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Il 12 e 13 ottobre la nona edizione di Io Non Rischio

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Il 12 e 13 ottobre 2019 in centinaia di piazze italiane torna la campagna nazionale di comunicazione “Io Non Rischio”, giunta alla sua nona edizione.  Migliaia di volontari di associazioni di protezione civile, dopo aver seguito, nei mesi scorsi, un percorso formativo comune, coordinato dalle rispettive Regioni e realizzato da una rete di “formatori” esperti, anch’essi volontari, saranno presenti nelle loro realtà locali per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali presenti sul territorio e renderli responsabili e attivi nella riduzione di tali rischi.

Insieme ai consueti punti informativi nelle piazze, in molte realtà saranno organizzate iniziative collaterali, in particolare veri e propri percorsi di trekking urbano, alla scoperta delle tracce dei rischi che caratterizzano il territorio.

Lo slogan che identifica la campagna “Io Non Rischio” è l’affermazione di un proposito ben preciso, è una dichiarazione di intenti che ogni cittadino e ogni comunità può fare come parte attiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile, così come previsto dal nuovo “Codice”.

I temi affrontati dalla campagna, oltre a quelli ormai consolidati (terremoto, maremoto, alluvione), si arricchiscono quest’anno del rischio vulcanico in una versione sperimentale per l’area flegrea – che sarà realizzata sabato 19 ottobre -, in occasione dell’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2019” prevista dal 16 al 20 ottobre.

Volontari della Campania “a lezione” di Io non rischio Vulcano Campi Flegrei in vista dell’esercitazione

La campagna IO NON RISCHIO, che quest’anno apre la “Settimana della Protezione Civile”, è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile, da INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ANPAS – Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze, Fondazione CIMA e ReLUIS – Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismicaed è realizzata in collaborazione con Regioni e Comuni.

L’INGV, come promotore  e partner scientifico della campagna, ha contribuito e contribuisce attivamente alla ideazione e produzione dei materiali di comunicazione, alla formazione dei volontari che vanno in piazza sui rischi terremoto e maremoto (da quest’anno anche sul rischio vulcanico) – fornendo direttamente alle associazioni spunti e materiali per la progettazione degli allestimenti di piazza –  e a tutte le numerose attività di comunicazione, tra le quali lo sviluppo delle mappe interattive per il portale www.iononrischio.it.

L’elenco delle centinaia di piazze italiane interessate dall’evento il prossimo 12 e 13 ottobre è disponibile – in costante aggiornamento – sulla pagina web ufficiale della campagna dove è disponibile ulteriore materiale informativo.

Per promuovere e sostenere l’iniziativa attraverso i social si possono utilizzare gli hashtag ufficiali della campagna per il 2019: #iononrischio e #iononrischio2019.

social

Problemi tecnici lista web terremoti.ingv.it [risolto]

[AGGIORNAMENTO 08-10-19 ore 14:30] i problemi tecnici sono stati risolti ed il servizio di aggiornamento ripristinato.

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Il servizio di aggiornamento in tempo reale della lista terremoti terremoti.ingv.it non sarà garantito nelle prossime ore,  in seguito ad un distacco improvviso di corrente elettrica ed al conseguente danneggiamento di alcuni server.

Le informazioni in tempo reale sono in ogni caso garantite al Dipartimento di Protezione Civile attraverso i consueti protocolli di comunicazione concordati.

Sono operativi per tutti sia il canale Twitter @ingvterremoti che la pagina Facebook (per eventi di magnitudo superiore a 2.5) mentre sarà possibile reperire sul blog ingvterremoti.wordpress.com informazioni più dettagliate su eventuali terremoti di magnitudo superiore a 4.0.

Ci scusiamo per il disservizio.

Le iniziative INGV per la notte Europea dei Ricercatori

Mancano pochi giorni al prossimo appuntamento della Notte Europea dei Ricercatori. I ricercatori INGV, a fianco dei colleghi di Università ed Enti di ricerca, animeranno, Venerdì 27 settembre, le piazze di BolognaPisaLuccaMilanoL’AquilaPalermoNapoli e Catania.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, finanziate dal programma Horizon 2020, nasce per diffondere la cultura scientifica e incentivare le professioni della ricerca creando occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini. Ogni anno dal 2005, l’ultimo venerdì del mese di settembre, i ricercatori incontrano il pubblico per raccontare il proprio lavoro aprendo i laboratori e occupando le strade e le piazze di centinaia di città in tutta Europa.

