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Sciame sismico del 7 ottobre 2015 ai Campi Flegrei

Il giorno 7 ottobre 2015 è stato registrato uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei a partire dalle ore 07:20 UTC (ore 9:20 italiana) con circa 33 eventi (ultimo evento alle ore 11:16 italiane).

Segnali_sismici

Segnali sismici relativi ai principali eventi dello sciame sismico localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-Sezione di Napoli).

Gli eventi hanno raggiunto la magnitudo massima Md 2.5 (magnitudo durata) e profondità massime di circa 2.5 km. L’area epicentrale dello sciame è quella di Pisciarelli (bordo orientale della Solfatara). Leggi il resto di questa voce

I terremoti nella STORIA: il terremoto del 16 dicembre 1857 in Basilicata, uno dei più distruttivi della storia sismica italiana

Questo terremoto riveste una particolare importanza almeno per tre aspetti: è uno dei più distruttivi della storia sismica italiana degli ultimi 25 secoli, è il primo al mondo documentato fotograficamente, è il primo per cui la scienza dei terremoti è definita come sismologia.

Veduta da ovest della parte alta di Polla distrutta dal terremoto del 16 dicembre 1857 (da Mallet, 1862).

Veduta da ovest della parte alta di Polla distrutta dal terremoto del 16 dicembre 1857 (da Mallet, 1862).

Il 16 dicembre 1857, alle ore 20:15, 20:18 e 21:15 (del tempo medio di Greenwich – GMT) tre violentissime scosse di terremoto devastarono una vasta area della Basilicata e una parte della Campania: in particolare furono colpite l’attuale provincia di Potenza e la zona centro-orientale di quella di Salerno. I danni più gravi furono risentiti nelle zone montuose, in particolare nell’alta Val d’Agri. Più di 180 località, comprese in un’area di oltre 20.000 km2, subirono danni gravissimi al patrimonio edilizio, tanto da rendere inagibili gran parte delle case. Entro quest’area, più di 30 centri subirono danni disastrosi: interi paesi e villaggi sparsi su una superficie di 3.150 km2 furono rasi al suolo.

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I terremoti nella STORIA: 1561, un’estate di forti terremoti tra Napoli e Potenza

Il Vallo di Diano è un’ampia vallata che si apre nella Campania sud-orientale (provincia di Salerno) a ridosso del confine con la Basilicata, tra l’Appennino lucano a est, e i Monti Alburni e il Cilento a ovest.

Una veduta panoramica del Vallo di Diano ripresa da sud; in primo piano il borgo di Teggiano (SA) [foto di Enzo d’Elia]

Una veduta panoramica del Vallo di Diano ripresa da sud; in primo piano il borgo di Teggiano (SA) [foto di Enzo d’Elia].

Da un punto di vista sismico questa zona si trova tra due aree ad elevata sismicità, sede di forti terremoti con magnitudo Mattorno a 7.0: a N-NW l’Irpinia, area epicentrale di grandi eventi come quelli dell’8 settembre 1694 (M6.8) e del 23 novembre 1980 (M6.9); a E-SE la Val d’Agri, sede del violento terremoto del 16 dicembre 1857 (M7.0; CPTI11, Rovida et al. 2011). Il Vallo di Diano, invece, storicamente presenta una sismicità relativamente scarsa e poco conosciuta con una sola, notevole eccezione: il grande terremoto dell’estate del 1561.

storicablog

I terremoti storici dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11).

Quella del luglio-agosto 1561 è una serie complessa di eventi sismici con almeno un paio di grandi scosse che causarono estese distruzioni e danni gravissimi in alcuni centri tra Irpinia, Salernitano, Potentino e il Vallo stesso.

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Continua la sequenza tra le province di Caserta e Benevento: aggiornamento 20 gennaio ore 12.00

I terremoti avvenuti questa mattina nell’area del Matese (ML4.2 alle ore 08:12 italiane, ML3.7 alle ore 08:55 e successive repliche minori) sono localizzati nella stessa regione che si era attivata con l’evento di ML 4.9 (Mw 5.0) il 29 dicembre. Nelle ore successive (agg. alle 12) sono stati localizzati in totale 14 terremoti, di magnitudo compresa tra 1.2 e 3.7. Le profondità ipocentrali sono comprese tra 8.5 e 18 km, in accordo con quelle degli eventi dal 29 dicembre.

Localizzazione degli eventi avvenuti fino alle ore 12.00 del 20 gennaio tra le province di Caserta e Benevento. I due quadrati sono gli eventi di magnitudo ML4.9 del 29 dicembre 2013 e di ML4.2 del 20 gennaio 2014.

Localizzazione degli eventi avvenuti fino alle ore 12.00 del 20 gennaio tra le province di Caserta e Benevento. I due quadrati sono gli eventi di magnitudo ML4.9 del 29 dicembre 2013 (in blu) e di ML4.2 del 20 gennaio 2014 (in rosso).

Data Ora (UTC) Lat Lon Prof (Km) Mag ML Area
20/01/2014 07:21:16 41.372 14.467 10.8 2.6 Monti_del_Matese
20/01/2014 07:55:57 41.356 14.445 17.9 3.7 Monti_del_Matese
20/01/2014 09:00:32 41.357 14.460 10.3 2.1 Monti_del_Matese
20/01/2014 09:27:28 41.308 14.475 15.7 2.1 Monti_del_Matese
20/01/2014 10:11:59 41.346 14.446 18.1 2.5 Monti_del_Matese

Per maggiori informazioni sui singoli eventi, consultare le pagine informative.

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Evento sismico ML 4.2 tra le province di Caserta e Benevento, 20 gennaio

Un terremoto di magnitudo (ML) 4.2 è avvenuto alle ore 08:12:40 italiane del 20 gennaio 2014 (07:12:40 20/gen/2014 – UTC).  Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV tra le province di Caserta e Benevento ad una profondità di 11.1 Km.

Localizzazione evento sismico delle 18:08 del 29 dicembre tra le province di Caserta e Benevento.

Localizzazione evento sismico delle 08:12 del 20 gennaio tra le province di Caserta e Benevento.

I comuni entro 10 km dall’epicentro sono: CASTELLO DEL MATESE (CE), GIOIA SANNITICA (CE), PIEDIMONTE MATESE (CE), SAN GREGORIO MATESE (CE), SAN POTITO SANNITICO (CE), CUSANO MUTRI (BN), FAICCHIO (BN).

Per maggiori informazioni, consultare la pagina informativa dell’evento.

Il 29 dicembre in quell’area si era verificato un evento di magnitudo Ml 4.9

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