variabile tra i 10 e 20 km circa.

Data e Ora (Italia) Magnitudo Zona Prof.
2017-01-18 14:33:36 Mw 5.0 2 km N Barete (AQ) 10
2017-01-18 11:25:23 Mw 5.4 3 km SW Capitignano (AQ) 9
2017-01-18 11:14:09 Mw 5.5 2 km NW Capitignano (AQ) 10
2017-01-18 10:25:40 Mw 5.1 3 km NW Capitignano (AQ) 10
2016-10-30 07:40:17 Mw 6.5 4 km NE Norcia (PG) 10
2016-10-26 21:18:07 Mw 5.9 3 km S Visso (MC) 10
2016-10-26 19:10:36 Mw 5.4 3 km SW Castelsantangelo sul Nera (MC) 8
2016-08-24 04:33:28 Mw 5.3 5 km E Norcia (PG) 8
2016-08-24 03:36:32 Mw 6.0 1 km W Accumoli (RI) 8

Se guardiamo la distribuzione dei terremoti in profondità in una sezione verticale che va da Camerino (a sinistra nella figura sotto) fino a L’Aquila (a destra), notiamo che è tutt’altro che omogenea, con ampie zone con pochi eventi e altre adiacenti con una densità di terremoti molto elevata. Questa distribuzione così irregolare è dovuta sia alla distribuzione del rilascio di momento sismico negli eventi principali, sia alle caratteristiche geologiche della struttura profonda.  Le stelle rappresentano gli ipocentri dei terremoti più forti, e comprendono quello del 24 agosto (intorno a 0 km sull’asse orizzontale, sotto Accumoli), e quello del 30 ottobre (tra -10 e -20 km). A destra in figura (sud) le stelle gialle sono gli ipocentri dei terremoti della zona di Campotosto, avvenuti a gennaio 2017, mentre a sinistra (nord) si notano i terremoti del 2018 della zona di Muccia.

Localizzazione degli ipocentri lungo una sezione verticale orientata NNO-SSE, parallela alla catena appenninica e alla direzione delle faglie principali.

Se guardiamo la struttura tagliandola in senso perpendicolare, trasversale alle strutture appenniniche, vediamo che non si tratta di un’unica faglia ma di un sistema di faglie. Nel caso mostrato in figura, si tratta del settore a nord, quello attivatosi principalmente nell’aprile 2018.

Sezione verticale trasversale alle faglie attive nell’area di Muccia (MC).

In questi due anni sono stati pubblicati numerosi modelli del sistema di faglie che ha dato luogo alla sequenza, realizzati utilizzando i dati geodetici (GPS e dell’interferometria SAR), quelli sismici e accelerometrici. Tutti i modelli mostrano una elevata complessità della struttura, con numerose faglie che si sono attivate in momenti successivi. Sulla caratterizzazione delle faglie principali c’è un sostanziale buon accordo tra i modelli, grazie anche alla grande quantità di dati acquisiti, disponibile per la prima volta in Italia. Tale ricchezza di informazioni sta permettendo nuovi studi che mettono in luce complessità mai registrate prima in Italia. Su questi punti la discussione scientifica è ancora aperta sia tra i ricercatori italiani che a livello internazionale.

Uno dei punti di maggiore novità, che potrà avere un impatto sulle stime di pericolosità della regione, è la definizione dei tempi di ritorno dei terremoti sulle faglie investigate. Per studiare questo aspetto, tra giugno e luglio del 2017, sono state aperte tre trincee paleosismologiche lungo le rotture prodotte in occasione dell’evento del 30 ottobre 2016, tutte nelle vicinanze della Piana di Castelluccio.

Ubicazione di una delle trincee paleosismologiche effettuate nella regione della sequenza. Si nota la traccia della faglia in superficie e la recinzione dello scavo.

Tutte le trincee hanno permesso di riconoscere numerosi terremoti del passato, sconosciuti ai cataloghi storici, che hanno prodotto scarpate di faglia in superficie come nel 2016. Oltre al terremoto del 2016, sono state riconosciute le evidenze geologiche di 6 paleoterremoti di magnitudo simile o superiore al 2016, negli ultimi 18000 anni. Le foto sotto mostrano due delle trincee scavate nelle vicinanze della Piana di Castelluccio.

