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Il 12 e 13 ottobre la nona edizione di Io Non Rischio

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Il 12 e 13 ottobre 2019 in centinaia di piazze italiane torna la campagna nazionale di comunicazione “Io Non Rischio”, giunta alla sua nona edizione.  Migliaia di volontari di associazioni di protezione civile, dopo aver seguito, nei mesi scorsi, un percorso formativo comune, coordinato dalle rispettive Regioni e realizzato da una rete di “formatori” esperti, anch’essi volontari, saranno presenti nelle loro realtà locali per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali presenti sul territorio e renderli responsabili e attivi nella riduzione di tali rischi.

Insieme ai consueti punti informativi nelle piazze, in molte realtà saranno organizzate iniziative collaterali, in particolare veri e propri percorsi di trekking urbano, alla scoperta delle tracce dei rischi che caratterizzano il territorio.

Lo slogan che identifica la campagna “Io Non Rischio” è l’affermazione di un proposito ben preciso, è una dichiarazione di intenti che ogni cittadino e ogni comunità può fare come parte attiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile, così come previsto dal nuovo “Codice”.

I temi affrontati dalla campagna, oltre a quelli ormai consolidati (terremoto, maremoto, alluvione), si arricchiscono quest’anno del rischio vulcanico in una versione sperimentale per l’area flegrea – che sarà realizzata sabato 19 ottobre -, in occasione dell’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2019” prevista dal 16 al 20 ottobre.

Volontari della Campania “a lezione” di Io non rischio Vulcano Campi Flegrei in vista dell’esercitazione

La campagna IO NON RISCHIO, che quest’anno apre la “Settimana della Protezione Civile”, è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile, da INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ANPAS – Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze, Fondazione CIMA e ReLUIS – Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismicaed è realizzata in collaborazione con Regioni e Comuni.

L’INGV, come promotore  e partner scientifico della campagna, ha contribuito e contribuisce attivamente alla ideazione e produzione dei materiali di comunicazione, alla formazione dei volontari che vanno in piazza sui rischi terremoto e maremoto (da quest’anno anche sul rischio vulcanico) – fornendo direttamente alle associazioni spunti e materiali per la progettazione degli allestimenti di piazza –  e a tutte le numerose attività di comunicazione, tra le quali lo sviluppo delle mappe interattive per il portale www.iononrischio.it.

L’elenco delle centinaia di piazze italiane interessate dall’evento il prossimo 12 e 13 ottobre è disponibile – in costante aggiornamento – sulla pagina web ufficiale della campagna dove è disponibile ulteriore materiale informativo.

Per promuovere e sostenere l’iniziativa attraverso i social si possono utilizzare gli hashtag ufficiali della campagna per il 2019: #iononrischio e #iononrischio2019.

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Evento sismico del 22 settembre 2019, Ml 3.8, in provincia di Udine

Alle ore 14:58 italiane del 22 settembre 2019 un evento sismico di magnitudo Ml 3.8 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV 3 km a nord-ovest di Tolmezzo in provincia di Udine ad una profondità di 13 chilometri.

La localizzazione dell’evento di magnitudo Ml 3.8 di questo pomeriggio alle ore 14:58. In giallo la sismicità dal 1 gennaio 2018.

L’evento è stato localizzato nella provincia di Udine nelle vicinanze dei comuni di Tolmezzo e Zuglio. Nella tabella di sotto i comuni entro 10 km dall’epicentro.

L’area interessata dall’evento sismico di questo pomeriggio è considerata a pericolosità sismica molto ALTA, come è mostrato dal modello di pericolosità per il territorio nazionale.

La sismicità storica dell’area riporta in questa area diversi eventi sismici di elevata magnitudo. Dalla mappa dei terremoti del passato estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) si evidenzia che il terremoto del 27 marzo 1928, di magnitudo stimata Mw 6.0,  ebbe un epicentro leggermente a sud dell’evento sismico odierno.

Altri eventi sismici nel passato si sono verificati nel 1511, nel 1794 e soprattutto nel 1976 con area epicentrale qualche chilometro a sud dell’odierno epicentro. In particolare ricordiamo la lunga sequenza sismica che ha colpito il Friuli nel 1976, con diverse scosse di magnitudo elevata che si sono protratte per molti mesi.

Nella stessa area della provincia di Udine, il 14 giugno di quest’anno è stato localizzato un altro evento sismico di magnitudo simile (Mw 3.7), risentito fino ad Udine.

Il terremoto avvenuto oggi, come si evince dalla Mappa del risentimento sismico in scala MCS elaborata a partire dai questionari online dal sito www.haisentitoilterremoto.it , evidenzia alcuni risentimenti nei dintorni di Tolmezzo fino al IV grado MCS, un’area meno estesa rispetto a quello del 14 giugno. La mappa aggiornata dei risentimenti è disponibile al seguente LINK.

