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Evento sismico Ml 4.2 a largo della costa calabra sud occidentale 28 settembre 2018

Questa mattina, alle ore 7:24 italiane del 28 settembre 2018, è stato localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.2, con epicentro a largo della costa calabra sud occidentale e risentito nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia e Messina, ad una profondità di 11 km.

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La sismicità registrata dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV da gennaio 2018 ad oggi in blu e in arancio gli eventi delle ultime 24 ore.

Nella tabella qui sotto i comuni entro i 20 km dall’epicentro del terremoto.

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L’evento è stato localizzato in un’area a pericolosità molto alta così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

Il terremoto è stato risentito in un’ampia area dalla costa calabra  così come è evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti  elaborata dai circa 211 questionari inviati al sito www.haisentitoilterremoto.it aggiornata alle ore 07:57 del 28 settembre.

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Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Per maggiori informazioni su questo evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/20787491


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Conosci Io Non Rischio?

La campagna Io non rischio compie otto anni. E’ una campagna nazionale di comunicazione per rendere consapevoli tutte le persone dei pericoli naturali che caratterizzano il nostro paese e renderle partecipi e attive nella riduzione del rischio. Nelle regioni e nelle province autonome i volontari di più di cinquecento associazioni di protezione civile stanno mettendo a punto l’organizzazione delle giornate di incontro con i cittadini, che si svolgeranno sabato 13 e domenica 14 ottobre. Oltre 3.000 volontarie e volontari di protezione civile allestiranno punti informativi nelle principali piazze del territorio nazionale per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto e per diffondere la cultura della prevenzione.

In otto anni più di diecimila volontari di associazioni di volontariato di protezione civile hanno incontrato i propri concittadini in quasi 1.300 piazze italiane, e più di un milione di persone hanno attraversato queste piazze. Per questo vogliamo oggi chiedere loro che cosa pensano di questa iniziativa, se  per loro è stato utile parlare con i volontari, condividere le informazioni sui rischi, e se in qualche modo questo incontro ha cambiato le loro scelte.

Hai mai partecipato alla campagna Io non rischio?

In piazza cosa ti ha colpito?

Successivamente hai fatto qualcosa per ridurre il rischio?

Sono queste alcune delle domande che rivolgiamo ai cittadini attraverso il questionario, da oggi disponibile online, per conoscere le opinioni su Io non rischio e per raccogliere suggerimenti utili per il futuro della campagna.

Clicca qui per fornire le risposte e contribuire all’indagine.

Per contribuire ulteriormente alla campagna è possibile lasciare, dopo aver compilato il questionario, l’indirizzo email personale, per essere ricontattati dopo l’edizione 2018.

Terremoti, arriva il tweet con la stima rapida di epicentro e magnitudo

Dal prossimo 4 settembre, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) pubblicherà in tempo reale sul canale Twitter @INGVterremoti le localizzazioni preliminari dei terremoti calcolate in modo automatico daI software della Sala di Sorveglianza Sismica di Roma.

Un paio di minuti dopo il terremoto, per gli eventi sismici di magnitudo superiore a 3, verrà rilasciato un tweet con la stima automatica dell’epicentro e della magnitudo. Ciò avverrà solo nel caso in cui i parametri di qualità indichino che le informazioni preliminari sono sufficientemente affidabili. Questa informazione verrà “twittata” a margine della comunicazione che la Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV fa al Dipartimento della Protezione Civile.

La localizzazione e la magnitudo automatiche sono calcolate dal software senza intervento umano e sono dunque soggette alle incertezze delle coordinate ipocentrali e della magnitudo insite al sistema di calcolo. Fino a oggi l’INGV ha comunicato solo la localizzazione rivista dai sismologi di turno nella Sala di Sorveglianza Sismica, operazione che richiede fino a 30 minuti di elaborazione, in media circa 10-12 minuti dall’accadimento del terremoto.

Esempio dell’informazione contenuta nei due tweet per uno stesso evento. Sopra: prima stima provvisoria. Sotto: stima rivista dopo l’analisi dei sismologi nella Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV. Si noti la differenza di orario tra i due tweet (circa 11 minuti).

Con questa decisione, nel caso in cui avvenga un terremoto, l’INGV intende diffondere il più rapidamente possibile una prima indicazione dell’area epicentrale e della magnitudo.

