Archivi categoria: Il terremoto dell’Aquila del 2009

Terremoti, Comunicazione, Diritto. Riflessioni sul processo alla “Commissione Grandi Rischi”

È uscito in questi giorni il volume Terremoti, comunicazione, diritto. Riflessioni sul processo alla “Commissione Grandi Rischi”, edito da Franco Angeli. Il libro, curato da due sismologi dell’INGV, Alessandro Amato e Fabrizio Galadini, e da un sociologo della Sapienza Università di Roma, Andrea Cerase, si propone di rilanciare un dibattito sulla mitigazione del rischio sismico in una prospettiva marcatamente interdisciplinare.

Il libro verrà presentato il 17 giugno, presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma (Via Salaria 113). Alla presentazione, moderata da Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze”, parteciperanno tra gli altri Stefano Gresta, Presidente dell’Ingv, Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, Leonardo Cannavò, professore ordinario e sociologo della scienza, Marco Magheri, vice segretario generale dell’Associazione italiana comunicazione pubblica e istituzionale, altri esperti e giornalisti, oltre ad alcuni degli autori del libro.

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Nelle sue 372 pagine sono ospitati i contributi di 22 autori tra sismologi, geologi, ingegneri, sociologi, psicologi, giuristi e giornalisti scientifici, esperti e accademici, sia italiani che stranieri. La “novità” dell’approccio proposto sta nell’esigenza, condivisa tra tutti gli autori del volume, di avviare un’analisi più articolata e dal carattere marcatamente interdisciplinare della vicenda aquilana, capace cioè di definire un campo di riflessioni in cui le conoscenze sismologiche, ingegneristiche, sociologiche, comunicative, psicologiche e del diritto possano in qualche misura integrarsi.

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SPECIALE Cinque anni dal terremoto dell’Aquila

Sono passati cinque anni dal terremoto del 6 aprile 2009. Come sempre, il nostro pensiero va anzitutto a coloro che con il terremoto hanno perso i loro cari e le loro case. Come ricercatori, abbiamo continuato gli studi della regione aquilana e delle aree limitrofe, con l’obiettivo di comprendere sempre meglio i meccanismi alla base dei terremoti e definire la pericolosità dell’area. I nostri studi, anche quelli che non sembrano avere ricadute immediate sulla riduzione del rischio sismico, contribuiscono a costruire, passo dopo passo, una maggiore conoscenza della Terra e dei processi deformativi che portano ai terremoti e ad aumentare la consapevolezza del fenomeno terremoto. In quest’ottica il 21 giugno 2013 è stata inaugurata la nuova sede INGV a L’Aquila e sono stati presentati i primi risultati del Progetto FIRB Abruzzo, frutto di un Accordo di Programma tra il Miur, la Regione Abruzzo e l’INGV.

In questo contributo riassumiamo alcune delle ricerche in corso, concentrandoci sugli aspetti della sismicità di questi anni, dell’identificazione, in superficie e in profondità, delle faglie attive e della risposta della geologia locale allo scuotimento sismico.

Analisi della sismicità

Nella figura sotto mostriamo la distribuzione spazio-temporale della sismicità nell’area aquilana dal 1 gennaio 2008 al 31 marzo 2014 (eventi di magnitudo ML maggiore o uguale a 2.0).

La sismicità nell'area aquilana dal 1 gennaio   2008 al 31 marzo 2014 (eventi di magnitudo ML maggiore o uguale a 2.0).  Questa animazione avanza mese per mese e mostra contemporaneamente tre mesi di sismicità e avanzano mese x mese.  La prima è più veloce (30 sec) la seconda è più lenta (1 m).

La sismicità nell’area aquilana dal 1 gennaio 2008 al 31 marzo 2014 (eventi di magnitudo ML maggiore o uguale a 2.0). Questa animazione avanza mese per mese e mostra contemporaneamente tre mesi di sismicità. Fonte dati: iside.rm.ingv.it

Tra gennaio e dicembre 2009 le nostre reti sismiche hanno registrato alcune decine di migliaia di terremoti nell’aquilano e grazie al catalogo di localizzazioni ad alta precisione è stata ricostruita con estremo dettaglio la geometria del sistema di faglie che si è attivato durante la sequenza sismica.

