Il monitoraggio sismico

I terremoti catastrofici avvenuti in Italia e nel mondo ci hanno insegnato che un’informazione rapida e precisa è indispensabile affinché la Protezione Civile possa organizzare i primi soccorsi nelle zone colpite. Per questo motivo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia gestisce una rete di oltre 350 stazioni sismiche ubicate su tutto il territorio nazionale e nelle aree limitrofe, appartenenti alla Rete Sismica Nazionale. Altre reti regionali e locali gestite da altri Enti, con i quali esiste un coordinamento (ai sensi del D.Lgs. 381/1999), contribuiscono al monitoraggio del territorio nazionale. In particolare, la collaborazione con Enti e Università, come l’INOGS e il DipTeRis dell’Università di Genova, consente un monitoraggio di dettaglio dell’Italia nordorientale e nordoccidentale, rispettivamente, grazie a una sinergia di lunga data tra l’INGV e questi Enti. Altre collaborazioni sono attive con la Fondazione Prato Ricerche, con l’ENEL SpA, con l’Osservatorio A. Bina di Perugia, con l’Università della Calabria, e con altri osservatori in tutto il territorio nazionale. L’elenco completo delle stazioni della Rete Sismica Nazionale, gestita dall’INGV e delle altre reti regionali e locali gestite da altri Enti è disponibile alla pagina http://cnt.rm.ingv.it/instruments/).

La Rete Sismica Nazionale gestita dall'INGV.

La Rete Sismica Nazionale dell’INGV e stazioni sismiche delle reti regionali e locali gestite da altri Enti.

Le stazioni sismiche sono postazioni fisse, dotate di strumenti che rilevano ogni minimo movimento del suolo. I segnali sismici di tutte queste stazioni arrivano nella Sala Operativa di monitoraggio sismico di Roma.

La Sala Operativa di Monitoraggio Sismico (INGV-Roma).

La Sala Operativa di Monitoraggio Sismico (INGV-Roma).

Altre Sale Operative dell’INGV a Napoli e Catania sorvegliano le zone vulcaniche in attività: quella del Vesuvio e Campi Flegrei, quella dell’Etna e i vulcani delle Isole Eolie. Per 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, le tre sale operative controllano l’attività sismica e vulcanica del territorio nazionale e del bacino mediterraneo. Questo lavoro di sorveglianza viene svolto da tecnici specializzati, sismologi e vulcanologi, che studiano ed elaborano i dati trasmessi in tempo reale dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale.

Una delle stazioni di monitoraggio della Rete Sismica Nazionale.

In caso di terremoto si può quindi avere un’analisi accurata del fenomeno e trasmettere in pochi minuti al Dipartimento di Protezione Civile la posizione dell’ipocentro, la magnitudo Richter ML, la lista delle località più vicine all’epicentro. Tali informazioni sono fondamentali per ottenere una stima preliminare dei possibili effetti al fine di valutare le risorse necessarie da mettere in campo per gestire le eventuali emergenze.

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