Archivi Blog

Italia sismica: i terremoti di novembre e dicembre 2016

Nei ultimi due mesi del 2016 la maggior parte dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV è avvenuta nell’area della sequenza sismica in Italia Centraleiniziata ad agosto e continuata nei mesi di settembre e ottobre con decine di migliaia di eventi. Nel mese di novembre sono stati 12.293 i terremoti localizzati,  10.663 nel successivo mese di dicembre. La media giornaliera degli eventi ha superato i 400 terremoti a novembre ed è diminuita, con 320 eventi, in dicembre.

La mappa della sismicità nel mese di novembre 2016.

La mappa della sismicità nel mese di novembre 2016.

Dopo il terremoto del 30 ottobre di magnitudo M 6.5, l’evento più forte di tutta la sequenza in Italia centralenei primi giorni nel mese di novembre sono stati localizzati centinaia di terremoti al giorno nell’area epicentrale, superando anche 500-600 eventi al giorno.

Grafico del novembr

Grafico dell’andamento temporale della sismicità nel mese di novembre 2016. Sono stati 5 gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.8 registrati in questo mese.

Il grafico sopra mostra l’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dal 1° al 30 novembre 2016. Si nota che sono stati 5 i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 4.0 registrati in questo mese, tutti localizzati nell’area della sequenza in Italia Centrale. L’evento di magnitudo maggiore, M 4.8, è avvenuto circa 48 ore dopo l’evento di magnitudo M 6.5, il 1° novembre con epicentro nella provincia di Macerata tra i comuni di Acquacanina, Fiastra, Bolognola e Ussita. Due giorni dopo è stato registrato un altro evento di magnitudo simile, M 4.7, sempre con epicentro nella provincia di Macerata tra i comuni di Pieve Torina, Fiordimonte e Pievebovigliana. Gli eventi di magnitudo compresa tra 3 e 4 di magnitudo sono stati 234, anche questi localizzati in massima parte nell’area della sequenza.

La sequenza sismica in Italia Centrale nel mese di novembre 2016.

La sequenza sismica in Italia centrale nel mese di novembre 2016.

Nella figura sopra vengono mostrati gli oltre 11.000 eventi della sequenza in Italia centrale localizzati dalla Rete Sismica Nazionale a novembre, un numero superiore ai mesi precedenti, ma che rispetto ad ottobre denota un calo sensibile dei terremoti sia di magnitudo maggiore di 4.0 che di magnitudo maggiore di 3.0.

Il numero di terremoti localizzati nel mese di novembre 2016 rappresenta il più alto numero di eventi mai registrato in un mese dalla Rete Sismica Nazionale dalla sua nascita (inizio anni ’80) ad oggi. In questi mesi, è stato raddoppiato il numero degli analisti in Sala Operativa di monitoraggio sismico INGV di Roma in modo da elaborare in tempo reale la gran mole di dati in arrivo e soddisfare al meglio le necessità informative del Dipartimento della Protezione Civile e le esigenze di gestione dell’emergenza.

Nel mese di dicembre la sismicità sul territorio nazionale è stata molto simile al mese precedente: il numero di eventi localizzati dalla Rete Sismica Nazionale è stato poco più di 10.600 terremoti, più basso che a novembre ma sempre caratterizzato dai numerosi terremoti avvenuti in Italia centrale.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di dicembre 2016.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di dicembre 2016.

Due dei terremoti più forti del mese di dicembre sono stati localizzati al di fuori dei confini nazionali come si nota dalla mappa sopra. I due quadrati rossi nella penisola balcanica sono le localizzazioni della Rete Sismica Nazionale degli eventi del 9 dicembre (M 4.5) sulla costa croata meridionale e del 23 dicembre (M 4.2) sulla costa del Montenegro.

Grafico

Grafico dell’andamento temporale della sismicità nel mese di dicembre 2016. Sono stati 4 gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5 registrati in questo mese, due di questi localizzati in Croazia e Montenegro.

Il grafico sopra mostra l’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dal 1° al 31 dicembre 2016. Sono stati 4 i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 4.0 registrati in questo mese, i due localizzati in Croazia e Montenegro e altri due sul territorio nazionale:  l’evento del 9 dicembre in provincia di Reggio Emilia di magnitudo 4.0 e l’evento del 11 dicembre in provincia di Macerata di magnitudo 4.2.  In diminuzione rispetto a novembre il numero di terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, in dicembre sono stati 65 con una netta prevalenza di eventi localizzati nell’area della sequenza in Italia centrale.

Nella mappa sotto sono visualizzati tutti i terremoti registrati in dicembre proprio nell’area della sequenza: sono quasi 10.000 gli eventi localizzati con concentrazioni soprattutto nell’area a nord nei pressi di Pieve Torina (provincia di Macerata) ed anche a sud in Abruzzo tra Montereale e Capitignano in provincia dell’Aquila. A dicembre è ancora in diminuzione il numero di eventi della sequenza di magnitudo maggiore di 4 (solo uno avvenuto l’11 dicembre di magnitudo 4.3) ed anche quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, scesi a circa una cinquantina.

La sequenza sismica in Italia Centrale nel mese di dicembre 2016.

La sequenza sismica in Italia centrale nel mese di dicembre 2016.

Per tutto il 2016 è possibile visualizzare gli articoli di ITALIA SISMICA con un una story map del tipo MAP JOURNAL che permette di integrare la mappa interattiva dei terremoti di magnitudo uguale o superiore a 1.5 per ciascun mese con i contenuti informativi e multimediali degli articoli. Sulla mappa interattiva è possibile anche interrogare i singoli eventi ed avere informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità (la story maps è in aggiornamento).

La story map

La story map “MAP JOURNAL” della sismicità del 2016

A cura di Maurizio Pignone (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe, Italian Seismological Instrumental and parametric Database, ISIDe Working Group INGV 2015http://iside.rm.ingv.it

Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Italia sismica: i terremoti di ottobre 2016

La sequenza sismica in Italia Centrale, iniziata con l’evento del 24 agosto, ha caratterizzato notevolmente la sismicità di ottobre 2016, in particolare negli ultimi giorni del mese quando sono stati registrati alcuni forti terremoti come quelli del 26 e del 30 ottobre. I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV durante tutto il mese sono stati 7816, con una media di oltre 250 eventi al giorno.

La sismicità localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV durante il mese di ottobre 2016.

La sismicità localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV durante il mese di ottobre 2016.

Ben oltre il 90% dei terremoti registrati sul territorio nazionale è stato localizzato nell’area della sequenza sismica iniziata ad agosto e continuata nei mesi di settembre e ottobre con migliaia di eventi. In particolare, i terremoti degli ultimi giorni del mese sono avvenuti in un’area più a nord di quella attivata ad agosto ed alcuni di questi sono stati particolarmente forti e distruttivi: i terremoti del 26 ottobre alle ore 19.10 e 21.18 italiane hanno avuto magnitudo 5.4 e 5.9, rispettivamente, e quello del 30 ottobre magnitudo 6.5.

Il terremoto del 30 ottobre di magnitudo M 6.5 è l’evento più forte di tutta la sequenza in Italia centrale, ma anche il terremoto di magnitudo maggiore registrato dalla Rete Sismica Nazionale in Italia dalla sua nascita, nei primi anni ’80.

Grafico

Grafico dell’andamento temporale della sismicità nel mese di ottobre 2016. Si nota che sono 3 i terremoti di magnitudo compresa tra 5 e 6 ed uno di magnitudo al di sopra del 6.

Il grafico sopra mostra l’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dall’1° al 31 ottobre 2016. Si notano bene i due picchi di sismicità del 26 e 30 ottobre con i forti terremoti localizzati al confine tra l’Umbria e le Marche. Inoltre, proprio in corrispondenza di questi giorni si nota l’assenza delle piccole scosse, di magnitudo inferiore a 2.0-2.5: durante una sequenza sismica, con un numero estremamente elevato di scosse, è infatti impossibile localizzarle tutte e si dà quindi la precedenza all’analisi dei terremoti più forti.

L'area della sequenza sismica in Italia Centrale dove si sono stati localizzati gli eventi più forti negli ultimi giorni di ottobre (la stella più grande rappresenta l'epicentro dell'evento di magnitudo 6.5 del 30 ottobre).

L’area della sequenza sismica in Italia centrale dove sono stati localizzati gli eventi più forti negli ultimi giorni di ottobre (la stella più grande rappresenta l’epicentro dell’evento di magnitudo 6.5 del 30 ottobre e le altre due sono relative ai terremoti avvenuti il 26 ottobre).

Un altro forte terremoto, di magnitudo 5.7, è stato registrato in quei giorni (28 ottobre) nel Mar Tirreno meridionale ad una profondità di quasi 500 km. Riepilogando, nel mese di ottobre sono stati 3 gli eventi sismici di magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0 ed uno di magnitudo maggiore di 6.0, quello del 30 ottobre.

Sono stati 32 gli eventi di magnitudo compresa tra 4 e 5 e quasi 400 i terremoti di magnitudo tra 3 e 4, testimoniando una fortissima attività sismica, soprattutto negli ultimi giorni del mese, nell’area epicentrale dei forti eventi del 26 e del 30 ottobre. Infatti, considerando gli eventi di questo mese con magnitudo al di sopra di 4.0, solo 1 su 36 si è verificato prima del 26 ottobre.

La sequenza sismica in Italia Centrale durante il mese di ottobre.

La sequenza sismica in Italia centrale durante il mese di ottobre.

Nella figura sopra vengono mostrati gli oltre 7.000 eventi della sequenza in Italia centrale localizzati dalla Rete Sismica Nazionale ad ottobre: come già anticipato soprattutto dopo il giorno 26, l’area della sequenza si è estesa verso nord coinvolgendo a pieno le province di Perugia e Terni in Umbria, Macerata e Ascoli nelle Marche.

Nel mese di ottobre sono stati localizzati forti terremoti anche in altre aree del territorio nazionale. Il 28 e il 29 sono avvenuti due terremoti profondi in Italia: il primo evento di magnitudo 5.7  (28 ottobre) è stato localizzato nel Mar Tirreno a una profondità di circa 470 km.  Il secondo terremoto di magnitudo 4.3 (29 ottobre) è stato localizzato in provincia di Potenza ad una profondità di 270 km.

L'area del Mar Tirreno e delle coste campane e lucane interessate dai due eventi di magnitudo

L’area del Mar Tirreno e della costa lucana interessate dai due eventi di magnitudo M 5.7 e M 4.3 del 28 e 29 ottobre.

Come riportato nel nostro articolo del 29 ottobre anche la nostra  penisola è interessata in alcune aree da terremoti intermedi e profondi (fino a 600 km). Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali  si manifesta nel nostro paese laddove la litosfera del Mar Ionio si approfondisce sotto l’Arco calabro e il Tirreno meridionale.

Anche per tutto il 2016 è possibile visualizzare gli articoli di ITALIA SISMICA con un una story map del tipo MAP JOURNAL che permette di integrare la mappa interattiva dei terremoti di magnitudo uguale o superiore a 1.5 per ciascun mese con i contenuti informativi e multimediali degli articoli. Sulla mappa interattiva è possibile anche interrogare i singoli eventi ed avere informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità (la story maps è in aggiornamento).

La story map

La story map “MAP JOURNAL” della sismicità del 2016

A cura di Maurizio Pignone (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe, Italian Seismological Instrumental and parametric Database, ISIDe Working Group INGV 2015http://iside.rm.ingv.it

Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Terremoto M 4.4 in provincia dell’Aquila, 29 novembre ore 17:14

Un terremoto di magnitudo 4.4 (ML, magnitudo Richter) è avvenuto alle 17:14 di oggi, 29 novembre, in provincia dell’Aquila nelle vicinanze di Capitignano e Montereale, pochi chilometri a ovest del Lago di Campotosto.

L'Aquila

I comuni più vicino all’epicentro (entro 10 Km) sono, oltre a Capitignano e Montereale, tutti in provincia dell’Aquila: Campotosto, Barete e Cagnano Amiterno.

Nella mappa qui sopra, che riporta la sismicità degli ultimi 90 giorni, si evidenzia l’epicentro del terremoto che si colloca a sud dell’area interessata dalla sequenza in Italia Centrale iniziata il 24 agosto, tra le province dell’Aquila e di Rieti.

Per maggiori informazioni consultare la pagina informativa dell’evento.

Italia sismica: i terremoti dell’estate 2016

Dopo un periodo di interruzione, torna la rubrica ITALIA SISMICA per descrivere la sismicità di questi ultimi mesi caratterizzati in particolare dalla sequenza sismica in Italia centrale. La sismicità durante i mesi estivi del 2016 può essere suddivisa in due periodi molto diversi separati dall’evento del 24 agosto di magnitudo Mw 6.0 tra le province di Rieti e Perugia. Il primo periodo, pre-24 agosto, non si discosta molto dall’attività dei primi 5 mesi del 2016, mentre il secondo periodo è caratterizzato dalla sequenza sismica che contribuisce in maniera rilevante al numero di terremoti localizzati durante l’ultima parte del mese di agosto e nel mese di settembre.

I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV durante i 4 mesi estivi del 2016 (giugno, luglio, agosto e settembre).

I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV durante i 4 mesi estivi del 2016 (giugno, luglio, agosto e settembre).

Nel grafico qui sotto è possibile vedere quale impatto abbia avuto la sequenza sismica in Italia centrale sul numero complessivo di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale su tutto il territorio nazionale. Sono rappresentati il numero mensile di terremoti localizzati su tutto il territorio nazionale (azzurro) e quelli localizzati nella sola area interessata dalla sequenza iniziata il 24 agosto (rossi). Nei mesi di giugno e luglio, il numero di terremoti che si sono verificati è compatibile con la solita sismicità di fondo dell’area dell’appennino centrale.

fgfg

Nel mese di giugno la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha localizzato 1111 terremoti, un numero quasi identico a quello registrato nel precedente mese di maggio, con una media che si conferma intorno ai 37 eventi al giorno.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di giugno 2016.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di giugno 2016.

In questo mese è stato registrato un solo evento di magnitudo uguale o superiore a 4.0 il giorno 2 giugno (Mw 4.3) con epicentro al di fuori dei confini nazionali nelle vicinanze delle coste tunisine, a sud-ovest del Canale di Sicilia. Sono stati 16 gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e 126 quelli di magnitudo tra 2.0 e 2.9. Nell’area a nord del Lago di Bolsena, tra le province di Terni e Viterbo è proseguita nei primi giorni del mese la sismicità dopo l’evento del 30 maggio di magnitudo Mw 4.1Sono stati registrati circa 25 eventi di bassa magnitudo, con valore massimo pari a M 3.2.  Un’altra piccola sequenza con oltre 70 eventi in meno di una settimana è stata localizzata a nord-est della città di Benevento nei pressi di Pietrelcina (BN). I terremoti registrati hanno avuto valori bassissimi di magnitudo, inferiori a 3.0.

Leggermente più basso il numero di terremoti localizzati nel mese di luglio: 1004 eventi, in continuità con i mesi di maggio e giugno. Anche la media giornaliera è leggermente inferiore, intorno a 32 eventi al giorno.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di luglio 2016.

I terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di luglio 2016.

In questo mese non è è stato registrato nessun evento di magnitudo uguale o superiore a 4.0. Sono stati 13 gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e 86 quelli di magnitudo tra 2.0 e 2.9. Gli eventi di magnitudo maggiore sono stati localizzati rispettivamente il 5 luglio (ML 3.9) nel Mar Ionio e il 30 luglio (Mw 3.7) nella provincia di Torino.

Come si può facilmente intuire il mese di agosto può essere suddiviso tra prima e dopo l’inizio della sequenza sismica in Italia centrale. In totale i terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale sono stati 4328, di questi solo 873 avvenuti prima del 24 agosto. La media giornaliera ad agosto sale fino a quasi 140 terremoti, tenuto conto dell’elevato numero di eventi nell’ultima settimana del mese.

agosto_iside2016_

La sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di agosto 2016.

Prima del 24 agosto sono stati registrati circa 800 terremoti, tra questi solo 9 di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.  Dal 24 agosto sono stati localizzati oltre 3400 eventi , due di questi hanno avuto una magnitudo superiore a 5.0: la scossa principale di magnitudo Mw 6.0 delle ore 03:36 italiane del 24 agosto con epicentro nei pressi di Accumoli (RI) e la principale replica circa un’ora dopo, di magnitudo Mw 5.4, in provincia di Perugia, nei pressi di Norcia.  Sono stati registrati 12 eventi di magnitudo uguale o maggiore di 4.0,147 gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e 1067 quelli di magnitudo tra 2.0 e 2.9.