Per il biennio 2018-2019 la Commissione Europea ha scelto e finanziato 55 progetti fra le 128 proposte ricevute. Ben nove di questi progetti sono italiani e coinvolgono 116 città del nostro paese (www.nottedeiricercatori.it).

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Farsi conoscere, raccontare la propria ricerca, avvicinare ed incuriosire le future generazioni sono le motivazioni che spingono ogni anno i ricercatori dell’INGV a partecipare con entusiasmo alla Notte Europea dei Ricercatori. Il nostro Istituto è tra i promotori del progetto SOCIETY, ed è partner locale in molte città nell’ambito dei progetti  BRIGHT,  SHARPER.

Insomma, le occasioni per parlare di vulcani, terremoti e ambiente non mancheranno. Venite a trovarci? Ecco dove saremo:

italia
Le città coinvolte dalla Notte dei Ricercatori dove l’INGV sarà presente

Vediamo insieme i programmi!

Partiamo da Palermo, dove dalle 19.00 alle 24.00, nel Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61), sarà allestito uno stand espositivo in cui l’INGV proporrà il VOLCANO LAB Vulcani e Terremoti: tweet dall’interno della Terra!. I ricercatori mostreranno un modello di vulcano e il funzionamento di un sismografo e illustreranno le caratteristiche dell’attività vulcanica e sismica del nostro territorio attraverso strumenti multimediali e campioni di rocce vulcaniche siciliane. Si illustreranno le caratteristiche geologiche del nostro Paese e la carta della pericolosità sismica in Italia.

Programma

palermo
Postazione INGV della Sezione di Palermo alla Notte della Ricerca 2018

Catania, l’Osservatorio Etneo apre le porte ai cittadini per incontrare ricercatori e tecnici che, con passione e professionalità, osservano, monitorano e studiano i vulcani attivi siciliani.

La prima parte del pomeriggio è dedicata ai più piccoli, bambini della scuola primaria, previa prenotazione, potranno partecipare al laboratorio sull’osservazione delle rocce vulcaniche, finalizzato alla comprensione di aspetti e peculiarità dei vulcani.

La seconda parte del programma è rivolta a tutti, studiosi, curiosi e appassionati, che potranno incontrare e conversare con alcuni dei ricercatori dell’Osservatorio Etneo, partecipando ad una o più conferenze che inizieranno a partire dalle ore 19:30.

Durante l’evento sarà possibile visitare la Sala Operativa dell’osservatorio, luogo di particolare attrattiva per conoscere le attività di sorveglianza e monitoraggio che l’istituto conduce, ormai, da parecchi anni. Inoltre, per l’occasione, saranno allestiti spazi espositivi dove osservare alcuni degli strumenti che permettono una efficace ed efficiente sorveglianza del vulcano Etna.

Programma

La sezione di Napoli dell’INGV partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto nazionale SHARPER. La manifestazione principale si terrà il giorno 27 settembre e sarà preceduta da una serie di eventi pre-notte. Tra questi, una mattinata informativa sul cambiamento climatico per gli studenti delle scuole superiori che si terrà il 24 settembre presso la facoltà di Architettura, a Palazzo Gravina; gli organizzatori sono INGV, INAF, DIARC e DISTAR dell’Università Federico II.

Per la serata del 27 settembre, dalle 18 alle 23 circa, l’INGV sarà presente all’Accademia di Belle Arti e in Piazza del Gesù a Napoli, e al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, a Portici.

A Piazza del Gesù l’INGV Osservatorio Vesuviano sarà presente con attività laboratoriali e dimostrazioni scientifiche incentrate sul vulcanismo napoletano e sul monitoraggio dei vulcani. Per celebrare il 50° anniversario dell’uomo sulla Luna, ci sarà un approfondimento sui lunamoti, studio cominciato già nel 1969 con l’installazione del primo sismografo lunare.

All’Accademia di Belle Arti sarà presente una postazione INGV in collaborazione con il CNR-IGAG e il DST dell’Università di Roma Sapienza dedicata al gas Radon e al progetto Respire.

