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Una story map sul terremoto in Irpinia e Basilicata del 23 novembre 1980

La sera del 23 novembre 1980 alle ore 19:34 la terra tremò in larga parte del sud Italia. La scossa principale fu di magnitudo M 6.9 con epicentro tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Colpì una vasta area dell’Appennino meridionale con effetti devastanti soprattutto in Irpinia e nelle zone adiacenti delle province di Salerno e Potenza. Un approfondimento su questo evento è disponibile in un articolo del BLOG.

In occasione dei 38 anni dall’accadimento viene presentata una story map che racconta Il tragico impatto di questo terremoto in alcuni dei suoi aspetti principali attraverso mappe interattive, narrazione, testimonianze, immagini e video.

La story map propone una ricostruzione della sequenza sismica e dello stato del monitoraggio sismico nel 1980 anche attraverso l’ausilio di alcune mappe interattive.  I testi, le immagini e i video raccontano invece i giorni dell’emergenza, l’impatto sulle località colpite, la ricostruzione e gli aspetti socio-economici di questa tragedia che ha interessato oltre 600 comuni dell’Italia meridionale. Sono 7 le aree tematiche in cui è suddivisa:

  • Area epicentrale e sequenza sismica
  • Rete sismica nel 1980
  • Distribuzione degli effetti
  • Impatto nelle località colpite
  • Numeri del terremoto
  • Impatto socio-economico
  • Interventi, gestione dell’emergenza e ricostruzione

La descrizione dell’impatto del terremoto del 23 novembre 1980 in alcune delle località più colpite anche attraverso foto d’epoca.

Il modello utilizzato per la realizzazione della story map è lo “Story Map Cascade℠” (https://storymaps.arcgis.com/en/app-list/cascade/) che consente di combinare testo narrativo con mappe, immagini e contenuti multimediali in un’esperienza di scorrimento a schermo intero molto coinvolgente.  In una story map di tipo “Cascade” le sezioni contenenti testo e media in linea possono essere intervallate da sezioni “immersive” che riempiono lo schermo con mappe, immagini e video, ideale per creare storie avvincenti e approfondite, facilmente consultabili dagli utenti.

Tra i contenuti più interessanti della story map c’è la mappa interattiva della Rete Sismica operativa nel 1980. Già dal 1954 l’Istituto Nazionale di Geofisica controllava circa 23 punti di osservazione divisi tra Osservatori base e Stazioni. Gli Osservatori erano delle strutture che collaboravano con l’ING e oltre ad avere la funzione di registrare ed elaborare gli eventi sismici, erano adibiti anche alla ricerca, mentre le stazioni si limitavano alla registrazione degli eventi ed erano generalmente locali messi a disposizione dalle Università e da Enti pubblici o privati.

La mappa interattiva dei punti di osservazione nel 1980 suddivisi in Osservatori (blu), Università (verde), Stazioni ING (arancio). Nella mappa è rappresentata anche la sismicità 1980-1981 nell’area epicentrale del terremoto del 23 novembre 1980.

Per il terremoto del 23 novembre 1980 non si riuscirono a fornire notizie precise e tempestive riguardanti l’esatta localizzazione dell’evento per mancanza di dati disponibili in tempo reale, dal momento che non esisteva un unico centro di raccolta e di elaborazione dati.

ll sismogramma del terremoto delle 19:34 del 23 novembre 1980 registrato alla stazione sismica ING di Duronia in provincia di Campobasso.

Un’altra importante testimonianza presente nella parte finale della story map è l’appello del Presidente della Repubblica Sandro Pertini sul ritardo dei soccorsi e sul perdurare dell’emergenza contenuto in un video di un servizio della RAI sui giorni successivi al terremoto.

Per la realizzazione della story map sono state utilizzate le seguenti fonti:
  • i dati sulla sequenza sismica del 1980 in Irpinia e Basilicata tratti dalla Scheda SPECIALE CAMPANIA dell’INGV;
  • I testi e i dati di impatto sono estratti dal volume: IL PESO ECONOMICO E SOCIALE DEI DISASTRI SISMICI IN ITALIA NEGLI ULTIMI 150 ANNI 1861-2011 di Emanuela Guidoboni e Gianluca Valensise;  
  • I dati macrosismici provengono dal Database macrosismico italiano 2015 (DBMI15 – https://emidius.mi.ingv.it/DBMI/ ).

