Archivio mensile:dicembre 2015

I terremoti nella STORIA: Il terremoto della notte di Natale, Rimini, 25 dicembre 1786

Sono molte e diverse le ragioni per le quali vale la pena ricordare ad una comunità un terremoto che nel passato l’ha colpita. Nel caso del terremoto riminese del Natale 1786, fra le tante ragioni, ne ricordiamo almeno tre.

Una appartiene semplicemente all’ambito delle curiosità: non sono molti i terremoti storici verificatisi nella nostra storia sismica il giorno di Natale, quello del 1786 è uno dei più importanti certamente. Peraltro, sempre restando nell’ambito delle curiosità, nella storia sismica riminese (sotto riportata) la vicinanza alle festività è una ricorrenza decisamente singolare, se consideriamo che il terremoto del 1672 (magnitudo Mw 5.6), avvenne il 14 aprile, nel giorno del Giovedì Santo, e che il più recente forte terremoto dell’area, nel 1916 (Mw 6.1), avvenne il 16 agosto. Ma sono pure curiosità prive di significato: i terremoti avvengono di giorno o di notte, d’inverno o d’estate, nei giorni comandati o nelle occasioni più improbabili. Nessun significato in tutto questo.

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Storia sismica di Rimini dall’anno 1000 al 2006, DBMI11

Il secondo motivo che rende importante ricordare un forte terremoto riminese è nella rilevanza che ha il terremoto nelle valutazioni di rischio di quest’area: basti osservare quanto importante sia stato lo sviluppo edilizio dell’area dopo l’ultimo forte terremoto del 1916 (vedi figura sotto), ricordando che una parte rilevante di questa espansione edilizia è avvenuta in assenza di normativa sismica e che nel periodo estivo quest’area ospita milioni di turisti.

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Vedute aeree del riminese del 1943 e del 2005 che evidenziano l’espansione dell’area urbanizzata tra questi due periodi.

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I terremoti del ‘900: La “catastrofe sismica” del 28 dicembre 1908

«Ormai in quel lido, non altra opera umana si compie che l’ultima; il seppellimento. Non si aggirano tra le rovine se non fossori. E i fossori sono militi, come dopo una battaglia. E fu invero una battaglia quale mai non si raccontò nella storia degli uomini. Una immensa torma di cavalli […] sembrò passare al galoppo, sottoterra, nella fragorosa carica di un minuto. Una bocca di fuoco sparò […] col rombo di cento cannoni in uno, nel cupo silenzio della notte. E il mare si alzò di cinquanta metri, e la terra si abbassò e poi balzò su. E un soffio vastissimo di luce rossa, come un’improvvisa aurora boreale, alitò dal lido opposto; e un astro o più astri si sgretolarono in cielo. Fu una battaglia davvero, ma di Titani, ridesti dal loro sonno millenario in fondo agli abissi, e ritrovatisi in cuore la terribile loro collera primordiale. Ora in quel campo di battaglia, battaglia durata un attimo, dopo quindici giorni si procede all’opera ultima e postuma».

Con queste parole commosse Giovanni Pascoli commemorò nel gennaio 1909 all’Università di Bologna le vittime causate dal terremoto e dal maremoto che il 28 dicembre 1908 avevano devastato entrambe le sponde dello Stretto di Messina. Fu quella la più grave catastrofe che il giovane Stato italiano si trovò ad affrontare per l’altissimo numero di morti e le distruzioni subite da centinaia di centri abitati. Il suo impatto sulla pubblica opinione fu straordinario e lasciò un’impronta indelebile non solo nella realtà delle aree colpite, ma anche nella coscienza e nella memoria storica del Paese e dell’intera Europa. Al di là dell’emozione suscitata dalle molte migliaia di vittime, questa fama si spiega col fatto che furono distrutte due città importanti come Reggio Calabria e, soprattutto, Messina, che era il capoluogo economico e geografico dello Stretto e il cui porto era d’importanza strategica e commerciale lungo le rotte che collegavano i bacini del Tirreno e del Mediterraneo centrale con il canale di Suez.

Militari impegnati a Messina nell’opera di soccorso (La Domenica del Corriere, 24 gennaio 1909).

Militari impegnati a Messina nell’opera di soccorso (La Domenica del Corriere, 24 gennaio 1909).

Ciò che oggi sappiamo sugli effetti del terremoto e del maremoto del 28 dicembre 1908 deriva da un insieme di fonti di vario tipo (giornalistiche, istituzionali e scientifiche) e la ricostruzione più recente e completa del quadro complessivo di tali effetti è contenuta nell’articolo di Guidoboni e Mariotti (2008), di cui questo post rappresenta una breve sintesi. Tale articolo è parte del volume antologico Il terremoto e il maremoto del 28 dicembre 1908 (2008), pubblicato nel centenario dell’evento dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dal Dipartimento della Protezione Civile, che fa il punto a un secolo di distanza sulle conoscenze di carattere storico e scientifico accumulate su questo evento epocale.

