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Terremoto M6.7 e tsunami nel Mar Egeo la notte del 21 luglio 2017

Un terremoto di magnitudo 6.7 è stato registrato questa notte, alle ore 00.31 italiane, nel Mar Egeo, al confine tra Grecia e Turchia. Le zone più vicine all’epicentro sono l’isola di Kos in Grecia e Bodrum, in Turchia. L’evento sismico ha prodotto dei danni nelle aree più prossime all’epicentro.

Localizzazione dell’epicentro (stella) del terremoto avvenuto la scorsa notte nel Mar Egeo

Un terremoto di questa magnitudo che avviene in una zona costiera, come nel caso di stanotte, può generare uno tsunami nelle zone intorno all’epicentro, come effettivamente è accaduto. Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV, che effettua il monitoraggio in tempo reale dei terremoti del Mediterraneo, ha inviato l’allerta tsunami già dieci minuti dopo il tempo origine dell’evento.

Parte iniziale del primo messaggio di allerta inviato dal CAT-INGV alle 00:41 del 21 luglio 2017, a seguito del terremoto di magnitudo 6.7 avvenuto alle 00:31. La stima iniziale della magnitudo era 6.8

Lo tsunami è stato poi misurato dal mareografo di Bodrum, 12 km a nord dell’epicentro, dove si è osservata un’anomalia del livello del mare di circa 30 cm picco-picco.

Mareografo di Bodrum (Turchia). Si vedono le numerose onde dello tsunami provocato dal terremoto alle ore 22:31 UTC (le ore 00:31 italiane).

Intervista ad Alessandro Amato, sismologo e responsabile CAT-INGV

A cura del Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV


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Io non rischio torna in piazza il 15 e il 16 ottobre

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2016 in 700 piazze su tutto il territorio nazionale saranno allestiti i punti informativi della campagna Io Non Rischio. Circa 7.000 volontari di associazioni nazionali di volontariato di protezione civile, di associazioni locali e gruppi comunali saranno presenti nelle piazze italiane per parlare con i propri concittadini del rischio terremoto, di maremoto e alluvione e renderli consapevoli del fatto che tali rischi possono essere ridotti, fin da subito, facendo le scelte giuste.

Io Non Rischio è una campagna nazionale di comunicazione sulle “buone pratiche di protezione civile”, intese nel senso più pieno, vale a dire su tutte le azioni che i cittadini possono mettere in atto fin da subito per ridurre il rischio. Lo slogan scelto per identificare la campagna “Io Non Rischio” è l’affermazione di un proposito ben preciso, è una dichiarazione di intenti che ogni cittadino e ogni comunità può fare come parte del sistema nazionale di protezione civile.

L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, ma la reale consistenza del rischio può essere sensibilmente ridotta attraverso una conoscenza reale dell’ambiente in cui viviamo, delle sue caratteristiche di pericolosità e l’adozione, fin da subito, di scelte consapevoli che riducano, in particolare, la vulnerabilità dell’ambiente costruito e della nostre comunità.

La campagna è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze (ANPAS) e la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS).

La campagna, giunta al suo sesto anno, si svolge come una classica campagna di piazza: sabato 15 e domenica 16 ottobre i volontari delle associazioni di protezione civile, che nel corso dell’anno hanno seguito un impegnativo percorso formativo a cascata, allestiranno punti informativi sul rischio terremoto e maremoto o sul rischio alluvione. Settemila persone comuni, quindi, che vivono su quel preciso territorio, svolgono una funzione di servizio per le comunità, parlano il dialetto locale, ecc. E che nel corso dell’anno saranno impegnati nei servizi per i quali svolgono la loro attività di volontariato, e continueranno a fare opera di sensibilizzazione.

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L’elenco dei comuni interessati dalla campagna il 15 e 16 ottobre 2016 e gli indirizzi delle diverse piazze sono online sul sito ufficiale della campagna http://iononrischio.it/, dove è possibile consultare e scaricare i materiali informativi sui diversi rischi e consultare le mappe interattive realizzate per l’occasione dall’INGV.

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Un’iniziativa importante per promuovere la partecipazione dei cittadini nelle piazze delle proprie città è prevista per giovedì 13 ottobre 2015, dalle 11:00 alle 13:00, quando i promotori della campagna#iononrischio danno appuntamento a tutti per una mobilitazione virtuale su Twitter. L’idea è quella di realizzare un tweetstorm, un flusso di tweet simultaneo. Per partecipare al tweetstorm basta copiare i tweet preparati per la campagna e pubblicarli dal proprio account Twitter, appunto, il 13 ottobre, dalle 11.00 alle 13.00.

Gli hashtag selezionati per il tweetstorm sono #iononrischio2016 e #cuorealcentro: il primo, come riferimento alla sesta edizione della campagna, il secondo come segnale di vicinanza alla popolazione del Centro Italia colpita dal terremoto del 24 agosto e di impegno di tutto il Servizio nazionale della protezione civile per questa emergenza.

Segui “Io Non Rischio” sul sito web www.iononrischio.it e sui canali social della campagna.

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a cura di Romano Camassi, Concetta Nostro e Maurizio Pignone, INGV.

Io non rischio torna in piazza il 17 e il 18 ottobre

Sabato 17 e domenica 18 ottobre in oltre 400 comuni su tutto territorio nazionale torneranno in piazza i punti informativi di Io non rischio 2015. Quasi 5.000 volontari di associazioni nazionali di volontariato di protezione civile, gruppi comunali e associazioni locali saranno coinvolti in questa campagna per le buone pratiche di protezione civile promossa dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze (ANPAS) e Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS).

L’obiettivo principale di questa campagna sui rischi naturali che interessano il nostro Paese è quello di promuovere il ruolo attivo dei cittadini nella prevenzione e nella riduzione del rischio. Attori principali sono proprio i volontari di protezione civile presenti, con le loro associazioni in tutta Italia, che vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. I volontari, dopo un lungo percorso di formazione che per tutto l’anno ha impegnato i tanti funzionari, ricercatori e tecnici del DPC, dell’INGV, di ANPAS e ReLUIS,  allestiranno i punti informativi Io non rischio per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto.

Io non rischio: la formazione dei volontari formatori

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SPECIALE: Dieci anni dallo tsunami di Sumatra del 26 dicembre 2004

Sono le 6:58 del mattino (00:58 UTC) del 26 dicembre 2004 quando, nella regione di Banda Aceh, in Indonesia, la terra trema: è l’inizio di una delle maggiori catastrofi naturali degli ultimi 100 anni. La scossa è fortissima, provoca il crollo di numerosi edifici e sembra interminabile. Ma il peggio arriva 20 minuti più tardi quando uno tsunami di enormi proporzioni si abbatte sulle coste dell’Indonesia settentrionale, con onde alte fino a 30 metri: solo in questa regione le vittime saranno più di 173.000.

Simulazione numerica dell’altezza massima dell’onda di tsunami in mare aperto. Le linee bianche rappresentano la posizione del fronte dell’onda di tsunami a intervalli di 1 ora (Fonte: Ingv)

Simulazione numerica dell’altezza massima dell’onda di tsunami in mare aperto. Le linee bianche rappresentano la posizione del fronte dell’onda di tsunami a intervalli di 1 ora (Fonte: Ingv).

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Torna in piazza “Io Non Rischio”

Torna nelle piazze italiane la campagna informativa sui rischi naturali che interessano il nostro territorio. Sabato 11 e domenica 12 ottobre oltre 2.000 volontari, appartenenti a organizzazioni nazionali, gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, allestiranno punti informativi “Io Non Rischio” in 150 piazze distribuite su quasi tutte le regioni italiane, per sensibilizzare i propri concittadini sui rischi che interessano il loro territorio. La novità di questa edizione è che in alcune piazze, in via sperimentale, la campagna si arricchisce di un nuovo tema: il rischio alluvione, che si affianca così al rischio sismico e al rischio maremoto già sperimentati negli anni passati. Nello spirito di “Io Non Rischio” il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano ancora una volta insieme per diffondere la cultura della prevenzione. I volontari e le volontarie, formati per sensibilizzare i propri concittadini nei territori dove operano quotidianamente, illustreranno cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un’alluvione, un terremoto o un maremoto.

Io Non Rischio” – campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione prima di tutto sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e ReLuis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica. L’iniziativa, come ogni anno, si realizzerà anche grazie al supporto delle istituzioni locali – Sindaci, strutture di protezione civile regionali, Anci e Upi. Leggi il resto di questa voce

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