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La sequenza sismica in Italia centrale: un primo quadro interpretativo dell’INGV

A sei giorni dall’inizio della sequenza sismica in Italia Centrale, l’analisi dei dati sismologici, geologici, geodetici, raccolti dalle reti di monitoraggio e dalle squadre di ricercatori e tecnici sul terreno ha permesso di ricostruire un primo quadro di dettaglio di quanto è accaduto. Riportiamo in questo articolo una sintesi del lavoro svolto finora dall’INGV e raccolto nel “PRIMO RAPPORTO DI SINTESI SUL TERREMOTO DI AMATRICE ML 6.0 DEL 24 AGOSTO 2016 (ITALIA CENTRALE).

La zona interessata dal terremoto del 24 agosto si colloca all’interno di una fascia sismica ben nota, contraddistinta da elevata pericolosità e interessata nella storia sismica antica e recente da altri forti terremoti, come descritto in un articolo del 24 agosto e come indicato nella figura sottostante.

Figura 3. Sequenze degli ultimi decenni nel settore dell’Appennino centrale interessato dalla sequenza di Amatrice iniziata con il terremoto del 24 Agosto 2016 (stella rossa e area grigia). I simboli azzurri identificano la sequenza della Valnerina (Norcia) del 1979; i simboli arancione identificano la sequenza sismica di Gubbio del 1984; i simboli rossi la sequenza di Colfiorito del 1997 (noti anche come terremoti Umbria-Marche); i simboli blu scuro la sequenza di Gualdo Tadino del 1998; i simboli verdi la sequenza dell’Aquila del 2009; infine, i simboli neri a nord ovest identificano la sismicità dell’alta valle del Tevere e la sequenza di Pietralunga del 2010. Le magnitudo delle rispettive scosse principali sono riportate in figura assieme ai meccanismi focali delle scosse di magnitudo maggiore e la magnitudo di completezza (Mc) dei cataloghi sismici utilizzati per la figura. I rettangoli indicano la posizione approssimativa dei terremoti storici principali dell'area.

Sequenze degli ultimi decenni nel settore dell’Appennino centrale interessato dalla sequenza di Amatrice iniziata con il terremoto del 24 Agosto 2016 (stella rossa e area grigia). I simboli azzurri identificano la sequenza della Valnerina (Norcia) del 1979; i simboli arancione identificano la sequenza sismica di Gubbio del 1984; i simboli rossi la sequenza di Colfiorito del 1997 (noti anche come terremoti Umbria-Marche); i simboli blu scuro la sequenza di Gualdo Tadino del 1998; i simboli verdi la sequenza dell’Aquila del 2009; infine, i simboli neri a nord ovest identificano la sismicità dell’alta valle del Tevere e la sequenza di Pietralunga del 2010. Le magnitudo delle rispettive scosse principali sono riportate in figura assieme ai meccanismi focali delle scosse di magnitudo maggiore e la magnitudo di completezza (Mc) dei cataloghi sismici utilizzati per la figura. I rettangoli indicano la posizione approssimativa dei terremoti storici principali dell’area.

Alcune prime considerazioni possono essere fatte sulla faglia responsabile del terremoto del 24 agosto. Attraverso il confronto dei dati registrati dalla Rete Sismica Nazionale (integrata da strumenti temporanei sin dalle prime ore dopo l’evento), dai dati satellitari (LINK), sia GPS che SAR), dalle analisi di terreno, si ottiene un quadro molto coerente del processo che ha generato il terremoto. Ulteriori indagini ed elaborazioni, ancora in corso, contribuiranno a chiarire meglio quanto è accaduto e potranno fornire delle indicazioni su quanto potrebbe accadere in futuro.

Le prime osservazioni dello spostamento del suolo co-sismico ottenute con il satellite giapponese ALOS 2 evidenziano un abbassamento del suolo allungato in un'area NNW-SSE, con valori massimi di circa 20 cm in due aree a nord e a sud (Elaborazione INGV)

Le prime osservazioni dello spostamento del suolo co-sismico ottenute con il satellite giapponese ALOS 2 evidenziano un abbassamento del suolo allungato in un’area NNW-SSE, con valori massimi di circa 20 cm in due aree a nord e a sud (Elaborazione INGV)

La struttura responsabile dell’evento sismico (faglia sismogenetica) è orientata in direzione nord-nord-ovest – sud-sud-est e si estende per 25-30 km tra i centri di Norcia, a nord, e quello di Amatrice a sud. L’estensione in pianta dell’area interessata dalle repliche (aftershocks) è di oltre 300 km2, e il volume crostale interessato si estende dalla superficie alla profondità di circa 10 chilometri. La faglia che si è attivata con il terremoto ha una geometria complessa, con un piano principale immergente da est a ovest, che si è mosso con una direzione bilaterale della rottura, dalla zona di Accumoli verso le due estremità dalla faglia. Questa non si è mossa nello stesso modo lungo tutta la sua estensione, ma al suo interno sono state identificate due aree dove è avvenuto il movimento cosismico più importante, dell’ordine di 1 metro (aree blu nella figura sottostante).

Modello preliminare di distribuzione dello slip dai dati ALOS2, Sentinel 1 e GPS in continuo. In rosso il mainshock, i punti neri sono le repliche rilocalizzate in modo preliminare con la procedura NonLinLoc.

Modello preliminare di distribuzione dello spostamento sulla faglia dai dati ALOS2, Sentinel 1 e GPS in continuo. In rosso l’epicentro del’evento principale, i punti neri sono le repliche rilocalizzate in modo preliminare con la procedura NonLinLoc.

