I terremoti in Italia

I terremoti avvengono nella parte più superficiale del nostro pianeta. Le rocce che formano la crosta e il mantello superiore subiscono continuamente giganteschi sforzi, che sono il risultato di lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra, come se fosse il guscio incrinato di un uovo.

Planisfero_placche

Le placche tettoniche e i loro movimenti.

Tali movimenti sono prodotti dai moti convettivi del mantello che spingono e trascinano le placche generando sforzi che sono massimi vicino ai confini tra le placche stesse, come per esempio in Italia e in generale in tutto il Mediterraneo, e minimi al loro interno, come succede nel Canada o nell’Africa centro-occidentale.

Le placche tettoniche nel Bacino del Mediterraneo

L’Italia è situata al margine di convergenza tra due grandi placche, quella africana e quella euroasiatica. Il movimento relativo tra queste due placche causa l’accumulo di energia e deformazione che occasionalmente vengono rilasciati sotto forma di terremoti di varia entità.

I terremoti del passato

Guardando la mappa dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 2006 (http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/), è facile notare che i terremoti spesso avvengono in zone già colpite in passato. Gli eventi storici più forti si sono verificati in Sicilia, nelle Alpi orientali e lungo gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria. Ma ci sono stati terremoti importanti anche nell’Appennino centro-settentrionale e nel Gargano.

La sismicità dall’anno 1000 al 2006 (Dati: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).

La sismicità dall’anno 1000 al 2006 (Dati: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).

In particolare, dal 1900 ad oggi si sono verificati 30 terremoti molto forti (Mw≥5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici. Qui di seguito li riportiamo in ordine cronologico. Il più forte tra questi è il terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria.

I terremoti avvenuti in Italia dal 1900 ad oggi di magnitudo Mw≥5.8 (Dati: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).

I terremoti avvenuti in Italia dal 1900 ad oggi di magnitudo Mw≥5.8 (Dati: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).

Per conoscere l’impatto che i terremoti hanno avuto sul territorio è possibile consultare il Database Macrosismico Italiano 2011 che riporta i valori di intensità di quasi 1700 terremoti avvenuti in Italia dall’anno 1000 al 2006.

Il database si può consultare in due modi:

1) facendo una ricerca per terremoto. L’interfaccia di consultazione (http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/query_eq/) è molto semplice: cliccando su un terremoto in elenco vengono visualizzati su mappa interattiva tutti i dati di intensità disponibili su quel singolo terremoto.

2) oppure facendo una ricerca per singola località (http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/query_place/). Questo tipo di consultazione permette di visualizzare le storie sismiche di sito, cioè gli effetti osservati e documentati per i terremoti che hanno interessato una località.

Tutte le mappe e le tabelle del database sono interattive, liberamente consultabili, interrogabili e scaricabili.

I terremoti recenti

Guardando la mappa degli ultimi 30 anni (1985-2014) di sismicità si nota che i terremoti recenti sono localizzati in aree distribuite principalmente lungo la fascia al di sotto degli Appennini, dell’arco Calabro e delle Alpi.

La sismicità dal 1985 al 2014. Sono mostrati i terremoti di magnitudo ML≥2.0 registrati dalla Rete Sismica Nazionale (Dati: Iside, http://iside.rm.ingv.it).

La sismicità dal 1985 al 2014. Sono mostrati i terremoti di magnitudo ML≥2.0 registrati dalla Rete Sismica Nazionale (Dati: Iside, http://iside.rm.ingv.it).

Negli ultimi 30 anni la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 190.000 eventi sismici in Italia e nei Paesi confinanti, la maggior parte dei quali non è stata avvertita dalla popolazione e sono 45 i terremoti che hanno avuto una magnitudo Richter ML pari o superiore a 5.0. I più forti terremoti di questo periodo sono avvenuti in Abruzzo il 6 aprile 2009, Mw =6.1, e in Emilia Romagna il 20 maggio 2012, Mw =5.8, (http://csi.rm.ingv.it/http://iside.rm.ingv.it).

 

 

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