Evento sismico in provincia di Campobasso, Ml 4.2 (Mw4.3), 25 aprile 2018

Questa mattina, alle ore 11:48 italiane del 25 aprile 2018, è stato localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.2 (Mw 4.3), nella provincia di Campobasso, 1 km a Sud-Est di Acquaviva Collecroce, ad una profondità di 31 Km.

I comuni più vicini all’epicentro (meno di 10 km) sono: Acquaviva Collecroce (CB),  Palata (CB), Castel Mauro (CB), Tavenna (CB), San Felice del Molise (CB), Guardialfiera (CB), Montecilfone (CB).

Localizzazione dell’evento sismico di magnitudo Ml 4.2 del 25 aprile alle ore 11:48. In blu gli eventi sismici localizzati dalla Rete Sismica Nazionale nel 2018.

L’evento è stato localizzato in un’area a media pericolosità così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.150 e 0.175 di g. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra subito a sud dell’area epicentrale di questo terremoto i 2 eventi del 31 ottobre e 1 novembre della sequenza sismica del 2002 che colpì duramente il comune di San Giuliano di Puglia.

Localizzazione dell’evento sismico Ml 4.2 sovrapposta alla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale e al Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso fino al IV-V grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it).

L’evento è stato risentito in un’ampia zona della provincia di Campobasso e nelle province limitrofe, soprattutto nell’area costiera adriatica ma anche in alcune province di Puglia ed Abruzzo come è evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata dai circa 300 questionari inviati al sito www.haisentitoilterremoto.it.

Mappa preliminare degli effetti del terremoto elaborata dai questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it

Per maggiori informazioni su questo evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/19004961

Fino alle ore 13:30 sono stati localizzati altri 6 eventi successivi a quello delle ore 11.48, il  più forte di magnitudo Ml 2.4.

L’INGV al #VillaggioPerLaTerra18 dal 21 al 25 aprile

Da domani 21 aprile, torna l’appuntamento con il Villaggio per la Terra 2018 che si svolgerà al Galoppatoio di Villa Borghese e sulla Terrazza del Pincio a Roma fino al 25 aprile, con cinque giorni di iniziative dedicate alla tutela del pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza, le esperienze.

Dedicato sia ai grandi che ai più piccoli, agli sportivi, alle famiglie, agli studenti e agli esperti, nel villaggio sono in programma eventi di musica, scienza, sport, giochi, arte e cibo mentre saranno al centro dell’attenzione gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Agenda 2030) e 17 piazze multimediali dedicate ai singoli obiettivi con talk, laboratori, mostre ed eventi.

L’evento è parte della manifestazioni per la Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite – giunta quest’anno alla 48ª edizione – che rappresenta il momento di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta più impattante al mondo, mobilitando ogni anno oltre un miliardo di persone nei 193 Paesi dell’ONU.

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente anche quest’anno, dopo l’esperienza straordinaria delle precedenti edizione. Dalla scoperta dei segreti dei vulcani agli approfondimenti degli aspetti più sconosciuti dei terremoti, fino alle avvincenti storie multimediali sui fenomeni sismici del nostro territorio, sono solo alcune delle iniziative organizzate dall’INGV.

Al Galoppatorio di Villa Borghese dalle ore 9.30 alle ore 17.00 presso lo stand dell’INGV sarà possibile:

– partecipare ai laboratori di sismologia e vulcanologia, per conoscere le differenze tra un’eruzione effusiva ed esplosiva, e per approfondire gli aspetti più sconosciuti dei terremoti.

Risultati immagini per villaggio per la terra 2017 ingv

– esplorare le story maps sui terremoti e sul rischio sismico (Story Maps & Terremoti), una combinazione di mappe interattive e applicazioni che raccontano vari aspetti della sismicità, del monitoraggio e del rischio sismico del nostro territorio. In particolare saranno presentate 4 story maps che tratteranno la Sequenza sismica in Italia Centrale, i principali eventi sismici negli ultimi 50 anni e l’integrazione tra sismicità in tempo reale e database sismologici.

