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Evento sismico in provincia di Foggia, Ml 4.0, 23 aprile 2017

Un terremoto di magnitudo ML 4.0 (Mw 3.9) è avvenuto questa mattina alle ore 06:25 italiane (23 aprile 2017 ore 04:25 UTC) in provincia di Foggia, nel promontorio del Gargano. L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV a una profondità di circa 22 km.

La sismicità dal 1 gennaio 2017 (in blu) e quella degli ultimi tre giorni (in giallo) nell’area del Gargano. L’epicentro giallo evidenziato con un cerchietto rosso è quello di questa mattina (ore 06.25 italiane) di magnitudo Ml 4.0 (Mw 3.9).

Al momento (ore 11:00) non sono state localizzate altre scosse nella zona.  Il 18 e il 21 aprile erano avvenuti due eventi sismici di magnitudo 2.2 e 2.1, rispettivamente, circa 10 km a ovest dell’evento odierno.

I comuni entro 20 km dall’epicentro sono i seguenti (le colonne successive ai nomi indicano rispettivamente la provincia, la distanza dall’epicentro in km, gli abitanti):

La mappa della sismicità degli ultimi 10 anni rivela la presenza di attività sismica nell’area del promontorio del Gargano. Gli eventi più significativi in questo arco di tempo in quell’area sono due: quello localizzato a sud-est di quello odierno, avvenuto il 29 maggio 2006 di magnitudo Mw 4.5 e quello localizzato a nord-est del 19 marzo 2008 di magnitudo Mw 3.9.

La sismicità dal 1 gennaio 2006 (in blu) e quella delle ultime 24 ore (in arancione) nell’area del Gargano. L’epicentro giallo evidenziato con un cerchietto rosso è quello di questa mattina (ore 06.25 italiane) di magnitudo Ml 4.0 (Mw 3.9).

Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra 4 eventi di magnitudo pari o maggiore di 6.0 nella zona del Gargano con localizzazione epicentrale, basata sulle informazioni storiche, in una fascia poco più a sud della localizzazione dell’evento odierno. I più importanti sono gli eventi del ‘600, in particolare i due del 1627, nella parte più a ovest del promontorio con magnitudo pari a 6.7 e 6.0 (rispettivamente il 30 luglio e il 7 agosto), quello del 1646 con magnitudo pari a 6.7 localizzato nel centro del promontorio e l’evento del 1657 (magnitudo 6.0) localizzato in prossimità dell’evento del 1627. Il terremoto storico più vicino all’evento odierno è quello del 1889 di magnitudo 5.5.

La sismicità storica nell’area del Gargano. L’epicentro giallo evidenziato con un cerchietto rosso è quello di questa mattina (ore 06.25 italiane) di magnitudo Ml 4.0 (Mw 3.9).

Il calcolo del momento tensore ha fornito un meccanismo focale trascorrente quasi puro con movimento destro sul piano ESE-ONO (movimento sinistro sul piano coniugato) e un valore della magnitudo momento Mw pari a 3.9. Il movimento dedotto dalla soluzione focale è congruente con quanto noto dalla letteratura e dai momenti tensori disponibili per l’area.

Secondo i questionari arrivati fino a questo momento sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto di questa mattina è stato risentito in tutta l’area garganica, fino a Foggia e Lucera. Di seguito la mappa (aggiornata alle ore 10:33) con la distribuzione del risentimento sismico espressa in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Per maggiori informazioni su questo evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/14932631

I terremoti nella STORIA: la grande scossa del 31 maggio 1646 nel Gargano, un caso di terremoto recentemente rivalutato

Si potrebbe pensare che i cataloghi sismici storici – quegli “oggetti” in cui vengono raccolte e catalogate, sotto forma di stringhe (records) di parametri, le informazioni relative ai terremoti avvenuti nel passato – siano un qualcosa di “congelato” e impacchettato; un oggetto che, una volta compilato e pubblicato, è da considerarsi chiuso, acquisito, in qualche modo definitivo. Le cose però non stanno proprio così. Un catalogo storico è lo specchio che riflette le migliori conoscenze acquisite e aggiornate fino a un dato momento; in altre parole, riflette il cosiddetto stato dell’arte al momento della sua compilazione.

La ricerca storica, però, è qualcosa di dinamico, in continuo divenire, e per questo i cataloghi storici necessitano di periodici aggiornamenti che permettano di includere gli eventuali nuovi studi nel frattempo prodotti. E non solo: dati e parametri contenuti nei cataloghi sismici possono essere soggetti a modifiche e integrazioni a seguito di successive e più approfondite ricerche. Lo stesso catalogo sismico si arricchisce man mano che la ricerca storica scopre terremoti del tutto sconosciuti alla tradizione sismologica (le compilazioni descrittive di terremoti del passato prodotte in Italia fin dal XV secolo e che formano il background dei cataloghi recenti) oppure accerta la maggiore significatività di eventi che erano stati in qualche modo “sottovalutati” da studi e cataloghi precedenti.

Neanche i  terremoti già studiati e noti da tempo sono del tutto immuni da possibili, successive modifiche e integrazioni. Può capitare infatti che, a seguito di ulteriori ricerche mirate, o perfino in modo del tutto casuale e fortuito nel corso di ricerche di altro tipo, si scoprano nuove informazioni su un evento già noto e da tempo presente nel catalogo. E queste nuove informazioni, una volta portate alla luce, possono cambiare – a volte anche in modo radicale – le preesistenti conoscenze del quadro degli effetti di quell’evento, ridimensionandone oppure rivalutandone i parametri che fino a quel momento lo avevano caratterizzato in catalogo.

Esemplare, da questo punto di vista, è il caso del terremoto toscano del 13 aprile 1558ben descritto in un recente articolo su questo stesso blog; noto fin dal Settecento ma conosciuto, fino al 2004, come un “piccolo” evento di area senese, solo da una decina di anni è stato rivalutato come un terremoto ben più importante e rilocalizzato tra le colline del Chianti e il Valdarno superiore.

Un caso analogo, forse meno clamoroso ma altrettanto rilevante, è rappresentato da un terremoto distruttivo avvenuto nel Gargano attorno alla metà del XVII secolo. L’area della Puglia settentrionale, e in particolar modo il settore del Gargano, sono caratterizzati da una sismicità che si può definire relativamente “moderata”, con eventi abbastanza frequenti ma per lo più di energia medio-bassa.

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Figura 1. Mappa dei terremoti storici nell’area del Gargano dal’anno 1000 al 2006 (fonte CPTI11)

La versione corrente del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, CPTI11, complessivamente elenca poco più di venti terremoti con Mw ≥ 5.0 avvenuti in questo settore della Puglia tra l’anno 1000 e il 2006, più numerosi altri con magnitudo minore (Figura 1).

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Evento sismico in provincia di Foggia, Ml 3.9, 16 aprile ore 13.34

Oggi alle ore 13:34 italiane è  stato registrato un terremoto di magnitudo ML 3.9  localizzato in provincia di Foggia.

Comuni entro i 10 km: LESINA (FG), POGGIO IMPERIALE (FG), SAN PAOLO DI CIVITATE (FG).

Comuni tra 10 e 20 km: APRICENA (FG), CHIEUTI (FG), SAN SEVERO (FG), SERRACAPRIOLA (FG), TORREMAGGIORE (FG).

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L’epicentro del terremoto di oggi di magnitudo ML 3.9.

Pochi minuti dopo il terremoto di magnitudo 3.9  si sono verificati altri 2 eventi di magnitudo 2.0 e 3.2, alle ore 13.37 e 13.41 rispettivamente.

Al momento i questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ non sono molti e quindi non si ha una buona distribuzione dei risentimenti del terremoto sul territorio.

Per ulteriori informazioni http://cnt.rm.ingv.it/data_id/4005269761/event.html

 

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