Archivio mensile:gennaio 2016

Evento sismico nello Stretto di Gibilterra, M 6.3, 25 gennaio 2016

Un terremoto di magnitudo M 6.3 è stato localizzato dall’INGV alle ore 05:22 italiane (04:22 UTC) di questa mattina, 25 gennaio, nel Mare di Alboran ad est dello Stretto di Gibilterra. L’epicentro è stato localizzato 150 km ad est di Gibilterra, 86 km a nord di Melilla (enclave spagnola del Marocco) e 50 km a nord di Al Hoceima in Marocco.

Localizzazione del terremoto di magnitudo 6.3 avvenuto questa mattina alle ore 05:22 italiane nello Stretto di Gibilterra.

Localizzazione del terremoto di magnitudo 6.3 avvenuto questa mattina alle ore 05:22 italiane nello Stretto di Gibilterra.

Secondo i dati del Euro Mediterranean Seismological Center (CSEM), la scossa principale è stata preceduta da una scossa di M 5.0, avvenuta giovedì 21 gennaio 2016 alle ore 14:47 italiane (13:47 UTC), ed è stata seguita da diverse repliche, di cui 4 con magnitudo superiore a 5 risentite sia lungo la costa spagnola che quella marocchina. La scossa principale è stata molto risentita in Spagna meridionale e lungo la costa settentrionale del Marocco. Sono stati riportati dei leggerissimi danneggiamenti a Melilla. Leggi il resto di questa voce

Eventi sismici in provincia di Campobasso: aggiornamento del 17 gennaio 2016 e approfondimento

L’area epicentrale dell’evento di magnitudo ML 4.1 avvenuto ieri sera alle ore 19:55:11 italiane (16 gennaio 2016 ore 18:55:11 UTC) in provincia di Campobasso è stata interessata negli ultimi giorni da numerosi terremoti.

Dal 1 gennaio 2016 ad oggi sono stati localizzati circa 80 eventi di cui la maggior parte dei quali è avvenuta negli ultimi 4 giorni. Sono circa 40 i terremoti  di magnitudo pari o superiore a 2.0 con tre eventi di magnitudo superiore a 3.0: il terremoto di magnitudo ML4.1 (Mw 4.3) delle ore 19.55 italiane del 16 gennaio, ML 3.4 delle ore 21.00 italiane del 16 gennaio, ML 3.2 delle ore 01.28 italiane del 17 gennaio.

Come accade per la maggior parte dei terremoti di magnitudo maggiore di 3.5 anche per il il terremoto di magnitudo ML4.1 è stato calcolato il meccanismo focale con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://cnt.rm.ingv.it/tdmt) ed è stato ottenuto anche il valore della Magnitudo Momento Mw pari a 4.3.

Sequenze1

Gli eventi sismici avvenuti vicino Campobasso dal 1 al 17 gennaio 2016 (aggiornati alle ore 18.00 italiane). Il cerchio più grande è l’epicentro del terremoto di magnitudo ML 4.1 (Mw 4.3).

Il terremoto ha avuto un meccanismo di tipo distensivo, con l’attivazione di una faglia “normale” o “estensionale” orientata parallelamente alla catena appenninica. Questo tipo di meccanismo è coerente con i terremoti precedenti della catena appenninica, da quello dell’Irpinia del 1980 a quello dell’Aquila del 2009, passando per altri terremoti minori. Questo tipo di movimenti distensivi sono causati dal processo di estensione in atto da molte centinaia di migliaia di anni nella catena appenninica, che viene anche evidenziato dalle geologia recente e dai dati geodetici. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico in provincia di Campobasso, M 4.1, 16 gennaio ore 19:55

Un terremoto di magnitudo ML 4.1 è avvenuto questa sera alle ore 19:55:11 italiane (16 gennaio 2016 ore 18:55:11 UTC) in provincia di Campobasso. L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV a circa 6 km dalla città di Campobasso ad una profondità di 10 km.

Campobasso

Oltre alla città capoluogo i comuni entro 10 km dall’epicentro sono tutti in provincia di Campobasso: Baranello, Busso, Mirabello Sannitico, Vinchiaturo, Ferrazzano, Oratino, Colle d’Anchise, Casalciprano, San Giuliano delSannio, Spinete, Cercepiccola, Castropignano, Ripalimosani.

Maggiori informazioni sull’evento sulla pagina informativa del Centro Nazionale Terremoti: http://cnt.rm.ingv.it/event/6376371

Secondo i questionari arrivati fino a questo momento sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto di questa sera è stato risentito in gran parte della provincia di Campobasso ed Isernia, ma anche in alcune zone delle province limitrofe di Caserta, Benevento e Foggia. Di seguito la mappa (aggiornata alle ore 20:30) del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione dei risentimenti sul territorio.