La rapidità dell’informazione può andare a scapito della sua accuratezza e qualche imprecisione nella comunicazione dei dati preliminari sarà quindi possibile. Per questo motivo, magnitudo ed epicentro saranno comunicati inizialmente senza indicare valori specifici, ma fornendo un intervallo di valori per la magnitudo, mentre per quanto riguarda l’epicentro verrà indicata inizialmente la provincia dove questo ricade (o la zona se in mare o al di là dei confini nazionali).

Cos’è la localizzazione automatica e cosa succede nella Sala di Sorveglianza Sismica a seguito di un terremoto?

Nella Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV di Roma arrivano in tempo reale i segnali, vale a dire i sismogrammi, delle quasi 400 stazioni della Rete Sismica Nazionale e di altre reti che a essa contribuiscono. I segnali sono tutti digitali e gestiti da software dedicati. Quando un determinato numero minimo di stazioni registra un terremoto, i sistemi informatici utilizzati associano i segnali tra di loro e tentano di calcolare la localizzazione ipocentrale e di determinare la magnitudo. Nel corso di questa operazione, che può richiedere 1 o 2 minuti di tempo, viene valutata anche la bontà della determinazione con dei parametri qualitativi.

A questo punto i sismologi, che effettuano i turni 24 ore su 24, iniziano la revisione della localizzazione e della magnitudo: analizzano i singoli segnali, verificano che i software abbiano funzionato correttamente nell’identificare l’arrivo delle onde P e delle onde S e nel calcolare le ampiezze massime. Al termine della revisione, viene ricalcolata la posizione ipocentrale (latitudine, longitudine, profondità) e stimata nuovamente la magnitudo. A seconda della magnitudo del terremoto – e quindi del numero di stazioni sismiche che lo hanno registrato – e delle complessità geologiche della regione colpita, possono essere necessari fino a 30 minuti per completare la revisione.

Queste informazioni riviste sono quelle che oggi vengono pubblicate sul sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti (ONT, http://cnt.rm.ingv.it/) e diffuse attraverso i canali social INGVterremoti di Twitter e Facebook.

Cosa succede a partire dal 4 settembre?

Dal 4 settembre, una volta disponibile la localizzazione automatica, l’INGV rilascerà la nuova comunicazione del dato preliminare automatico via Twitter segnalando che si tratta di una informazione non verificata con l’indicazione [STIMA PROVVISORIA]; la magnitudo verrà fornita con un intervallo di valori e l’area sarà indicata con la zona o la provincia all’interno della quale ricade l’epicentro.

Un esempio di tweet per una localizzazione automatica è questo:

[STIMA PROVVISORIA] #terremoto Mag tra 3.1 e 3.7, ore 17:54 IT del 25-08-2018, prov/zona Campobasso, #INGV_20497831

Al termine della revisione da parte dei turnisti, verrà reso pubblico il dato definitivo con l’indicazione [DATI RIVISTI]. La revisione può riguardare sia la posizione dell’ipocentro (latitudine, longitudine, profondità), sia la magnitudo.

Un esempio di tweet per la localizzazione rivista dello stesso evento di cui sopra è questo:

[DATI RIVISTI] #terremoto ML 3.3 ore 17:54 IT del 25-08-2018 a 4 km SE Montecilfone (CB) Prof=22Km #INGV_20497831

Cosa cambia?

Si tratta di un modo nuovo di comunicare le informazioni sui terremoti. Un dato provvisorio è per definizione destinato a essere rivisto ed eventualmente modificato con le tempistiche abitualmente necessarie per avere la stima definitiva.

Riguardo alla magnitudo, verrà inizialmente indicato un intervallo di valori, la cosiddetta forchetta, per esempio tra 4.0 e 4.6. Il valore finale spesso è intorno al valore centrale, ma potrà essere anche vicino ai due limiti. In rari casi (meno del 5%) potrebbe risultare al di fuori di questo intervallo.

E’ bene ricordare che esiste anche la probabilità, seppur molto bassa, di un falso allarme, vale a dire l’annuncio di un terremoto che non è realmente avvenuto. Tuttavia durante la lunga sperimentazione che abbiamo effettuato si è avuto un unico caso su oltre 1500 eventi determinati. E’ comunque un’evenienza possibile.

E’ utile anche sapere che una percentuale significativa (circa il 20 – 25 %) di terremoti che avvengono realmente sul territorio italiano e nei mari e nelle aree limitrofe non verranno “comunicati preliminarmente”, a causa della scarsa accuratezza della localizzazione; questo accade principalmente nei casi di epicentri in mare (quando la copertura della rete sismica è inefficace), quando avvengono due terremoti quasi in contemporanea in due diverse zone o in altri casi eccezionali, come in presenza di guasti a una o più stazioni sismiche.

