Archivi categoria: Monitoraggio sismico

Pubblicata la nuova versione di ITACA, il Database Italiano delle registrazioni accelerometriche

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E’ stata appena pubblicata la versione 3.0 di ITACA, l’ITalian ACcelerometric Archive (http://itaca.mi.ingv.it/): è la banca dati delle registrazioni accelerometriche dei terremoti con magnitudo superiore a 3.0 avvenuti dal 1972 al 2018 in Italia, o in paesi limitrofi con risentimenti in Italia.

ITACA è il risultato di un percorso mai interrotto, ormai più che decennale. Nel 2007, infatti, veniva pubblicata la prima versione, al termine della convenzione tra INGV e Dipartimento della Protezione Civile nel biennio 2004-2006 (http://istituto.ingv.it/index.php/it/2-non-categorizzato/98-convenzione-quadro-tra-ingv-e-dpc). Da allora, l’archivio è stato aggiornato con cadenza annuale, non solo con i dati dei terremoti avvenuti nel periodo, ma è stato anche arricchito progressivamente con informazioni nuove e più accurate (per esempio sulla caratterizzazione dei siti delle stazioni), con nuovi strumenti per la consultazione, la selezione e l’elaborazione delle registrazioni.

La raccolta sistematica di registrazioni accelerometriche è motivata dalla necessità di avere sempre a disposizione dati aggiornati per applicazioni sismologiche e ingegneristiche, come ad esempio la valutazione del comportamento strutturale delle opere civili o geotecniche, la calibrazione di leggi predittive del moto del suolo, o il calcolo delle mappe di scuotimento.

Il costante aggiornamento della banca dati si è rivelato fondamentale per realizzare in tempi brevi una serie di prodotti utili alla società. Tra le applicazioni più recenti dei dati accelerometrici contenuti in ITACA, ricordiamo la selezione dell’input per le simulazioni numeriche monodimensionali della microzonazione sismica di terzo livello dei 138 comuni maggiormente danneggiati dalla sequenza dell’Italia centrale del 2016-2017 (https://www.centromicrozonazionesismica.it/it/attivita/terremoto-centro-italia). Un’altra importante applicazione dei dati di ITACA è stata la selezione dei modelli predittivi del moto del suolo per il calcolo del nuovo modello di pericolosità sismica a scala nazionale (https://ingvcps.wordpress.com/2015/04/02/aggiornamento-del-modello-di-pericolosita-sismica-di-lungo-termine-per-litalia/) che sarà rilasciato a breve. Infine, in fase di emergenza sismica, la raccolta e la rapida elaborazione delle registrazioni è stata fondamentale per il calcolo delle Shakemaps (http://shakemap.rm.ingv.it/).

Gli accessi numerosi e continui a ITACA sin dalla pubblicazione testimoniano che in questi anni è diventato un riferimento e una fonte di informazioni fondamentali non solo per i ricercatori, ma anche per molti professionisti.

La versione 3.0 di ITACA (http://itaca.mi.ingv.it/) è la risposta alla necessità di innovazione attraverso l’adozione di strumenti software più aggiornati, utili a migliorare la velocità della selezione dei dati e l’accessibilità alle informazioni contenute.

Tra le principali novità segnaliamo:

  • La possibilità di effettuare l’accesso al sito tramite il proprio account google o orcid
  • L’adozione della base cartografica Openstreetmap (https://www.openstreetmap.org/)
  • Un’ampia documentazione, inclusa la statistica sui dati contenuti (Figura 1)
  • Il link alle mappe di scuotimento degli eventi sismici (http://shakemap.rm.ingv.it/)
  • Le analisi sismologiche finalizzate alla caratterizzazione della risposta dei siti di registrazione (Figura 2)
  • La pubblicazione di mappe geotematiche e parametri di sito quali la frequenza di risonanza e la velocità delle onde di taglio calcolata al substrato sismico.
  • Le informazioni relative alla sorgente sismica, di cui è riportata la geometria della faglia e le coordinate del punto di enucleazione
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Figura 1 – Dettaglio della statistica dei contenuti di ITACA 3.0: distribuzione delle registrazioni in funzione della magnitudo di evento e della distanza epicentrale sorgente – sito.

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Figura 2 – Rapporto tra la componente orizzontale e verticale dello spettro di Fourier (fase S) per la stazione di Amatrice (IT.AMT).

I numeri di ITACA 3.0 sono:

  • 1882 terremoti dal 1972 al 2018, nell’intervallo di magnitudo 3 – 6.9.
  • 1543 stazioni appartenenti alle due maggiori reti nazionali (Rete Accelerometrica Nazionale, RAN – gestita da DPC -, e Rete Sismologica Nazionale, RSN – gestita da INGV), una serie di reti regionali, tra cui quella dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, e reti temporanee per lo studio degli effetti di sito, quali la rete 3A, installata nei comuni del centro Italia nel 2016.
  • 43258 forme d’onda che sono distribuite sia nella versione originale sia nella versione elaborata, dopo un attento controllo degli errori e l’eliminazione del rumore eventualmente presente attraverso procedure di filtraggio del segnale. Insieme alle registrazioni accelerometriche vengono distribuite le forme d’onda di velocità e spostamento e gli spettri di risposta elastici in accelerazione e spostamento, calcolati assumendo il 5% del rapporto di smorzamento critico (Figura 3).
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Figura 3 – Componente E-W della registrazione accelerometrica del terremoto del 24 Agosto 2016 (Mw 6.0) alla stazione Amatrice (IT.AMT).

