I terremoti nella STORIA: il terremoto della Liguria del 23 febbraio 1887

Il 23 Febbraio 1887 alle ore 06:22, 06:29 e 08:51 tre forti terremoti interessarono la Liguria Occidentale, anticipati il giorno precedente e fino alla prima mattina da una serie di scosse leggere. Secondo le ricostruzioni, la scossa delle 6.22 e quella delle 8.51 furono particolarmente intense. I comuni nella fascia costiera tra Sanremo ed Alassio, più vicini all’epicentro, presumibilmente situato in mare al largo di Imperia, subirono gravissimi danni:  Diano Castello, Diano Marina, Bussana, Albisola Marina, Baiardo, Castellaro, Ceriana, Laigueglia, San Remo e Taggia patirono la distruzione di molti edifici e soprattutto delle chiese (CFTI4 Med) . Ma le scosse fecero danni anche in molti altri comuni, fino alla provincia di Genova, che allora comprendeva i paesi ora sotto la gestione amministrativa di Savona, istituita provincia solo nel 1927. Anche nel capoluogo genovese si verificarono scene di panico e danni. La festa del “martedì grasso”, ancora in corso al Teatro Carlo Felice, fu bruscamente interrotta e la gente scappò via per la caduta di alcuni grossi lampadari.

Foto dei danni ad Oneglia. Nella cittadina, che in futuro si sarebbe fusa con porto Maurizio sotto il nome comune di Imperia, si contarono 20 morti e 70 feriti. i danni furono ingenti, al punto che le case rimaste agibili furono meno del 3%.

Foto dei danni a Diano Marina, uno dei comuni più colpiti. Il contributo in vittime fu molto alto: morirono infatti 190 persone.

La scossa principale fu avvertita in un’area di 568.000 km2, Leggi il resto di questa voce

Il CAT-INGV al Simposio internazionale sugli tsunami all’UNESCO, Parigi, 12-14 febbraio 2018

Si è concluso l’International Symposium “Advances in Tsunami Warning to Enhance Community Responses” tenutosi a Parigi dal 12 al 14 febbraio 2018. Questo importante convegno, organizzato dall’Intergovernmental Oceanographic Commission (IOC) dell UNESCO, aveva come scopo principale quello di migliorare la gestione del rischio tsunami e quindi la sicurezza dei cittadini che vivono sulle coste.

Il primo di questi incontri si è tenuto tredici anni fa, nel marzo del 2005, a seguito del grande tsunami di Sumatra del 26 Dicembre 2004, che ha causato la morte di almeno 280.000 persone su tutte le coste dell’Oceano Indiano, fino al Sud Africa. Dopo quell’evento catastrofico, grazie all’impegno dell’UNESCO, delle istituzioni scientifiche e delle organizzazioni di Protezione Civile sono stati fatti rilevanti passi avanti, sia dal punto di vista della conoscenza che della capacità di salvare vite umane.

Nella tre giorni parigina i maggiori esperti di tsunami del mondo si sono riuniti nella sede dell’UNESCO per confrontarsi sulle strategie di difesa dagli tsunami, facendo il punto sulle lezioni apprese dagli eventi del passato, illustrando gli avanzamenti della conoscenza scientifica e confrontandosi sulle migliori pratiche da adottare per rendere l’allerta sempre più veloce e precisa, allo scopo di raggiungere tutti i cittadini migliorando la loro capacità di affrontare gli tsunami e di salvare le proprie vite e quelle dei loro cari. Leggi il resto di questa voce

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha accolto nella sua sede romana il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita per la prima volta nella storia dell’Ente.

Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento ha espresso apprezzamento e riconoscenza per le attività dell’Istituto e ha ringraziato coloro che vi operano e coloro che lo guidano: ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, tutti coloro che sui vari versanti e sui vari fronti svolgono attività di grande eccellenza in questo luogo.