Infine, nel Museo di Pietrarsa, alle ore 20.00 il ricercatore Giovanni Ricciardi dell’INGV OV dialogherà sul tema delle catastrofi con storici del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università Federico II.

Programma

napoli
Napoli, attività divulgativa presso postazione INGV Osservatorio Vesuviano

Roma la Notte Europea dei Ricercatori verrà celebrata qualche giorno dopo: il 29 settembre 2019 ricorrono i vent’anni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La ricorrenza sarà ricordata nella sede nazionale dell’INGV a partire dal 29 settembre, 30 settembre e 1 ottobre a Roma. Per questo motivo a Roma la notte europea dei ricercatori si svolgerà domenica 29 settembre 2019 con un open day aperto al pubblico dalle 10 alle 19. Durante l’open day il pubblico potrà visitare cinque percorsi tematici: Ambiente, Terremoti, Vulcani, assistere a cicli di conferenze su diversi temi scientifici con un intermezzo con musica dal vivo, visitare la sala di monitoraggio sismico e di allerta tsunami. In ciascun percorso ci sarà un’area gioco dedicata a bambini e ragazzi. Maggiori informazioni e programma completo degli eventi al link:

Programma

roma
Sala di monitoraggio della sede di Roma

Il progetto SHARPER coinvolgerà anche la città di L’Aquila. I ricercatori INGV saranno presenti in Piazza Duomo a partire dalle ore 17:00 con INGV EXPERIENCES per divertire  i bambini con il laboratorio Costruisci un vulcano, anzi due, con il nuovo gioco di società Escape Vulcano e con la favola del Drago Aidar. Ci sarà poi l’angolo A Restless Planet, dove  i visitatori saranno accolti con la sala sismica virtuale in tempo reale; sarà anche possibile approfondire i temi di terremoti e vulcani con exhibit, pannelli esplicativi, video interattivi. Le attività con le scuole prevedono due appuntamenti: il vulcanologo Gianfilippo De Astis terrà la conferenza Stromboli, un vulcano irrequieto (Auditorium del Parco, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), per ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado. Si andrà alla scoperta di uno dei vulcani più attivi al mondo, che gli antichi chiamavano il “faro del Mediterraneo” per via della sua attività eruttiva persistente, detta appunto “stromboliana”.  Il sismologo Gianluca Valensise, con Perchè i terremoti fanno danni? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado, illustrerà come la vulnerabilità dei centri storici aumenti al crescere del tempo trascorso dall’ultimo forte terremoto: un fenomeno dovuto sia all’invecchiamento degli edifici, sia a una sorta di “smemorizzazione” che di fatto limita gli interventi di miglioramento sismico.

Infine, Lucilla Alfonsi, esperta di geomagnetismo e ionosfera, terrà la conferenza Tempeste solari e GPS: esiste il rischio di perdere la rotta? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 18.30) e racconterà tutti i segreti delle tempeste solari e di come possano influire sul funzionamento dei sensori GPS che ciascuno di noi ha nello smartphone.

Programma

 

Programma per le scuole

 

Conferenze pomeridiane

aquila
Edizione Sharper a L’Aquila 2018

Salendo in Toscana, i ricercatori INGV partecipano alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto Bright. Il filo conduttore delle attività proposte a Pisa sono i vulcani. Lo STAND DELLA RICERCA, in Largo Ciro Menotti, From Marsili to Mars: Vulcani dagli abissi allo spazio darà ai visitatori la possibilità di navigare nei fondali del Mar Tirreno alla scoperta dei vulcani sottomarini per poi volare su Marte ad esplorare il Mons Olympus, la montagna più elevata del sistema solare. Non mancherà un aggiornamento sulle due eruzioni parossistiche che hanno recentemente interessato l’isola di Stromboli e sulle attività che l’INGV affronta in stato di emergenza. Al Chicchessia – Piazza Chiara Gambacorti – alle 19:30 si parlerà inoltre di come le grandi eruzioni vulcaniche del passato abbiano influenzato la storia dei popoli con l’APERITIVO DELLA RICERCA Quell’anno successe che….

Lucca, all’interno del Chiostro di San Francesco, il tema dell’esposizione è Quando gli abissi raccontano il clima: un viaggio nel tempo che ripercorre i cambiamenti climatici della Terra ricostruiti grazie agli indizi che hanno lasciato nelle concrezioni di grotta e nei sedimenti dei fondali marini.

Programma

pisa
Pisa, Largo Ciro Menotti, edizione Bright 2018

L’INGV sarà presente anche a Bologna dove la Notte Europea dei Ricercatori è animata dal progetto SOCIETY. Venerdì 27 settembre dalle 18.00 a mezzanotte, saremo in via Zamboni e proporremo uno sguardo sul nostro pianeta irrequieto, per raccontare diversi processi geologici attraverso exhibit, filmati e semplici attività interattive adatte anche ai bambini. Quest’anno, una particolare attenzione verrà data all’isola di Stromboli e alle due eruzioni parossistiche che sono avvenute nel corso dell’estate.

Alle 22 presso la Scuderia di Piazza Verdi, proporremo insieme ai filosofi dell’Università di Bologna una conversazione pubblica fra scienza e filosofia: insieme ai partecipanti cercheremo di valutare se, come e quando il parere esperto è utile e necessario a guidare le scelte della società civile.

Programma

bologna
Bologna, la postazione dell’INGV nell’edizione 2018

Milano, INGV torna per la quinta volta consecutiva alla Open Night del Museo della Scienza e Tecnologia, che quest’anno celebra i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. Nell’incontro Draghi, pendoli e sismometri si parlerà della storia della sismologia, del contributo di Leonardo allo studio dei terremoti e degli accorgimenti antisismici che egli disegnò.

I numerosi progetti che animeranno la Notte Europea dei Ricercatori sono il risultato dello sforzo congiunto di ricercatori che appartengono a tutti i principali enti di ricerca insieme agli atenei più prestigiosi. Scopri di più esplorando i siti del progetto più vicino a te!


BRIGHT

BRIGHT significa “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in research” e simboleggia l’aspetto positivo dell’attività di ricerca e un messaggio di fiducia al grande pubblico. Il progetto è volto a migliorare la visibilità e la percezione del lavoro dei ricercatori tra la cittadinanza della Regione Toscana. BRIGHT porterà circa 1500 ricercatori nelle strade del centro storico di 14 città, e aprirà le porte dei laboratori ai cittadini. Bright è promosso da una squadra ormai consolidata che comprende, oltre alla Regione Toscana, le Università di Siena, Firenze e Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola IMT Alti Studi Lucca, il CNR (area della ricerca di Pisa), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Sezione di Pisa).

Il progetto BRIGHT è finanziato dalla Commissione Europea – Azioni Marie Skłodowska-Curie – H2020-MSCA-NIGHT-2018 – G.A. 818515.

SHARPER

SHARPER (SHAring Researchers’ Passions for Evidences and Resilience) è il progetto nazionale della Notte Europea dei Ricercatori che trasforma le città in laboratori a cielo aperto, i laboratori di ricerca in piazze e i luoghi storici in contesti da esplorare insieme ai ricercatori. In questi spazi SHARPER creerà occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini con oltre 600 iniziative realizzate da più di 4000 ricercatori in 12 capoluoghi di provincia di 8 regioni accomunati dalla passione per la ricerca e la scoperta. La collaborazione con 250 partner culturali ed enti di ricerca nazionali e internazionali è la base per raccontare la passione dei ricercatori per le sfide complesse e la ricerca di soluzioni efficaci che riguardano ogni cittadino. Sfide e soluzioni raccontate attraverso formati innovativi che vanno dai giochi di ruolo ai trekking urbani, e parlano di ricerca di base e innovazione tecnologica. Le iniziative di Shaper 2019 si caratterizzano per l’interdisciplinarietà e la collaborazione tra ricercatori degli ambiti più diversi e sono tutte inserite nel programma ufficiale dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

SOCIETY

How do you spell RESEARCH? SOCIETY – Science, histOry, Culture, musIc, Environment, arT, technologY. Il progetto si propone di esplorare le possibili intersezioni tra scienza, cultura e società. Un obiettivo che si riflette in un aspetto distintivo del territorio: a Bologna il sistema della ricerca è da sempre fortemente integrato e interdisciplinare, grazie alla compresenza locale dei principali enti di ricerca nazionali, del centro di supercalcolo nazionale, insieme all’ateneo bolognese, fra i più antichi e prestigiosi in Italia. Il progetto, che si sviluppa lungo tutto il mese di settembre con un ricco calendario, si avvale della collaborazione con le principali realtà culturali, territoriali e associative del territorio.

Il progetto Society, coordinato dal Consorzio Interuniversitario CINECA è proposto da Università di Bologna, Consiglio Nazionale delle Ricerche Area di Bologna (CNR), Istituto nazionale di Fisica Nucleare (INFN) Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ComunicaMente, è stato finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, Grant Agreement n. 819090.

L’osservatorio della Faglia Alto-Tiberina – The Alto Tiberina Near Fault Observatory (TABOO)

TABOO è un osservatorio geofisico dell’INGV a carattere multidisciplinare, progettato per lo studio dei processi di deformazione attivi lungo un sistema di faglie estensionali dell’Appennino Settentrionale e dei processi di preparazione dei terremoti.

Le faglie sono complessi sistemi naturali le cui proprietà meccaniche evolvono nel tempo. La raccolta di dati ad alta risoluzione spaziale e temporale, provenienti da diverse discipline, è quindi lo strumento principale per la descrizione e la modellazione dei processi chimico-fisici che a differenti scale controllano il processo di fagliazione e, verosimilmente, di genesi dei terremoti. Per queste ragioni, sin dal 2010 l’INGV ha investito risorse finanziare e umane nella creazione di un’infrastruttura di ricerca che attraverso un monitoraggio permanente, di dettaglio e multi-parametrico di un sistema di faglie attive, potesse consentire di affrontare aspetti fondamentali della tettonica e della fisica della sorgente sismica (Fig. 1).

Figura 1. Mappa dell’area di studio (da Chiaraluce et al., 2014a). Sx) Rete multidisciplinare TABOO; vedi legenda per significato simboli. In rosso la zona di emersione dell’ATF. Il riquadro al centro è uno zoom dell’area quadrata identificata in mappa con la linea nera, con schematizzata la distribuzione dei 3 siti dove durante il progetto GLASS sono stati perforati pozzi superficiali 200-250 m, nei quali sono stati installati sensori sismici (Collettini and Chiaraluce, 2013; Chiaraluce et al., 2014b). Dx) I quadrati rossi rappresentano gli epicentri macrosismici dei principali terremoti storici dall’anno 1000 in poi. Ricordiamo che nel catalogo storico non ci sono eventi sismici che possono essere messi in relazione diretta all’attivazione di tutta la faglia ATF (M7). Mentre i punti neri sono gli epicentri strumentali dei terremoti avvenuti nel periodo 1995-2010 (da ISIDE). I meccanismi focali in blu sono riferiti agli eventi sismici con magnitudo M>5, mentre gli altri sono degli eventi con magnitudo 2.9<ML<3.2.

Il sistema di faglie monitorato è quello dell’Alta Valle del Tevere, dominato in profondità dalla presenza di una grande faglia normale a basso angolo d’immersione (15°-20°), nota in bibliografia con il nome di Faglia Alto Tiberina (ATF; Fig. 2). L’ATF è una faglia che per le sue dimensioni (60 x 30 km) potrebbe generare un forte terremoto, fino a magnitudo 7. L’assenza di un evento di tali dimensioni nei cataloghi di sismicità storica, la particolare geometria dell’ATF, ossia il basso angolo di immersione inferiore 30° che ne fa una struttura geologica sfavorevolmente orientata per la riattivazione rispetto al campo di sforzi regionale, e la continua e costante occorrenza di piccoli terremoti, con occasionali eventi di moderata grandezza (fino a magnitudo M 5.5; Gubbio 1984), fa dell’Alta Valle del Tevere un laboratorio naturale per lo studio delle modalità con cui le faglie accomodano la deformazione tettonica.