Lo spostamento improvviso della faglia, alle 3:36 del 24 agosto, è durato meno di dieci secondi ma lo scuotimento percepito dalla popolazione nell’area epicentrale è stato molto maggiore, dell’ordine di un minuto o due. In superficie, gli spostamenti rilevati dai geologi confermano questa geometria della faglia, ma i movimenti rilevati finora sulla scarpata (nell’area del Monte Vettore e Vettoretto), sono al massimo di 15-20 centimetri. Questa differenza tra spostamento in profondità e in superficie viene spesso osservato per questo tipo di terremoti e di faglie (definite estensionali o normali).

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Frattura cosismica alla base del piano di faglia sul Monte Vettoretto.

L’analisi dei dati dei satelliti ha permesso di verificare che il settore a ovest della faglia è stato ribassato durante il terremoto del 24 agosto. In superficie questo si è tradotto in un abbassamento di 10-20 cm di una zona allungata parallelamente alla direzione della faglia (NNO-SSE). L’effetto a lungo termine di queste deformazioni (ossia dopo decine di migliaia di anni e centinaia di terremoti) è la creazione delle valli intramontane (le parti ribassate) che caratterizzano il paesaggio dell’Appennino.

Queste qui riportate sono solo alcune delle informazioni che si trovano nel “PRIMO RAPPORTO DI SINTESI SUL TERREMOTO DI AMATRICE ML 6.0 DEL 24 AGOSTO 2016 (ITALIA CENTRALE)“.


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Sequenza sismica tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo: revisione degli eventi sismici in corso

Sismogramma del terremoto di magnitudo M6.0 delle 03:36 del 24 agosto registrato alla stazione sismica FIAM (Fiamignano, RI) della Rete Sismica Nazionale dell'INGV.

Sismogramma del terremoto di magnitudo M6.0 delle 03:36 del 24 agosto registrato alla stazione sismica FIAM (Fiamignano, RI) della Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

Come per ogni sequenza sismica, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha iniziato la revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi in Italia centrale. In particolare, grazie alla disponibilità di nuovi dati delle reti sismiche locali e regionali appartenenti anche ad istituzioni italiane o estere, l’Istituto sta procedendo alla rilocalizzazione degli eventi sismici già analizzati dalla Sala Operativa di Monitoraggio Sismico INGV di Roma.

La Sala Sismica INGV dove vengono analizzati in tempo reale i dati di tutti i terremoti italiani

La Sala Sismica INGV dove vengono analizzati in tempo reale i dati di tutti i terremoti italiani.

Questo il percorso dell’analisi dati dai primi minuti dal verificarsi di un terremoto alle settimane successive:

  • Il primo e quello più immediato avviene presso la Sala Operativa di monitoraggio sismico INGV di Roma dove per 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, sismologi e tecnici specializzati studiano ed elaborano i dati trasmessi in tempo reale dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale. In questo caso, è cruciale la tempestività delle comunicazioni di quanto sta accadendo. In caso di terremoto si effettua un’analisi accurata del fenomeno e si trasmettono in pochi minuti al Dipartimento di Protezione Civile la posizione dell’ipocentro, la magnitudo Richter ML, la lista delle località più vicine all’epicentro. Tali informazioni sono fondamentali per stimare rapidamente gli effetti del terremoto e per pianificare la gestione di una eventuale emergenza. Tutti i dati vengono resi pubblici sui siti web, i social media e le App dell’INGV dopo alcuni minuti dal verificarsi di un terremoto.
Sismogramma della Stazione NRCA (Norcia, PG) del giorno 24 agosto.

Sismogramma della stazione sismica NRCA (Norcia, PG) del 24 agosto.

  • Il secondo passo è quello del Bollettino Sismico Italiano  e viene effettuato nelle ore, giorni e settimane successive, a seconda delle urgenze e del carico di lavoro. Il Bollettino Sismico Italiano prevede una revisione sistematica dei dati, già elaborati in tempo reale dalla Sala Operativa di monitoraggio sismico, da parte di un analista sismico. Questa revisione include, tra l’altro, il ricalcolo delle magnitudo, il raffinamento delle localizzazioni, l’integrazione con ulteriori dati che si siano resi nel frattempo disponibili, il rendere uniforme le elaborazioni.
  • Un terzo passo riguarda l’analisi dettagliata delle sequenze sismiche e dei terremoti di maggiore interesse, per i quali vengono utilizzati metodi sismologici più complessi. Questi metodi possono essere sia standard che sperimentali e consentono di estrarre una maggiore informazione dai dati.

Già pochi minuti dopo il terremoto (M6.0) delle 03:36 del 24 agosto è stato raddoppiato il numero degli analisti in Sala Operativa di monitoraggio sismico INGV di Roma per elaborare in tempo reale la gran mole di dati in arrivo,  per soddisfare al meglio le necessità informative del Dipartimento della Protezione Civile e le esigenze di gestione dell’emergenza.

AQU 6.0

Sismogramma del terremoto di magnitudo M6.0 delle 03:36 del 24 agosto registrato alla stazione sismica AQU (L’Aquila) della Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

L’INGV ha iniziato, sin da subito, la seconda e la terza fase che include il Bollettino Sismico Italiano e le elaborazioni più avanzate, con lo scopo di migliorare i risultati utili alla gestione dell’emergenza e alla popolazione in generale. Queste elaborazioni si traducono, come è naturale, in risultati nuovi o diversi, ma comunque più accurati rispetto alle elaborazioni effettuate in tempo reale. Come sempre, questi risultati saranno resi pubblici nelle prossime ore e comunque non appena disponibili.


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