Archivio mensile:ottobre 2016

Sequenza sismica in Italia centrale: aggiornamento, 31 ottobre ore 18.00

Dopo l’evento di ieri mattina, 30 ottobre, alle 07:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 sono stati localizzati complessivamente circa 720 eventi sismici. Alle ore 18:00 sono 217 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 18 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV dopo il forte terremoto di ieri mattina.

L'area interessata dalle scosse successive al terremoto di ieri alle ore 07:40 di magnitudo 6.5 (l'epicentro è la stella rossa).

L’area interessata dalle scosse successive al terremoto di ieri alle ore 07:40 di magnitudo 6.5 (l’epicentro è la stella rossa).

Dalle 11.00 di stamattina (ora dell’ultimo aggiornamento) non si sono verificati altri terremoti di magnitudo uguale o maggiore di 4.0.

In mappa la situazione complessiva di tutta la sequenza iniziata il 24 agosto 2016.

La mappa della sequenza dal 24 agosto.

La mappa della sequenza dal 24 agosto.

Questo video mostra l’andamento spazio-temporale della sequenza simica dal 24 agosto al 31 ottobre.

animazione_31ott_def

Per una migliore visualizzazione del video si prega di cliccare sull’immagine.


Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

La magnitudo del terremoto del 30 ottobre 2016

Il terremoto di ieri mattina, 30 ottobre alle 7.40, ha avuto magnitudo Richter 6.1 e magnitudo momento Mw 6.5.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) utilizza entrambe le magnitudo: la magnitudo Richter, definita anche magnitudo locale ML, perché è molto rapida da calcolare ed è abbastanza affidabile per i terremoti fino a magnitudo 6; la magnitudo momento Mw, perché fornisce una stima più accurata dell’energia rilasciata dal terremoto e, in particolare, per quelli più forti.

La magnitudo Richter ML si calcola in pochissimi minuti e si comunica al Dipartimento della Protezione Civile dopo 2 minuti e alla popolazione tramite web e social media entro 30 minuti (in media dopo 12 minuti).

I valori preliminari di magnitudo, basati su dati incompleti ma disponibili già dopo pochi minuti dal terremoto, possono differire dalla magnitudo definitiva (fino a circa 0.5), ma sono indispensabili per scopi di protezione civile. Nei minuti successivi vengono aggiornati con stime più accurate non appena sono disponibili nuovi dati. Il procedimento usato è riportato su questo blog e sulla Guida al sito cnt.rm.ingv.it con gli eventi sismici in tempo reale.

Perché la magnitudo Richter non va bene per i terremoti forti?

Per capirlo dobbiamo innanzitutto spiegare come si calcolano le due magnitudo

La magnitudo Richter ML è ottenuta a partire dall’ampiezza massima delle oscillazioni registrate da un sismometro standard, chiamato Wood-Anderson, sensibile a onde sismiche con frequenza relativamente elevata di circa 0.8 Hz.ml

Questo metodo funziona abbastanza bene per i terremoti con magnitudo inferiore a 6.0.

imgresI terremoti di magnitudo maggiore, invece, emettono una parte importante di energia a frequenze più basse rispetto a 0.8 Hz, per cui la massima ampiezza misurata sul sismografo Wood-Anderson non rappresenta tutta l’energia emessa dal terremoto.

Per questo motivo i terremoti di magnitudo momento Mw maggiore di 6 tendono ad avere valori di magnitudo Richter ML molto simili (vedi figura al lato). In questi casi si deve quindi far ricorso alla magnitudo momento Mw.

Per calcolare la Msi deve analizzare una porzione molto lunga dei sismogrammi a larga banda, in modo da considerare tutta l’energia emessa e dare così un valore più realistico. Per far questo si deve aspettare la registrazione di tutto il segnale sismico alle varie (tante) stazioni della Rete Sismica Nazionale e analizzarle. Questo comporta dei tempi più lunghi, non compatibili con gli scopi di protezione civile e con il desiderio del pubblico di avere una informazione immediata.

Sul nostro sito cnt.rm.ingv.it è possibile vedere tutto quello che fa il personale in sala sismica e come le localizzazioni e le magnitudo cambiano quando arrivano nuovi dati e sono possibili nuove analisi.

Ieri mattina dopo 2 minuti abbiamo fornito telefonicamente al Dipartimento della Protezione Civile, una prima stima del valore della magnitudo ML pari a 6.1, specificando subito che il valore corretto sarebbe stato più alto e comunicato a breve. Questo valore è stato anche reso pubblico sul sito INGV 18 minuti dopo l’evento sismico.