Perchè solo su Twitter?

La localizzazione e la magnitudo automatiche verranno rese pubbliche solo attraverso Twitter e non su altri canali social, quali Facebook, o sulle pagine web di INGV, almeno in una prima fase.

Questa scelta dipende esclusivamente dalle caratteristiche di Twitter rispetto ad altre piattaforme. Su Twitter, infatti, la cronologia è ancora l’elemento predominante (ma non esclusivo) nella costruzione della cosiddetta “timeline”, la sequenza di informazioni fornite agli utenti. E’ quindi agevole avere la cronologia esatta delle informazioni.

Su altre piattaforme l’elemento cronologico è meno in evidenza, quindi si rischierebbe che il pubblico veda un’informazione provvisoria e non quella rivista. Sul portale web dell’INGV, invece, data l’ufficialità delle informazioni diffuse al pubblico, abbiamo ritenuto, al momento, di rilasciare solo informazioni certificate.


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24 agosto 2018. Due anni dal terremoto di Amatrice

A due anni dal terremoto del 24 agosto 2016, che ha colpito Amatrice (RI), Accumoli (RI), Arquata del Tronto (AP) ed altri comuni limitrofi, facciamo il punto sulla complessa sequenza sismica che ha interessato e sta ancora interessando il Centro Italia e sulle numerose ricerche in corso dei ricercatori e tecnologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Mappa epicentrale degli eventi sismici localizzati dal 24 agosto 2016. In blu i terremoti avvenuti nel 2016, in arancione quelli del 2017 e in rosso gli eventi avvenuti nel 2018. La dimensione e il colore dei simboli sono in funzione delle magnitudo, secondo la legenda in basso a sinistra.

Tecnicamente la sequenza non può considerarsi conclusa, anche se certamente il numero e la magnitudo degli eventi è diminuito notevolmente negli ultimi mesi. Attualmente, rileviamo ancora una media di 30 eventi al giorno, la maggior parte dei quali di magnitudo minore di 2.0.

Come si ricorderà, e come ben visibile dalla mappa (sopra) e dal grafico del numero degli eventi nel tempo (sotto), l’evoluzione della sequenza ha visto tre scosse principali: la prima, di magnitudo Mw 6.0, il 24 agosto 2016 con epicentro vicino ad Amatrice (RI); la seconda, di magnitudo Mw 5.9, il 26 Ottobre 2016 in prossimità di Visso (MC), la terza, di magnitudo Mw 6.5, il 30 Ottobre con epicentro nei pressi di Norcia (PG). Successivamente, ci sono state due importanti riprese della sismicità il 18 gennaio 2017 nella zona sud di Campotosto (AQ) e il 10 aprile 2018 nella zona di Muccia e Pieve Torina (MC).

Istogramma del numero giornaliero dei terremoti dal 1 agosto 2016 al 23 agosto 2018 (ore 8). La curva nera rappresenta il numero totale di eventi sismici del periodo localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

La figura sotto mostra gli epicentri dei circa 93.000 terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV in questi due anni. 67 eventi hanno avuto magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 e 9 hanno avuto magnitudo uguale o superiore a 5.0.

Mappa epicentrale dei circa 93.000 terremoti localizzati dal 24 agosto 2016. La dimensione e il colore dei simboli sono in funzione delle magnitudo, secondo la legenda in alto a destra. (Margheriti et al., 2018).

L’area interessata copre un ampio settore dell’Appennino centrale che si estende per circa 80 km da Camerino a L’Aquila, con una estensione laterale variabile tra i 10 e 20 km circa.

Data e Ora (Italia) Magnitudo Zona Prof.
2017-01-18 14:33:36 Mw 5.0 2 km N Barete (AQ) 10
2017-01-18 11:25:23 Mw 5.4 3 km SW Capitignano (AQ) 9
2017-01-18 11:14:09 Mw 5.5 2 km NW Capitignano (AQ) 10
2017-01-18 10:25:40 Mw 5.1 3 km NW Capitignano (AQ) 10
2016-10-30 07:40:17 Mw 6.5 4 km NE Norcia (PG) 10
2016-10-26 21:18:07 Mw 5.9 3 km S Visso (MC) 10
2016-10-26 19:10:36 Mw 5.4 3 km SW Castelsantangelo sul Nera (MC) 8
2016-08-24 04:33:28 Mw 5.3 5 km E Norcia (PG) 8
2016-08-24 03:36:32 Mw 6.0 1 km W Accumoli (RI) 8