La story map è stata inserita nella galleria StoryMaps & Terremoti ed è disponibile al seguente LINK.

A cura di Maurizio Pignone e Anna Nardi (INGV – Osservatorio Nazionale Terremoti)


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Porte aperte all’INGV il 30 ottobre

A due anni dal terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016 (magnitudo 6.5), l’evento più forte della sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) apre le porte delle sue sedi per presentare le attività di ricerca e servizio dell’Ente e per parlare di territorio e pericolosità.

Per l’occasione, seminari, esposizioni e visite guidate organizzate dai dipartimenti INGVAmbiente, INGVTerremoti e INGVVulcani saranno allestiti e disponibili nelle diverse sedi dell’Istituto in tutto il territorio nazionale. Di seguito i link alle pagine dei programmi per ognuna delle Sedi INGV che partecipa all’evento PORTE APERTE.

Programma Bologna 

Programma Catania 

Programma Grottaminarda – Locandina Grottaminarda 

Programma Milano 

Programma Napoli 

Programma Palermo 

Programma Porto Venere – Locandina Porto Venere

Programma Rende 

Programma Roma – Locandina Roma

Ad esempio nella sede di Roma saranno allestiti due percorsi divulgativi: il primo descriverà le attività dell’Istituto per il monitoraggio sismico e l’allerta maremoto con particolari approfondimenti sulla sequenza sismica in Italia Centrale; il secondo ci consentirà di visitare alcuni dei laboratori scientifici come il Laboratorio di Alte Pressioni e Alte Temperature, il Laboratorio di Geochimica dei Fluidi, il Laboratorio di Paleomagnetismo. Parallelamente ci saranno una serie di incontri con i ricercatori su tematiche che spaziano dai terremoti ai vulcani ed infine le visite alla Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami per conoscere da vicino cosa fanno i sismologi durante il servizio di sorveglianza e imparare a localizzare un terremoto.

Il programma di PORTE APERTE ALL’INGV nella sede di ROMA.

Nel percorso divulgativo saranno presenti anche le story maps e le mappe interattive che INGVterremoti ha prodotto in questi due anni per raccontare la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia.

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La sequenza sismica in Italia Centrale – story maps

A un anno dalla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia

Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, un anno di sismicità

In particolare la nuova mappa interattiva “Sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia, due anni di sismicità” dove sono visualizzati tutti gli eventi sismici di magnitudo maggiore o uguale di 2.3 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area dell’Italia Centrale. Sono oltre 6.400 i terremoti dal 24 agosto 2016 al 24 agosto 2018 di magnitudo maggiore o uguale di 2.3: nella mappa è possibile filtrare gli eventi per magnitudo, per periodo temporale e attivare il TIME SLIDER per creare un’animazione spazio-temporale.

Questa mappa è già disponibile nella galleria “Story Maps & Terremoti” che raccoglie le story maps dell’INGV per l’informazione, la didattica e la comunicazione sulla sismicità del nostro territorio e la riduzione del rischio sismico.

Approfondimenti sulla sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia sono disponibili su questa pagina (in continuo aggiornamento).


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Il 13 e 14 ottobre tornano in piazza i volontari di Io non rischio

Nel prossimo weekend IO NON RISCHIO torna in piazza per l’ottava edizione della campagna di comunicazione nazionale sui rischi naturali che interessano il nostro Paese. Sabato 13 e domenica 14 ottobre i volontari delle associazioni di protezione civile saranno impegnati a sensibilizzare i cittadini sul tema della prevenzione e a diffondere le buone pratiche di protezione civile.

Oltre 3.400 volontarie e volontari allestiranno punti informativi “Io non rischio” nelle principali piazze del territorio nazionale per rendere consapevoli i propri concittadini dei rischi terremoto, alluvione e maremoto, e di quanto è possibile fare, fin da subito, per ridurli.

La campagna IO NON RISCHIO è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze (ANPAS) e la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS) ed è realizzata in collaborazione con Regioni e Comuni.

Partner scientifici sono, inoltre Fondazione Cima, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria e IRPI-Istituto di Ricerca per la Protezione Idro-geologica.

Il cuore dell’iniziativa è il momento dell’incontro in piazza tra i volontari formati per diffondere la cultura della prevenzione del rischio e la cittadinanza. Protagonisti della campagna sono infatti i volontari e le volontarie di protezione civile – appartenenti a oltre 500 organizzazioni di volontariato, gruppi comunali e associazioni locali di tutte le regioni d’Italia – che si trasformano in uno strumento attivo di comunicazione sul rischio e delle buone pratiche di protezione civile. Fondamentale per questa campagna è quindi il ruolo attivo dei cittadini che possono scendere in piazza, incontrare i volontari e confrontarsi con loro.

L’elenco completo delle circa 300 piazze italiane interessate dall’evento il prossimo 13 e 14 ottobre è disponibile sulla pagina web ufficiale della campagna dove è possibile trovare anche ulteriore materiale informativo e promozionale.

L’INGV, come partner scientifico della campagna, ha contribuito e contribuisce attivamente alla ideazione e produzione dei materiali di comunicazione, alla formazione dei volontari che vanno in piazza sui rischi terremoto e maremoto e a tutte le numerose attività di comunicazione, tra le quali lo sviluppo delle mappe interattive per il portale www.iononrischio.it.

Per questa edizione sono state rielaborate le due mappe interattive dei Terremoti del passato e della Sismicità recente. In particolare è stata inserita una nuova funzionalità, il “TIME SLIDER” (cursore del tempo),  che permette di ottenere visualizzazioni della sismicità personalizzate per un determinato intervallo temporale. ed anche un’animazione dell’andamento spazio-temporale della sismicità.

Sul portale www.iononrischio.it sono disponibili tutte le informazioni sulla campagna e tutti i materiali (pieghevoli e schede dei rischi) che i volontari propongono ai cittadini nella giornata del 13 e 14 ottobre nelle piazze italiane.

Per promuovere e sostenere l’iniziativa attraverso i social si possono utilizzare gli hashtag ufficiali della campagna per il 2018: #iononrischio e #iononrischio2018 .

social


a cura di Concetta Nostro, Maurizio Pignone Romano Camassi, INGV.

SPECIALE 2017, un anno di terremoti

Nel corso del 2017 , grazie alla Rete Sismica Nazionale (RSN), l’INGV ha localizzato 44459 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 120 eventi al giorno, 5 ogni ora. Quindi, nel 2017 in Italia è stato localizzato un terremoto ogni 12 minuti dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV. In realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più. Parliamo naturalmente di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in Italia centrale (inferiore a 1.0 in molte aree), quando si installano delle reti più dense della RSN, come accaduto a partire dall’agosto 2016 nella zona tra Lazio, Umbria e Marche, l’INGV è in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

Tra i 44459 rilevati dalla RSN nel 2017, circa 37000 possono essere considerati delle repliche della sequenza in Italia centrale, iniziata il 24 agosto del 2016 e tuttora in corso. Il numero totale è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente (circa 53000, vedi Speciale 2016), a causa dei numerosissimi eventi in Italia centrale, ma molto più alto del 2015 e del 2014 (rispettivamente 15000 e 24300 circa, vedi Speciale 2015 e Speciale 2014).

Numero annuale di terremoti localizzati dall’INGV dal 2012 al 2017.

Qualche numero per i terremoti del 2017 in Italia e dintorni:

  • 5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);
  • 21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
  • 4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni  avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi.

Come si vede, quindi, quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2017 hanno magnitudo minore di 2.0, il che vuol dire che probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali).

Nella tabella qui sotto sono riportati tutti gli eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale di magnitudo pari o superiore a 4.0 sul territorio nazionale.

