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La sequenza sismica in Umbria e lo “scarico” di energia

Le onde sismiche di un terremoto sono l'effetto della liberazione di energia causata dal movimento di una faglia

Le onde sismiche di un terremoto sono l’effetto della liberazione di energia causata dal movimento di una faglia

Ogni terremoto, anche il più piccolo, scarica energia. Ma è sbagliato pensare che una serie, anche lunga, di piccoli terremoti possa scongiurare l’arrivo di uno più forte. Infatti, l’energia rilasciata da un terremoto di magnitudo 3 (ad esempio) è circa trentamila volte più piccola di quella di un sisma di magnitudo 6. Appare chiaro quindi che durante o dopo uno sciame sismico anche importante, come quello che si verifica in Umbria da molti mesi, o come quello che si è verificato al Pollino di recente, o come in uno delle decine di sciami sismici avvenuti in Italia in questi anni, le condizioni per un eventuale forte terremoto non sono mutate.

Spesso in queste situazioni i media riportano informazioni che possono contribuire a diffondere concetti errati e generare confusione nella popolazione interessata dalla sismicità in corso. Come nel caso dello scarico di energia come elemento “favorevole”. Non è così. Alcune considerazioni sull’andamento della sequenza in Umbria e sulle energie in gioco sono riportate in un post del blog dell’INGV che si occupa del processo dell’Aquila. Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica in Umbria (Gubbio – Città di Castello)

La sequenza sismica che sta interessando la provincia di Perugia da molti mesi ha avuto negli ultimi giorni una ripresa, con alcuni terremoti di magnitudo superiore a 3 avvertiti dalla popolazione. L’attività, che aveva prima interessato il settore tra Gubbio e Pietralunga, si è concentrata ora in una zona diversa. I terremoti di questi giorni sono infatti localizzati più a nordovest dei precedenti, tra Umbria e Marche, circa a metà strada tra Città di Castello (PG) e Apecchio (PU). Questa sismicità si colloca immediatamente a nordovest del settore colpito da un altro picco di attività nell’aprile del 2010, quando in circa venti giorni la rete sismica localizzò molte centinaia di terremoti con una scossa principale di magnitudo 3.8.

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

La zona dell’Appennino umbro-marchigiano è interessata da numerose faglie, che sono state individuate tramite studi di geologia di superficie e del sottosuolo: rilievi di terreno, linee sismiche effettuate per esplorazioni di idrocarburi e alcune perforazioni profonde. La carta sotto mostra le evidenze in superficie del complesso sistema di faglie che attraversa la regione. Il modello più accettato per spiegare la deformazione e i terremoti della regione umbro-marchigiana prevede una faglia principale chiamata Faglia Alto-Tiberina (ATF), che affiora nel settore sudoccidentale della carta e si immerge lentamente al di sotto della catena appenninica, verso nordest. Al di sopra dell’ATF sono presenti numerose altre faglie “sintetiche” e “antitetiche” (ossia immergenti verso lo stesso lato o verso il lato opposto), maggiormente inclinate e su cui si ipotizza avvenga la maggior parte dei terremoti.

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Sequenza sismica a Città di Castello (PG): aggiornamento 8 maggio ore 08.00

Durante la notte si sono verificate numerose scosse (circa 70), localizzate a circa quattro km ad est dell’abitato di Città di Castello. Tra queste tre hanno avuto magnitudo maggiore di 3.0: l’evento di magnitudo Ml 3.6 avvenuto alle ore 02:52:16 italiane, il terremoto di magnitudo Ml 3.3 avvenuto alle ore 02:53:30 italiane, l’evento di magnitudo Ml 3.3 avvenuto alle ore 06:29:05 italiane.

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Localizzazione dei terremoti degli ultimi 3 giorni (in rosso) nei pressi di Città di Castello (PG). In colore arancio gli eventi sismici registrati nell’area dal 1 gennaio 2013 (fonte dati http://iside.rm.ingv.it).

Dal 20 aprile (giorno in cui si è verificato il terremoto di magnitudo 3.6) sono stati localizzati più di 860 terremoti, tra questi 57 con magnitudo compresa tra 2.0 e 3.0, con magnitudo maggiore o uguale a 3.0.

Nella tabella qui sotto sono elencati i 6 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 3.0: l’orario è in UTC, due ore indietro rispetto all’ora italiana.

ora (UTC) Profondità Magnitudo
08/05 04:29:05 10.1 3.3
08/05 00:53:30 8.8 3.3
08/05 00:52:16 8.8 3.6
21/04 06:17:33 8.3 3.2
21/04 06:01:36 8.2 3.1
20/04 07:57:41 6.7 3.6

Sequenza sismica a Città di Castello (PG): aggiornamento del 21 aprile ore 12.00

Dopo il terremoto di magnitudo (Ml) 3.6 avvenuto il 20 Aprile 2013 alle ore 09:57:41 italiane si sono verificate numerose scosse, localizzate a circa quattro km ad est dell’abitato di Città di Castello.

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Localizzazione del terremoto ML 3.6 nei pressi di Città di Castello (PG) e degli eventi successivi fino alle ore 12.00 italiane del 21 aprile. In colore rosso i terremoti localizzati ieri ed oggi, in colore arancio gli eventi sismici registrati nell’area dal 1 gennaio 2013 (fonte dati http://iside.rm.ingv.it).

Finora (ore 12.00 italiane del 21 aprile) sono stati localizzati 267 terremoti, tra questi 34 con magnitudo maggiore o uguale a 2.0. Nella sola giornata di oggi (ore 12.00 italiane) sono stati localizzati 117 terremoti, tra questi Leggi il resto di questa voce

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