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#villaggioperlaterra: tornano i ricercatori INGV dal 21 al 25 aprile

Si avvicina l’appuntamento con il Villaggio per la Terra che si svolgerà al Galoppatoio di Villa Borghese e sulla Terrazza del Pincio a Roma dal 21 al 25 aprile, con cinque giorni di iniziative
dedicate alla tutela del pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza, le esperienze. Dedicato sia ai grandi che ai più piccoli, agli sportivi, alle famiglie, agli studenti e agli esperti, nel villaggio sono in programma eventi di musica, scienza, sport, giochi, arte e cibo.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente anche quest’anno, dopo l’esperienza straordinaria della precedente edizione.

Alla Terrazza del Pincio dalle ore 10.00 alle ore 18.00 presso lo stand dell’INGV sarà possibile:

– partecipare ai laboratori di sismologia e vulcanologia, per conoscere le differenze tra un’eruzione effusiva ed esplosiva, e per approfondire gli aspetti più sconosciuti dei terremoti, anche attraverso story maps.

– osservare in diretta il lavoro di monitoraggio della sismicità italiana attraverso la rete sismica nazionale.

incontrare i ricercatori dell’INGV su temi come Roma e i terremoti; I recenti eventi in Appennino Centrale; La comunicazione social dei terremoti;  Antartide, laboratorio infinito; l’inquinamento ambientale.

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In caso di pioggia, i laboratori saranno sospesi. Per eventuali variazioni di programma, controllare il sito www.villaggioperlaterra.it.

Al Villaggio per la Terra si celebrerà l’Earth Day, giunto alla sua 47ma edizione, l’evento più importante al mondo per la sensibilizzazione alla tutela della Terra, celebrato i 22 aprile da un miliardo di persone nei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite. Sulla Terrazza del Pincio si svolgerà il Concerto per la Terra.

Per un dettagliato programma: http://www.villaggioperlaterra.it/programma.

SHAKEMOVIE: Propagazione (preliminare) delle onde sismiche del terremoto del 30 ottobre 2016 ore 07:40 (M 6.5)

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.5 delle ore 07.40 del 30 ottobre 2016 che ha coinvolto l’Italia Centrale.


L’animazione è necessariamente preliminare in quanto saranno noti solo nei prossimi giorni i dettagli del processo di rottura che, per eventi di questa magnitudo, sono fondamentali per un’accurata simulazione della propagazione delle onde. Una volta analizzati saranno inclusi in un’animazione a più alta risoluzione.

La scala dei colori è otto volte superiore allo shakemovie realizzato per il terremoto di 24 agosto 2016.


Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale. Sono rappresentati i primi 2 minuti a partire dall’origine dell’evento sismico.

Non si tratta di un’animazione artistica ma della soluzione delle equazioni che descrivono il processo di propagazione.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa. In questo caso si osserva, ad esempio, che le onde si sono propagate con maggiore intensità e più a lungo verso le regioni adriatiche, verso il Lazio e la Toscana meridionale.

L’animazione è generata attraverso la procedura descritta in questo articolo del blog.

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Dettaglio tecnico:

per ridurre i tempi di calcolo e viste le limitate conoscenze attuali dei dettagli del sottosuolo, la simulazione a scala italiana di questa animazione è relativamente “a bassa frequenza”, visualizza cioè le frequenze delle onde fino a 0.25 Hz. Questo significa che il fronte d’onda “interagisce” con oggetti delle dimensioni di 2/4 km. La risposta sismica locale è quindi limitata agli effetti di strutture geologiche di queste dimensioni. Aumentando il contenuto in frequenze, si evidenzierebbero dettagli più piccoli e, ad esempio, l’amplificazione dovuta ai sedimenti. 

Per migliorare la visualizzazione delle onde lontano dall’epicentro, la scala dei colori è saturata a 0.08 m/s: tutti i valori superiori a 0.08 o inferiori a -0.08 hanno lo stesso coloro rosso scuro – blu scuro, rispettivamente.

a cura di Emanuele Casarotti e Federica Magnoni (INGV).


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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

SHAKEMOVIE: Propagazione delle onde sismiche del terremoto del 26 ottobre 2016 ore 21:18 (M 5.9)

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 5.9 delle ore 21.18 del 26 ottobre 2016 che ha coinvolto le province di Macerata, Rieti, L’Aquila, Perugia, Ascoli Piceno.

Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale. Sono rappresentati i primi 85 secondi a partire dall’origine dell’evento sismico.

Non si tratta di un’animazione artistica ma della soluzione delle equazioni che descrivono il processo di propagazione.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa. In questo caso si osserva, ad esempio, che le onde si sono propagate con maggiore intensità e più a lungo verso Nord-Est, lungo le coste delle regioni adriatiche, verso il Lazio e la Toscana meridionale.

