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Evento sismico Ml 3.9 in provincia di Barletta Andria Trani del 21 maggio 2019

Alle ore 10:13 italiane del 21 maggio 2019 un evento sismico di magnitudo Ml 3.9 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV 4 km a SE di Barletta (BT), ad una profondità di 34 chilometri.

L’epicentro del terremoto di questa mattina alle ore 10:13 in provincia di Barletta (la stella bianca).

L’epicentro del terremoto è a pochi chilometri di distanza dalla città di Barletta, Andria e Trani. In tabella i comuni entro 20 km dall’epicentro.

L’area interessata dall’evento è in una zona considerata a media pericolosità sismica, come è mostrato dal modello di pericolosità per il territorio nazionale.

La sismicità storica riporta pochi eventi sismici rilevanti in quest’area. Tra questi il terremoto del 11 maggio del 1560 con una magnitudo stimata (Mw) di 5.7 con epicentro tra Trani e Bisceglie. Un altro evento di magnitudo inferiore (Mw 4.9) è del 21 settembre 1689 con epicentro tra Barletta e Andria.

Come si evince dalla  Mappa del risentimento sismico in scala MCS elaborata a partire dai questionari online dal sito http://www.haisentitoilterremoto.it vengono evidenziati risentimenti fino V grado MCS in alcune località della provincia di Barletta Andria Trani ma anche in alcune zone delle province di Bari, Matera e Foggia.

In questi minuti, i sismologi stanno effettuando ulteriori analisi per vincolare meglio i parametri ipocentrali e il meccanismo focale, in quanto l’area, molto vicina alla costa, ha una copertura non ottimale della Rete Sismica Nazionale.


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Evento sismico di Ml 3.5 in provincia di Bari del 9 novembre 2018

Alle ore 13:45 del 9 novembre 2018 un terremoto di magnitudo Ml 3.5 è stato registrato nella provincia di Bari. L’epicentro è localizzato nel comune di Altamura ad una profondità di 38 chilometri e ha interessato una vasta area tra Puglia e Basilicata.

UE_Strumentale2_21077981

Sismicità strumentale dal 1985 a oggi. La stella bianca indica l’epicentro della scossa odierna delle 13:45

I comuni più vicini all’epicentro (entro 20 km) sono riportati nella tabella che segue.

Dai primi questionari giunti al nostro servizio Hai Sentito il Terremoto risulta una zona ampia in cui è stato avvertito. Chi volesse contribuire alla raccolta delle informazioni per questo evento può compilare il questionario a questo link.

Al momento le segnalazioni consentono di avere il quadro (in termini di intensità macrosismica secondo la scala MCS rappresentato nella figura che segue.

20181109_MCS

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (aggiornato alle ore 14:41)

Per avere un quadro aggiornato della mappa dei risentimenti si può usare questo link: mappe.haisentitoilterremoto.it/21077981/mcs.jpg

La sismicità storica dell’area è molto scarsa, in parte per la reale bassa attività sismica, in parte anche per la carenza di fonti documentarie che, soprattutto per epoche più remote, testimonino gli eventi del passato con sufficiente dettaglio.

La zona è caratterizzata da una pericolosità sismica media, come si evince dalla mappa che segue.

UE_Pericolosita_21077981

Per maggiori informazioni sul terremoto si può visitare la pagina con tutte le informazioni disponibili sulla localizzazione, a questo indirizzo: http://cnt.rm.ingv.it/event/21077981

Per un approfondimento sul rischio sismico nella Regione Puglia è disponibile la relativa scheda in formato PDF

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Sequenza sismica in Mar Adriatico, 6 dicembre 2015

Da stanotte è iniziata una sequenza sismica nel Mar Adriatico Centrale a nord delle Isole Tremiti.

Sala di monitoraggio sismico di Roma. In primo piano, i segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

Sala di monitoraggio sismico di Roma. In primo piano, i segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

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Localizzazione degli eventi sismici avvenuti oggi, 6 dicembre 2015 in mar Adriatico centrale. Dati: cnt.rm.ingv.it

Il primo evento, avvenuto alle ore 04:21 italiane (06-12-2015 03:21 UTC), è stato di magnitudo ML 3.9. Nelle ore successive sono localizzati altri 19 terremoti di magnitudo uguale o maggiore di 2.0.

TabellaAdriatico

Sono 7 i terremoti che hanno avuto magnitudo tra 3.0 e 3.9 e 2 quelli di magnitudo maggiore di 4.0: il primo avvenuto alle ore 04:22 italiane di magnitudo Ml 4.0 (Mw 4.2), il secondo alle ore 17:24 italiane di magnitudo Ml 4.3 (Mw 4.4).

I segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

I segnali del terremoto di magnitudo Ml 4.3 avvenuto oggi alle ore 17.24 italiane.

Trattandosi di terremoti molto distanti dalla costa, la localizzazione e la profondità si calcolano con molta difficoltà con i dati della Rete Sismica Nazionale, essendo la prima stazione TREM distante circa 40-50 km dagli epicentri.

La sismicità di queste ore si colloca all’interno della cosiddetta microplacca adriatica, un blocco relativamente stabile dal punto di vista geologico, se raffrontato con le aree adiacenti degli Appennini a ovest, le Alpi a nord e le Dinaridi a est. In queste aree si concentra la deformazione tettonica e i terremoti sono frequenti. La microplacca adriatica, tuttavia, ha al suo interno della zone di deformazione che possono generare terremoti, anche se meno frequenti e di magnitudo mediamente inferiore alle aree montuose circostanti, come si vede dalla distribuzione della sismicità degli ultimi 30 anni.

Per il terremoto di questa notte di magnitudo Ml 4.0 (Mw 4.2) i sismologi dell’INGV hanno determinato un meccanismo focale con una forte componente trascorrente, mentre per l’evento di oggi pomeriggio di magnitudo Ml 4.3 (Mw 4.4) il meccanismo focale preliminare è compressivo.

Al momento (ore 20.40) i questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ per l’evento avvenuto alle ore 17:24 italiane di magnitudo Ml 4.3 indicano che il terremoto ha avuto dei leggeri risentimenti nelle zone costiere abruzzesi e pugliesi.

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni Comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/6068821/mcs.jpg)

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni Comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/6288651/mcs.jpg)

Per ulteriori informazioni visita le pagine di evento disponibili su: http://cnt.rm.ingv.it

I terremoti nella STORIA: la grande scossa del 31 maggio 1646 nel Gargano, un caso di terremoto recentemente rivalutato

Si potrebbe pensare che i cataloghi sismici storici – quegli “oggetti” in cui vengono raccolte e catalogate, sotto forma di stringhe (records) di parametri, le informazioni relative ai terremoti avvenuti nel passato – siano un qualcosa di “congelato” e impacchettato; un oggetto che, una volta compilato e pubblicato, è da considerarsi chiuso, acquisito, in qualche modo definitivo. Le cose però non stanno proprio così. Un catalogo storico è lo specchio che riflette le migliori conoscenze acquisite e aggiornate fino a un dato momento; in altre parole, riflette il cosiddetto stato dell’arte al momento della sua compilazione.

La ricerca storica, però, è qualcosa di dinamico, in continuo divenire, e per questo i cataloghi storici necessitano di periodici aggiornamenti che permettano di includere gli eventuali nuovi studi nel frattempo prodotti. E non solo: dati e parametri contenuti nei cataloghi sismici possono essere soggetti a modifiche e integrazioni a seguito di successive e più approfondite ricerche. Lo stesso catalogo sismico si arricchisce man mano che la ricerca storica scopre terremoti del tutto sconosciuti alla tradizione sismologica (le compilazioni descrittive di terremoti del passato prodotte in Italia fin dal XV secolo e che formano il background dei cataloghi recenti) oppure accerta la maggiore significatività di eventi che erano stati in qualche modo “sottovalutati” da studi e cataloghi precedenti.

Neanche i  terremoti già studiati e noti da tempo sono del tutto immuni da possibili, successive modifiche e integrazioni. Può capitare infatti che, a seguito di ulteriori ricerche mirate, o perfino in modo del tutto casuale e fortuito nel corso di ricerche di altro tipo, si scoprano nuove informazioni su un evento già noto e da tempo presente nel catalogo. E queste nuove informazioni, una volta portate alla luce, possono cambiare – a volte anche in modo radicale – le preesistenti conoscenze del quadro degli effetti di quell’evento, ridimensionandone oppure rivalutandone i parametri che fino a quel momento lo avevano caratterizzato in catalogo.

Esemplare, da questo punto di vista, è il caso del terremoto toscano del 13 aprile 1558ben descritto in un recente articolo su questo stesso blog; noto fin dal Settecento ma conosciuto, fino al 2004, come un “piccolo” evento di area senese, solo da una decina di anni è stato rivalutato come un terremoto ben più importante e rilocalizzato tra le colline del Chianti e il Valdarno superiore.

Un caso analogo, forse meno clamoroso ma altrettanto rilevante, è rappresentato da un terremoto distruttivo avvenuto nel Gargano attorno alla metà del XVII secolo. L’area della Puglia settentrionale, e in particolar modo il settore del Gargano, sono caratterizzati da una sismicità che si può definire relativamente “moderata”, con eventi abbastanza frequenti ma per lo più di energia medio-bassa.

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Figura 1. Mappa dei terremoti storici nell’area del Gargano dal’anno 1000 al 2006 (fonte CPTI11)

La versione corrente del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, CPTI11, complessivamente elenca poco più di venti terremoti con Mw ≥ 5.0 avvenuti in questo settore della Puglia tra l’anno 1000 e il 2006, più numerosi altri con magnitudo minore (Figura 1).

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Evento sismico M 5.6 in Grecia, 04 aprile 2014

Un terremoto di magnitudo M 5.6  è avvenuto stasera alle ore 22:08 italiane (20:08 04/Apr/2014 – UTC) ed è stato localizzato in mare nella Grecia meridionale ad una profondità di circa 143 km.

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Localizzazione epicentrale del terremoto avvenuto oggi alle ore 22:08 italiane in Grecia meridionale.

Il terremoto è stato avvertito anche in Italia meridionale, prevalentemente Puglia, Sicilia e Calabria, come risulta dalla mappa dei risentimenti del terremoto ricavati dai questionari macrosismici on line che sono stati compilati su www.haisentitoilterremoto.it.

Mappa preliminare dei risentimenti segnalati al sito haisentitoilterremoto.it, aggiornata alle ore 15.27 di oggi.

Mappa dei risentimenti segnalati al sito haisentitoilterremoto.it, aggiornata alle ore 15.27 del 5 aprile 2014.

Informazioni sull’evento sono disponibili qui.

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