Archivi giornalieri: 28 ottobre 2016

Sequenza sismica in Italia centrale: aggiornamento del 28 ottobre 2016, ore 10:00

Dopo le forti scosse del 26 ottobre (magnitudo ML 5.4 alle ore 19.10 e magnitudo 5.9 alle ore 21.18che hanno attivato zona al confine tra Marche e Umbria a nord dell’area attivata il 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha localizzato oltre 900 eventi: sono più di 80 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, 5 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5.

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Mappa della parte settentrionale della sequenza sismica dal 24 agosto al 28 ottobre 2016 (ore 10.00). La stella bianca è l’evento di magnitudo 5.4 del 24 agosto. Le due stelle rosse sono i terremoti avvenuti il 26 ottobre di magnitudo ML 5.4 alle ore 19.10 (stella più a sud) e di magnitudo 5.9 alle ore 21.18 (la stella più a nord).

Questi i dettagli dei terremoti più forti:

Data e Ora (UTC) Magnitudo Provincia/Zona
2016-10-27 17:22:23 4.2 Perugia
2016-10-27 08:21:45 4.3 Macerata
2016-10-27 03:50:24 4.4 Macerata
2016-10-27 03:19:27 4.0 Macerata
2016-10-26 21:42:01 4.5 Macerata
2016-10-26 19:18:05 5.9 Macerata
2016-10-26 17:10:36 5.4 Macerata

Per quel che riguarda la sequenza complessiva, dal 24 agosto 2016, sono stati localizzati oltre 19000 eventi, in un’area che si estende per più di 60 chilometri in direzione NNO-SSE lungo la catena appenninica: sono circa 330 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, 20 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 4 quelli di magnitudo maggiore di 5.

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La mappa della sequenza sismica dal 24 agosto 2016 al 28 ottobre 2016 (ore 10.00). Le stelle bianche sono i due eventi di magnitudo 6.0 e 5.4 del 24 agosto. Le due stelle rosse sono i terremoti avvenuti il 26 ottobre di magnitudo ML 5.4 alle ore 19.10 (stella più a sud) e di magnitudo 5.9 alle ore 21.18 (la stella più a nord).

SHAKEMOVIE: Propagazione delle onde sismiche del terremoto del 26 ottobre 2016 ore 21:18 (M 5.9)

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 5.9 delle ore 21.18 del 26 ottobre 2016 che ha coinvolto le province di Macerata, Rieti, L’Aquila, Perugia, Ascoli Piceno.

Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale. Sono rappresentati i primi 85 secondi a partire dall’origine dell’evento sismico.

Non si tratta di un’animazione artistica ma della soluzione delle equazioni che descrivono il processo di propagazione.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa. In questo caso si osserva, ad esempio, che le onde si sono propagate con maggiore intensità e più a lungo verso Nord-Est, lungo le coste delle regioni adriatiche, verso il Lazio e la Toscana meridionale.

L’animazione è generata attraverso questa procedura:

1) le onde sismiche sono registrate dei sismometri della Rete Sismica Nazionale dell’INGV e vengono analizzate per determinare i parametri fondamentali del terremoto come epicentro, tempo origine, magnitudo. Per i terremoti con magnitudo superiore a 3.5 viene calcolato anche il “tensore del momento sismico” che è una descrizione matematica delle forze in gioco sulla faglia che ha generato l’evento sismico.

2) viene costruito un modello tridimensionale della regione interessata che include complessità geologiche come la Moho e la presenza di suoli “soffici” (come i sedimenti alluvionali della Pianura Padana e di alcuni bacini appenninici).

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La tomografia sismica è un metodo usato per lo studio dell’interno della Terra in cui determinare la velocità delle onde sismiche attraverso l’analisi dei sismogrammi. In figura alcune sezioni del modello tomografico 3D utilizzato in questa simulazione, i colori rappresentano le diverse velocità delle onde sismiche P, dal rosso (2000 m/s) nelle aree con velocità minori (bacini alluvionali) fino al blu scuro (8000 m/s) nelle aree più veloci. (Di Stefano & Ciaccio 2014)

3) utilizzando il modello 3D ed il tensore momento sismico, viene simulata la propagazione delle onde sismiche tenendo conto della risposta sismica locale, come l’amplificazione delle onde nei bacini alluvionali (terreni soffici) e l’aumento di velocità delle onde sismiche in terreni rocciosi.
Le equazioni sono risolte attraverso il software SPECFEM3D (Peter et al. 2012, https://github.com/geodynamics/specfem3d) al cui sviluppo collaborano ricercatori INGV.

4) i sismogrammi e l’evoluzione dei valori della velocità del suolo sulla superficie terrestre sono salvati e visualizzati attraverso Paraview (http://www.paraview.org).

Questo tipo di simulazioni è possibile solo da poco tempo, da quando sono disponibili supercomputer che permettono di eseguire calcoli in parallelo. Per questa simulazione (relativamente piccola) sono stati utilizzati 512 processori, per un totale di 5000 minuti di tempo calcolo e 256 GB di memoria.

L’analisi della differenze tra i sismogrammi prodotti da questo tipo di simulazioni e quelli misurati in realtà offrono informazioni cruciali non solo per la determinazione della sorgente sismica e delle caratteristiche del sottosuolo ma anche per la previsione delle scuotimento del suolo prodotto da ipotetici eventi sismici.

Dettaglio tecnico:
per ridurre i tempi di calcolo e viste le limitate conoscenze attuali dei dettagli del sottosuolo, la simulazione a scala italiana di questa animazione è relativamente “a bassa frequenza”, visualizza cioè le frequenze delle onde fino a 0.5 Hz. Questo significa che il fronte d’onda “interagisce” con oggetti delle dimensioni di 1.5-2 km. La risposta sismica locale è quindi limitata agli effetti di strutture geologiche di queste dimensioni. Aumentando il contenuto in frequenze, si evidenzierebbero dettagli più piccoli e, ad esempio, l’amplificazione dovuta ai sedimenti. Per migliorare la risoluzione nella regione vicino all’epicentro, i primi 30 secondi di animazione sono stati ottenuti attraverso una simulazione locale a più alta frequenza (fino a 2 Hz). Per ragioni di visualizzazione la topografia è stata aumentata di 3 volte.

a cura di Emanuele Casarotti e Federica Magnoni (INGV).


Bibliografia:

Peter Daniel, Dimitri Komatitsch, Yang Luo, Roland Martin, Nicolas Le Goff, Emanuele Casarotti, Pieyre Le Loher, et al. 2011. “Forward and Adjoint Simulations of Seismic Wave Propagation on Fully Unstructured Hexahedral Meshes.” Geophys. J. Int. 186 (2): 721–39. doi:10.1111/j.1365-246X.2011.05044.x.

Global Shakemovie: http://global.shakemovie.princeton.edu

R. Di Stefano, M.G. Ciaccio, The lithosphere and asthenosphere system in Italy as inferred from the Vp and Vs 3D velocity model and Moho map, Journal of Geodynamics, Volume 82, December 2014, Pages 16-25, ISSN 0264-3707, http://dx.doi.org/10.1016/j.jog.2014.09.006.


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