“Oggi è un giorno importante per l’INGV, il principale ente di ricerca italiano per lo studio delle geoscienze e componente del sistema di protezione civile per la pericolosità sismica e vulcanica”, dichiara il Presidente INGV Carlo Doglioni. “Siamo onorati della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha voluto conoscere da vicino lo straordinario lavoro di questa comunità scientifica. L’Istituto è articolato in 3 Dipartimenti tematici, Terremoti, Vulcani e Ambiente, che coordinano l’attività scientifica di 9 Sezioni, distribuite in 26 sedi su tutto il territorio nazionale”.

Il Capo dello Stato è stato accolto dal Presidente dell’INGV e dal Direttore Generale Maria Siclari; con loro ha visitato la Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami, in collegamento anche con le Sale Operative dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Osservatorio Etneo, Leggi il resto di questa voce

Terremoto al largo dell’Alaska, 23 gennaio 2018

Oggi, alle ore 10.31 italiane, un forte terremoto si è verificato al largo dell’isola di Kodiak, 300 km a sud–est dalle coste dell’Alaska. Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV ha stimato, pochi minuti dopo l’evento, una magnitudo pari a 7.6.

Mappa epicentrale del terremoto di questa mattina al largo dell’Alaska. La stella rappresenta l’epicentro del terremoto di magnitudo 7.6 avvenuto alle ore 10:31 ora italiana.

A seguito della forte scossa, il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC) ha diramato un’allerta tsunami per le coste del Pacifico Settentrionale e delle Hawaii. Successivamente, dopo l’osservazione dei dati di boe e mareografi nelle regioni del nord Pacifico, l’allerta è stata cancellata. In caso di forti terremoti crostali Leggi il resto di questa voce

SPECIALE 2017, un anno di terremoti

Nel corso del 2017 , grazie alla Rete Sismica Nazionale (RSN), l’INGV ha localizzato 44459 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 120 eventi al giorno, 5 ogni ora. Quindi, nel 2017 in Italia è stato localizzato un terremoto ogni 12 minuti dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV. In realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più. Parliamo naturalmente di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in Italia centrale (inferiore a 1.0 in molte aree), quando si installano delle reti più dense della RSN, come accaduto a partire dall’agosto 2016 nella zona tra Lazio, Umbria e Marche, l’INGV è in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

Tra i 44459 rilevati dalla RSN nel 2017, circa 37000 possono essere considerati delle repliche della sequenza in Italia centrale, iniziata il 24 agosto del 2016 e tuttora in corso. Il numero totale è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente (circa 53000, vedi Speciale 2016), a causa dei numerosissimi eventi in Italia centrale, ma molto più alto del 2015 e del 2014 (rispettivamente 15000 e 24300 circa, vedi Speciale 2015 e Speciale 2014).

Numero annuale di terremoti localizzati dall’INGV dal 2012 al 2017.

Qualche numero per i terremoti del 2017 in Italia e dintorni:

  • 5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);
  • 21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi.

Come si vede, quindi, quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2017 hanno magnitudo minore di 2.0, il che vuol dire che probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali).

Nella tabella qui sotto sono riportati tutti gli eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale di magnitudo pari o superiore a 4.0 sul territorio nazionale.

Data e Ora  Magnitudo  Provincia/Zona  Profondità (km)
18/1/17 10.25 5.1 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.14 5.5 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.15 4.7 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.16 4.6 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.24 4.0 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.25 5.4 Mw L’Aquila 9
18/1/17 11.39 4.1 ML L’Aquila 10
18/1/17 12.07 4.1 Mw Rieti 11
18/1/17 14.33 5.0 Mw L’Aquila 10
18/1/17 16.16 4.3 Mw Rieti 9
18/1/17 20.32 4.2 Mw L’Aquila 11
3/2/17 4.47 4.0 Mw Macerata 7
3/2/17 5.10 4.2 Mw Macerata 7
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
22/7/17 4.13 4.0 Mw L’Aquila 13
11/8/17 4.38 4.3 Mw Costa Calabra occid. 230
21/8/17 20.57 4.0 Md Isola di Ischia 2
19/11/17 13.37 4.4 Mw Parma 22
4/12/17 0.34 4.0 Mw Rieti 8

Altri eventi di magnitudo maggiore di 4 sono stati rilevati dalla Rete Sismica Nazionale nei Paesi e nei mari intorno all’Italia, in particolare in Svizzera, in Bosnia e nel Mar Ionio.

L’andamento dell’attività sismica in Italia nel 2017 è dominato dall’evoluzione della sequenza in Italia centrale, come si evidenzia nel grafico qui sotto, nel quale sono rappresentati gli eventi sismici registrati mese per mese. Per comprendere l’impatto della sequenza iniziata ad agosto 2016 sulla sismicità complessiva, nel grafico sono rappresentati oltre al numero totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), anche il numero di eventi nell’area della sequenza (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Gli eventi sismici registrati mese per mese nel 2017: il numero mensile totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), il numero di eventi avvenuti nell’area della sequenza in Italia centrale (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Come si vede, l’andamento della sismicità al di fuori dell’area della sequenza (colonne verdi) si mantiene piuttosto costante durante tutti i mesi dell’anno, con un numero mensile di eventi che oscilla tra i 400 e i 660. Il grafico sopra fa anche notare l’andamento in decrescita dell’attività relativa alla sequenza in Italia centrale (colonne rosse): dai circa 9000 eventi del mese di gennaio si passa a circa 1000 di dicembre 2017.

Ricordiamo che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dai sismologi in turno h24 nella Sala di sorveglianza sismica e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito web del Centro Nazionale Terremoti. In seguito, tutti i dati vengono rivisti dagli analisti sismologi, personale specializzato che rielabora i parametri di ogni singolo evento, che utilizzando un maggior numero di stazioni sismiche non disponibili in tempo reale, localizza anche altri microterremoti che non era stato possibile elaborare nella Sala di sorveglianza sismica. Questo è il motivo per cui il numero di terremoti localizzati in un anno varia, aumentando anche in maniera sostanziale, dalle elaborazioni della Sala di sorveglianza sismica a quelle finali del Bollettino Sismico italiano.

La sequenza in Italia centrale nel 2017

Come detto, la maggior parte dei terremoti italiani (oltre l’80%) è avvenuta nella zona interessata dagli eventi catastrofici del 2016. Proprio all’inizio del 2017, il 18 gennaio, la sequenza ha avuto una ripresa importante, con quattro terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 avvenuti nell’arco di pochissime ore in provincia dell’Aquila (settore meridionale della sequenza).

Mappa della sequenza sismica in Italia centrale nel 2017.

Le due figure sotto mostrano l’andamento temporale della sequenza in Italia centrale a partire dal 24 agosto 2016. Come si vede nel primo grafico, che riporta il numero giornaliero di tutti i terremoti localizzati (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra), la sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di gennaio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate. Negli ultimi mesi dell’anno, sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. La curva nera rappresenta il numero cumulato dei terremoti (scala sull’asse verticale a destra); le sue variazioni di pendenza si hanno in corrispondenza dei picchi principali di attività sismica: il primo  ad agosto 2016, quello alla fine di ottobre 2016 e quello a gennaio 2017. Quando la curva tende verso l’orizzontale, significa che il numero degli eventi giornalieri sta decrescendo, cosa che sta avvenendo dagli ultimi mesi del 2017. La curva nera tocca l’asse verticale di destra (corrispondente al 31 dicembre 2017) sopra quota 80000, che rappresenta il numero totale dei terremoti della sequenza 2016-2017 fino a quel momento.

La figura sotto riporta invece il numero giornaliero dei terremoti di magnitudo superiore a 2.0 (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra). Si vede che nei giorni con maggiore attività sismica sono stati raggiunti valori superiori ai 400-500 eventi/giorno, mentre nel 2017 il numero è andato diminuendo rapidamente dal 18 gennaio, giorno in cui gli eventi sismici sono stati oltre 300 a qualche decina nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi a poche unità al giorno nella seconda metà dell’anno.

Nello stesso grafico, i punti neri rappresentano l’energia (momento sismico) rilasciata dai terremoti ogni giorno (scala sull’asse verticale a destra), secondo una scala logaritmica che va da 1013 Nm (valori pre-sequenza, vedi parte di sinistra del grafico) fino a 1018 – 1019 Nm nei giorni dei forti terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016. Anche nel grafico dell’energia si nota la tendenza al decremento descritto sopra, pur con delle variazioni giornaliere elevate. Negli ultimi mesi dell’anno il valore medio si è attestato intorno a 1014 Nm, quindi ancora superiore di un fattore ~5 rispetto ai valori pre-sequenza. La sequenza in Italia centrale va quindi considerata ancora attiva. A titolo di confronto, si ricorda che la sequenza dell’Aquila del 2009, iniziata con uno sciame a gennaio 2009, e culminata con l’evento principale del 6 aprile, è durata tecnicamente poco più di tre anni.

Il 18 gennaio

La mappa sotto riporta l’attività sismica del 2017  (in trasparenza ) con gli eventi sismici del 18 gennaio 2017 in evidenza. Si notano i quattro epicentri degli eventi principali (le stelle) allineati in direzione nord-sud, e gli altri eventi sismici intorno, compresi alcuni di magnitudo superiore a 4 (i quadrati). Come si vede, e come descritto in articoli precedenti, l’attività di gennaio ha interessato il settore più meridionale della sequenza iniziata ad agosto 2016, attivando il sistema di faglie dei Monti della Laga in Abruzzo. L’intero fronte della sequenza ha così raggiunto circa 80 km in direzione nord-sud. L’area che si è attivata a gennaio 2017 coincide con una zona che era stata attiva già durante la sequenza dell’Aquila del 2009, anche in quel caso con eventi di magnitudo inferiore a 5.5. La maggior parte dei geologi e sismologi ritiene che esista ancora un potenziale sismico elevato per questo settore dell’Appennino centrale ubicato tra le sequenze del 2009 e del 2016-2017, in considerazione della presenza di importanti faglie attive capaci di eventi sismici di magnitudo superiore a 6.

Gli eventi sismici registrati il 18 gennaio 2017 in gran parte nell’area meridionale della sequenza, in provincia dell’Aquila. Sullo sfondo tutti gli eventi della sequenza nel 2017.

Di seguito i link degli approfondimenti (articoli, video, animazioni, report) sulla sequenza sismica in Italia centrale pubblicati su questo blog nel 2017:

INGVterremoti EarthQuake Report (evento 18 gennaio M 5.5)

Animazione spazio temporale dal 24 agosto 2016 al 21 gennaio 2017 (22 gennaio 2017)

Rapporto sulle attività svolte dal Gruppo Bollettino Sismico Italiano relativo agli eventi tra il 17 gennaio e il 26 febbraio 2017

QUEST – Rilievo macrosismico in EMS98 per la sequenza sismica in Italia Centrale: aggiornamento dopo il 18 gennaio 2017

Relazione sullo stato delle conoscenze sulla sequenza sismica in centro Italia 2016-2017 (agg. 02 febbraio 2017)

La sismicità fuori dalla sequenza nel 2017 

Come tutti gli anni, quasi tutto il territorio nazionale è stato interessato da terremoti. Soltanto in Sardegna non sono stati rilevati eventi sismici nel corso del 2017, ma qualcuno è avvenuto nella vicina Corsica.

Se si considerano i terremoti di magnitudo pari o superiore a 4.0, si vede che la maggior parte è avvenuta all’interno della sequenza in Italia centrale (prevalentemente nelle province di Rieti, L’Aquila, Macerata), mentre alcuni eventi sono stati localizzati in Emilia Romagna (provincia di Parma, M 4.4 il 19 novembre), nel Mar Ionio e nel Mar Tirreno (M 4.3 con ipocentro profondo 229 km di fronte alla costa calabrese in provincia di Cosenza). Altri eventi di M≥4 sono stati localizzati in Svizzera, Albania, Montenegro, Bosnia-Herzegovina.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Emilia Romagna e regioni limitrofe.

Tra gli eventi ben avvertiti dalla popolazione (magnitudo M≥3.5, ma inferiori a 4.0), oltre ai numerosi appartenenti alla sequenza in Italia centrale, ricordiamo: due eventi nell’area del Lago di Garda, dei quali uno in provincia di Brescia (Gargnano, il comune più vicino) e uno in provincia di Trento (Vallarsa); uno presso Gropparello, in provincia di Piacenza; uno nel Parmense (Bedonia); uno presso Castel del Rio (Bologna); due eventi in provincia di Perugia, a Campello sul Clitunno e a Spoleto; uno nella Marsica (Scurcola, AQ); in Puglia, un evento nell’entroterra foggiano (San Marco La Catola) e due in zona Gargano; in Campania, oltre al terremoto di Ischia del 21 agosto, di cui si dirà più avanti, un evento a Montesano sulla Marcellana (SA); in Calabria, alcuni eventi in mare, sia nel mar Ionio che nel mar Tirreno e uno molto profondo, 280 km al di sotto di Orsomarso (CS).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Molise e nel Gargano.

Per finire, in Sicilia si sono verificati tre eventi con magnitudo M≥3.5: uno etneo (vicino a Ragalna, CT); uno in provincia di Enna (epicentro vicino a Troina) e uno in provincia di Palermo, vicino a Petralia Sottana. Numerosi i terremoti intorno alle coste siciliane, sia nel Canale di Sicilia, con uno sciame di fronte alle coste della provincia di Ragusa (tre eventi di magnitudo tra 3.5 e 3.8), sia nel mar Ionio e nel mar Tirreno (diversi eventi intorno alle Isole Eolie, uno vicino Ustica).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in nel Tirreno meridionale, Calabria e Sicilia nord-orientale.

La sismicità minore, che come si è detto è la più numerosa, si è concentrata in quasi tutte le regioni italiane, con numerose sequenze e sciami di piccoli eventi e di durata variabile da poche ore ad alcune settimane.

Il terremoto di Ischia del 21 agosto

Il terremoto avvenuto a Ischia il 21 agosto 2017, alle 20:57:51 (ora italiana) ha avuto una magnitudo Richter (o locale) ML pari a 3.6. La stima, inizialmente calcolata e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile poco dopo il terremoto, è stata inizialmente affiancata da una stima di magnitudo durata (Md), utilizzata nelle aree vulcaniche dove le caratteristiche geologiche e la spiccata attenuazione delle onde sismiche con la distanza, rende la magnitudo ML una stima non sempre attendibile. Successivamente, il calcolo del momento tensore dell’evento ha permesso di ottenere una stima più robusta della magnitudo. La magnitudo momento MW così determinata è pari a 3.9.

Eventi di questa magnitudo generalmente non costituiscono fonte di danni e tanto meno di crolli, ma in questo caso la profondità ipocentrale molto piccola (inferiore ai 2 km), le caratteristiche geologiche dei terreni, e probabilmente la scarsa qualità edilizia, hanno purtroppo determinato i crolli a Casamicciola (vedi articolo sui danni prodotti). Per ulteriori informazioni su questo terremoto si rimanda ai precedenti articoli su questo blog:

Tutti i terremoti di magnitudo maggiore o uguale di 2.0 sono disponibili in una story maps pubblicata nella galleria StoryMaps&Terremoti. Nell’applicazione è possibile selezionare i terremoti mese per mese ed interrogarli per conoscere le informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità.

La story maps sui terremoti del 2017 (link applicazione).

A cura di Maurizio Pignone, Alessandro Amato e Concetta Nostro (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe Working Group (INGV, 2010), Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it


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