L’animazione è generata attraverso questa procedura:

1) le onde sismiche sono registrate dei sismometri della Rete Sismica Nazionale dell’INGV e vengono analizzate per determinare i parametri fondamentali del terremoto come epicentro, tempo origine, magnitudo. Per i terremoti con magnitudo superiore a 3.5 viene calcolato anche il “tensore del momento sismico” che è una descrizione matematica delle forze in gioco sulla faglia che ha generato l’evento sismico.

2) viene costruito un modello tridimensionale della regione interessata che include complessità geologiche come la Moho e la presenza di suoli “soffici” (come i sedimenti alluvionali della Pianura Padana e di alcuni bacini appenninici).

Screenshot 2016-08-25 23.07.38

La tomografia sismica è un metodo usato per lo studio dell’interno della Terra in cui determinare la velocità delle onde sismiche attraverso l’analisi dei sismogrammi. In figura alcune sezioni del modello tomografico 3D utilizzato in questa simulazione, i colori rappresentano le diverse velocità delle onde sismiche P, dal rosso (2000 m/s) nelle aree con velocità minori (bacini alluvionali) fino al blu scuro (8000 m/s) nelle aree più veloci. (Di Stefano & Ciaccio 2014)

3) utilizzando il modello 3D ed il tensore momento sismico, viene simulata la propagazione delle onde sismiche tenendo conto della risposta sismica locale, come l’amplificazione delle onde nei bacini alluvionali (terreni soffici) e l’aumento di velocità delle onde sismiche in terreni rocciosi.
Le equazioni sono risolte attraverso il software SPECFEM3D (Peter et al. 2012, https://github.com/geodynamics/specfem3d) al cui sviluppo collaborano ricercatori INGV.

4) i sismogrammi e l’evoluzione dei valori della velocità del suolo sulla superficie terrestre sono salvati e visualizzati attraverso Paraview (http://www.paraview.org).

Questo tipo di simulazioni è possibile solo da poco tempo, da quando sono disponibili supercomputer che permettono di eseguire calcoli in parallelo. Per questa simulazione (relativamente piccola) sono stati utilizzati 512 processori, per un totale di 5000 minuti di tempo calcolo e 256 GB di memoria.

L’analisi della differenze tra i sismogrammi prodotti da questo tipo di simulazioni e quelli misurati in realtà offrono informazioni cruciali non solo per la determinazione della sorgente sismica e delle caratteristiche del sottosuolo ma anche per la previsione delle scuotimento del suolo prodotto da ipotetici eventi sismici.

Dettaglio tecnico:
per ridurre i tempi di calcolo e viste le limitate conoscenze attuali dei dettagli del sottosuolo, la simulazione a scala italiana di questa animazione è relativamente “a bassa frequenza”, visualizza cioè le frequenze delle onde fino a 0.5 Hz. Questo significa che il fronte d’onda “interagisce” con oggetti delle dimensioni di 1.5-2 km. La risposta sismica locale è quindi limitata agli effetti di strutture geologiche di queste dimensioni. Aumentando il contenuto in frequenze, si evidenzierebbero dettagli più piccoli e, ad esempio, l’amplificazione dovuta ai sedimenti. Per migliorare la risoluzione nella regione vicino all’epicentro, i primi 30 secondi di animazione sono stati ottenuti attraverso una simulazione locale a più alta frequenza (fino a 2 Hz). Per ragioni di visualizzazione la topografia è stata aumentata di 3 volte.

a cura di Emanuele Casarotti e Federica Magnoni (INGV).


Bibliografia:

Peter Daniel, Dimitri Komatitsch, Yang Luo, Roland Martin, Nicolas Le Goff, Emanuele Casarotti, Pieyre Le Loher, et al. 2011. “Forward and Adjoint Simulations of Seismic Wave Propagation on Fully Unstructured Hexahedral Meshes.” Geophys. J. Int. 186 (2): 721–39. doi:10.1111/j.1365-246X.2011.05044.x.

Global Shakemovie: http://global.shakemovie.princeton.edu

R. Di Stefano, M.G. Ciaccio, The lithosphere and asthenosphere system in Italy as inferred from the Vp and Vs 3D velocity model and Moho map, Journal of Geodynamics, Volume 82, December 2014, Pages 16-25, ISSN 0264-3707, http://dx.doi.org/10.1016/j.jog.2014.09.006.


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SHAKEmovie: Propagazione delle onde sismiche del terremoto (Mw 6.0), 24 agosto 2016 in provincia di Rieti

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.0 delle ore 03.36 del 24 agosto 2016 che ha coinvolto le province di Rieti, L’Aquila, Perugia, Ascoli Piceno, Teramo.


Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipende dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa.

L’animazione è generata attraverso questa procedura:

1) le onde sismiche sono registrate dei sismometri della Rete Sismica Nazionale dell’INGV e vengono analizzati per determinare i parametri fondamentali del terremoto come epicentro, tempo origine, magnitudo. Per i terremoti con magnitudo superiore a 3.5 viene calcolato anche il “tensore del momento sismico” che è una descrizione matematica delle forze in gioco sulla faglia che ha generato l’evento.