Se guardiamo la distribuzione dei terremoti in profondità in una sezione verticale che va da Camerino (a sinistra nella figura sotto) fino a L’Aquila (a destra), notiamo che è tutt’altro che omogenea, con ampie zone con pochi eventi e altre adiacenti con una densità di terremoti molto elevata. Questa distribuzione così irregolare è dovuta sia alla distribuzione del rilascio di momento sismico negli eventi principali, sia alle caratteristiche geologiche della struttura profonda.  Le stelle rappresentano gli ipocentri dei terremoti più forti, e comprendono quello del 24 agosto (intorno a 0 km sull’asse orizzontale, sotto Accumoli), e quello del 30 ottobre (tra -10 e -20 km). A destra in figura (sud) le stelle gialle sono gli ipocentri dei terremoti della zona di Campotosto, avvenuti a gennaio 2017, mentre a sinistra (nord) si notano i terremoti del 2018 della zona di Muccia.

Localizzazione degli ipocentri lungo una sezione verticale orientata NNO-SSE, parallela alla catena appenninica e alla direzione delle faglie principali.

Se guardiamo la struttura tagliandola in senso perpendicolare, trasversale alle strutture appenniniche, vediamo che non si tratta di un’unica faglia ma di un sistema di faglie. Nel caso mostrato in figura, si tratta del settore a nord, quello attivatosi principalmente nell’aprile 2018.

Sezione verticale trasversale alle faglie attive nell’area di Muccia (MC).

In questi due anni sono stati pubblicati numerosi modelli del sistema di faglie che ha dato luogo alla sequenza, realizzati utilizzando i dati geodetici (GPS e dell’interferometria SAR), quelli sismici e accelerometrici. Tutti i modelli mostrano una elevata complessità della struttura, con numerose faglie che si sono attivate in momenti successivi. Sulla caratterizzazione delle faglie principali c’è un sostanziale buon accordo tra i modelli, grazie anche alla grande quantità di dati acquisiti, disponibile per la prima volta in Italia. Tale ricchezza di informazioni sta permettendo nuovi studi che mettono in luce complessità mai registrate prima in Italia. Su questi punti la discussione scientifica è ancora aperta sia tra i ricercatori italiani che a livello internazionale.

Uno dei punti di maggiore novità, che potrà avere un impatto sulle stime di pericolosità della regione, è la definizione dei tempi di ritorno dei terremoti sulle faglie investigate. Per studiare questo aspetto, tra giugno e luglio del 2017, sono state aperte tre trincee paleosismologiche lungo le rotture prodotte in occasione dell’evento del 30 ottobre 2016, tutte nelle vicinanze della Piana di Castelluccio.

Ubicazione di una delle trincee paleosismologiche effettuate nella regione della sequenza. Si nota la traccia della faglia in superficie e la recinzione dello scavo.

Tutte le trincee hanno permesso di riconoscere numerosi terremoti del passato, sconosciuti ai cataloghi storici, che hanno prodotto scarpate di faglia in superficie come nel 2016. Oltre al terremoto del 2016, sono state riconosciute le evidenze geologiche di 6 paleoterremoti di magnitudo simile o superiore al 2016, negli ultimi 18000 anni. Le foto sotto mostrano due delle trincee scavate nelle vicinanze della Piana di Castelluccio.

Una delle trincee scavate nella regione dopo i terremoti del 2016. Si notano gli indicatori colorati che servono per caratterizzare i diversi episodi di fagliazione.

Numerosi altri studi sono in corso per caratterizzare le faglie presenti nella regione e chiarire i meccanismi con cui queste interagiscono, per migliorare le conoscenze della pericolosità dell’area, per quantificare i tassi di deformazione post- e inter-sismica, per definire la struttura crostale tridimensionale allo scopo di ottenere delle localizzazioni ipocentrali ancora più accurate, per studiare la risposta sismica locale e definire la microzonazione sismica delle aree colpite e di quelle dove si dovrà riedificare, e così via. Di questi studi parleremo nei prossimi mesi.

Alcuni di questi sono raccontati in questo video, Geoscienze News, pubblicato sul canale Scienza&Tecnica e sul sito ansa.it e sui canali web e social INGV.