Una delle trincee scavate nella regione dopo i terremoti del 2016. Si notano gli indicatori colorati che servono per caratterizzare i diversi episodi di fagliazione.

Numerosi altri studi sono in corso per caratterizzare le faglie presenti nella regione e chiarire i meccanismi con cui queste interagiscono, per migliorare le conoscenze della pericolosità dell’area, per quantificare i tassi di deformazione post- e inter-sismica, per definire la struttura crostale tridimensionale allo scopo di ottenere delle localizzazioni ipocentrali ancora più accurate, per studiare la risposta sismica locale e definire la microzonazione sismica delle aree colpite e di quelle dove si dovrà riedificare, e così via. Di questi studi parleremo nei prossimi mesi.

Alcuni di questi sono raccontati in questo video, Geoscienze News, pubblicato sul canale Scienza&Tecnica e sul sito ansa.it e sui canali web e social INGV.

Sono studi che ci consentiranno di difenderci meglio dai prossimi terremoti, con la speranza che simili tragedie non si ripetano. Alle vittime, agli sfollati, a tutte le persone coinvolte nei terremoti del 2016-2017 va la nostra vicinanza e solidarietà.


APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI SULLA SEQUENZA

https://ingvterremoti.wordpress.com/category/sequenza-sismica-amatrice/

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/1023-sequenza-sismica-in-italia-centrale-aggiornamenti.html

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/1001-evento-sismico-tra-le-province-di-rieti-e-ascoli-p-m-6-0-24-agosto.html

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/33-contenuti/1032-pubblicazioni-su-altre-riviste-abstracts.html


BIBLIOGRAFIA

Amato, A., Barchi, M. e Chiaraluce, L. (2018). I terremoti di Amatrice, Visso e Norcia del 2016-2017 nel contesto sismotettonico dell’Italia Centrale: stato delle conoscenze e problemi aperti. In: Autori vari (a cura di): Antonello Fiore e Vincent Ottaviani, Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile. vol. 1/2018, Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA)

BAIZE S. et al., From 1997 to 2016: three destructive earthquakes along the central apennine fault system, Italy. Field Trip guide book.

Cheloni, D., De Novellis, V., Albano, M., Antonioli, A., Anzidei, M., Atzori, S., et al. (2017). Geodetic model of the 2016 Central Italy earthquake sequence inferred from InSAR and GPS data. Geophysical Research Letters44, 6778–6787. https://doi.org/10.1002/2017GL073580

Chiaraluce, L., Di Stefano, R., Tinti, E., Scognamiglio, L., Michele, M., Casarotti, E., et al. (2017). The 2016 Central Italy seismic sequence: A first look at the mainshocks, aftershocks, and source models. Seismological Research Letters88(3). https://doi.org/10.1785/0220160221

Emergeo Working Group (2016). The 24 August 2016 Amatrice earthquake: Coseismic effects. doi:https://doi.org/10.5281/zenodo.61568.

Gruppo di Lavoro INGV sul Terremoto in centro Italia (2017). Relazione sullo stato delle conoscenze sulla sequenza sismica in centro Italia 2016-2017 (aggiornamento al 2 febbraio 2017). https://doi.org/10.5281/zenodo.267984

INGV Working Group “GPS Geodesy, GPS data and data analysis center” (2016). Preliminary co-seismic displacements for the October 26 (MW5.9) and October 30 (MW6.5) central Italy earthquakes from the analysis of GPS stations. Zenodohttps://doi.org/10.5281/zenodo.167959

Margheriti L., M. G. Ciaccio, B. Castello, A. Nardi, A. Marchetti, F. M. Mele, D. Latorre, A. M. Lombardi, M. Moretti, L. Improta, and the Bollettino Sismico Italiano Working Group, Early aftershocks of the 2016 Mw 6.0 Amatrice, Mw 5.9 Visso and Mw 6.5 Norcia earthquakes in central Italy: analysis of the Seismic Bulletin, Geophysical Research Abstracts, Vol. 20, EGU General Assembly 2018.