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Evento sismico al largo della costa siciliana centro settentrionale (Palermo), Ml 4.0, 20 dicembre: aggiornamento e approfondimento

Il terremoto di magnitudo ML 4.0 avvenuto questa mattina alle ore 10:46 italiane (20-12-2015 09:46 UTC) al largo della costa siciliana centro settentrionale, ha avuto una sola replica di magnitudo ML 3.1 alle ore 12:15 italiane.

Trattandosi di terremoti abbastanza distanti dalla costa, la localizzazione e la profondità si calcolano con molta difficoltà con i dati della Rete Sismica Nazionale, essendo le prime stazioni distanti circa 30 km dagli epicentri. Pertanto la determinazione della profondità ipocentrale è ottenuta fissando il valore a 5.0 km.

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Gli eventi sismici avvenuti questa mattina al largo della costa siciliana centro settentrionale: le due stelle bianche rappresentano l’evento delle ore 10:46 italiane di magnitudo ML 4.0 e quello delle ore 12:15 italiane di magnitudo ML 3.1. In questa mappa è mostrata anche la sismicità dal 1985 al 2014. Il cerchio rosso più grande è il terremoto di magnitudo ML 5.6 (Mw 5.9) del 6 settembre 2002. Il cluster di epicentri che si vede a nordest di questo evento sono le repliche (aftershocks) di quest’ultimo, avvenuti tra settembre e ottobre 2002.

La zona interessata da questi terremoti appartiene a una più ampia fascia di deformazione ben nota per la sismicità precedente. Si tratta di una fascia orientata in senso circa est-ovest che corre parallelamente alla costa settentrionale siciliana (30-50 km a nord di essa) che in passato ha avuto terremoti di magnitudo fino a ~6, tra i quali ricordiamo quello al largo di Palermo del 6 settembre 2002 di magnitudo ML 5.6 (Mw 5.9) che provocò danni a Palermo (Imax VI). A parte i terremoti della sequenza del 2002, tutti di magnitudo di poco superiore a 4.0 e tutti più distanti dalla costa di quello odierno, da rilevare un terremoto con Mw=4.3 del 13 aprile 2013 che è localizzato tuttavia quasi 25 km a Ovest di quello avvenuto oggi (http://iside.rm.ingv.it).

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La sismicità storica evidenzia terremoti nella medesima area con magnitudo sempre inferiore a 5.9 (quadrati gialli)come gli eventi sismici del 6 settembre 2002, del 15 gennaio 1940 e del 1 settembre 1726 (http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).

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Evento sismico al largo della costa siciliana centro settentrionale (Palermo), Ml 4.0, 20 dicembre ore 10:46

Questa mattina alle ore 10:46 italiane (20-12-2015 09:46 UTC) è stato registrato un terremoto di magnitudo ML 4.0  localizzato al largo della Costa siciliana centro settentrionale ad una trentina di Km dalla città di Palermo. La profondità dell’evento è stata di circa 5 Km.

Le città con almeno 50.000 abitanti  più vicine all’epicentro sono Bagheria e Palermo a circa 30 km di distanza.

Costa Siciliana centro-settentrionale (Palermo)

Come si evince dalla mappa preliminare degli effetti del terremoto ricavate dai questionari compilati sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it, il terremoto è stato risentito lungo la costa siciliana centro settentrionale e in particolare a Palermo.

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Mappa preliminare degli effetti del terremoto ricavate dai questionari compilati sul sito http://www.haisentitoilterremoto.it (aggiornamento ore 11:30).

Per ulteriori informazioni visita la pagina di evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/6316841

Sciame sismico sull’Etna: aggiornamento del 9 dicembre 2015

Ieri, 8 dicembre 2015, le stazioni della Rete Sismica della Sicilia Orientale gestita dell’Osservatorio Etneo (INGV-Catania) hanno registrato uno sciame sismico nel medio-alto versante nord-orientale dell’Etna.

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati disponibili al momento. Gli orari degli eventi sono espressi in UTC (-1h rispetto all'ora solare italiana). http://www.ct.ingv.it/it/terremoti-recenti-etna.html

Localizzazione degli eventi sismici avvenuti negli ultimi 7 giorni . I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati disponibili al momento. Mappa da http://www.ct.ingv.it/it/terremoti-recenti-etna.html

Gli eventi principali si sono verificati alle ore 10:28 italiane (magnitudo M=3.6), alle ore 10:32 (M=2.7), alle ore 10:36 (M=2.3) e alle ore 11:53 (M=3.2), alle ore 21:06 (M=2.1). Questi eventi sono stati localizzati nella zona compresa tra Piano Provenzana e Piano Pernicana a una profondità di circa 2-4 km.

foto a sinistra, di Boris Behncke dell'INGV-Osservatorio Etneo, scattata il mattino del 9 dicembre 2015

L’Etna in attività la mattina del 9 dicembre 2015 (Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo).

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