Tale catalogo, composto da più di 64 mila eventi sismici registrati nel 2009 da circa 70 stazioni sismiche è il più completo mai ottenuto per un terremoto di magnitudo moderata (i.e., M6) su faglie normali. Il catalogo è stato infatti ottenuto utilizzando procedure innovative di analisi automatica delle forme d’onda registrate per l’individuazione dei tempi di arrivo delle onde P ed S e per la localizzazione automatica ad alta precisione, con errori di localizzazione degli eventi estremamente piccoli, inferiori ai 50-100 m.

La mappa e le 20 sezioni verticali mostrano la distribuzione degli eventi sismici avvenuti nella zona aquilana prima dell'evento del 6 Aprile (foreshocks; pallini rossi in mappa) e dopo l'evento del 6 Aprile (aftershocks; pallini neri in mappa). Le stelle con diversi colori indicano gli eventi più forti della sequenza per i quali sono stati riportati anche i meccanismi focali. Inoltre, in mappa riportiamo le tracce delle porzioni della faglia che hanno prodotto rotture in superficie osservabili sul terreno (linee gialle), e le tracce delle 20 sezioni riportate nello slideshow (linee nere). Nelle 20 sezioni i simboli utilizzati sono uguali a quelli utilizzati nella mappa.

La mappa e le 20 sezioni verticali mostrano la distribuzione degli eventi sismici avvenuti nella zona aquilana prima dell’evento del 6 Aprile (foreshocks; pallini rossi) e dopo l’evento del 6 Aprile (aftershocks; pallini neri). Le stelle con diversi colori indicano gli eventi più forti della sequenza per i quali sono stati riportati anche i meccanismi focali. Inoltre, sono riportate le tracce delle porzioni di faglia che hanno prodotto rotture in superficie osservabili sul terreno (linee gialle). Le 20 sezioni lungo le linee nere numerate sono riportate di seguito, Valoroso et al., 2013.

Secondo questo studio, il sistema di faglie attivato è composto da due segmenti di faglia principali immergenti verso sudovest: la faglia dell’Aquila (o Paganica) a sud e la faglia di Campotosto a nord. Inoltre, nella fase finale della sequenza sismica si è attivato un cluster di sismicità, cioè una concentrazione di terremoti di bassa magnitudo nel settore nord del sistema di faglie, vicino a Cittareale. La lunghezza complessiva del sistema di faglie attivato, che si estende in direzione nordovest-sudest lungo gli Appennini, è di circa 50 km.

Le 4 sezioni verticali che seguono (1-4, in rosso nella mappa sopra) mostrano la distribuzione degli eventi sismici avvenuti nella zona aquilana lungo la porzione meridionale della faglia dell’Aquila. Leggi il resto di questa voce

SPECIALE Quattro anni dal terremoto dell’Aquila

AquilaIn occasione del quarto anniversario del terremoto del 2009, i ricercatori dell’INGV tornano a esprimere la loro vicinanza alla città dell’Aquila e agli aquilani.
In questi quattro anni le nostre ricerche sono proseguite, per capire i dettagli dei processi fisici all’origine dei terremoti e per contribuire alla definizione di iniziative e politiche volte alla mitigazione del rischio sismico. In quest’ottica abbiamo aperto una sede dell’istituto nel centro storico dell’Aquila, anche come riferimento e informazione per le autorità e la cittadinanza.
Le nostre analisi e i nostri studi  hanno evidenziato alcuni aspetti importanti della sismogenesi, come il ruolo giocato dai fluidi nella crosta terrestre nella generazione dei terremoti e i meccanismi di propagazione e focalizzazione delle onde che causano lo scuotimento del terreno e quindi il danneggiamento, o il crollo, degli edifici soprastanti.

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