Moretti, M., Pondrelli, S., Margheriti, L., Abruzzese, L., Anselmi, M., Arroucau, P., et al. (2016). SISMIKO: Emergency network deployment and data sharing for the 2016 central Italy seismic sequence. Annals of Geophysics59, Fast track 5. doi: https://doi.org/10.4401/ag-7212

Pizzi, A., Di Domenica, A., Gallovič, F., Luzi, L., & Puglia, R. (2017). Fault segmentation as constraint to the occurrence of the main shocks of the 2016 Central Italy seismic sequence. Tectonics36, 2370–2387. https://doi.org/10.1002/2017TC004652

Pucci, S., De Martini, P. M., Civico, R., Villani, F., Nappi, R., Ricci, T., et al. (2017). Coseismic ruptures of the 24 August 2016, Mw 6.0 Amatrice earthquake (central Italy). Geophysical Research Letters44, 2138–2147. https://doi.org/10.1002/2016GL071859

Scognamiglio, L., Tinti, E., Casarotti, E., Pucci, S., Villani, F., Cocco, M., et al. (2018). Complex fault geometry and rupture dynamics of the MW 6.5, 30 October 2016, central Italy earthquake. Journal of Geophysical Research: Solid Earth123, 2943–2964. https://doi.org/ 10.1002/2018JB015603

Tinti, E., Scognamiglio, L., Michelini, A., & Cocco, M. (2016). Slip heterogeneity and directivity of the ML 6.0, 2016, Amatrice earthquake estimated with rapid finite-fault inversion. Geophysical Research Letters43, 10,745–10,752. https://doi.org/10.1002/2016GL071263 


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Sequenza in Italia centrale: aggiornamento del 6 aprile 2018

Negli ultimi 30 giorni la zona a sud di Camerino, in provincia di Macerata, è stata interessata da un incremento di sismicità con terremoti che hanno raggiunto valori di magnitudo Mw pari a 4.0 il 4 aprile 2018 alle ore 4:19 italiane.

Terremoti di magnitudo superiore a 2.0 dal 24 agosto 2016 al 6 aprile 2018 (ore 15). In blu gli epicentri degli eventi fino a un mese fa, in giallo quelli dell’ultimo mese.

Gli eventi di questi giorni rientrano nella sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Leggi il resto di questa voce

SPECIALE 2017, un anno di terremoti

Nel corso del 2017 , grazie alla Rete Sismica Nazionale (RSN), l’INGV ha localizzato 44459 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 120 eventi al giorno, 5 ogni ora. Quindi, nel 2017 in Italia è stato localizzato un terremoto ogni 12 minuti dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV. In realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più. Parliamo naturalmente di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in Italia centrale (inferiore a 1.0 in molte aree), quando si installano delle reti più dense della RSN, come accaduto a partire dall’agosto 2016 nella zona tra Lazio, Umbria e Marche, l’INGV è in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

Tra i 44459 rilevati dalla RSN nel 2017, circa 37000 possono essere considerati delle repliche della sequenza in Italia centrale, iniziata il 24 agosto del 2016 e tuttora in corso. Il numero totale è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente (circa 53000, vedi Speciale 2016), a causa dei numerosissimi eventi in Italia centrale, ma molto più alto del 2015 e del 2014 (rispettivamente 15000 e 24300 circa, vedi Speciale 2015 e Speciale 2014).

Numero annuale di terremoti localizzati dall’INGV dal 2012 al 2017.

Qualche numero per i terremoti del 2017 in Italia e dintorni:

  • 5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);
  • 21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi.

Come si vede, quindi, quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2017 hanno magnitudo minore di 2.0, il che vuol dire che probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali).

Nella tabella qui sotto sono riportati tutti gli eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale di magnitudo pari o superiore a 4.0 sul territorio nazionale.

