Archivio mensile:marzo 2016

Evento sismico in provincia di L’Aquila, 16 marzo ore 19:11: informazioni sulla magnitudo

Un terremoto di magnitudo ML 1.1 è avvenuto questa sera alle ore 19:11:52 italiane (16 marzo 2016 ore 18:11:52 UTC) in provincia di L’Aquila. 

Per motivi di trasparenza si reputa opportuno comunicare che la sala di sorveglianza sismica dell’INGV di Roma ha inizialmente pubblicato sul sito http://cnt.rm.ingv.it un valore errato della magnitudo del terremoto, pari a ML 4.2. Detta magnitudo è stata prontamente sostituita (poco più di un minuto più tardi) inserendo quella corretta pari a ML 1.1.

LAquila_m1.1_16.03.2016

Si sottolinea che errori come quello odierno si possono verificare per svariati motivi e l’importante è che vengano prontamente corretti e comunicati come nel caso su citato.

Maggiori informazioni sull’evento sulla pagina informativa del Centro Nazionale Terremoti: (http://cnt.rm.ingv.it/event/6510941

A cura di Alberto Michelini, Direttore del Centro Nazionale Terremoti, INGV.

Evento sismico di magnitudo 7.8 a sud-ovest di Sumatra, 2 marzo 2016

Un terremoto di magnitudo M 7.8 è stato localizzato alle ore 13:49 italiane (12:49 UTC) del 2 Marzo 2016, circa 800 km ad ovest della costa meridionale dell’isola di Sumatra in Indonesia, ad una profondità di circa 24 km.

mappa-geol

Mappa con la localizzazione del terremoto (stella gialla) di magnitudo 7.8 del 2 marzo 2016; la linea rossa indica la zona di subduzione che costituisce il confine tra la Placca Indo-Australiana posta a ovest e la Placca di Sunda a est. La parte nord di questa stessa zona di subduzione ha generato il terremoto di magnitudo M 9.1 del 26 dicembre 2004 (un enorme terremoto per sovrascorrimento, mega-thrust), mentre il settore centrale è stato interessato da altri due terremoti di magnitudo inferiore. Le aree evidenziate in verde ne indicano le zone di rottura. Generalmente questi terremoti da mega-thrust sono associati a tsunami. Le frecce bianche indicano la direzione e l’entità del movimento relativo tra le due placche che costituisce il motore della sismicità dell’area. La mappa è stata tratta dal sito dell’USGS (http://earthquake.usgs.gov/) e modificata.

La scossa principale è stata seguita da un’importante replica di magnitudo M 5.1 avente all’incirca la stessa localizzazione. Il terremoto è stato causato dal movimento di una faglia che deforma la litosfera oceanica della Placca Indo-Australiana; l’epicentro è posizionato all’incirca 600 km a sud-ovest della zona di subduzione che ne definisce il confine con la placca di Sunda. In questa zona, la Placca Indo-Australiana si muove verso nord-nord-ovest con una velocità di circa 55 mm/anno relativamente alla Placca di Sunda. Il meccanismo focale della scossa principale è di tipo trascorrente, con due possibili piani di faglia orientati uno in senso est-ovest e l’altro in senso nord-sud. Esiste incertezza sulla reale orientazione del piano di faglia perché nella stessa zona sono stati registrati in passato terremoti generati da faglie con entrambe le orientazioni. Questo è possibile perché i due gruppi di faglie costituiscono un sistema “coniugato”, ossia i due sistemi di faglie coesistono e possono essere entrambi attivati nel medesimo campo di stress generato dal moto relativo delle placche. In effetti, terremoti di elevata magnitudo generati da faglie trascorrenti non sono inusuali in questa zona, che definisce un limite di placca diffuso tra l’India e l’Australia. Ad esempio, nel 2012 due terremoti di magnitudo M 8.6 e M 8.2, avvenuti nello stesso giorno, sono stati localizzati 700-800 km a nord del terremoto del 2 Marzo 2016. Nonostante l’elevata magnitudo di questi eventi, a causa della loro distanza dalle isole abitate, raramente provocano vittime. Inoltre, poiché il movimento sulle faglie trascorrenti è di tipo prevalentemente orizzontale, esse provocano generalmente poca deformazione verticale del fondale marino, non innescando quindi importanti onde di tsunami.

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Sciame sismico in provincia di Roma: aggiornamento del 3 marzo 2016

Dal 24 febbraio, le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia stanno localizzando alcune scosse di bassa magnitudo ad est di Roma, scosse che vengono risentite dalla popolazione.

Roma_3marzo_ore12

La sismicità registrata dal 1 gennaio al 3 marzo 2016 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. Il riquadro in basso a destra mostra un particolare della mappa di pericolosità sismica.

Fino alle 11.00 di oggi, 3 marzo, sono stati localizzati 14 terremoti, la maggior parte dei quali ha avuto magnitudo ML minore di 2.0. I tre eventi più forti si sono verificati ieri, 2 marzo 2016, alle ore 07:12 italiane (magnitudo M=2.5), alle ore 17:53 italiane (M=2.2), alle ore 17:56 italiane (M=2.0). Questi eventi sono stati localizzati a una profondità compresa tra gli 8 e i 10 km. Leggi il resto di questa voce

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