Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV riconosciuto dall’UNESCO

Valutazione, in tempo reale, della possibilità che un terremoto possa generare uno tsunami e stima dei tempi di arrivo attesi lungo le coste esposte, è la missione del Centro Allerta Tsunami dell’INGV. A Parigi il riconoscimento durante l’assemblea dell’IOC-UNESCO.

UNESCO, Parigi: il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) riceve il certificato di accreditamento come Tsunami Service Provider. Da sinistra verso destra: Luigi D’Angelo (DPC); Vincenza Lomonaco (Ambasciatore italiana presso l’UNESCO); Giusi Nicolini (già sindaca di Lampedusa); Alessandro Amato (responsabile CAT-INGV); Rosalia Santoleri (CNR, Presidente COI Italia).

Questa sera (27 giugno) presso la sede UNESCO di Parigi, il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha ricevuto il certificato di accreditamento come Tsunami Service Provider (Fornitore del Servizio Tsunami) del Mediterraneo, nell’ambito del NEAMTWS (North-Eastern Atlantic and Mediterranean Tsunami Warning System). Leggi il resto di questa voce

Alcuni chiarimenti sull’errore tecnico verificatosi la mattina del 15 giugno 2017

Questa mattina (15 giugno 2017), alle 5:17 ora italiana, è avvenuto un evento sismico di Ml 1.6 con epicentro nei pressi di Pieve Torina (MC). L’evento è stato regolarmente analizzato dai sismologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in turno,  ma trattandosi di un evento ben al di sotto della soglia di magnitudo convenuta con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), non è stata inoltrata alcuna comunicazione al Dipartimento stesso. Quasi contemporaneamente, fuori dai confini italiani si è verificato un terremoto che il sistema di acquisizione ha correttamente localizzato nelle Filippine, stimando una  magnitudo pari a Mb 5.1. Purtroppo, a causa di un problema tecnico al sistema di acquisizione automatico, tale magnitudo è stata erroneamente associata al terremoto di Pieve Torina. Entro pochi minuti, come da prassi, il sistema automatico ha pubblicato questa informazione sulla lista dei terremoti dell’INGV.

Un esempio di stazione di monitoraggio della Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

All’INGV è affidata la sorveglianza della sismicità dell’intero territorio nazionale, che viene svolta attraverso reti di sensori e strumentazione tecnologicamente avanzata distribuiti sul territorio nazionale. I segnali acquisiti vengono trasmessi in tempo reale alla sala operativa di Roma, dove personale specializzato, presente 24 ore su 24, li elabora per ottenere i parametri dell’evento e dei processi in atto. Leggi il resto di questa voce

Errore tecnico

La sala operativa di sorveglianza sismica di Roma.

Alle ore 5:17 italiane di questa mattina (15 giugno 2017) è avvenuto un evento sismico di magnitudo ML 1.6 con epicentro nei pressi di Pieve Torina (MC). 

A causa di un problema tecnico è stata erroneamente associata a tale evento una magnitudo Mb 5.1 di un terremoto avvenuto nelle Filippine con pubblicazione sulla Lista Terremoti dell’INGV (http://cnt.rm.ingv.it/).
Il problema è stato prontamente corretto.
Ci scusiamo per l’inconveniente.

Evento sismico in provincia dell’Aquila, Ml 3.9, 9 giugno 2017

Un terremoto di magnitudo ML 3.9 (magnitudo momento preliminare Mw 3.8) è avvenuto questo pomeriggio alle ore 14:15 italiane (9 giugno 2017 ore 12:15 UTC) in provincia dell’Aquila, a pochi chilometri da Pizzoli, Barete e Capitignano. L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV a una profondità di circa 13 km.

5 km E Pizzoli (AQ)

I Comuni entro 20 km dall’epicentro sono i seguenti (le colonne successive ai nomi indicano rispettivamente la provincia, la distanza dall’epicentro in km, gli abitanti): Leggi il resto di questa voce

Esplosione controllata all’Isola d’Elba: un ottimo test di funzionamento per la Rete Sismica Nazionale

Qualche giorno fa, sabato 27 maggio 2017, i turnisti della mattina in servizio in Sala di Sorveglianza Sismica hanno localizzato uno strano evento sismico. La zona non era delle più sismiche, trattandosi dei dintorni dell’Isola d’Elba, un’area geologicamente piuttosto stabile, ma soprattutto le forme d’onda registrate dalla Rete Sismica Nazionale avevano qualcosa di strano.

Infatti, i sismometri delle isole toscane, della costa tirrenica e della Corsica avevano rilevato dei segnali in cui non si vedevano le onde S; i sismogrammi presentavano inoltre una frequenza quasi monocromatica, una cosa strana per un terremoto classico. In questi casi, la cosa più probabile è che si tratti di un’esplosione, provocata o accidentale, e questa fu la nostra ipotesi iniziale, ma non avevamo notizie di niente del genere.

L’epicentro veniva localizzato nel Mar Tirreno, a nord dell’Isola d’Elba. La magnitudo Richter era 1.8, al di sotto della soglia di comunicazione al Dipartimento della Protezione Civile. La soluzione era di buona qualità, perché l’epicentro era circondato dalle stazioni sismiche dell’Elba, della Corsica, della Gorgona e della Toscana (qui i dati dell’evento).

Ci siamo messi a cercare notizie su web, e dopo un po’ abbiamo letto di un ordigno bellico che era stato rinvenuto qualche giorno prima da un peschereccio nella zona di Capo Enfola (Livorno). Forse eravamo sulla pista giusta.

Il funzionario in turno ha allora chiamato la Capitaneria di Porto locale, che ha confermato: l’ordigno era stato fatto esplodere poco prima nella zona. Si trattava di una bomba aerea statunitense di quasi 500 kg, probabilmente risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che era stata fatta brillare in sicurezza dai Palombari del Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Spezia.

L’Ufficiale con cui abbiamo parlato ci ha gentilmente comunicato l’orario dello scoppio (tra le 11:01 e le 11:02) e le coordinate dell’esplosione. Confrontando queste ultime con quelle determinate dai turnisti della nostra Sala di Sorveglianza Sismica si trova una chiara corrispondenza tra i due punti sulla mappa, con una discrepanza di soli 3 chilometri. Considerando che parliamo di un evento sismico di magnitudo minore di 2, che siamo in un’area marina con i sismometri piuttosto lontani, possiamo ritenerci soddisfatti. La Rete Sismica nazionale ha dato ancora una volta prova di un’ottima sensibilità e affidabilità.

A cura di Alessandro Amato, Centro Nazionale Terremoti, INGV

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