Archivi categoria: Deformazione

Terremoto in Nepal: modello di faglia e repliche più forti

Il 12 maggio la zona di confine tra Nepal e Cina è stata colpita da una forte replica (aftershock), di magnitudo 7.3, localizzato circa 150 km a est dell’epicentro del terremoto principale della sequenza, quello di magnitudo 7.8 del 25 aprile.

La faglia del terremoto del 25 aprile

Per comprendere in che rapporto sia il forte aftershock del 12 maggio rispetto alla faglia attivata il 25 aprile, presentiamo i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’INGV per determinare un modello di faglia della zona. Sono stati utilizzati i dati dello spostamento del terreno durante il terremoto del 25 aprile ottenuti da diversi satelliti (dettagli sotto). La faglia ottenuta dal modello si estende per circa 180 km da ovest verso est, e per circa 130 km (in senso nord – sud) dalla superficie a una profondità di 18 km al di sotto della catena himalayana (figura sotto). La distribuzione del movimento sul piano di faglia risulta molto eterogenea, con un massimo di quasi 6 metri di spostamento tra i due lati della faglia (zone rosse in figura). Il momento sismico calcolato è pari a 6.82E+20 Nm e la corrispondente magnitudo momento Mw risulta 7.86.

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Figura 1. Distribuzione del movimento sul piano di faglia, aftershock e terremoti storici. Sono mostrati i risultati della modellazione della distribuzione dello spostamento (slip) sul piano di faglia a partire dai dati geodetici (InSAR e GPS). L’area rettangolare reppresenta la proiezione in superficie del piano di faglia, mentre i colori mostrano l’entità dello spostamento (in metri) secondo la legenda in basso a sinistra. La stella rossa rappresenta l’epicentro della scossa principale del 25 Aprile (Mw 7.9), mentre i cerchi grigi indicano gli epicentri degli aftershock (le stelle grigie indicano quelli più forti (agg.to 13/05; fonte USGS). Sono inoltre mostrati i terremoti storici più significativi avvenuti nelle aree circostanti (simboli viola).

Ricordando che la faglia attivata il 25 aprile è il contatto tra la placca indiana che si infila sotto quella euroasiatica con una debole pendenza (~10°) verso nord, vediamo dalla figura 1 che il suo bordo meridionale coincide con il limite di tale contatto mappato in superficie dai geologi (la riga rossa con i triangolini indicata come Main Himalayan Thrust). La faglia si immerge verso nord Leggi il resto di questa voce

Terremoti e satelliti: Giuseppe Pezzo premiato dall’Associazione per la Geofisica “Licio Cernobori”

Il nostro Giuseppe Pezzo è stato premiato a Trieste dall’Associazione per la Geofisica Licio Cernobori per un lavoro su Geologia e misure di spostamento da satellite.

Ogni anno, in occasione del congresso nazionale di Geofisica del GNGTS (Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida), l’Associazione per la Geofisica “Licio Cernobori“, premia i tre migliori lavori presentati al congresso da giovani ricercatori nei tre temi: Geodinamica, Caratterizzazione sismica del territorio e Geofisica Applicata. Quest’anno il premio nella sessione Geodinamica è andato a Giuseppe Pezzo, un giovane ricercatore dell’INGV, per il lavoro: “Fault activity measurements from InSAR space geodesy: the fundamental role of geological constraints for correct data interpretation and analytical fault modeling”. La commissione ha apprezzato “il lavoro che combina in modo integrato diverse discipline geofisiche, esaustivamente discusse, insieme ai limiti del loro utilizzo per lo studio e la modellazione delle faglie nelle fasi inter- , co- e post-sismica. Inoltre il lavoro è ben scritto, strutturato e presentato attraverso esempi che illustrano con chiarezza i risultati conseguiti con i metodi utilizzati.”

Figura 1: Misure di spostamento del suolo da serie storiche ERS-ENVISAT lungo la linea di vista del satellite in geometria ascendete (A) e discendente (B); in blu sono segnati gli spostamenti in avvicinamento al satellite ed in rosso quelli in allontanamento. (C) Componente Est e (D) verticale dello spostamento; in blu gli spostamenti verso Est, in rosso quelli verso Ovest. La componente verticale non mostra spostamenti di rilievo. (Pezzo et al. 2013, in revisione)

Figura 1: Misure di spostamento del suolo da serie storiche ERS-ENVISAT lungo la linea di vista del satellite in geometria ascendete (A) e discendente (B); in blu sono segnati gli spostamenti in avvicinamento al satellite ed in rosso quelli in allontanamento. (C) Componente Est e (D) verticale dello spostamento; in blu gli spostamenti verso Est, in rosso quelli verso Ovest. La componente verticale non mostra spostamenti di rilievo. (Pezzo et al. 2013, in revisione)

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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: spostamento del suolo dovuto al terremoto del 29/05/2012, visto dal satellite italiano COSMO-SkyMed

Continua la collaborazione tra ASI (Agenzia Spaziale Italiana), CNR-IREA (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente) e INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) per dare supporto al  Dipartimento della Protezione Civile durante l’emergenza post terremoto dell’Emilia Romagna, attraverso l’analisi di immagini radar della costellazione italiana COSMO-SkyMed.

Grazie alle immagini radar acquisite è stato possibile misurare la deformazione del suolo dell’area colpita dal sisma del 29 Maggio 2012.

La tecnica utilizzata per effettuare tali tipi di misure è quella già nota agli esperti come interferometria differenziale DInSAR, e già utilizzata per effettuare le misure di spostamenti in molti altri terremoti, oltre a quello che ha colpito la stessa zona dell’Emilia il 20 Maggio scorso.

Figure 1: Interferogramma SAR relativo alle date del 27 maggio e 4 giugno 2012. L’interferogramma SAR è una rappresentazione delle deformazioni del suolo avvenute tra le date delle due immagini. Può essere letto come una mappa dei movimenti del suolo, proiettati secondo la direzione di vista del satellite, in termini di cicli di colore. Ogni ciclo (o frangia) indica una deformazione del suolo tra le due date di 1.5 cm (nel caso di COSMO-SkyMed). La successione dei colori (ad es. blu-rosso-giallo) in ognuna delle frange indica il verso del movimento del suolo. Per ottenere il massimo spostamento del suolo occorso tra le due date nell’area, le frange con lo stesso verso del ciclo di colore vanno sommate.

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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: meccanismi focali e magnitudo

Per i terremoti più rilevanti della sequenza sono stati calcolati il meccanismo focale e la magnitudo momento (Mw) con la tecnica del TDMT. La figura mostra soluzioni coerenti lungo tutta la struttura: i terremoti sono avvenuti su piani di faglia orientati all’incirca Est-Ovest e con movimento compressivo in senso Nord-Sud.

Per il terremoto del 3 giugno alle 21:20 (Ml 5.1) è stata calcolata una Mw pari a 4.76 e un meccanismo compressivo analogo a quello dei terremoti precedenti. L’evento del 3 giugno è avvenuto nel settore occidentale della struttura, nella parte che si era attivata con il terremoto del 29 maggio (Ml 5.8).

Meccanismi focali e magnitudo momento (Mw) dei terremoti principali della sequenza (Ml4.5). Le stelle gialle indicano gli epicentri dei terremoti, i cerchi bianchi e rossi i meccanismi focali. La posizione periferica dei settori bianchi indica che ci si trova davanti a meccanismi con compressione orizzontale orientata in direzione circa Nord-Sud.

Terremoto Pianura Padana Emiliana: spostamento cosismico misurato con il GPS in Emilia

La deformazione permanente della crosta terrestre causata dal sisma del 20 maggio 2012 è stata osservata da una rete composita di stazioni GPS permanenti installate in Emilia e nel territorio italiano. Gli spostamenti registrati in ciascuna stazione sono stati ricavati da 3 analisi indipendenti (Bernese, Gamit e Gipsy) con strategie di analisi e modelli alquanto diversi. Gli spostamenti sono stati calcolati separatamente per ciascuna analisi a partire dalle posizioni giornaliere precise (15 giorni prima dell’evento e 1 giorno dopo) e poi combinate in un’unica soluzione utilizzando la matrice di covarianza completa. Gli spostamenti massimi si sono registrati nelle stazioni di Finale Emilia (MO05 oriz.= 30mm, vert = 73mm), S. Giovanni in Persiceto (SGIP oriz = 21mm, vert = 4mm) e a Sermide (SERM oriz = 15 mm, vert = -4 mm), quell. La ripetibilità tra le tre soluzioni è dell’ordine di 2mm, (WRMS weighted root mean squared delle differenze 3-D) con uno scostamento massimo di 4 mm nella stazione di CONC.

Lo studio della sorgente che ha causato tali spostamenti è tuttora in corso all’INGV.

Fig. 1 Spostamenti cosismici orizzontali del 20 maggio registrati dalle stazioni GPS permanenti in Emilia. Sono stati ottenuti dalla combinazione di tre analisi indipendenti (Bernese, Gamit, Gipsy).

Fig. 2 Spostamenti cosismici verticali del 20 maggio registrati dalle stazioni GPS permanenti in Emilia. Sono stati ottenuti dalla combinazione di tre analisi indipendenti (Bernese, Gamit, Gipsy).

Dati GPS forniti da:

INGV-RING (Rete Integrata Nazionale GPS); Leica SmartNet ItalPoS; So.G.E.R. (Società Geometri Emilia Romagna); ASI-GeoDAF (Geodetic Data Archiving Facility); EUREF Permanent Network; Rete GPS Veneto; IREALP GPS Lombardia; TPOS (Trentino Positioning Service); TOPCON-NetGEO Rete Nazionale GPS+GLONASS;.Università di Bologna; Università di Siena; dott. N. Perfetti (Geotop).

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