VT_storympas2– osservare in diretta come avviene il monitoraggio della sismicità sul territorio nazionale attraverso le stazioni della Rete Sismica Nazionale all’interno della tenda in dotazione al Centro Operativo Emergenza Sismica (COES). Questa tenda rappresenta il presidio INGV in area epicentrale in occasione di una emergenza sismica ed ospita al suo interno anche una postazione mobile della sala di sorveglianza INGV.

incontrare i ricercatori dell’INGV su temi come l’energia geotermica (piazza obiettivo 7, 21 aprile ore 17, d.ssa Procesi) e la comunicazione dei terremoti (piazza obiettivo 9, 25 aprile ore 16:00, dr. Casarotti)

Il programma dettagliato delle giornate:  http://www.villaggioperlaterra.it/programma

Evento sismico in provincia di Macerata, Ml 4.7, 10 aprile 2018

Questa mattina, alle ore 05:11 italiane del 10 aprile 2018, è  stato localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 in provincia di Macerata, 2 km da Muccia (MC), a 9 km di profondità. I comuni più vicini all’epicentro sono: Muccia,  Pieve Torina, Pievebovigliana.

 

Questo terremoto, come gli eventi avvenuti avvenuti negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente Leggi il resto di questa voce

Sequenza in Italia centrale: aggiornamento del 6 aprile 2018

Negli ultimi 30 giorni la zona a sud di Camerino, in provincia di Macerata, è stata interessata da un incremento di sismicità con terremoti che hanno raggiunto valori di magnitudo Mw pari a 4.0 il 4 aprile 2018 alle ore 4:19 italiane.

Terremoti di magnitudo superiore a 2.0 dal 24 agosto 2016 al 6 aprile 2018 (ore 15). In blu gli epicentri degli eventi fino a un mese fa, in giallo quelli dell’ultimo mese.

Gli eventi di questi giorni rientrano nella sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Leggi il resto di questa voce

I terremoti del ‘900: Il terremoto del 15 gennaio 1968 nella Valle del Belice (Parte 1)

Nel gennaio di quest’anno si è ricordato il cinquantesimo anniversario del catastrofico terremoto che ha devastato il Belice nel 1968 (magnitudo Mw 6.5 – Intensità epicentrale X scala MCS ).  Per approfondire gli aspetti di questa sequenza sismica verranno pubblicati due articoli tratti dal volume “Il peso economico e sociale dei disastri sismici in Italia negli ultimi 150 anni”, di Emanuela Guidoboni, storica dei terremoti e dell’ambiente e fondatrice del Centro EEDIS (Eventi Estremi e Disastri), e Gianluca Valensise, geologo e sismologo dell’INGV.  Il volume è stato edito da Bononia University Press (ISBN: 978-88-7395-683-9) e pubblicato nel 2011, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. I dati su cui è basato il volume sono tratti dal Catalogo dei Forti Terremoti in Italia [1].

Anatomia di una catastrofe

Il terremoto colpì con numerose e violente scosse una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Agrigento, Palermo e Trapani: un’area ritenuta non sismica dalle conoscenze scientifiche del tempo. Nel breve volgere di dieci giorni furono distrutte 9.000 case, numerose antiche chiese, vetusti palazzi e castelli. Si contarono alcune centinaia di vittime e oltre 100.000 senzatetto, 12.000 dei quali emigrarono quasi subito verso l’Italia del nord.

Contrasti istituzionali, una gestione delle risorse non controllata, denunce e conflitti resero difficile e lenta l’opera di ricostruzione. Errori, speculazioni, ma anche idee e preziosità si alternano in questa grande opera di recupero, non ancora conclusa dopo ormai cinquanta anni.

Gli effetti del terremoto

La sequenza sismica iniziò nel pomeriggio del 14 gennaio 1968 con una prima forte scossa alle ore 13:28 locali, che causò danni notevoli a Montevago, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, nonché lesioni in alcuni edifici a Santa Margherita di Belice, Menfi, Roccamena e Camporeale. Meno di un’ora dopo, alle 14:15, nelle stesse località ci fu un’altra scossa molto forte, sentita anche a Palermo, Trapani e Sciacca. Due ore e mezza più tardi, alle 16:48, ci fu una terza scossa, che causò danni gravi a Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Margherita di Belice e Santa Ninfa. Leggi il resto di questa voce

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