A cura di Lucia Luzi e Giovanni Lanzano, INGV Milano.


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Trenta anni di terremoti in Italia

In occasione del Convegno “LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELLA POPOLAZIONE DAL RISCHIO SISMICO” organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi e l’Ordine dei Geologi della Regione Marche, che si terrà a San Benedetto del Tronto il giorno 11 e 12 settembre,  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha realizzato una carta tematica dal tema “Trenta anni di terremoti in Italia”.

La carta "Trenta anni di terremoti in Italia " che verrà distribuita ai partecipanti al Convegno  di San Benedetto del Tronto l'11 e 12 settembre 2014.

La carta “Trenta anni di terremoti in Italia ” che verrà distribuita ai partecipanti al Convegno di San Benedetto del Tronto l’11 e 12 settembre 2014.

La carta, in formato 70×100, mostra la localizzazione di circa 20.000 terremoti con magnitudo uguale o maggiore di 2.5 registrati dal 1 gennaio 1985 al 30 giugno 2014 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV, estratti dal database ISIDE . I terremoti sono rappresentati con una doppia classificazione: in tre classi di magnitudo con simboli diversi (2.5=<M<4.0; 4.0=<M<5.0; M>=5.0) ed in 4 classi di profondità con colori diversi (0-18km; 19-35km; 36-100km; 101-650km). Leggi il resto di questa voce

Monte Soratte: una moderna stazione sismica in un vecchio bunker

Sabato 31 agosto verrà inaugurata la nuova stazione sismica della Rete Nazionale INGV sul Monte Soratte, nel Comune di Sant’Oreste  (Roma) (Figura 1). La stazione, entrata in funzione il 21 Maggio 2013, è ubicata nelle gallerie dell’ ex bunker del Monte Soratte, presso S. Oreste, una quarantina di chilometri a nord di Roma (Figura 2). La stazione, SRES la sigla internazionale, colma una lacuna che la Rete aveva nella zona della Sabina – Alto Lazio. La presentazione della stazione sismica verrà effettuata a Sant’Oreste nel pomeriggio del 31 dai nostri Paolo Casale e Luciano Mondiali nell’ambito della Giornata di studi sul Monte Soratte dal titolo: “Soratte Pelle di Roccia e Cuor di Cemento”

Il sito, segnalatoci originariamente dalla Società Speleologica Italiana in base ai requisiti forniti dall’INGV, è stato dapprima testato e successivamente scelto per le sue caratteristiche di basso rumore sismico. Per rumore sismico s’intende Leggi il resto di questa voce

Prosegue il corso Rete Sismica Mobile – Prove pratiche 28 maggio

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Nel pomeriggio del 28 maggio è proseguito il corso della Rete Sismica Mobile, la cui organizzazione è stata curata da Lucia Margheriti, Milena Moretti e Aladino Govoni. Sono state effettuate prove di installazione di diversi tipi di sismometri a larga banda e accelerometri, in varie configurazioni.

Per simulare una vera installazione di un sismometro a larga banda, molto sensibile alle variazioni di tempertura e pressione, sono state scavate delle buche, costruite delle basi in cemento, avvolti i sismometri in sacchetti di plastica, riempite le buche con sabbia grossolana, ideale per drenare l’acqua in caso di pioggia ed evitare così l’allagamento del sensore e la perdita dell’orizzontalità.
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Sono state sperimentate le modalità di collegamento con gli acquisitori sismici,

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Inizia il corso Rete Sismica Mobile all’INGV (28-29 maggio 2013)

Sala Convegni INGV a Roma. Inizia il corso Rete Mobile

Sala Convegni INGV a Roma, 28 maggio 2013. Inizia il corso Rete Mobile

Oggi, 28 maggio, è iniziato nella sede centrale dell’INGV un corso di due giorni per aggiornamenti e test della strumentazione sismica mobile. L’uso di questi strumenti è fondamentale per noi sismologi in quanto essi forniscono informazioni utilissime sulle caratteristiche delle faglie attive, sulla struttura della crosta e del mantello, sull’andamento spazio-temporale della sismicità durante le sequenze sismiche. Avere il personale sempre aggiornato e pronto a intervenire in caso di crisi sismiche o di esperimenti mirati è molto importante per la rapidità di intervento e per l’efficacia dell’esperimento.

Ubicazione delle stazioni sismiche che verranno installate per le prove del corso Rete Mobile all'interno dell'area dell'INGV in Via di Vigna Murata a Roma

Ubicazione delle stazioni sismiche che verranno installate per le prove del corso Rete Mobile all’interno dell’area dell’INGV in Via di Vigna Murata a Roma. I segnaposto colorati sono le stazioni sismiche, localizzate principalmente sul piazzale dei laboratori, dietro l’edificio principale dell’Istituto.

Oltre 70 tra ricercatori, tecnologi e tecnici dell’INGV, dell’OGS, dell’Università di Genova, di Prato Ricerche, si sono ritrovati per un aggiornamento sugli strumenti usati, sulle tecniche di analisi, per effettuare delle prove di trasmissione dati. Il corso prevede una prima sessione in sala convegni con varie presentazioni sugli aspetti tecnici di acquisizione e trasmissione dei dati; successivamente si passerà a delle prove pratiche nell’area intorno all’Istituto (foto sopra).

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