Figura 2. Sismicità dell’area di studio relativa al periodo 2010-2015 (da Valoroso et al., 2017). SX) Epicentri in mappa con meccanismi focali degli eventi con magnitudo 2.9<ML<3.2. In rosso la traccia in superficie dell’ATF e in verde della faglia di Gubbio. DS) Sezioni verticali che mostrano come la distribuzione in profondità degli eventi sismici (distanti +/-2.5 km dalla traccia della sezione), definisca una struttura geologica immergente a Est che coincide con l’ATF, cosi come ricostruita dalla interpretazione dei profili di sismica a riflessione dell’area (Mirabella et al., 2011 e relative referenze).

È proprio grazie all’alta risoluzione spazio-temporale delle reti geodetiche e sismologiche che lungo l’ATF è stata documentata l’occorrenza di uno slow slip event (terremoto lento) che ha causato una estensione di ~5 mm nei primi sei mesi del 2014, (Gualandi et al. 2017) ed è sempre lungo l’ATF che la modellazione della deformazione geodetica prevede che alcune porzioni di questa grande faglia siano in creeping (scorrimento asismico sul piano di faglia; Anderlini et al., 2016).

Figura 3. (a) Evoluzione della deformazione geodetica (linea rossa) ottenuta dall’analisi delle serie temporali di spostamento GPS rispetto al numero cumulato di terremoti relativi ad uno sciame sismico iniziato a fine 2013 (linea verde). (b) Momento sismico equivalente calcolato dai dati geodetici (linea rossa) rispetto al momento sismico rilasciato (linea verde) dai terremoti relativi allo sciame sismico. (c) Slip cumulato nei 6 mesi dalla fine del 2013 sulle faglie normali ad alto angolo presenti nel tetto (hangingwall) dell’ATF su cui è avvenuto il terremoto lento (slow-slip). Le frecce e i cerchi colorati indicano gli spostamenti cumulati nelle componenti orizzontali e verticale.

Inoltre la zona monitorata da TABOO è stata interessata negli scorsi decenni da un ragguardevole numero di indagini geofisiche, quali prospezioni sismiche e perforazioni di pozzi profondi alcuni chilometri (fino a 5 km; vedi Deep boreholes ENI in Fig. 1), finalizzate alla ricerca di idrocarburi. Queste esplorazioni hanno consentito la ricostruzione accurata delle litologie presenti nei primi chilometri di crosta superficiale, il corrispondente campo di velocità (almeno per le onde P) in 3-dimensioni e la presenza di fluidi (soprattutto anidride carbonica CO2) in sovrappressione. Tutti elementi che arricchiscono ulteriormente l’interesse per lo studio di questa porzione di territorio; soprattutto la presenza di fluidi in pressione. Le modalità del coinvolgimento dei fluidi nella genesi e nell’evoluzione della sismicità è infatti un elemento molto esplorato, anche se le osservazioni dirette a riguardo sono ancora limitate. Nel video qui sotto mostriamo il degassamento di CO2 osservabile al sito di Umbertide, dove allo scopo di monitorarne il flusso nel tempo, è stata installata una delle stazioni geochimiche di misura.

Emissione gassosa di CO2 presso Umbertide. Sul sito è installata una stazione di misura del flusso di CO2, che viene emessa in misura di alcune tonnellate al giorno.

L’infrastruttura tecnologica

Attraverso il contributo congiunto derivante da fondi di progetto internazionali, fondi istituzionali allocati alle diverse sezioni dell’INGV che contribuiscono a TABOO (ONT – Roma1 – Palermo), sono state costruite nell’area di studio, a partire dal 2010 fino ad oggi, decine di nuovi siti equipaggiati con strumentazione per il monitoraggio, a complemento delle già esistenti stazioni di misura permanenti delle reti nazionali INGV (vedi Fig. 1). In queste stazioni remote sono (quando possibile) co-locati sensori sismici (a 3 componenti, a corto e/o lungo periodo e accelerometrici), geodetici (antenne GPS e diffusori satellitari passivi) e geochimici (Radon, CO2 e meteo). È importante ricordare che alcuni di questi moderni sensori (come i misuratori di emissioni gassose e i diffusori satellitari) sono prototipi interamente costruiti presso l’INGV.

Tutte le stazioni sono alimentate da pannelli fotovoltaici e sono collegate in tempo reale attraverso un sistema dedicato di antenne radio Wi-Fi a un centro di acquisizione dati dell’INGV, ubicato nella sede di Ancona, da dove sono inviati anche alla sede INGV di Roma. Nella foto sopra è visibile una delle stazioni di Gubbio (sigla TB01).

