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Evento sismico in provincia di Perugia, M 4.1, 2 gennaio 2017

Un terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuto questa notte, 2 gennaio, alle ore 4:36 italiane in provincia di Perugia. I comuni più vicini all’epicentro sono Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Spoleto e Trevi (PG). Il terremoto è stato localizzato a una profondità di circa 8 km.

epicentro

L’evento sismico è avvenuto in una zona prossima a quella della sequenza iniziata il 24 agosto in Italia centrale, ma su una struttura diversa, spostata di circa 30 km a ovest di questa, come si vede nella mappa sotto.

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Il terremoto è stato avvertito bene in tutta la zona, come si deduce dalle mappe di scuotimento prodotte con i dati delle reti sismiche e accelerometriche e dal questionario di “hai sentito il terremoto?“.

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La zona è caratterizzata da una pericolosità sismica elevata, come si vede nella mappa sotto.

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In epoca storica l’area in questione è stata colpita da terremoti di magnitudo intorno a 5.5. Si ricordano in particolare il terremoto del giugno 1767 e del settembre 1878 entrambi di magnitudo stimata 5.4 ed avvenuti in prossimità dell’epicentro odierno. Più recentemente, ricordiamo il terremoto di Massa Martana di magnitudo 4.6, con epicentro circa 15 km più a ovest, avvenuto nel maggio 1997.

A seguito della scossa delle 04:36, fino alle 11.00 italiane sono stare registrate 12 repliche, il più forte di magnitudo 2.5 avvenuto alle ore 06.35. Ulteriori informazioni e mappe sono disponibili sul sito INGV alla pagina dell’evento.

Evento sismico tra le province di Ragusa e Siracusa M 4.6, 8 febbraio: aggiornamento e approfondimento

Nell’area epicentrale del terremoto di magnitudo ML 4.6 avvenuto oggi (8 febbraio) alle ore 16:35:43 italiane tra le province di Ragusa e Siracusa, dal 6 febbraio 2016 ad oggi sono stati localizzati circa 20 eventi la maggior parte dei quali ha avuto magnitudo intorno a 2.0 e un solo evento di magnitudo superiore a 3.0: il terremoto di magnitudo M3.4 delle ore 02.41 italiane del 7 febbraio.

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Come accade per la maggior parte dei terremoti di magnitudo maggiore di 3.5, anche per questo terremoto  è stato calcolato il meccanismo focale con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://cnt.rm.ingv.it/tdmt) ed è stato ottenuto anche il valore della magnitudo momento Mw pari a 4.2. Il meccanismo focale è trascorrente ed è compatibile con lo stile tettonico dell’area.

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Terremoti in provincia di Firenze: aggiornamento del 4 marzo ore 7.00

Questa notte è ripresa l’attività sismica in provincia di Firenze. Dalle ore 23:38 (italiane) di ieri sono 18 i terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV fino al momento (ore 07:00). I terremoti si sono verificati in una zona poco ad ovest dell’area interessata dalla sismicità di dicembre scorso. Sono 6 gli eventi di magnitudo uguale o superiore a 2.0 di questa notte, tra i quali i due più forti hanno avuto magnitudo 3.3 alle ore 00:51 e magnitudo 3.7 alle ore 01:00.

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Eventi sismici avvenuti dal 18 dicembre 2014 ad oggi (ore 7.00) (fonte: http://iside.rm.ingv.it/).

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Eventi sismici tra le province di Firenze e Bologna: aggiornamento

Il terremoto di magnitudo ML 3.9 (Mw 3.8) avvenuto alle ore 20:42:53 italiane nell’Appennino tosco-emiliano è stato avvertito in una vasta area della Toscana e dell’Emilia Romagna, come evidenziato dai quasi 900 questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ e dalla mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) con la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio.

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Aggiornamento sulla sismicità in corso

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I terremoti nella STORIA: Il catastrofico terremoto dell’11 gennaio 1693 nella Sicilia orientale, l’evento più forte della storia sismica italiana

Questo terremoto rappresenta una vera e propria “pietra miliare” nella storia sismica del nostro paese. Nell’attuale versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11) risulta essere il più forte evento sismico (Mw=7.4) avvenuto negli ultimi 1000 anni sull’intero territorio nazionale. Inoltre, per vastità dell’area colpita, numero di vittime e gravità degli effetti provocati, è tra i terremoti maggiormente distruttivi della storia sismica italiana; infine, riveste un’importanza enorme per la colossale e problematica opera di ricostruzione e di riedificazione che modificò radicalmente l’intera rete insediativa di una ampia parte della Sicilia.

I ruderi dell’antico borgo medievale di Occhiolà. Il borgo in rovina circa tre mesi dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 fu abbandonato dai superstiti e al suo posto fu fondata, 2 km più a sud, l’odierna Grammichele [fonte: Azzaro et al. (2008) http://www.edurisk.it/it/itinerari/viaggi-virtuali.html].

I ruderi dell’antico borgo medievale di Occhiolà. Il borgo in rovina circa tre mesi dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 fu abbandonato dai superstiti e al suo posto fu fondata, 2 km più a sud, l’odierna Grammichele [fonte: Azzaro et al. (2008) http://www.edurisk.it/it/itinerari/viaggi-virtuali.html].

Il terremoto colpì un territorio vastissimo in due riprese, con due violentissime scosse avvenute a distanza di due giorni. Il primo forte evento si verificò il 9 gennaio 1693 attorno alle ore 21:00 GMT (il tempo medio di Greenwich, orario riportato per convenzione nei cataloghi sismici), le 4:30 secondo l’uso orario “all’italiana” in vigore all’epoca. Nonostante questa prima scossa sia avvenuta a meno di 48 ore dal secondo, ben più grave terremoto, il quadro complessivo dei suoi effetti macrosismici risulta comunque ben documentato. Secondo lo studio di Guidoboni et al. (2007), ripreso dal catalogo CPTI11, la scossa raggiunse un’intensità epicentrale valutabile tra i gradi 8 e 9 della Scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). I danni furono gravissimi in centri come Augusta, Avola (l’attuale Avola Vecchia), Noto (l’attuale Noto Antica), Floridia e Melilli, dove crollarono molti edifici. Gravi danni e crolli interessarono anche Catania e Lentini. A Catania, già seriamente danneggiata dalla distruttiva eruzione dell’Etna del 1669, molti palazzi e abitazioni, nonché chiese e monumenti, subirono lesioni diffuse, alcune case private crollarono provocando la morte di 16 persone. A Siracusa molti edifici furono lesionati, alcuni rimasero pericolanti, ma nel complesso i danni furono meno gravi rispetto a Catania. La scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni, a Messina e a Malta, e sensibilmente fino a Palermo. Leggi il resto di questa voce

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