Nei minuti successivi al terremoto è stata poi calcolata una prima stima della magnitudo momento Mw ottenendo un valore pari a 6.5 che è stato rivisto e confermato nelle due ore successive all’evento. La figura sotto riporta alcune delle stazioni sismiche utilizzate per il calcolo del momento sismico e della relativa magnitudo.

mw
Il valore ottenuto è ben calcolato perché sono stati utilizzati molti dati e la corrispondenza tra dati osservati e quelli modellati è molto buona. Tutti i dati dei sismometri delle reti sismiche INGV e di quelle collegate sono pubblici e possono essere scaricati e usati per calcolare i parametri ipocentrali, le magnitudo e altri dati.

La magnitudo momento viene calcolata anche da altri istituti internazionali. Al momento attuale queste sono le stime fornite da diversi enti:

Istituto internazionale Magnitudo calcolata
INGV 6.5
USGS 6.6
GFZ 6.5
CSEM 6.5

Come per qualsiasi misura di un parametro fisico, le stime sono affette da incertezze perché effettuate con diversi metodi, con dati di stazioni sismiche diverse e con diversi modelli della crosta terrestre. Questo spiega le differenze che talvolta caratterizzano le stime fornite dai diversi enti.

Un’altro aspetto importante, già trattato in un nostro articolo, è il legame tra il valore della magnitudo e il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti. Come detto esplicitamente nel post del 26 agosto la magnitudo NON è utilizzata per il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti; per questo scopo in passato sono stati utilizzati i valori di intensità calcolata sulla base della scala Mercalli (in realtà la scala Mercalli-Cancani-Sieberg).


Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Sequenza sismica in Italia centrale: aggiornamento, 31 ottobre ore 11.00

Dopo l’evento di ieri mattina, 30 ottobre, alle 07:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 sono stati localizzati complessivamente circa 560 eventi sismici in tutta l’area interessata dalla sequenza di questi mesi. Alle ore 11:00 sono 207 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 18 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV dopo il forte terremoto di ieri mattina.

L'area interessata dall'evento di questa mattina alle ore 07:40 di magnitudo 6.5 (l'epicentro è la stella rossa).

L’area interessata dalle scosse successive al terremoto di ieri alle ore 07:40 di magnitudo 6.5 (l’epicentro è la stella rossa).

Le scosse più forti (magnitudo uguale o maggiore di 4.0) dalle 07.40 di ieri mattina sono riportate in tabella:

Data e Ora (UTC)   Magnitudo  Provincia  Profondità  Lat Long
2016-10-31 07:05:44 4.2 Perugia 10 42.84 13.13
2016-10-31 03:27:40 4.2 Perugia 11 42.77 13.09
2016-10-30 18:21:09 4.0 Perugia 10 42.79 13.15
2016-10-30 13:34:54 4.5 Perugia 9 42.80 13.17
2016-10-30 12:07:00 4.6 Perugia 10 42.84 13.08
2016-10-30 11:58:17 4.0 Perugia 10 42.84 13.06
2016-10-30 11:21:08 4.1 Macerata 8 43.07 13.07
2016-10-30 10:19:26 4.1 Perugia 11 42.82 13.15
2016-10-30 08:35:58 4.4 Perugia 10 42.83 13.08
2016-10-30 07:34:47 4.0 Macerata 10 42.92 13.13
2016-10-30 07:13:05 4.5 Rieti 11 42.70 13.24
2016-10-30 07:08:35 4.3 Rieti 10 42.71 13.14
2016-10-30 07:07:53 4.2 Rieti 10 42.71 13.19
2016-10-30 07:05:56 4.1 Perugia 8 42.79 13.16
2016-10-30 07:04:59 4.0 Perugia 10 42.83 13.06
2016-10-30 07:00:40 4.1 Perugia 10 42.88 13.05
2016-10-30 06:55:40 4.1 Rieti 13 42.74 13.17
2016-10-30 06:44:30 4.6 Perugia 10 42.85 13.07
2016-10-30 06:40:17 6.5 Perugia 9 42.84 13.11

In mappa la situazione complessiva di tutta la sequenza iniziata il 24 agosto 2016.

La mappa della sequenza dal 24 agosto.

La mappa della sequenza dal 24 agosto.