In questo modo ci sono due sistemi di archiviazione in due differenti centri, in modo da creare un sistema ridondato e quindi più sicuro. Tutti i dati acquisiti seguono una politica open access, ossia sono resi immediatamente disponibili a tutta la comunità scientifica e non, nazionale ed internazionale, attraverso portali web dedicati, in formati standard decisi in ambiti internazionali.

Attraverso progetti di ricerca all’avanguardia in Europa e nel mondo, con TABOO si sviluppano continuamente moderne metodologie di installazione di sensori sia sismici che di deformazione (strainmeter), all’interno di pozzi della profondità di alcune centinaia di metri.

Il progetto GLASS (ERC-EU; Collettini and Chiaraluce; 2013) è un esempio di una delle prime fasi di questa implementazione infrastrutturale, culminata con la creazione di un seismic array (antenna sismica) in pozzo, unico in Europa in ambiente non industriale, attraverso il quale si può studiare la fisica della sorgente di piccolissimi terremoti (con magnitudo negativa) e monitorare l’occorrenza di un più ampio spettro di transienti di deformazione. Nella foto sopra un momento della fase di installazione di una sonda (velocimetrica a 3C con periodo naturale a 2HZ), in uno dei pozzi profondo 200 m. Il progetto GLASS si è dedicato dello studio delle condizioni per cui si generano processi sismici e/o asismici su faglie, attraverso l’integrazione di dati ad alta risoluzione di fenomeni deformativi osservati sia in ambienti naturali che non, ossia in laboratorio. L’altissima risoluzione delle osservazioni acquisite con le stazioni sismiche TABOO installate in pozzo fa si che questa infrastruttura rappresenti l’osservatorio naturale ideale, complementare alla componente di studio della meccanica dei terremoti attualmente in fase di grande sviluppo, all’interno di laboratori, in quanto consente un avvicinamento tra le scale di osservazione.

Un altro esempio di implementazione e innovazione tecnologica è rappresentato dal progetto STAR (A Strainmeter Array Along the Alto Tiberina Fault System, Central Italy), finanziato di recente dall’International Continental Scientific Drilling Program (ICDP) che attraverso il finanziamento di 6 nuove perforazioni di pozzi della profondità di 80-180 m, dove installare strumentazione sia sismica che geodetica (https://www.icdp-online.org/projects/world/europe/northern-apennines-italy/), ha contestualmente riconosciuto la rilevanza scientifica dello studio delle faglie normali a basso angolo. La strumentazione che sarà installata in questi nuovi siti è stata invece donata all’INGV dal National Science Fundation degli Stati Uniti come prosecuzione del progetto MASS (Measuring aseismic fault slip).

TABOO in Italia e in Europa

La disponibilità di infrastrutture di ricerca all’avanguardia e aperte allo scambio scientifico tra le diverse discipline, è oggi di fondamentale importanza per l’ottenimento di finanziamenti internazionali. I progetti di ricerca nazionali ed internazionali finanziati all’INGV attraverso TABOO ne sono un esempio (Progetti “premiali” del MIUR, progetti europei GLASS-ERC, EPOS, NERA, SERA, RISE, STAR, TECTONIC-ERC).

TABOO è mappata tra le infrastrutture di ricerca di punta in Europa come uno dei Near Fault Observatory Europei (https://www.epos-ip.org/data-services/community-services-tcs/near-fault-observatories), coordinati attraverso Il progetto EPOS (European Plate Observing System; http://www.epos-eu.org/). L’elevato grado di rilevanza scientifica riconosciuto a questi osservatori naturali ha fatto sì che il concetto di laboratorio naturale sia stato di recente formalizzato anche nella comunità dell’Osservazione della Terra (Earth Observation) grazie all’iniziativa dei Supersites, che ha definito i cosiddetti Geohazards Natural Laboratories distribuiti in specifiche aree di tutto il mondo, caratterizzate da un alto rischio sismico, e dove quindi si concentrano i dati acquisiti da sensori su piattaforma satellitare.

Insieme alla ricerca di base, TABOO rappresenta anche un importante strumento per la creazione di prodotti software per l’analisi di dettaglio e in tempo quasi reale di molteplici parametri geofisici caratterizzanti delle sequenze sismiche. Pacchetti che una volta ottimizzati, sono utili anche alle attività istituzionali inerenti il servizio di monitoraggio e analisi che l’INGV espleta presso l’Osservatorio Nazionale dei Terremoti e il Centro Pericolosità Sismica, e quando queste divisioni dell’Ente si interfacciano con Protezione Civile, Società Civile e Media.

TABOO rappresenta quindi oggi un laboratorio naturale all’avanguardia nel panorama internazionale dove i migliori giovani scienziati di tutto il mondo possono recarsi a testare le loro idee sulla fisica che sta alla base dei processi di generazione dei terremoti. Un processo virtuoso che consente insieme all’incremento qualitativo della attività di ricerca scientifica italiana dell’INGV e al miglioramento dell’efficacia e l’efficienza del nostro sistema di osservazione, di migliorare il posizionamento internazionale del nostro paese nella ricerca sui terremoti.

A cura di Lauro Chiaraluce in collaborazione con Antonio Caracausi, Marco Cattaneo, Raffaele Di Stefano, Antonio Piersanti e Enrico Serpelloni, INGV.

Bibliografia

Anderlini, L., E. Serpelloni, and M. Belardinelli (2016), Creep and locking of a low-angle normal fault: Insights from the Altotiberina fault in the Northern Apennines (Italy), Geophys. Res. Lett., 43, 221–4329, doi:10.1002/2016GL068604.

Chiaraluce, L., Amato, A., Carannante, S., Castelli, S., Cattaneo, M., Cocco, C. Collettini, E. D’Alema, R. Di Stefano, D. Latorre, S. Marzorati, F. Mirabella, G. Monachesi, D. Piccinini, A. Nardi, A. Piersanti, S. Stramondo, L. Valoroso (2014). The Alto Tiberina Near Fault Observatory (northern Apennines, Italy). Annals of Geophysics, 57, S0327. https://doi.org/10.4401/ag-6426.

Chiaraluce, L., Collettini, C., Cattaneo, M., & Monachesi, G. (2014). The shallow boreholes at the Altotiberina near fault Observatory (TABOO; northern Apennines of Italy). Scientific Drilling, 17, 31–35. https://doi.org/10.5194/sd-17-31-2014.

Collettini C. and L. Chiaraluce (2013). Integrated Laboratories to Study Aseismic and Seismic Faulting. Vol. 94 N. 10, EOS, TRANSACTIONS, AMERICAN GEOPHYSICAL UNION, 97–104.

Gualandi, A., Nichele, C., Serpelloni, E., Chiaraluce, L., Anderlini, L., Latorre, D., Belardinelli, M.E. & Avouac, J.P., 2017. Aseismic deformation associated with an earthquake swarm in the northern Apennines (Italy),

Geophys. Res. Lett., 44, doi:10.1002/2017GL073687.

Mirabella, F., F. Brozzetti, A. Lupattelli, and M. R. Barchi (2011), Tectonic evolution of a low‐angle extensional fault system from restored cross‐sections in the Northern Apennines (Italy), Tectonics, 30, TC6002, doi:10.1029/2011TC002890.

Valoroso, L., Chiaraluce, L., Di Stefano, R. and Monachesi, G. (2017). Mixed-mode slip behaviour of the Altotiberina low-angle normal fault system (Northern Apennines, Italy) through high-resolution earthquake locations and repeating events. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 122. https://doi.org/10.1002/2017JB014607.


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1999-2019 Vent’anni dell’INGV in viaggio verso il futuro: l’evoluzione delle geoscienze

29 settembre?

Certo, direte voi! La canzone di Lucio Battisti, chi non la ricorda? Ma noi dell’INGV il 29 settembre lo ricordiamo per un’altra ragione.Il 29 settembre 1999 nasceva il nostro Istituto che quest’anno festeggia i suoi 20 anni.

Per festeggiare tutti insieme la ricorrenza, l’INGV organizza una serie di incontri, convegni e presentazioni che si svolgeranno nelle diverse sedi dell’Ente. A Roma, Domenica 29 Settembre 2019, presso la sede di via di Vigna Murata 605, ci sarà un Open Day aperto al pubblico dalle 10 alle 19.

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