Sono studi che ci consentiranno di difenderci meglio dai prossimi terremoti, con la speranza che simili tragedie non si ripetano. Alle vittime, agli sfollati, a tutte le persone coinvolte nei terremoti del 2016-2017 va la nostra vicinanza e solidarietà.


APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI SULLA SEQUENZA

https://ingvterremoti.wordpress.com/category/sequenza-sismica-amatrice/

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/1023-sequenza-sismica-in-italia-centrale-aggiornamenti.html

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/1001-evento-sismico-tra-le-province-di-rieti-e-ascoli-p-m-6-0-24-agosto.html

http://terremoti.ingv.it/it/ultimi-eventi/33-contenuti/1032-pubblicazioni-su-altre-riviste-abstracts.html


BIBLIOGRAFIA

Amato, A., Barchi, M. e Chiaraluce, L. (2018). I terremoti di Amatrice, Visso e Norcia del 2016-2017 nel contesto sismotettonico dell’Italia Centrale: stato delle conoscenze e problemi aperti. In: Autori vari (a cura di): Antonello Fiore e Vincent Ottaviani, Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile. vol. 1/2018, Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA)

BAIZE S. et al., From 1997 to 2016: three destructive earthquakes along the central apennine fault system, Italy. Field Trip guide book.

Cheloni, D., De Novellis, V., Albano, M., Antonioli, A., Anzidei, M., Atzori, S., et al. (2017). Geodetic model of the 2016 Central Italy earthquake sequence inferred from InSAR and GPS data. Geophysical Research Letters44, 6778–6787. https://doi.org/10.1002/2017GL073580

Chiaraluce, L., Di Stefano, R., Tinti, E., Scognamiglio, L., Michele, M., Casarotti, E., et al. (2017). The 2016 Central Italy seismic sequence: A first look at the mainshocks, aftershocks, and source models. Seismological Research Letters88(3). https://doi.org/10.1785/0220160221

Emergeo Working Group (2016). The 24 August 2016 Amatrice earthquake: Coseismic effects. doi:https://doi.org/10.5281/zenodo.61568.

Gruppo di Lavoro INGV sul Terremoto in centro Italia (2017). Relazione sullo stato delle conoscenze sulla sequenza sismica in centro Italia 2016-2017 (aggiornamento al 2 febbraio 2017). https://doi.org/10.5281/zenodo.267984

INGV Working Group “GPS Geodesy, GPS data and data analysis center” (2016). Preliminary co-seismic displacements for the October 26 (MW5.9) and October 30 (MW6.5) central Italy earthquakes from the analysis of GPS stations. Zenodohttps://doi.org/10.5281/zenodo.167959

Margheriti L., M. G. Ciaccio, B. Castello, A. Nardi, A. Marchetti, F. M. Mele, D. Latorre, A. M. Lombardi, M. Moretti, L. Improta, and the Bollettino Sismico Italiano Working Group, Early aftershocks of the 2016 Mw 6.0 Amatrice, Mw 5.9 Visso and Mw 6.5 Norcia earthquakes in central Italy: analysis of the Seismic Bulletin, Geophysical Research Abstracts, Vol. 20, EGU General Assembly 2018.

Moretti, M., Pondrelli, S., Margheriti, L., Abruzzese, L., Anselmi, M., Arroucau, P., et al. (2016). SISMIKO: Emergency network deployment and data sharing for the 2016 central Italy seismic sequence. Annals of Geophysics59, Fast track 5. doi: https://doi.org/10.4401/ag-7212

Pizzi, A., Di Domenica, A., Gallovič, F., Luzi, L., & Puglia, R. (2017). Fault segmentation as constraint to the occurrence of the main shocks of the 2016 Central Italy seismic sequence. Tectonics36, 2370–2387. https://doi.org/10.1002/2017TC004652

Pucci, S., De Martini, P. M., Civico, R., Villani, F., Nappi, R., Ricci, T., et al. (2017). Coseismic ruptures of the 24 August 2016, Mw 6.0 Amatrice earthquake (central Italy). Geophysical Research Letters44, 2138–2147. https://doi.org/10.1002/2016GL071859

Scognamiglio, L., Tinti, E., Casarotti, E., Pucci, S., Villani, F., Cocco, M., et al. (2018). Complex fault geometry and rupture dynamics of the MW 6.5, 30 October 2016, central Italy earthquake. Journal of Geophysical Research: Solid Earth123, 2943–2964. https://doi.org/ 10.1002/2018JB015603

Tinti, E., Scognamiglio, L., Michelini, A., & Cocco, M. (2016). Slip heterogeneity and directivity of the ML 6.0, 2016, Amatrice earthquake estimated with rapid finite-fault inversion. Geophysical Research Letters43, 10,745–10,752. https://doi.org/10.1002/2016GL071263 


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Aggiornamento sequenza sismica in provincia di Campobasso, 20 agosto 2018 ore 15:00

In questo articolo facciamo un breve aggiornamento sulla sismicità in corso nell’area colpita dal terremoto di magnitudo Ml 5.2 (Mw 5.1) del 16 agosto 2018 alle ore 20:19 italiane e sulle localizzazioni degli eventi più forti.

Sismicità da 1 gennaio al 20 agosto (ore 15:00). In rosso gli eventi sismici dal 14 al 20 agosto. La stella rossa è l’epicentro del terremoto di magnitudo Mw 5.1 delle ore 20:19.

Alle ore 15:00 di oggi, 20 agosto 2018, gli eventi localizzati nell’area, a partire dal 14 agosto, sono quasi 200, di cui 9 di magnitudo maggiore o uguale a 3.0; di questi, due hanno avuto magnitudo Mw 4.6 e Mw 4.4, avvenuti il 14 ed il 16 agosto rispettivamente, ed uno, la scossa principale, ha avuto magnitudo Mw 5.1.  Nella giornata di oggi sono stati registrati due terremoti con magnitudo superiore a 2.0, il più forte dei quali è un evento avvenuto alle ore 02:07 di magnitudo ML 3.0.

Data e Ora (Italia)   Magnitudo   Zona  Prof.
2018-08-20 02:07:04 ML 3.0 3 km SE Montecilfone (CB) 26
2018-08-20 02:06:48 ML 2.1 6 km SE Montecilfone (CB) 17

Come riportato nell’articolo del 18 agosto, il Gruppo Operativo SISMIKO ha installato nella zona alcune stazioni sismiche temporanee che hanno migliorato il livello di detezione dei terremoti da parte della Rete Sismica Nazionale (RSN). La zona risultava ben monitorata, ma infittire la rete di monitoraggio sismico è molto importante per migliorare le localizzazioni ottenute dalla Sala di Sorveglianza Sismica (in particolare la profondità) e caratterizzare così le faglie attive.

Per quanto riguarda gli eventi principali della sequenza, come anticipato nell’articolo precedente, le elaborazioni per il calcolo dell’ipocentro effettuate dai ricercatori INGV mostrano che valori di profondità compresi tra 9 e 20 km risultano ugualmente compatibili con le osservazioni. Tuttavia una profondità maggiore di 9 km è stata comunque fin da subito ritenuta più compatibile con il vasto risentimento regionale dell’evento più forte, con le accelerazioni massime registrate alle stazioni più vicine di circa il 4% di g (in particolare 4.6 % di g alla stazione SGPA). Inoltre le determinazioni ipocentrali fatte nell’ultimi due giorni, da quando ci sono le stazioni temporanee, localizzano eventi anche a profondità di poco maggiori di 20 km.

Per questo motivo, nella giornata di oggi, le localizzazioni dei tre eventi principali, quelli di magnitudo superiore a 4.0, sono state ricalcolate dagli analisti INGV del Bollettino Sismico Italiano: sono stati ricontrollati i valori dei tempi di arrivo delle fasi sismiche e valutato il contributo delle singole stazioni, soprattutto quelle a distanza notevole dagli epicentri. L’incertezza sulla profondità risulta così ridotta ed i valori medi compresi tra i 17 ed i 20 km. Inoltre le localizzazioni epicentrali sono leggermente cambiate: per gli eventi del 16 agosto si tratta di piccole variazioni, mentre l’evento del 14 agosto, pur mantenendo la stessa profondità, è stato rilocalizzato più a nord, ad una minore distanza dal comune più vicino, Montecilfone (CB). In tabella sono riportate le localizzazioni riviste:

Data e Ora (Italia)   Magnitudo   Zona  Prof.
2018-08-16 22:22:34 Mw 4.4 5 Km SE Montecilfone (CB) 17 km
2018-08-16 20:19:04 Mw 5.1 4 Km SE Montecilfone (CB) 20 km
2018-08-14 23:48:30 Mw 4.6 2 Km SE Montecilfone (CB) 19 km

Nonostante queste nuove elaborazioni, per determinare in modo definitivo le profondità ipocentrali saranno necessarie analisi di maggiore dettaglio e l’utilizzo di un modello crostale specifico.


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