L’Earthquake Report sintetizza in un’unica figura le informazioni relative all’area interessata dalla sequenza (sismicità storica, pericolosità sismica e sismicità recente) e l’impatto del terremoto del 30 ottobre, attraverso le shake maps (mappe si scuotimento in termini di intensità) e i risentimenti ricevuti attraverso il sito haisentitoilterremoto.it.

eq_report30ott

SHAKEMOVIE: Propagazione (preliminare) delle onde sismiche del terremoto del 30 ottobre 2016 ore 07:40 (M 6.5)

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.5 delle ore 07.40 del 30 ottobre 2016 che ha coinvolto l’Italia Centrale.


L’animazione è necessariamente preliminare in quanto saranno noti solo nei prossimi giorni i dettagli del processo di rottura che, per eventi di questa magnitudo, sono fondamentali per un’accurata simulazione della propagazione delle onde. Una volta analizzati saranno inclusi in un’animazione a più alta risoluzione.

La scala dei colori è otto volte superiore allo shakemovie realizzato per il terremoto di 24 agosto 2016.


Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale. Sono rappresentati i primi 2 minuti a partire dall’origine dell’evento sismico.

Non si tratta di un’animazione artistica ma della soluzione delle equazioni che descrivono il processo di propagazione.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa. In questo caso si osserva, ad esempio, che le onde si sono propagate con maggiore intensità e più a lungo verso le regioni adriatiche, verso il Lazio e la Toscana meridionale.

L’animazione è generata attraverso la procedura descritta in questo articolo del blog.

snapshot

Dettaglio tecnico:

per ridurre i tempi di calcolo e viste le limitate conoscenze attuali dei dettagli del sottosuolo, la simulazione a scala italiana di questa animazione è relativamente “a bassa frequenza”, visualizza cioè le frequenze delle onde fino a 0.25 Hz. Questo significa che il fronte d’onda “interagisce” con oggetti delle dimensioni di 2/4 km. La risposta sismica locale è quindi limitata agli effetti di strutture geologiche di queste dimensioni. Aumentando il contenuto in frequenze, si evidenzierebbero dettagli più piccoli e, ad esempio, l’amplificazione dovuta ai sedimenti. 

Per migliorare la visualizzazione delle onde lontano dall’epicentro, la scala dei colori è saturata a 0.08 m/s: tutti i valori superiori a 0.08 o inferiori a -0.08 hanno lo stesso coloro rosso scuro – blu scuro, rispettivamente.

a cura di Emanuele Casarotti e Federica Magnoni (INGV).


Licenza

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Sequenza sismica in Italia centrale: approfondimento e aggiornamento, 30 ottobre ore 16.00

Dopo l’evento di questa mattina, 30 ottobre, alle 07:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 sono stati localizzati circa 200 eventi sismici nella zona al confine tra Marche e Umbria. L’area interessata dalle repliche (aftershocks) del terremoto di questa mattina comprende un settore che si estende per circa 30 km, da Accumoli a sud fino a Visso a nord. Riprende quindi la parte settentrionale del sistema di faglie che si era attivato con il terremoto del 24 agosto e interessa anche la parte meridionale della struttura attivata il 26 ottobre. Alle ore 16:00 sono più di 118 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 15 i terremoti di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati la Rete Sismica Nazionale dell’INGV dopo il forte terremoto di stamattina.

Fino a questo momento il terremoto di questa mattina risulta l’evento più forte della sequenza iniziata con il terremoto del 24 agosto di magnitudo 6.0.

30_ottobre_ore16_2

L’area interessata dall’evento di questa mattina alle ore 07:40 di magnitudo 6.5 (l’epicentro è la stella rossa).

Le scosse più forti (magnitudo uguale o maggiore di 4.0) dalle 07.40 di questa mattina sono riportate in tabella:

Data e Ora (UTC) Magnitudo Provincia
2016-10-30 13:34:54 4.5 Perugia
2016-10-30 12:07:00 4.6 Perugia
2016-10-30 11:58:17 4.0 Perugia
2016-10-30 11:21:08 4.1 Macerata
2016-10-30 10:19:26 4.1 Perugia
2016-10-30 08:35:58 4.4 Perugia
2016-10-30 07:34:47 4.0 Macerata
2016-10-30 07:13:05 4.5 Rieti
2016-10-30 07:08:35 4.3 Rieti
2016-10-30 07:07:53 4.2 Rieti
2016-10-30 07:05:56 4.1 Perugia
2016-10-30 07:04:59 4.0 Perugia
2016-10-30 07:00:40 4.1 Perugia
2016-10-30 06:55:40 4.1 Rieti
2016-10-30 06:44:30 4.6 Perugia
2016-10-30 06:40:17 6.5 Perugia

In mappa la situazione complessiva di tutta la sequenza iniziata il 24 agosto 2016.

30_ottobre_ore16_1

La mappa della sequenza dal 24 agosto.

