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Un piccolo ma pericoloso meteotsunami nel Mediterraneo (Isole Baleari)

Il 16 luglio 2018 un meteotsunami ha colpito la costa tra le isole spagnole di Maiorca e Minorca, nell’arcipelago delle Baleari, provocando la morte di un turista tedesco trascinato dalla corrente mentre era in spiaggia, e causando notevoli danni lungo tutta la costa. Numerosi locali e attività commerciali sono stati allagati dall’onda e alcune imbarcazioni hanno rotto gli ormeggi per poi essere trascinati via, in balia delle forti correnti, come si vede nel video ripreso nei pressi del porto di Alcudia (Isola di Maiorca).

Le onde di tsunami sono state osservate dai mareografi delle Isole Baleari e del Mediterraneo occidentale. Interessante notare che il meteotsunami è stato rilevato dagli strumenti anche in Sardegna e in Corsica, come si vede nella figura in fondo.

Livello del mare al mareografo di Palma de Mallorca, registrato dall’11 al 17 luglio. Le oscillazioni a lungo periodo sono dovute alle maree, mentre le onde del meteotsunami sono evidenti a partire dal 16 luglio e durano diverse ore.

I meteotsunami sono anomalie del livello del mare causate da fenomeni atmosferici ad alta energia, come fronti temporaleschi, tempeste tropicali, forti dislivelli di pressione atmosferica, tornado etc. In particolari condizioni atmosferiche, le oscillazioni del livello del mare possono entrare in risonanza e produrre onde che hanno caratteristiche simili agli tsunami. In prossimità della costa, e in presenza di particolari condizioni topografiche come insenature o secche, possono avere effetti potenzialmente distruttivi come quello che ha colpito la costa delle isole Baleari. Abbiamo interpellato il nostro collega Mauricio González, dell’Instituto de Hidráulica Ambiental “IH Cantabria” (Universidad de Cantabria), esperto di questi fenomeni. Il dott. González ci ha spiegato che il fenomeno è molto frequente nel Mediterraneo occidentale a causa di oscillazioni della pressione atmosferica di provenienza africana: questi causano impulsi di pressione sulla superficie del mare, che a loro volta generano le onde. “Il problema delle Baleari,” dice il dott. González, “è che queste onde hanno una lunghezza pari a quella dei canali naturali di accesso a città come Ciudadela, nell’Isola di Minorca (figura sotto), e questo incrementa la loro ampiezza.”

Livello del mare osservato a Ciudadela (Isola di Minorca). Per la legenda vedere la figura precedente.

Per quanto rari e poco conosciuti in Italia, i meteotsunami sono relativamente più frequenti degli tsunami generati da terremoti, e in alcune parti del mondo – come i Grandi Laghi tra USA e Canada, alcune zone del Giappone e le stesse isole Baleari – accadono abbastanza spesso, tanto da essere identificati da specifiche parole nelle diverse lingue o dialetti.

In catalano, ad esempio, questo fenomeno è noto come risaga (o ressaca), parola che si associa all’improvviso ritiro delle acque o a forti correnti nei porti o nelle baie chiuse, come evidente in questo video ripreso a Alcudia (Isola di Maiorca).

Nelle Isole Baleari questo fenomeno si verifica talmente spesso che l’Agencia Estatal de Meteorología effettua un monitoraggio continuo dei dati atmosferici, e nel caso in cui la loro evoluzione sia compatibile con questo tipo di fenomeni può lanciare un messaggio d’allerta rapida, come avviene per l’allertamento da tsunami di origine sismica. Il giorno precedente era stata emessa un’allerta gialla (probabilità di evento), e la mattina stessa il livello d’allerta era salito all’allerta arancione (rischio molto alto).

Negli ultimi decenni si sono verificati numerosi episodi di questo tipo, alcuni dei quali hanno riguardato proprio la stessa zona colpita ieri. Già nel 1997 vi erano stati due episodi simili, ma di limitata entità. Nella serata del 15 giugno 2006 un meteotsunami simile a quello di ieri, ma di dimensioni maggiori, ha colpito il porto di Ciudadela, sull’isola di Minorca. Secondo quanto riportato da numerosi testimoni, il livello dell’acqua nel porto si è abbassato di quasi quattro metri (onda negativa), generando correnti velocissime (fino a 4 metri al secondo), che hanno affondato trentacinque imbarcazioni danneggiandone seriamente altre cento.

Benché i meteotsunami non siano causati da terremoti (pertanto non rientrano nelle attività di monitoraggio del Centro Allerta Tsunami dell’INGV), le caratteristiche fisiche e  di conseguenza l’impatto di un meteotsunami può essere molto simile a quello di uno tsunami. Entrambi possono manifestarsi come onde relativamente basse ma con periodo molto lungo, in grado di inondare ampi tratti di costa bassa e di generare forti correnti. Gli tsunami di origine sismica possono però raggiungere altezze ed estensione dell’area colpita molto superiori, quando la magnitudo del terremoto è molto alta (in generale superiore a 7).

Variazioni del livello del mare osservate dal mareografo di Carloforte in Sardegna (Rete Mareografica Nazionale (RMN) gestita dall’ISPRA). Si notano le variazioni lunghe dovute alla marea e quelle a più alta frequenza nelle prime ore del 16 luglio.