Data e Ora  Magnitudo  Provincia/Zona  Profondità (km)
18/1/17 10.25 5.1 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.14 5.5 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.15 4.7 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.16 4.6 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.24 4.0 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.25 5.4 Mw L’Aquila 9
18/1/17 11.39 4.1 ML L’Aquila 10
18/1/17 12.07 4.1 Mw Rieti 11
18/1/17 14.33 5.0 Mw L’Aquila 10
18/1/17 16.16 4.3 Mw Rieti 9
18/1/17 20.32 4.2 Mw L’Aquila 11
3/2/17 4.47 4.0 Mw Macerata 7
3/2/17 5.10 4.2 Mw Macerata 7
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
22/7/17 4.13 4.0 Mw L’Aquila 13
11/8/17 4.38 4.3 Mw Costa Calabra occid. 230
21/8/17 20.57 4.0 Md Isola di Ischia 2
19/11/17 13.37 4.4 Mw Parma 22
4/12/17 0.34 4.0 Mw Rieti 8

Altri eventi di magnitudo maggiore di 4 sono stati rilevati dalla Rete Sismica Nazionale nei Paesi e nei mari intorno all’Italia, in particolare in Svizzera, in Bosnia e nel Mar Ionio.

L’andamento dell’attività sismica in Italia nel 2017 è dominato dall’evoluzione della sequenza in Italia centrale, come si evidenzia nel grafico qui sotto, nel quale sono rappresentati gli eventi sismici registrati mese per mese. Per comprendere l’impatto della sequenza iniziata ad agosto 2016 sulla sismicità complessiva, nel grafico sono rappresentati oltre al numero totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), anche il numero di eventi nell’area della sequenza (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Gli eventi sismici registrati mese per mese nel 2017: il numero mensile totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), il numero di eventi avvenuti nell’area della sequenza in Italia centrale (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Come si vede, l’andamento della sismicità al di fuori dell’area della sequenza (colonne verdi) si mantiene piuttosto costante durante tutti i mesi dell’anno, con un numero mensile di eventi che oscilla tra i 400 e i 660. Il grafico sopra fa anche notare l’andamento in decrescita dell’attività relativa alla sequenza in Italia centrale (colonne rosse): dai circa 9000 eventi del mese di gennaio si passa a circa 1000 di dicembre 2017.

Ricordiamo che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dai sismologi in turno h24 nella Sala di sorveglianza sismica e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito web del Centro Nazionale Terremoti. In seguito, tutti i dati vengono rivisti dagli analisti sismologi, personale specializzato che rielabora i parametri di ogni singolo evento, che utilizzando un maggior numero di stazioni sismiche non disponibili in tempo reale, localizza anche altri microterremoti che non era stato possibile elaborare nella Sala di sorveglianza sismica. Questo è il motivo per cui il numero di terremoti localizzati in un anno varia, aumentando anche in maniera sostanziale, dalle elaborazioni della Sala di sorveglianza sismica a quelle finali del Bollettino Sismico italiano.

La sequenza in Italia centrale nel 2017

Come detto, la maggior parte dei terremoti italiani (oltre l’80%) è avvenuta nella zona interessata dagli eventi catastrofici del 2016. Proprio all’inizio del 2017, il 18 gennaio, la sequenza ha avuto una ripresa importante, con quattro terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 avvenuti nell’arco di pochissime ore in provincia dell’Aquila (settore meridionale della sequenza).

Mappa della sequenza sismica in Italia centrale nel 2017.

Le due figure sotto mostrano l’andamento temporale della sequenza in Italia centrale a partire dal 24 agosto 2016. Come si vede nel primo grafico, che riporta il numero giornaliero di tutti i terremoti localizzati (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra), la sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di gennaio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate. Negli ultimi mesi dell’anno, sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. La curva nera rappresenta il numero cumulato dei terremoti (scala sull’asse verticale a destra); le sue variazioni di pendenza si hanno in corrispondenza dei picchi principali di attività sismica: il primo  ad agosto 2016, quello alla fine di ottobre 2016 e quello a gennaio 2017. Quando la curva tende verso l’orizzontale, significa che il numero degli eventi giornalieri sta decrescendo, cosa che sta avvenendo dagli ultimi mesi del 2017. La curva nera tocca l’asse verticale di destra (corrispondente al 31 dicembre 2017) sopra quota 80000, che rappresenta il numero totale dei terremoti della sequenza 2016-2017 fino a quel momento.