La faglia responsabile

Il meccanismo focale del terremoto di questa mattina è del tutto simile a quelli dei terremoti precedenti della sequenza, mostrando delle faglie orientate in senso SSE-NNO. L’analisi delle repliche e dei dati geologici e geodetici permetterà di risolvere l’ambiguità tra i piani e capire in che rapporto sta questo evento con quelli precedenti.

20161030_faglie_main__surface_faultingIn questa mappa vengono rappresentati gli epicentri dei terremoti del 30 ottobre 2016 (sismicità aggiornata alle ore 13.00). La scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre alle 07:40 è indicata con una stella rossa. Gli epicentri occupano un’area estesa circa 30 km in direzione NO-SE e circa 18 km in direzione NE-SO. Vengono inoltre indicate le prime segnalazioni di fagliazione superficiale (area evidenziata in blu).

ProfE_30ott

Nella figura viene rappresentata una sezione geologica (indicata nella mappa con una linea blu) fra Norcia e Monte Vettore, con la proiezione dell’ipocentro del terremoto di magnitudo 6.5 e l’ipotetico prolungamento del piano di faglia in superficie secondo l’inclinazione (dip) indicata dal meccanismo focale (~47°). L’intersezione del piano di rottura con la superficie si colloca in corrispondenza della zona del sistema di faglia del Monte Vettore-Monte Bove che viene ragionevolmente indicato come il sistema responsabile di quest’ultima sequenza sismica.

La sismicità storica dell’area

Riguardo alla sismicità storica della regione, valgono le considerazioni fatte per i terremoti precedenti. Il terremoto di stamattina (30 ottobre 2016, ore 7.40 italiane) localizzato nella zona a cavallo tra le province di Perugia e di Macerata ha interessato l’area già colpita dalle scosse del 24 agosto e 26 ottobre 2016. L’area interessata dalla sequenza diventa così più ampia estendendosi da Leonessa fino alla provincia di Ancona. Le località più importanti dell’area vicino all’epicentro del 30 ottobre sono i Comuni di Norcia, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Pieve Torina, tutti comuni caratterizzati da valori di pericolosità sismica alta e molto alta.

La storia sismica dell’area (eventi con I≥5.5 MCS) è ricca di eventi importanti anche se la maggior parte di essi risulta avvenuto a partire dal Settecento. La povertà delle conoscenze dei tempi antecedenti è tipica delle zone montane e poco abitate, cui la storiografia ufficiale dedica poca attenzione perché in genere più concentrata sugli avvenimenti riguardanti le città, quali centri del potere politico, culturale e economico.

La mappa dell’area della sequenza (la stella rappresenta l’evento del 24 agosto, M 6.0) con i terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15).

I terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) nell’area della sequenza (la stella bianca è l’evento del 30 ottobre, M 6.5).

Secondo il catalogo sismico CPTI15, diversi terremoti hanno più volte devastato Norcia, Visso e tutte le località che ricadono nell’area nursina (DBMI15). Il terremoto più antico risale al dicembre 1328 (Mw 6.5) ed ebbe effetti valutati al grado 9-10 MCS a Norcia e di 9 MCS a Visso.

Un altro evento importante è quello del 12 maggio 1730 (Valnerina, Mw 6.0) che ebbe effetti del grado 9 a Norcia, danneggiando diffusamente tutta l’area tra Visso e Leonessa, nel reatino. Vanno ricordati anche il terremoto del 27 giugno 1719 (Mw 5.6) sempre nei pressi di Preci, dove raggiunse effetti di grado 8 MCS, e quello del 22 agosto 1859 con intensità a Norcia pari al 8-9 grado.

Ma il terremoto più importante dell’area della Valnerina è quello del 14 gennaio 1703 (Mw 6.9), un evento catastrofico che devastò decine di paesi nell’Appennino umbro-reatino e fece danni più lievi ma diffusi anche a Roma. Norcia venne rasa al suolo, come Cittareale, Accumoli, Antrodoco e molte altre località tra la Valnerina e il reatino. Infine citiamo il terremoto del 19 settembre 1979 (Mw 5.8), l’ultimo fra quelli significativi della Valnerina, causò a Norcia danni gravi (8 MCS), ed effetti di grado 7 MCS a Preci e a Visso, e di 6-7 sia a Ussita che a Castelsantangelo sul Nera.

Per quanto riguarda la sismicità recente, si ricorda come l’area interessata sia ubicata tra la zona attivata con la sequenza sismica del 1997 in Umbria-Marche e a sud quella dell’Aquila del 2009.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: