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Evento sismico del 14 giugno 2019, Mw 3.7 (Ml 4.0), in provincia di Udine

Alle ore 15:57 italiane del 14 giugno 2019 un evento sismico di magnitudo Mw 3.7 (Ml 4.0) è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV 1 km a nord di Verzegnis (provincia di Udine) ad una profondità di 5 chilometri.

L’evento è stato localizzato nella provincia di Udine nelle vicinanze dei comuni di Verzegnis e Tolmezzo. Nella tabella di sotto i comuni entro 10 km dall’epicentro.

L’area interessata dall’evento sismico di questo pomeriggio è considerata a pericolosità sismica molto ALTA, come è mostrato dal modello di pericolosità per il territorio nazionale.

La sismicità storica dell’area riporta in questa area diversi eventi sismici di elevata magnitudo. Dalla mappa dei terremoti del passato estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) si evidenzia che il terremoto del 27 marzo 1928, di magnitudo stimata Mw 6.0,  ebbe un epicentro quasi coincidente con l’evento sismico odierno.

Altri eventi sismici nel passato si sono verificati nel 1511, nel 1794 e soprattutto nel 1976 con area epicentrale qualche chilometro a sud dell’odierno epicentro. In particolare ricordiamo la lunga sequenza sismica che ha colpito il Friuli nel 1976, con diverse scosse di magnitudo elevata che si sono protratte per molti mesi. Al terremoto principale di magnitudo 6.5, avvenuto il 6 maggio alle 21 della sera, sono seguite numerose repliche (aftershocks) nei giorni e nei mesi successivi.

Come si evince dalla Mappa del risentimento sismico in scala MCS elaborata a partire dai questionari online dal sito www.haisentitoilterremoto.it vengono evidenziati risentimenti fino IV-V grado MCS in un’area estesa da Tolmezzo fino alla città di Udine.

Al momento (ore 20:00) si registrano altre due scosse nella zona: una di magnitudo Ml 0,9 alle ore 16:33 ed una di magnitudo Ml 2.1 alle ore 18:13. Per ulteriori informazioni: http://terremoti.ingv.it/ 


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Evento sismico Ml 3.6 Costa Marchigiana Picena del 28 marzo 2019

Alle ore 10:55 italiane del 28 marzo 2019 un evento sismico di magnitudo Ml 3.6 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV a largo della Costa Marchigiana Picena ad una profondità di 8 chilometri.

L’epicentro del terremoto di questa mattina alle ore 10:55 al largo della Costa Marchigiana PIcena.

L’evento è stato localizzato ad una decina di chilometri di distanza dalla costa tra le province di Fermo e Ascoli Piceno. In tabella i comuni entro 20 km dall’epicentro.

In quest’area dalla serata di ieri sono stati localizzati numerosi eventi sismici prima dell’evento delle 10:55 di questa mattina. In totale, alle ore 13:00, sono una quindicina i terremoti verificatesi, 4 di questi hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale di 3.0. 

Data e Ora (Italia) Magnitudo Zona
2019-03-28 10:55:36 ML 3.6 Costa Marchigiana Picena (Ascoli Piceno)
2019-03-28 10:22:26 ML 3.1 Costa Marchigiana Picena (Ascoli Piceno)
2019-03-27 23:03:50 ML 3.1 Costa Marchigiana Picena (Ascoli Piceno)
2019-03-27 21:59:18 ML 3.1 Costa Marchigiana Fermana (Fermo)

L’area è in una zona considerata a media pericolosità sismica, come è mostrato dal modello di pericolosità per il territorio nazionale.

La sismicità storica dell’area riporta alcuni eventi di magnitudo stimata (Mw) compresa tra 5.1 e 5.2 nel 1882 (a sud verso San Benedetto del Tronto) e nel 1987 (a nord nell’area di Porto San Giorgio).

Come si evince dalle mappe presenti nell’EarthQuake Report, l’evento sismico di questa mattina è stato quello più risentito della sequenza iniziata nella serata di ieri. In particolare dalla Mappa del risentimento sismico in scala MCS elaborata a partire dai questionari online dal sito http://www.haisentitoilterremoto.it vengono evidenziati risentimenti fino IV grado MCS in alcune località della Costa tra le province di Ascoli e Fermo.