La figura sotto riporta invece il numero giornaliero dei terremoti di magnitudo superiore a 2.0 (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra). Si vede che nei giorni con maggiore attività sismica sono stati raggiunti valori superiori ai 400-500 eventi/giorno, mentre nel 2017 il numero è andato diminuendo rapidamente dal 18 gennaio, giorno in cui gli eventi sismici sono stati oltre 300 a qualche decina nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi a poche unità al giorno nella seconda metà dell’anno.

Nello stesso grafico, i punti neri rappresentano l’energia (momento sismico) rilasciata dai terremoti ogni giorno (scala sull’asse verticale a destra), secondo una scala logaritmica che va da 1013 Nm (valori pre-sequenza, vedi parte di sinistra del grafico) fino a 1018 – 1019 Nm nei giorni dei forti terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016. Anche nel grafico dell’energia si nota la tendenza al decremento descritto sopra, pur con delle variazioni giornaliere elevate. Negli ultimi mesi dell’anno il valore medio si è attestato intorno a 1014 Nm, quindi ancora superiore di un fattore ~5 rispetto ai valori pre-sequenza. La sequenza in Italia centrale va quindi considerata ancora attiva. A titolo di confronto, si ricorda che la sequenza dell’Aquila del 2009, iniziata con uno sciame a gennaio 2009, e culminata con l’evento principale del 6 aprile, è durata tecnicamente poco più di tre anni.

Il 18 gennaio

La mappa sotto riporta l’attività sismica del 2017  (in trasparenza ) con gli eventi sismici del 18 gennaio 2017 in evidenza. Si notano i quattro epicentri degli eventi principali (le stelle) allineati in direzione nord-sud, e gli altri eventi sismici intorno, compresi alcuni di magnitudo superiore a 4 (i quadrati). Come si vede, e come descritto in articoli precedenti, l’attività di gennaio ha interessato il settore più meridionale della sequenza iniziata ad agosto 2016, attivando il sistema di faglie dei Monti della Laga in Abruzzo. L’intero fronte della sequenza ha così raggiunto circa 80 km in direzione nord-sud. L’area che si è attivata a gennaio 2017 coincide con una zona che era stata attiva già durante la sequenza dell’Aquila del 2009, anche in quel caso con eventi di magnitudo inferiore a 5.5. La maggior parte dei geologi e sismologi ritiene che esista ancora un potenziale sismico elevato per questo settore dell’Appennino centrale ubicato tra le sequenze del 2009 e del 2016-2017, in considerazione della presenza di importanti faglie attive capaci di eventi sismici di magnitudo superiore a 6.

Gli eventi sismici registrati il 18 gennaio 2017 in gran parte nell’area meridionale della sequenza, in provincia dell’Aquila. Sullo sfondo tutti gli eventi della sequenza nel 2017.

Di seguito i link degli approfondimenti (articoli, video, animazioni, report) sulla sequenza sismica in Italia centrale pubblicati su questo blog nel 2017:

INGVterremoti EarthQuake Report (evento 18 gennaio M 5.5)

Animazione spazio temporale dal 24 agosto 2016 al 21 gennaio 2017 (22 gennaio 2017)

Rapporto sulle attività svolte dal Gruppo Bollettino Sismico Italiano relativo agli eventi tra il 17 gennaio e il 26 febbraio 2017

QUEST – Rilievo macrosismico in EMS98 per la sequenza sismica in Italia Centrale: aggiornamento dopo il 18 gennaio 2017

Relazione sullo stato delle conoscenze sulla sequenza sismica in centro Italia 2016-2017 (agg. 02 febbraio 2017)

La sismicità fuori dalla sequenza nel 2017 

Come tutti gli anni, quasi tutto il territorio nazionale è stato interessato da terremoti. Soltanto in Sardegna non sono stati rilevati eventi sismici nel corso del 2017, ma qualcuno è avvenuto nella vicina Corsica.