2) viene costruito un modello tridimensionale della regione interessata che include complessità geologiche come la Moho e la presenza di suoli “soffici” (come i sedimenti alluvionali della Pianura Padana e di alcuni bacini appenninici).

Screenshot 2016-08-25 23.07.38

La tomografia sismica è un metodo usato per lo studio dell’interno della terra in cui determinare la velocità delle onde sismiche attraverso l’analisi dei sismogrammi. In figura alcune sezioni del modello tomografico 3D utilizzato in questa simulazione, i colori rappresentano le diverse velocità delle onde sismiche P, dal rosso (2000 m/s) nelle aree con velocità minori (bacini alluvionali) fino al blu scuro (8000 m/s) nelle aree più veloci. (Di Stefano & Ciaccio 2014)

3) utilizzando il modello 3D ed il tensore momento sismico, viene simulata la propagazione delle onde sismiche tenengo conto della risposta sismica locale, come l’amplificazione delle onde nei bacini alluvionali (terreni soffici) e l’aumento di velocità delle onde in terreni rocciosi.
Le equazioni sono risolte attraverso il software SPECFEM3D (Peter et al. 2012, https://github.com/geodynamics/specfem3d), al cui sviluppo collaborano ricercatori INGV.

4) i sismogrammi e l’evoluzione dei valori della velocità del suolo sulla superficie terrestre sono salvati e visualizzati attraverso Paraview (http://www.paraview.org)

Questo tipo di simulazioni è possibile solo recentemente, da quando sono disponibili supercomputer che permettono di eseguire calcoli in parallelo. Per questa simulazione (relativamente piccola) sono stati utilizzati 512 processori, per un totale di 5000 minuti di tempo calcolo e 256 GB di memoria.

L’analisi della differenze tra i sismogrammi prodotti da questo tipo di simulazioni e quelli misurati in realtà offrono informazioni cruciali non solo per la determinazione della sorgente sismica e delle caratteristiche del sottosuolo ma anche per la previsione delle scuotimento del suolo prodotto da ipotetici eventi sismici.

Dettaglio tecnico:
per ridurre i tempi di calcolo e viste le limitate conoscenze attuali dei dettagli del sottosuolo, la simulazione in questa animazione è relativamente “a bassa frequenza”, visualizza cioè le frequenze delle onde fino a 0.5 Hz. Questo significa che il fronte d’onda “interagisce” con oggetti delle dimensioni di 1.5-2 km. La risposta sismica locale è quindi limitata agli effetti di strutture geologiche di queste dimensioni. Aumentando il contenuto in frequenze, si evidenzierebbero dettagli più piccoli e, ad esempio, l’amplificazione dovuta ai sedimenti.

a cura di Emanuele Casarotti e Federica Magnoni (INGV).


Bibliografia:

Peter Daniel, Dimitri Komatitsch, Yang Luo, Roland Martin, Nicolas Le Goff, Emanuele Casarotti, Pieyre Le Loher, et al. 2011. “Forward and Adjoint Simulations of Seismic Wave Propagation on Fully Unstructured Hexahedral Meshes.” Geophys. J. Int. 186 (2): 721–39. doi:10.1111/j.1365-246X.2011.05044.x.

Global Shakemovie: http://global.shakemovie.princeton.edu

R. Di Stefano, M.G. Ciaccio, The lithosphere and asthenosphere system in Italy as inferred from the Vp and Vs 3D velocity model and Moho map, Journal of Geodynamics, Volume 82, December 2014, Pages 16-25, ISSN 0264-3707, http://dx.doi.org/10.1016/j.jog.2014.09.006.


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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: evento M4.1, 29 maggio ore 09.09

Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.0 è avvenuto alle ore 09:09 italiane del giorno 29 maggio 2012. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico denominato Pianura Padana Emiliana.

Map Location

Comuni entro i 10Km dall’epicentro: QUISTELLO (MN), SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN), SAN GIOVANNI DEL DOSSO (MN), SCHIVENOGLIA (MN), CAVEZZO (MO), CONCORDIA SULLA SECCHIA (MO), MEDOLLA (MO), MIRANDOLA (MO), SAN POSSIDONIO (MO)

Comuni tra 10 e 20km dall’epicentro: MAGNACAVALLO (MN), MOGLIA (MN), OSTIGLIA (MN), PEGOGNAGA (MN), PIEVE DI CORIANO (MN), POGGIO RUSCO (MN), QUINGENTOLE (MN), REVERE (MN), SAN BENEDETTO PO (MN), SERRAVALLE A PO (MN), SUSTINENTE (MN), VILLA POMA (MN), ROLO (RE), BOMPORTO (MO), CAMPOSANTO (MO), NOVI DI MODENA (MO), SAN FELICE SUL PANARO (MO), SAN PROSPERO (MO)

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