Grafico

L’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dal 1 al 31 agosto 2016.

Il grafico sopra mostra l’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dall’1 al 31 agosto 2016. Nel grafico si notano nella parte sinistra i circa 800 eventi localizzati dalla Rete Sismica Nazionale prima del 24 agosto e successivamente gli oltre 3400 terremoti localizzati quasi tutti nell’area della sequenza. Nelle prime due giornate della sequenza si nota l’assenza delle piccole scosse (da magnitudo 2.0-2-5 in giù) nel grafico. Ciò è dovuto all’impossibilità di localizzare tutti i terremoti (visto il numero estremamente elevato di scosse), dando la precedenza ai terremoti più forti. La successiva fase di analisi e revisione delle localizzazioni contribuirà a colmare questa lacuna temporanea.

La sequenza sismica in Italia centrale nel mese di agosto 2016.

La sequenza sismica in Italia centrale nel mese di agosto 2016.

Nel mese di settembre continua il forte impatto della sequenza sul numero di terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale. Sono ben 10403 gli eventi localizzati, di questi 9833 nella sola area della sequenza. La media giornaliera si impenna oltre 345 terremoti.

La sismicità localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel mese di settembre 2016.

La sismicità localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di settembre 2016.

Sono 2 gli eventi di magnitudo maggiore 4.0 (Mw 4.3 e 4.2) entrambi registrati il giorno 3 settembre nell’area della sequenza; 70 sono stati gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e 838 quelli di magnitudo tra 2.0 e 2.9. Tutti gli altri eventi, oltre 9.000, sono di bassa magnitudo, inferiore a 2.0, e sono stati registrati quasi esclusivamente nell’area della sequenza grazie anche al contributo delle stazioni delle reti temporanee installate durante le prime fasi dell’emergenza.

La sequenza sismica in Italia centrale durante il mese di settembre 2016.

La sequenza sismica in Italia centrale durante il mese di settembre 2016.

Anche per tutto il 2016 è possibile visualizzare gli articoli di ITALIA SISMICA con un una story map del tipo MAP JOURNAL che permette di integrare la mappa interattiva dei terremoti di magnitudo uguale o superiore a 1.5 per ciascun mese con i contenuti informativi e multimediali degli articoli. Sulla mappa interattiva è possibile anche interrogare i singoli eventi ed avere informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità (la story maps è in aggiornamento).

La story map

La story map “MAP JOURNAL” della sismicità del 2016

A cura di Maurizio Pignone (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe, Italian Seismological Instrumental and parametric Database, ISIDe Working Group INGV 2015http://iside.rm.ingv.it

Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Evento sismico M3.9 in provincia di Firenze, 25 ottobre: approfondimento

Da un punto di vista della sismicità storica, la zona della Val d’Elsa (o Valdelsa), dove si è verificato il terremoto di magnitudo 3.9 ieri sera, è caratterizzata da una attività sismica di livello medio-basso, come risulta anche dal catalogo parametrico dei terremoti italiani (CPTI15). I terremoti in questa zona sono piuttosto frequenti, ma di magnitudo relativamente modesta. La storia sismica di Castelfiorentino, comune epicentro dell’evento di ieri, è abbastanza povera, nota solo a partire dalla fine del XVIII secolo e con intensità massima al sito pari al grado 6 della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS), che corrisponde ad un livello di danneggiamento molto leggero.
L’evento più forte con epicentro locale è quello del 22 settembre 1901, che sulla base della distribuzione delle intensità macrosismiche ebbe una magnitudo equivalente Mw=4.7, dunque molto più forte della scossa di ieri (circa 16 volte più forte) e un’intensità epicentrale pari al grado 6 MCS proprio a Castelfiorentino e anche a Castelnuovo d’Elsa: in entrambe queste località, stando alle notizie dell’epoca, ci furono lievi danni, documentati in cadute di comignoli e lievi lesioni a qualche edificio; a Castelnuovo d’Elsa crollò una vecchia torre già diroccata. La scossa fu avvertita più o meno fortemente in un’ampia area della Toscana, come si vede dalla figura.