Raccomandiamo pertanto di porre sempre la massima attenzione ai repentini cambiamenti nel livello del mare, soprattutto quando si verifica un improvviso ritiro delle acque, ricordando che le onde negative sono sempre seguite dal ritorno delle acque. Quale che sia la causa di queste anomalie, il pericolo è sempre molto alto per via delle potenti e veloci correnti che possono generarsi e che sono in grado di trascinare via sia persone adulte (com’è accaduto alle Baleari) che bambini.

A cura del Centro Allerta Tsunami dell’INGV.


Bibliografia

Vilibić, I., Monserrat, S., Rabinovich, A., & Mihanović, H. (2008). Numerical modelling of the destructive meteotsunami of 15 June, 2006 on the coast of the Balearic Islands. Pure and Applied geophysics, 165(11-12), 2169-2195.

Grezio, et al. (2017). Probabilistic Tsunami Hazard Analysis: Multiple Sources and Global Applications. Reviews of Geophysics, 55(4), 1158-1198.

Šepić, J., & Rabinovich, A. B. (2014). Meteotsunami in the Great Lakes and on the Atlantic coast of the United States generated by the “derecho” of June 29–30, 2012. In Meteorological Tsunamis: The US East Coast and Other Coastal Regions (pp. 75-107). Springer, Cham.


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I terremoti nella STORIA: Cagliari “Ad[ì] 4 Juny terremotus factus est 1616”

“Malgré son voisinage de la Sicile, des îles Lipari et de la partie de l’Italie continentale […] où si souvent la terre soulevée menace d’engloutir ses habitants, la Sardaigne n’est pas sujette aux tremblements de terre. Il est aisé de s’en convaincre en voyant quelques maisons de la capitale qui sont très anciennes, et dont les murs n’auraient certainement pu résister à une secousse même médiocre [Benché vicina alla Sicilia, alle isole Lipari e a quella parte del continente italiano in cui così tanto la terra si scuote e minaccia di inabissare gli abitanti, la Sardegna non va soggetta a terremoti. Ce ne si può convincere agevolmente guardando certe vecchissime case della capitale, i cui muri certo non avrebbero potuto resistere a una scossa seppur mediocre].” (Alberto Ferrero della Marmora, Voyage en Sardaigne, Paris-Turin, 1826)

1_La Marmora

Giuseppe Cominotti, Caricatura di Alberto La Marmora in tenuta da esploratore, litografia a colori di Roberto d’Azeglio (Centro Studi Generazioni e Luoghi – Archivi Alberti La Marmora, Biella)

Era il 1826 e un distinto geografo piemontese (nonché fratello maggiore dell’inventore dei Bersaglieri) nel primo volume dell’opera da lui dedicata alla Descrizione statistica, fisica e politica della Sardegna formulava – forse per la prima volta – l’opinione ancora oggi diffusissima e popolare, secondo la quale la Sardegna sarebbe l’unica regione “non sismica” d’Italia. Ma non è proprio così…

Negli ultimi decenni non sono stati pochi i terremoti di energia non esattamente trascurabile localizzati in Sardegna oppure in mare, a poche decine di chilometri dalle sue coste. Il 18 giugno 1970, ad esempio, un terremoto di magnitudo Mw 4.8 (secondo il nuovo Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15, in corso di pubblicazione) localizzato nel Mare di Sardegna, alcune decine di chilometri a nord-ovest di Porto Torres, viene avvertito distintamente anche lungo le coste liguri e in Costa Azzurra. Sette anni più tardi, il 28 agosto 1977, è la volta di un terremoto di magnitudo Mw 5.4 localizzato in mare, un centinaio di km a sud-ovest di Carloforte. Anche se la distanza è considerevole, la scossa viene avvertita in modo molto sensibile in tutta la Sardegna meridionale e provoca panico a Cagliari. Più di recente, il 26 aprile 2000, due forti scosse (la maggiore di magnitudo Mw 4.8) localizzate nel Tirreno centrale, poche decine di km a est di Olbia sono avvertite in gran parte dell’isola suscitando spavento lungo la costa nord orientale, in particolare a Olbia e Posada.

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Principali terremoti storici localizzati in Sardegna secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 (in corso di pubblicazione).

Nonostante il ripetersi di questi episodi, la convinzione che la Sardegna sia “non sismica”  – o addirittura “antisismica” come riporta maldestramente un articolo a commento del terremoto del 26 aprile 2000 – è radicata profondamente e continuamente rilanciata dai media. Leggi il resto di questa voce

100.000 terremoti in Iside!

iside Il 26 aprile 2013 il nostro database Iside ha toccato i centomila terremoti. Iside aveva iniziato ad archiviare e distribuire i dati della sismicità in Italia il 16 aprile 2005, quando avevamo avviato il nuovo sistema di analisi dei dati sismici. Da allora, i nostri sismologi, tecnologi e tecnici hanno analizzato alcuni milioni di sismogrammi, Leggi il resto di questa voce

Terremoto nel Mar Mediterraneo occidentale – M 4.5 – 19 giugno ore 00:09

Questa notte alle 00:09 un terremoto di magnitudo 4.5 è avvenuto nel Mar Mediterraneo occidentale, a circa 170 km dalla costa sud-occidentale della Sardegna, dove è stato risentito. Se avete avvertito il terremoto, potete compilare il questionario su: haisentitoilterremoto.it

Epicentro del terremoto del 19 giugno alle 00:09 (ora italiana). In alto a destra si nota anche l’attività sismica della pianura padana dal 18 al 19 giugno.

Il blocco sardo-corso rappresenta una delle zone più stabili del Mediterraneo, essendosi Leggi il resto di questa voce

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