Al momento (ore 16:00) si registrano altre due scosse nella zona di magnitudo inferiore a 1.0. Per ulteriori informazioni: http://terremoti.ingv.it/ 

I dati sismologici delle reti operanti nella regione, dell’INGV e dell’OGS, hanno permesso di identificare il tipo di movimento associato all’evento sismico, utilizzando il metodo del Time Domain Moment Tensor (TDMT). Il terremoto è avvenuto su una faglia inversa, ossia caratterizzata da un movimento di compressione orizzontale, orientata circa nordest-sudovest e con direzione di massima compressione perpendicolare a questo andamento (sudest-nordovest). Questo tipo di movimento è caratteristico della regione ed è causato dalla spinta che esercita la (micro)placca adriatica verso l’arco alpino. La figura sotto mostra la soluzione automatica del meccanismo del terremoto, che verrà rivisto nelle prossime ore. La magnitudo momento calcolata con questo metodo sembra al momento più bassa della magnitudo Richter stimata e riportata finora, con valori compresi tra 3.4 e 3.5.


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1999-2019 Vent’anni dell’INGV in viaggio verso il futuro: l’evoluzione delle geoscienze

29 settembre?

Certo, direte voi! La canzone di Lucio Battisti, chi non la ricorda? Ma noi dell’INGV il 29 settembre lo ricordiamo per un’altra ragione.Il 29 settembre 1999 nasceva il nostro Istituto che quest’anno festeggia i suoi 20 anni.

Per festeggiare tutti insieme la ricorrenza, l’INGV organizza una serie di incontri, convegni e presentazioni che si svolgeranno nelle diverse sedi dell’Ente. A Roma, Domenica 29 Settembre 2019, presso la sede di via di Vigna Murata 605, ci sarà un Open Day aperto al pubblico dalle 10 alle 19.

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Il GPS per lo studio delle deformazioni della crosta terrestre

Il GPS è ormai entrato a far parte della vita quotidiana di tutti noi, visto il crescente numero di dispositivi di uso comune che hanno al loro interno un ricevitore GPS (navigatori per auto, smartphone, tablet, orologi). Ma vediamo per quali scopi era nato e soprattutto come viene utilizzato in ambito geofisico, il sistema GPS.

Originariamente sviluppato negli USA per scopi militari negli anni Settanta del secolo scorso, il GPS (Global Positioning System) è un sistema di posizionamento globale basato sulla ricezione a terra di segnali radio emessi da una costellazione di satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra ad un’altezza di circa 20000 km. Esso è stato il primo ed è tuttora il più utilizzato sistema di navigazione satellitare al mondo; negli anni infatti nuovi sistemi simili al GPS hanno visto la luce: il russo GLONASS, pienamente operativo dal 2011, il cinese BEIDOU e l’europeo GALILEO, ancora non completamente operativi. Tutti questi sistemi costituiscono, nel loro complesso, quello che è oggi noto con l’acronimo GNSS (Global Navigation Satellite System).

Nel prossimo futuro, l’utilizzo congiunto dei segnali provenienti dalle diverse costellazioni satellitari GNSS, che è in parte già una realtà, porterà vantaggi operativi e miglioramenti nella precisione del posizionamento.

Satelliti GNSS: in alto GPS, GLONASS; in basso BEIDOU, GALILEO.

Il principio di funzionamento del GPS si può semplificare in questo modo: il segnale emesso dai satelliti, piuttosto complesso e costituito da varie componenti (codici e fasi), viene ricevuto a terra da antenne collegate a opportuni ricevitori. Nota la posizione dei satelliti e il tempo impiegato dal segnale a compiere il percorso satellite-ricevitore, si riesce a determinare la posizione del punto a terra. Leggi il resto di questa voce

Aggiornamento evento sismico a Norcia (PG) del 1 settembre 2019, Ml 4.1 (Mw 4.0)

Il terremoto di magnitudo Ml 4.1 (Mw 4.0) avvenuto questa notte, 1 settembre 2019, alle ore 2:02 italiane vicino Norcia (PG), si è verificato nell’area della sequenza dell’Italia centrale iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e che si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’appennino centrale lunga circa 60 km, estesa in direzione NNW-SSE, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.
In questi tre anni la sequenza sismica è stata caratterizzata da oltre 110800 eventi, 75 dei quali, incluso il terremoto odierno, hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale a 4.0.

La stella bianca mostra localizzazione dell’evento Ml 4.1 (Mw 4.0) delle ore 02:02 del 1 settembre 2019. Sullo sfondo la sismicità dal 1985 al 2017 (M>=2.5) con il colore blu, in giallo la sismicità dal 1 gennaio 2018 ed in arancio le ultime 24 ore dall’evento.

Come abbiamo scritto alcuni giorni fa Leggi il resto di questa voce

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