1901

Distribuzione degli effetti del terremoto del 22 settembre 1901 secondo lo studio di Molin et al. (2008) [fonte: DBMI15].

Altri terremoti documentati nell’area sono avvenuti il 6 maggio 1766 nell’area di Gambassi e Montaione (Mw 3.7), e il 30 novembre 1768 (Mw 4.2), quest’ultimo risentito in modo forte, ma senza danni a Castelfiorentino e a Gambassi Terme.

sismicita_storicaTOSCANA2

Sismicità storica della Toscana (fonte: CPTI).

Gli eventi più forti storicamente documentati in Valdelsa sono quelli che hanno interessato l’area tra Poggibonsi, San Gimignano e Colle Val d’Elsa, dunque ben più a sud della scossa di oggi. Nel 1804 ci fu una importante sequenza il cui evento principale avvenne il 18 ottobre (Mw 5.1) e causò danni diffusi, ma nel complesso moderati e leggeri (7 MCS), proprio a Poggibonsi, San Gimignano e Colle Val d’Elsa, mentre non sono noti gli effetti a Castelfiorentino. Una forte replica (Mw 4.8, Io=6 MCS) avvenne il 17 dicembre dello stesso anno.
La stessa zona fu poi colpita di nuovo 65 anni più tardi, il 26 settembre 1869 (Mw 5.0, Io=7 MCS) con danni nei tre centri sopra menzionati; a Castelfiorentino la scossa fu avvertita fortemente da tutta la popolazione, causò panico, ma non sono attestati danni di sorta.

Altri terremoti sono avvenuti a cavallo tra Ottocento e Novecento: il 15 febbraio 1890 (con replica a maggio) di Mw 4.5, sentito forte ma senza danni in una vasta zona da Barberino Val d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Poggibonsi fino a Firenze, Pontassieve e Siena; il 21 aprile 1906 con danni a Poggibonsi (Mw 4.3) e il 20 dicembre 1906 (Mw 4.0), tutti avvertiti lievemente a Castelfiorentino.

Arrivando ai giorni nostri, la zona di Castelfiorentino e Certaldo è stata sede di una piccola sequenza sismica nell’estate del 2014 che ha avuto come evento di magnitudo massima, pari a 3.4, quello del 9 agosto alle ore 15.47 italiane.

Va infine ricordato che questa zona risente dei terremoti che si verificano nella vicina Val di Pesa e nell’area a sud di Firenze.

La pericolosità sismica della Toscana (fonte: http://zonesismiche.mi.ingv.it/).

La pericolosità sismica della Toscana (fonte: http://zonesismiche.mi.ingv.it/).

La zona della Valdelsa rientra tra le aree considerate a pericolosità media. I valori di scuotimenti attesi con una probabilità di superamento del 10% in 50 anni sono compresi tra 0.125 e 0.150 g. Questa stima è ottenuta considerando le sorgenti sismogenetiche conosciute per quest’area ma anche per quelle limitrofe (terremoti forti ma più lontani possono produrre scuotimenti del terreno più violenti di terremoti modesti e vicini) e le informazioni disponibili sulla sismicità storica e recente. La massima magnitudo attesa nella zona può arrivare a 5.8, per quanto con probabilità di accadimento molto bassa.

La stima di pericolosità sismica ha determinato la classificazione sismica dei comuni dell’area in zona 3 (su 4 zone, dove la zona 1 è quella più pericolosa, la zona 4 quella meno pericolosa).

a cura di Filippo Bernardini (INGV-Bo) e Carlo Meletti (INGV-Pi).


Bibliografia

Molin D., F. Bernardini, R. Camassi, C. H. Caracciolo, V. Castelli, E. Ercolani, L. Postpischl (2008), “Materiali per un catalogo dei terremoti italiani: revisione della sismicità minore del territorio nazionale”, Quaderni di Geofisica, Vol. 57, pp. 75 + CD-ROM. Disponibile online sul sito web: http://istituto.ingv.it/l-ingv/produzione-scientifica/quaderni-di-geofisica/numeri-pubblicati-2008


Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: