Archivi Blog

Bomba o non bomba? Ordigno bellico genera “terremoto” in Adriatico

Fare il turno in sala sismica comporta anche rispondere alle telefonate esterne. Se non si è nel mezzo di una sequenza sismica, le richieste sono disparate: persone che chiedono rassicurazioni sulla zona dove si stanno per recare in vacanza, sulla possibilità che il tremore che hanno avvertito in casa sia stato generato da un terremoto locale non riportato dagli organi di informazione, e così via.

Ieri, 8 luglio 2015, invece abbiamo ricevuto una telefonata che preannunciava l’esplosione di un ordigno bellico nel mare Adriatico. All’altro capo del telefono un Maresciallo del Circomare (Capitaneria di Porto) di Cesenatico, ci ha fornito i dettagli tecnici dell’operazione di brillamento di una bomba della II Guerra Mondiale che sarebbe avvenuto nel Mare Adriatico, al largo della costa di Cesenatico (Figura 1).

http://www.corriereromagna.it/news/cesena/13151/Spostato-l-ordigno-bellico-sommerso-e.html

Figura 1. L’ordigno rinvenuto – una “mina magnetica” di produzione tedesca risalente alla Seconda Guerra Mondiale – aveva un contenuto di circa 640 kg di esplosivo. http://www.corriereromagna.it/news/cesena/13151/Spostato-l-ordigno-bellico-sommerso-e.html

L’ordigno di 600 kg di esplosivo era, nelle parole del Maresciallo, uno dei più grandi mai rinvenuti nel mare Adriatico. Sarebbe stata la Rete Sismica Nazionale in grado di identificare e localizzare l’esplosione?  Il maresciallo ci aveva fornito in anticipo le coordinate geografiche e la profondità del sito dove sarebbe stata depositata la bomba (circa 14 metri sotto il livello del mare) e anche l’intervallo temporale entro il quale si sarebbe conclusa l’operazione, tra le 13 e le 15 di ieri, 8 luglio 2015.

Leggi il resto di questa voce

Terremoti profondi in Italia: stanno aumentando?

Nella regione italiana la maggior parte dei terremoti avviene tra 0 e 20 km di profondità, nella crosta superiore. Tuttavia, a causa dei complessi fenomeni geologici che hanno portato alla sua attuale configurazione, la nostra penisola è interessata in alcune aree da terremoti intermedi e profondi (fino a 600 km).

Terremoti profondi (>80 km) localizzati dalla RSN dell'Ingv nel 2014. Sono stati in tutto 324 di cui 33 con magnitudo superiore o pari a 3.

Terremoti profondi (>80 km) localizzati dalla RSN dell’Ingv nel 2014. Sono stati in tutto 324 di cui 33 con magnitudo superiore o pari a 3

Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano, si manifesta nel nostro paese laddove la litosfera del Mar Ionio si approfondisce sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il Mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini. Una descrizione di questa sismicità e delle sue cause si trova in questo video.

Leggi il resto di questa voce

Il vulcano di fango delle Macalube registrato dalla Rete Sismica Nazionale

Dettaglio di vulcanello di fango a nella Riserva Naturale di Macarube di Aragona (AG).

Dettaglio di vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG).

L’esplosione che questa mattina, poco prima di mezzogiorno, ha accompagnato la fuoriuscita di fango con conseguenze tragiche, è stata rilevata probabilmente dalla stazione sismica denominata FAVR. Questa stazione, appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV, è posta in località Villaggio Mosè, nel Comune di Favara (AG), a circa 10 km dalla Riserva Naturale di Macalube di Aragona. Il nome Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche di continua attività.

Sismogramma della stazione FAVR dell'INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l'orario UTC riportato nella figura)

Sismogramma della stazione FAVR dell’INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l’orario UTC riportato nella figura). È visualizzata la componente verticale del movimento del terreno.

Leggi il resto di questa voce

Su @INGVterremoti tutte le informazioni dei terremoti in tempo reale

Estate: tempo di vacanze, di riposo, di ombrelloni, degli immancabili test psicologici. Anche noi abbiamo un po’ di domande da porti. Non è un esame, non ci sarà un punteggio finale, né un profilo psicologico in base alle risposte. Rispondendo alle nostre domande, contribuirai a plasmare il nostro account Twitter @INGVterremoti, trasformandolo da un esperimento in un nuovo servizio di comunicazione dei terremoti in tempo reale.

Le tue opinioni sono fondamentali per aiutarci a migliorare la nostra comunicazione su Twitter. Se puoi dedicarci 8-10 minuti del tuo tempo, ti chiediamo di rispondere alle domande che abbiamo preparato*.

 

@INGVterremoti

Il nostro account Twitter è nato durante l’estate del 2009, quando ancora Twitter non era molto diffuso in Italia ma già se ne intravedevano le potenzialità per la comunicazione in tempo reale. Ad oggi conta più di 111.000 followers, tra cui giornalisti e politici. Nel 2012 è stato premiato con il Macchianera Awards come l’account Twitter più utile.

Dietro a @INGVterremoti ci sono i sismologi che tutti i giorni dell’anno ed in tutti i momenti della giornata presidiano la Sala di Monitoraggio Sismico dell’INGV, dove confluiscono i segnali delle stazioni della Rete Sismica Nazionale.

 

I Tweets di @INGVterremoti

Il servizio consiste essenzialmente nel rapido rilascio di un tweet con i parametri fondamentali di un terremoto (data, ora, epicentro, magnitudo) in collegamento diretto con i sismologi della Sala di Monitoraggio Sismico dell’INGV.

Un tweet di @INGVterremoti con l’indicazione dei parametri fondamentali che vengono comunicati.

Leggi il resto di questa voce

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: