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Terremoto di magnitudo M7.3 e tsunami in Indonesia, 28 settembre 2018

Un terremoto di magnitudo Mwpd 7.3 è stato registrato stamattina alle ore 12.02 italiane (alle ore 18.02 locali) con epicentro nella penisola di Minahassa, nell’isola di Sulawesi (Indonesia).

Localizzazione del terremoto di magnitudo Mwpd 7.3 avvenuto stamattina alle ore 12.02 italiane (alle ore 18.02 locali) nella penisola di Minahassa, nell’isola di Sulawesi (Indonesia).

Il terremoto ha generato uno tsunami che ha colpito le città di Donggala e Palu, confermato ai media dal dott. Dr Sutopo Purwo Nugroho, portavoce del BNPB – National Agency for Disaster Management, l’agenzia indonesiana di Protezione Civile.

In seguito all’evento dopo soli cinque minuti è stata diramata un’allerta tsunami per la zona, e si è effettivamente generato uno tsunami che ha colpito la città di Palu, capitale della provincia centrale di Sulawesi, e la più piccola città di Donngala, poco più a nord ovest.

Schermata del software di controllo (JET) del Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV. Le linee rappresentano delle isocrone (linee di uguale tempo) di propagazione dello tsunami. Il CAT-INGV effettua il monitoraggio dei maremoti a livello globale ma invia i messaggi allerta solo per gli eventi che avvengono nel Mediterraneo.

Entrambe le città sono situate sulle sponde di una baia stretta e lunga, e la particolare geometria della linea di costa può aver contribuito ad amplificare gli effetti dello tsunami a livello locale.

Area interessata dal maremoto di questa mattina.

Nella zona sono molto frequenti i forti terremoti e gli tsunami, tuttavia non esistono misure strumentali dello tsunami perché l’area è scarsamente coperta dai mareografi, strumenti essenziali per valutare l’evento in tempo reale e stimare l’altezza massima raggiunta dalle onde.

Al momento, le notizie dalla zona appaiono molto frammentarie, a causa dell’interruzione della rete elettrica, delle comunicazioni e l’arrivo del buio. Secondo le prime notizie, confermate da agenzie di stampa internazionale, ci sarebbero numerosi dispersi, crolli di edifici e una nave che si è arenata in terraferma.

Anche in occasione di questo drammatico evento i social media hanno costituito un’importante fonte di informazioni, in grado di ovviare – seppur parzialmente – al temporaneo black-out delle reti elettriche e telefoniche.

a cura del personale del CAT-INGV.


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SPECIALE: Dieci anni dallo tsunami di Sumatra del 26 dicembre 2004

Sono le 6:58 del mattino (00:58 UTC) del 26 dicembre 2004 quando, nella regione di Banda Aceh, in Indonesia, la terra trema: è l’inizio di una delle maggiori catastrofi naturali degli ultimi 100 anni. La scossa è fortissima, provoca il crollo di numerosi edifici e sembra interminabile. Ma il peggio arriva 20 minuti più tardi quando uno tsunami di enormi proporzioni si abbatte sulle coste dell’Indonesia settentrionale, con onde alte fino a 30 metri: solo in questa regione le vittime saranno più di 173.000.

Simulazione numerica dell’altezza massima dell’onda di tsunami in mare aperto. Le linee bianche rappresentano la posizione del fronte dell’onda di tsunami a intervalli di 1 ora (Fonte: Ingv)

Simulazione numerica dell’altezza massima dell’onda di tsunami in mare aperto. Le linee bianche rappresentano la posizione del fronte dell’onda di tsunami a intervalli di 1 ora (Fonte: Ingv).

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