Se si considerano i terremoti di magnitudo pari o superiore a 4.0, si vede che la maggior parte è avvenuta all’interno della sequenza in Italia centrale (prevalentemente nelle province di Rieti, L’Aquila, Macerata), mentre alcuni eventi sono stati localizzati in Emilia Romagna (provincia di Parma, M 4.4 il 19 novembre), nel Mar Ionio e nel Mar Tirreno (M 4.3 con ipocentro profondo 229 km di fronte alla costa calabrese in provincia di Cosenza). Altri eventi di M≥4 sono stati localizzati in Svizzera, Albania, Montenegro, Bosnia-Herzegovina.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Emilia Romagna e regioni limitrofe.

Tra gli eventi ben avvertiti dalla popolazione (magnitudo M≥3.5, ma inferiori a 4.0), oltre ai numerosi appartenenti alla sequenza in Italia centrale, ricordiamo: due eventi nell’area del Lago di Garda, dei quali uno in provincia di Brescia (Gargnano, il comune più vicino) e uno in provincia di Trento (Vallarsa); uno presso Gropparello, in provincia di Piacenza; uno nel Parmense (Bedonia); uno presso Castel del Rio (Bologna); due eventi in provincia di Perugia, a Campello sul Clitunno e a Spoleto; uno nella Marsica (Scurcola, AQ); in Puglia, un evento nell’entroterra foggiano (San Marco La Catola) e due in zona Gargano; in Campania, oltre al terremoto di Ischia del 21 agosto, di cui si dirà più avanti, un evento a Montesano sulla Marcellana (SA); in Calabria, alcuni eventi in mare, sia nel mar Ionio che nel mar Tirreno e uno molto profondo, 280 km al di sotto di Orsomarso (CS).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Molise e nel Gargano.

Per finire, in Sicilia si sono verificati tre eventi con magnitudo M≥3.5: uno etneo (vicino a Ragalna, CT); uno in provincia di Enna (epicentro vicino a Troina) e uno in provincia di Palermo, vicino a Petralia Sottana. Numerosi i terremoti intorno alle coste siciliane, sia nel Canale di Sicilia, con uno sciame di fronte alle coste della provincia di Ragusa (tre eventi di magnitudo tra 3.5 e 3.8), sia nel mar Ionio e nel mar Tirreno (diversi eventi intorno alle Isole Eolie, uno vicino Ustica).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in nel Tirreno meridionale, Calabria e Sicilia nord-orientale.

La sismicità minore, che come si è detto è la più numerosa, si è concentrata in quasi tutte le regioni italiane, con numerose sequenze e sciami di piccoli eventi e di durata variabile da poche ore ad alcune settimane.

Il terremoto di Ischia del 21 agosto

Il terremoto avvenuto a Ischia il 21 agosto 2017, alle 20:57:51 (ora italiana) ha avuto una magnitudo Richter (o locale) ML pari a 3.6. La stima, inizialmente calcolata e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile poco dopo il terremoto, è stata inizialmente affiancata da una stima di magnitudo durata (Md), utilizzata nelle aree vulcaniche dove le caratteristiche geologiche e la spiccata attenuazione delle onde sismiche con la distanza, rende la magnitudo ML una stima non sempre attendibile. Successivamente, il calcolo del momento tensore dell’evento ha permesso di ottenere una stima più robusta della magnitudo. La magnitudo momento MW così determinata è pari a 3.9.

Eventi di questa magnitudo generalmente non costituiscono fonte di danni e tanto meno di crolli, ma in questo caso la profondità ipocentrale molto piccola (inferiore ai 2 km), le caratteristiche geologiche dei terreni, e probabilmente la scarsa qualità edilizia, hanno purtroppo determinato i crolli a Casamicciola (vedi articolo sui danni prodotti). Per ulteriori informazioni su questo terremoto si rimanda ai precedenti articoli su questo blog:

Tutti i terremoti di magnitudo maggiore o uguale di 2.0 sono disponibili in una story maps pubblicata nella galleria StoryMaps&Terremoti. Nell’applicazione è possibile selezionare i terremoti mese per mese ed interrogarli per conoscere le informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità.

La story maps sui terremoti del 2017 (link applicazione).