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La fagliazione superficiale prodotta dal terremoto etneo del 26 dicembre 2018, Mw 4.9

Il 26 dicembre 2018, alle ore 03:19 italiane si è verificato un terremoto di magnitudo Mw 4.9 localizzato sul fianco orientale dell’Etna ad una profondità inferiore di 1 km. Questo evento è il principale tra quelli localizzati nel corso dell’intensa attività sismica etnea iniziata il 23 dicembre 2018 e caratterizzata da una settantina di eventi con magnitudo M>2.5, concomitante all’attività eruttiva. Il terremoto del 26 dicembre è l’evento più energetico verificatosi sull’Etna negli ultimi 70 anni (Catalogo CPTI15) ed è avvenuto sulla Faglia di Fiandaca (Figura 1) producendo fagliazione superficiale.

Figura 1 – Carta vulcano-tettonica dell’Etna (da Azzaro et al., 2012). Sistemi di faglia (sigle): a, Ragalna; b, Tremestieri-Trecastagni-S. Gregorio; c, Ripe della Naca-Piedimonte-Calatabiano; d, Pernicana; AC, Acicatena; AP, Aciplatani; AT, Acitrezza; CA, Calcerana; FF, Fiumefreddo; MC, Mt. Cicirello; PD, Piedimonte; PL, Punta Lucia; PN, Pizzi Deneri; PT, Praiola-Torre Archirafi; SA, S. Alfio; SB, Serra S. Biagio; SG, S. Gregorio; SV, S. Venera; TD, Tardaria. Meccanismo focale e localizzazione (stella gialla) del terremoto del 26 dicembre 2018 da http://cnt.rm.ingv.it/event/21285011. La mappa piccola (a) illustra il contesto tettonico regionale. Legenda: AMT, fronte della Catena Appennino-Maghrebide; ME, Scarpata di Malta; TF, Faglia di Taormina.

Per fagliazione superficiale si intendono le deformazioni Leggi il resto di questa voce

SPECIALE 2018, un anno di terremoti

Nel corso del 2018 la Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV ha localizzato 23180 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 63 eventi al giorno sono stati localizzati dai nostri ricercatori e tecnici in turno H24 nella Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV. Poco meno di 3 ogni ora, uno ogni 20 minuti.

In realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più. Parliamo naturalmente di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in molte regioni d’Italia (in diverse aree del territorio nazionale siamo in grado di localizzare accuratamente eventi di magnitudo anche inferiore a 1.0), quando si installano delle reti temporanee più dense della RSN, come accaduto per esempio nella zona tra Lazio, Umbria e Marche a partire dall’agosto 2016, siamo in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.

La mappa della sismicità localizzata nel 2018 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV.

I terremoti localizzati nel 2018 sono in numero decisamente minore rispetto a quelli identificati in Italia negli ultimi due anni, Leggi il resto di questa voce

Evento sismico Ml 4.2 (Mw 4.1) in provincia dell’Aquila, 1 gennaio 2019

Questa sera, alle ore 19:37 italiane del 1 gennaio 2019, è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV un terremoto di magnitudo ML 4.2 (Mw 4.1), con epicentro 3 km ad ovest di Collelongo nel settore meridionale della provincia dell’Aquila, ad una profondità di 17 km. 

Epicentro del terremoto Ml 4.2 del 1 gennaio 2019 e la sismicità nell’area nelle ultime 24 ore (in arancione) e dal 1 gennaio 2018 (in blu).

L’evento è stato localizzato in un’area ad alta pericolosità sismica così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.225 e 0.25 di g.

Dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) notiamo che l’area epicentrale del terremoto di oggi è qualche chilometro a SUD dell’epicentro del forte terremoto del 13 gennaio 1915 di magnitudo stimata Mw 7.1 con risentimenti massimi fino al XI grado MCS.  Altri eventi sismici significativi nelle vicinanze sono avvenuti nel 1927 (Mw 5.2) nel 1922 (Mw 5.2). Il 28 febbraio 2015 fu registrato un evento di magnitudo Mw 4.1 poco a nord dell’epicentro di questa sera, nei pressi di Luco dei Marsi (AQ).

Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso fino al IV-V grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it).

Il terremoto di questa sera è stato risentito in molti comuni tra le province dell’Aquila, Frosinone e Roma, ma anche nella provincia di Teramo. La mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata con gli oltre 1400 questionari è già disponibile sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it ed in aggiornamento al seguente link.

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Fino a questo momento, ore 20.30, si registrano nell’area due eventi successivi di bassa magnitudo (Ml 0.9 e Ml 1.4).


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