L’area epicentrale dell’evento di questa sera è stata interessata negli ultimi giorni e, in modo particolare, nelle ultime ore da numerosi terremoti di bassa magnitudo. Dal 1 gennaio 2016 ad oggi sono stati registrati  circa 40 eventi di cui 36 avvenuti negli ultimi 3 giorni (aggiornamento delle ore 20:40). Di questi uno dei più forti prima dell’evento di magnitudo 4.1 era stato il terremoto di magnitudo 2.9 di oggi pomeriggio alle 14.12 italiane. Dopo l’evento sismico delle ore 19:55 al momento (ore 20:40) sono stati localizzati altri 3 terremoti di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.6.

I terremoti del ‘900: il terremoto del 15 gennaio 1968, disastro naturale e disastro sociale

Vita (TP), 14 Gennaio 1968.

Da poco si è conclusa un’assemblea cittadina nella sala del consiglio comunale e, mentre gli uomini continuano a discutere animatamente, i bambini giocano ad acchiappareddu. All’improvviso, da una della case basse che danno sulla piazza, esce un uomo che afferra per i polsi uno dei bambini e lo spinge dentro casa gridando: ”Dentro, dentro, disgraziato! Dentro che c’è lu terremoto”. E lo trascina dentro casa, sbarrando il portone con tutti i ferri disponibili. Per chiudere fuori il terremoto.

Questo episodio, raccontato da Lorenzo Barbera in uno dei suoi libri, ci dà un’immagine quasi fotografica dell’impreparazione, quasi del rifiuto che l’idea stessa di terremoto generava tra la gente del Belice. Dopo le prime scosse accadute nel pomeriggio e nella serata del 14 gennaio causando danni limitati, un terremoto di magnitudo stimata Mw pari a 6.3 alle 3.01 del mattino del 15 gennaio 1968 si abbatté sulle case della gente del Belice, sulle loro vite, sui loro paesi, sulla loro storia e li distrusse per sempre. E distrusse anche quella ingenua speranza di tener lontano il disastro, che diventò invece una sorta di spartiacque del tempo, tanto che ancora oggi tra la gente del Belice si parla di “prima” e “dopo” il terremoto. In generale, questo concetto vale un po’ per tutta l’Italia. Tanto è vero che prima del 15 gennaio 1968 nessuno conosceva l’esistenza di Gibellina, Santa Ninfa, Montevago, Contessa Entellina, S. Margherita Belice, Vita, Salaparuta, Poggioreale. Da quella data in poi questi nomi sono entrati nell’immaginario collettivo come sinonimo di disastro. Disastro naturale e disastro sociale.

Copertina de “L’Unità” all’indomani del terremoto del 15 Gennaio 1968

Copertina de “L’Unità” all’indomani del terremoto del 15 Gennaio 1968.

La sequenza sismica

I freddi numeri raccontano di una sequenza sismica durata molto a lungo, sino a febbraio del 1969. La scossa principale fu preceduta da una serie di eventi minori iniziati il 14 Gennaio, di cui tre con magnitudo momento Mw compresa fra 4.9 e 5.2, e seguita da altri 79 eventi, con una forte replica di magnitudo Mw=5.5 il 25 gennaio (CPTI11). Dalla fine di gennaio al 1° giugno dello stesso anno furono registrati dall’Università di Messina altri 65 terremoti con magnitudo M≥3 e circa un migliaio di repliche con magnitudo M≥2. Per quel che riguarda la profondità, molti studiosi concordano con Bottari (1973) che sostiene una localizzazione crostale degli ipocentri (profondità ≤28 km), compresi i terremoti più forti. Secondo Anderson e Jackson (1987), invece, le profondità focali arriverebbero fino a 36 km. E’ da sottolineare che si discute ancora molto sulla localizzazione delle scosse principali della sequenza, sulle loro profondità e sulla determinazione della magnitudo. Tutti questi parametri risentono, ovviamente, della modesta densità di stazioni sismiche al tempo del terremoto e sulla non ottimale qualità dei pochi dati strumentali disponibili.

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Italia sismica: i terremoti di novembre e dicembre 2015

Negli ultimi due mesi del 2015 la Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato poco più di un migliaio di terremoti per ognuno dei due mesi. In particolare a novembre sono stati registrati 1030 terremoti mentre a dicembre 1076. La media giornaliera si è attestata per entrambi i mesi intorno a 34 eventi, in linea con la seconda parte del 2015 che ha visto un calo del numero di eventi registrati.   

I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di novembre 2015.

I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dal 1 al 30 novembre 2015.

La sismicità del mese di novembre è stata caratterizzata da terremoti di bassa magnitudo, inferiore a 4.0. L’unico evento che ha superato questa soglia (magnitudo Mb 4.8) è avvenuto il primo giorno del mese ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale al confine tra la Slovenia e la Croazia, a pochi chilometri da Zagabria.

Grafico dell’andamento temporale dei terremoti registrati nei mese di novembre.

Grafico dell’andamento temporale dei terremoti registrati nei mese di novembre.

Il grafico sopra mostra l’andamento temporale dei terremoti avvenuti su tutto il territorio nazionale dal 1 al 30 novembre 2015. Si nota l’assenza di terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 4.0 tranne che per l’evento Mb 4.8 localizzato tra Slovenia e Croazia,  mentre sono stati 18 gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9 e 98 quelli tra magnitudo 2.0 e 2.9.

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