A cura di Maurizio Pignone, Alessandro Amato e Concetta Nostro (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe Working Group (INGV, 2010), Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it


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Evento sismico tra le province di L’Aquila e Rieti, Ml 4.2, 22 luglio 2017

Un terremoto di magnitudo ML 4.2 (magnitudo momento preliminare Mw 4.1) è avvenuto questa notte alle ore 4:13 italiane (22 luglio 2017 ore 02:13 UTC) tra le province di L’Aquila e Rieti, a pochi chilometri da Campotosto (AQ), Capitignano (AQ), Amatrice (RI) e Montereale (AQ)L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV a una profondità di circa 14 km.

L’evento si colloca in un’area a pericolosità sismica molto elevata e va considerato come un evento appartenente alla sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso legata all’estensione in atto lungo la catena appenninica.

3 km W Campotosto (AQ)

Localizzazione dell’evento di magnitudo Ml 4.2 avvenuto alle ore 04.13 italiane.

I Comuni entro 20 km dall’epicentro sono i seguenti (le colonne successive ai nomi dei Comuni indicano rispettivamente la provincia, la distanza dall’epicentro in km, gli abitanti):

L’evento sismico di questa notte ha interessato l’estremità meridionale dell’area attivata dalla sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso ed è avvenuto a pochi chilometri a nord-est rispetto alle 4 scosse di magnitudo uguale e maggiore di 5.0, avvenute il 18 gennaio 2017 tra Barete e Capitignano, sempre in provincia dell’Aquila: magnitudo Mw 5.1 ore 10.25 italiane; Mw 5.5 ore 11.14 italiane; Mw 5.4 ore 11.25 italiane, Mw 5.0 ore 14.33 italiane). Dopo il 18 gennaio 2017, in questa specifica parte dell’area attivata dalla sequenza di Amatrice-Norcia-Visso, non sono state registrate altre scosse di magnitudo uguale o superiore a 4.0 prima di quella odierna.

Nella settimana precedente la scossa di oggi, questa parte dell’area complessivamente attivata dalla sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso non ha mostrato un’attività sismica superiore alla media se non nella giornata di ieri, quando sono state registrate 26 scosse (5 di magnitudo uguale o superiore a 2.0) in un’area di 10 km di raggio in prossimità dell’evento odierno.
Ricordiamo che la sequenza di Amatrice-Norcia-Visso è ancora attiva e nell’area interessata si continua a registrare una sismicità ben superiore a quella di fondo (507 scosse nella settimana dal 10 al 17 luglio e 532 la settimana precedente).

A seguito della scossa delle ore 04:13 italiane di magnitudo Ml 4.2, fino alle ore 09:00 italiane, sono state registrate 22 scosse (3 di magnitudo maggiore o uguale a 2) in un raggio di circa 10 km dall’epicentro e con magnitudo massima 2.4 alle ore 4:16 italiane.

Data e Ora (Italia) Magnitudo Zona
2017-07-22 04:45:22 ML 2.0 4 km NW Campotosto (AQ)
2017-07-22 04:18:57 ML 2.1 5 km NW Campotosto (AQ)
2017-07-22 04:16:03 ML 2.4 4 km NW Campotosto (AQ)
2017-07-22 04:13:07 ML 4.2 3 km W Campotosto (AQ)

Il terremoto di oggi, secondo i dati accelerometrici disponibili al momento, ha fatto registrare valori di scuotimento corrispondenti ad un’intensità strumentale su terreno roccioso fra il V e il VI grado della scala MCS.

Mappa di scuotimento espressa in termini di intensità. In questa mappa è riportata la distribuzione delle intensità strumentali . La scala utilizzata è la Scala Mercalli Modificata (MMI – Modified Mercalli Intensity) e si basa sui valori registrati di effettivo scuotimento del suolo in termini di accelerazione e velocità del suolo. In generale, la scala dell’intensità Mercalli si basa sugli effetti che lo scuotimento induce e che viene riportata da un osservatore. http://shakemap.rm.ingv.it/shake/16415301/intensity.html

Questo andamento è in discreto accordo con i risultati dei questionari arrivati fino a questo momento sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it/. Il terremoto di questa notte è stato risentito nella città dell’Aquila, nella parte orientale della provincia dell’Aquila e della Regione e nel reatino. Di seguito la mappa (aggiornata alle ore 08:49) con la distribuzione del risentimento sismico espressa in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Per maggiori informazioni su questo evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/16415301

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