Data e Ora  Magnitudo  Provincia/Zona  Profondità (km)
18/1/17 10.25 5.1 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.14 5.5 Mw L’Aquila 10
18/1/17 11.15 4.7 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.16 4.6 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.24 4.0 ML L’Aquila 9
18/1/17 11.25 5.4 Mw L’Aquila 9
18/1/17 11.39 4.1 ML L’Aquila 10
18/1/17 12.07 4.1 Mw Rieti 11
18/1/17 14.33 5.0 Mw L’Aquila 10
18/1/17 16.16 4.3 Mw Rieti 9
18/1/17 20.32 4.2 Mw L’Aquila 11
3/2/17 4.47 4.0 Mw Macerata 7
3/2/17 5.10 4.2 Mw Macerata 7
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
27/4/17 23.16 4.0 Mw Macerata 8
22/7/17 4.13 4.0 Mw L’Aquila 13
11/8/17 4.38 4.3 Mw Costa Calabra occid. 230
21/8/17 20.57 4.0 Md Isola di Ischia 2
19/11/17 13.37 4.4 Mw Parma 22
4/12/17 0.34 4.0 Mw Rieti 8

Altri eventi di magnitudo maggiore di 4 sono stati rilevati dalla Rete Sismica Nazionale nei Paesi e nei mari intorno all’Italia, in particolare in Svizzera, in Bosnia e nel Mar Ionio.

L’andamento dell’attività sismica in Italia nel 2017 è dominato dall’evoluzione della sequenza in Italia centrale, come si evidenzia nel grafico qui sotto, nel quale sono rappresentati gli eventi sismici registrati mese per mese. Per comprendere l’impatto della sequenza iniziata ad agosto 2016 sulla sismicità complessiva, nel grafico sono rappresentati oltre al numero totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), anche il numero di eventi nell’area della sequenza (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Gli eventi sismici registrati mese per mese nel 2017: il numero mensile totale di eventi localizzati nel territorio nazionale (colonne in blu), il numero di eventi avvenuti nell’area della sequenza in Italia centrale (in rosso), il numero di eventi fuori dall’area della sequenza (in verde).

Come si vede, l’andamento della sismicità al di fuori dell’area della sequenza (colonne verdi) si mantiene piuttosto costante durante tutti i mesi dell’anno, con un numero mensile di eventi che oscilla tra i 400 e i 660. Il grafico sopra fa anche notare l’andamento in decrescita dell’attività relativa alla sequenza in Italia centrale (colonne rosse): dai circa 9000 eventi del mese di gennaio si passa a circa 1000 di dicembre 2017.

Ricordiamo che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dai sismologi in turno h24 nella Sala di sorveglianza sismica e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito web del Centro Nazionale Terremoti. In seguito, tutti i dati vengono rivisti dagli analisti sismologi, personale specializzato che rielabora i parametri di ogni singolo evento, che utilizzando un maggior numero di stazioni sismiche non disponibili in tempo reale, localizza anche altri microterremoti che non era stato possibile elaborare nella Sala di sorveglianza sismica. Questo è il motivo per cui il numero di terremoti localizzati in un anno varia, aumentando anche in maniera sostanziale, dalle elaborazioni della Sala di sorveglianza sismica a quelle finali del Bollettino Sismico italiano.

La sequenza in Italia centrale nel 2017

Come detto, la maggior parte dei terremoti italiani (oltre l’80%) è avvenuta nella zona interessata dagli eventi catastrofici del 2016. Proprio all’inizio del 2017, il 18 gennaio, la sequenza ha avuto una ripresa importante, con quattro terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 avvenuti nell’arco di pochissime ore in provincia dell’Aquila (settore meridionale della sequenza).

Mappa della sequenza sismica in Italia centrale nel 2017.

Le due figure sotto mostrano l’andamento temporale della sequenza in Italia centrale a partire dal 24 agosto 2016. Come si vede nel primo grafico, che riporta il numero giornaliero di tutti i terremoti localizzati (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra), la sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di gennaio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate. Negli ultimi mesi dell’anno, sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. La curva nera rappresenta il numero cumulato dei terremoti (scala sull’asse verticale a destra); le sue variazioni di pendenza si hanno in corrispondenza dei picchi principali di attività sismica: il primo  ad agosto 2016, quello alla fine di ottobre 2016 e quello a gennaio 2017. Quando la curva tende verso l’orizzontale, significa che il numero degli eventi giornalieri sta decrescendo, cosa che sta avvenendo dagli ultimi mesi del 2017. La curva nera tocca l’asse verticale di destra (corrispondente al 31 dicembre 2017) sopra quota 80000, che rappresenta il numero totale dei terremoti della sequenza 2016-2017 fino a quel momento.

La figura sotto riporta invece il numero giornaliero dei terremoti di magnitudo superiore a 2.0 (barre colorate, scala sull’asse verticale a sinistra). Si vede che nei giorni con maggiore attività sismica sono stati raggiunti valori superiori ai 400-500 eventi/giorno, mentre nel 2017 il numero è andato diminuendo rapidamente dal 18 gennaio, giorno in cui gli eventi sismici sono stati oltre 300 a qualche decina nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi a poche unità al giorno nella seconda metà dell’anno.

Nello stesso grafico, i punti neri rappresentano l’energia (momento sismico) rilasciata dai terremoti ogni giorno (scala sull’asse verticale a destra), secondo una scala logaritmica che va da 1013 Nm (valori pre-sequenza, vedi parte di sinistra del grafico) fino a 1018 – 1019 Nm nei giorni dei forti terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016. Anche nel grafico dell’energia si nota la tendenza al decremento descritto sopra, pur con delle variazioni giornaliere elevate. Negli ultimi mesi dell’anno il valore medio si è attestato intorno a 1014 Nm, quindi ancora superiore di un fattore ~5 rispetto ai valori pre-sequenza. La sequenza in Italia centrale va quindi considerata ancora attiva. A titolo di confronto, si ricorda che la sequenza dell’Aquila del 2009, iniziata con uno sciame a gennaio 2009, e culminata con l’evento principale del 6 aprile, è durata tecnicamente poco più di tre anni.

Il 18 gennaio

La mappa sotto riporta l’attività sismica del 2017  (in trasparenza ) con gli eventi sismici del 18 gennaio 2017 in evidenza. Si notano i quattro epicentri degli eventi principali (le stelle) allineati in direzione nord-sud, e gli altri eventi sismici intorno, compresi alcuni di magnitudo superiore a 4 (i quadrati). Come si vede, e come descritto in articoli precedenti, l’attività di gennaio ha interessato il settore più meridionale della sequenza iniziata ad agosto 2016, attivando il sistema di faglie dei Monti della Laga in Abruzzo. L’intero fronte della sequenza ha così raggiunto circa 80 km in direzione nord-sud. L’area che si è attivata a gennaio 2017 coincide con una zona che era stata attiva già durante la sequenza dell’Aquila del 2009, anche in quel caso con eventi di magnitudo inferiore a 5.5. La maggior parte dei geologi e sismologi ritiene che esista ancora un potenziale sismico elevato per questo settore dell’Appennino centrale ubicato tra le sequenze del 2009 e del 2016-2017, in considerazione della presenza di importanti faglie attive capaci di eventi sismici di magnitudo superiore a 6.

Gli eventi sismici registrati il 18 gennaio 2017 in gran parte nell’area meridionale della sequenza, in provincia dell’Aquila. Sullo sfondo tutti gli eventi della sequenza nel 2017.

Di seguito i link degli approfondimenti (articoli, video, animazioni, report) sulla sequenza sismica in Italia centrale pubblicati su questo blog nel 2017:

INGVterremoti EarthQuake Report (evento 18 gennaio M 5.5)

Animazione spazio temporale dal 24 agosto 2016 al 21 gennaio 2017 (22 gennaio 2017)

Rapporto sulle attività svolte dal Gruppo Bollettino Sismico Italiano relativo agli eventi tra il 17 gennaio e il 26 febbraio 2017

QUEST – Rilievo macrosismico in EMS98 per la sequenza sismica in Italia Centrale: aggiornamento dopo il 18 gennaio 2017

Relazione sullo stato delle conoscenze sulla sequenza sismica in centro Italia 2016-2017 (agg. 02 febbraio 2017)

La sismicità fuori dalla sequenza nel 2017 

Come tutti gli anni, quasi tutto il territorio nazionale è stato interessato da terremoti. Soltanto in Sardegna non sono stati rilevati eventi sismici nel corso del 2017, ma qualcuno è avvenuto nella vicina Corsica.

Se si considerano i terremoti di magnitudo pari o superiore a 4.0, si vede che la maggior parte è avvenuta all’interno della sequenza in Italia centrale (prevalentemente nelle province di Rieti, L’Aquila, Macerata), mentre alcuni eventi sono stati localizzati in Emilia Romagna (provincia di Parma, M 4.4 il 19 novembre), nel Mar Ionio e nel Mar Tirreno (M 4.3 con ipocentro profondo 229 km di fronte alla costa calabrese in provincia di Cosenza). Altri eventi di M≥4 sono stati localizzati in Svizzera, Albania, Montenegro, Bosnia-Herzegovina.

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Emilia Romagna e regioni limitrofe.

Tra gli eventi ben avvertiti dalla popolazione (magnitudo M≥3.5, ma inferiori a 4.0), oltre ai numerosi appartenenti alla sequenza in Italia centrale, ricordiamo: due eventi nell’area del Lago di Garda, dei quali uno in provincia di Brescia (Gargnano, il comune più vicino) e uno in provincia di Trento (Vallarsa); uno presso Gropparello, in provincia di Piacenza; uno nel Parmense (Bedonia); uno presso Castel del Rio (Bologna); due eventi in provincia di Perugia, a Campello sul Clitunno e a Spoleto; uno nella Marsica (Scurcola, AQ); in Puglia, un evento nell’entroterra foggiano (San Marco La Catola) e due in zona Gargano; in Campania, oltre al terremoto di Ischia del 21 agosto, di cui si dirà più avanti, un evento a Montesano sulla Marcellana (SA); in Calabria, alcuni eventi in mare, sia nel mar Ionio che nel mar Tirreno e uno molto profondo, 280 km al di sotto di Orsomarso (CS).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in Molise e nel Gargano.

Per finire, in Sicilia si sono verificati tre eventi con magnitudo M≥3.5: uno etneo (vicino a Ragalna, CT); uno in provincia di Enna (epicentro vicino a Troina) e uno in provincia di Palermo, vicino a Petralia Sottana. Numerosi i terremoti intorno alle coste siciliane, sia nel Canale di Sicilia, con uno sciame di fronte alle coste della provincia di Ragusa (tre eventi di magnitudo tra 3.5 e 3.8), sia nel mar Ionio e nel mar Tirreno (diversi eventi intorno alle Isole Eolie, uno vicino Ustica).

La mappa della sismicità localizzata nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale in nel Tirreno meridionale, Calabria e Sicilia nord-orientale.

La sismicità minore, che come si è detto è la più numerosa, si è concentrata in quasi tutte le regioni italiane, con numerose sequenze e sciami di piccoli eventi e di durata variabile da poche ore ad alcune settimane.

Il terremoto di Ischia del 21 agosto

Il terremoto avvenuto a Ischia il 21 agosto 2017, alle 20:57:51 (ora italiana) ha avuto una magnitudo Richter (o locale) ML pari a 3.6. La stima, inizialmente calcolata e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile poco dopo il terremoto, è stata inizialmente affiancata da una stima di magnitudo durata (Md), utilizzata nelle aree vulcaniche dove le caratteristiche geologiche e la spiccata attenuazione delle onde sismiche con la distanza, rende la magnitudo ML una stima non sempre attendibile. Successivamente, il calcolo del momento tensore dell’evento ha permesso di ottenere una stima più robusta della magnitudo. La magnitudo momento MW così determinata è pari a 3.9.

Eventi di questa magnitudo generalmente non costituiscono fonte di danni e tanto meno di crolli, ma in questo caso la profondità ipocentrale molto piccola (inferiore ai 2 km), le caratteristiche geologiche dei terreni, e probabilmente la scarsa qualità edilizia, hanno purtroppo determinato i crolli a Casamicciola (vedi articolo sui danni prodotti). Per ulteriori informazioni su questo terremoto si rimanda ai precedenti articoli su questo blog:

Tutti i terremoti di magnitudo maggiore o uguale di 2.0 sono disponibili in una story maps pubblicata nella galleria StoryMaps&Terremoti. Nell’applicazione è possibile selezionare i terremoti mese per mese ed interrogarli per conoscere le informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità.

La story maps sui terremoti del 2017 (link applicazione).

A cura di Maurizio Pignone, Alessandro Amato e Concetta Nostro (INGV – Centro Nazionale Terremoti).


Crediti dati

ISIDe Working Group (INGV, 2010), Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it


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Una mappa interattiva della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia

Ad un anno dall’evento sismico di magnitudo 6.5 del 30 ottobre 2016 la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia continua a far registrare numerosi terremoti ogni giorno nell’area. Una quarantina in media, ad esempio, gli eventi giornalieri registrati in questi ultimi giorni, tutti di magnitudo molto bassa con pochi terremoti superiori a magnitudo 2.0.  Dal 24 agosto ad oggi il numero di eventi ha ormai superato la quota di 78.500, la maggior parte di magnitudo inferiore a 2.0. Infatti se consideriamo solo gli eventi al di sopra di questa soglia sono poco più di 12.000.

Numero giornaliero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale e cumulata del numero degli eventi sismici nell’area della sequenza (aggiornamento 30 ottobre 2017).

La sequenza di Amatrice-Visso-Norcia è stata anche caratterizzata da diverse importanti fasi temporali a partire dal 24 agosto 2016 fino ai primi mesi del 2017. Queste fasi, ben evidenziate anche nei picchi degli istogrammi del numero giornaliero di terremoti (vedi grafico qui sopra), sono state ricostruite attraverso un video che mostra la distribuzione dei terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in 5 intervalli temporali con colori differenti:

  • dal 1 al 23 agosto 2016 (verde chiaro)
  • dal 24 agosto al 25 ottobre 2016 (giallo)
  • dal 26 al 29 ottobre 2016 (arancione)
  • dal 30 ottobre 2016 al 17 gennaio 2017 (rosso)
  • dal 18 gennaio al 31 marzo 2017 (blu)

Gli eventi sismici rappresentati sono solo quelli di magnitudo uguale o maggiore di 2.0. Le stelle bianche indicano gli epicentri dei terremoti più forti della sequenza con magnitudo uguale o maggiore di 5.0.

Questo video è stato presentato durante la giornata “Insieme per convivere con i terremoti“, organizzata dall’INGV in collaborazione con il Comune ad Amatrice, all’interno del percorso  divulgativo realizzato per mostrare le attività dell’Istituto durante l’emergenza e curato dai gruppi operativi e di ricerca dell’INGV.  Nel percorso è stato dato ampio spazio alle mappe e alle applicazioni multimediali per raccontare la sismicità e la pericolosità sismica. In particolare è stata presentata una mappa interattiva della sequenza che permette di visualizzare ed interrogare gli eventi sismici in base alla magnitudo e alle fasi temporali.

L’interfaccia della mappa interattiva della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia. Cliccare sulla mappa per accedere all’applicazione.

Nella mappa sono visualizzati tutti gli eventi sismici di magnitudo uguale o maggiore di 2.5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nell’area dell’Italia centrale interessata dalla sequenza sismica dal 1 agosto 2016 al 31 agosto 2017.  E’ possibile filtrare gli eventi per magnitudo e per periodo temporale attraverso delle selezioni predefinite: ad esempio, i terremoti maggiori\uguali di magnitudo 4.0, oppure gli eventi registrati tra il 26 e il 29 ottobre 2016. Alcuni filtri sono stati impostati in base alle fasi temporali della sequenza già descritte in precedenza.

Un esempio di applicazione di due filtri (uno sulla magnitudo ed uno temporale) sulla mappa. L’info-grafica mostra il numero di eventi come risultato dei filtri applicati.

Possono essere applicati anche più filtri, ad esempio uno sulla magnitudo ed uno temporale: un’info-grafica mostra il numero di terremoti risultanti dall’applicazione dei filtri e mostrati nella mappa. Inoltre è possibile in ogni momento interrogare ciascun terremoto sulla mappa per visualizzare le informazioni rispetto alla data, la magnitudo e la profondità ipocentrale.

Un’altra importante modalità di interazione è la possibilità di attivare il cursore TEMPO, una funzionalità che permette di impostare un’intervallo temporale personalizzato per la visualizzazione in mappa dei terremoti o per far partire una animazione scegliendo tra diverse velocità.

Il cursore TEMPO permette di creare delle animazioni della sequenza con intervalli temporali personalizzati .

La mappa interattiva è disponibile all’interno della galleria “story maps & terremoti” o direttamente al seguente link: http://arcg.is/1nfnHG.

a cura di Maurizio Pignone, INGV-Centro Nazionale Terremoti.

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