Archivio mensile:agosto 2015

Variazioni magnetiche, elettriche, elettromagnetiche e terremoti

In diverse occasioni si è riscontrato che terremoti e attività vulcanica sono associati a variazioni, o segnali, magnetici, elettrici ed elettromagnetici (che chiameremo in generale segnali EM) di origine naturale. Su questo argomento è disponibile una vastissima letteratura e in diversi testi di geofisica si trovano capitoli che trattano di sismo-magnetismo e/o vulcano-magnetismo, termini usati per classificare le discipline che studiano questi aspetti. Negli ultimi decenni osservazioni effettuate in molte aree del mondo hanno permesso di raccogliere una grande quantità di segnali che mostrano variazioni EM associabili a eventi tettonici e vulcanici. Molti ricercatori si sono impegnati a trovare meccanismi teorici per mettere in relazione questi segnali EM con gli eventi tettonici e vulcanici che li genererebbero.

De_Magnete_Title_Page_1628_editionSono passati più di 400 anni da quando William Gilbert pubblicò il suo ‘De Magnete, Magneticisque Corporibus, et de Magno Magnete Tellure’ (Sul magnete, i corpi magnetici e sul grande magnete Terra), nel quale si concludeva che il magnetismo della Terra era una proprietà planetaria permanente e che proveniva dal suo interno. Pochi decenni più tardi Henry Gellibrand mostrò che il campo magnetico terrestre mostrava anche una lenta variazione temporale, detta in seguito variazione secolare.

Oggi le nostre conoscenze sul magnetismo, in generale, e sul magnetismo terrestre in particolare, sono notevolmente accresciute ma, come spesso accade, più si conosce e più problemi si aprono. Leggi il resto di questa voce

I terremoti nella STORIA: Il terremoto del 14 agosto 1846 di Orciano Pisano

“… ecco che la sala comincia da prima a vibrare; alla vibrazione succede un agitazione violenta in direzione orizzontale con un rumore vorticoso orribile. […] Accorro ad una delle finestre che mette nel giardino di una prossima casa, e quivi fui testimonio di uno de’ spettacoli più terribili, che possono occorrere allo sguardo dell’uomo. Le case dintorno erano agitate in una maniera spaventevole; gli alberi del giardino co’ loro movimenti annunziavano la violenta agitazione dell’ atmosfera; questi movimenti associati a quelli della sala in cui io era mi produssero una vertigine, la quale mi obbligò ad aggrapparmi alla finestra. L’agitazione seguiva evidentemente in direzione orizzontale di va e vieni, ma con violenza estrema. In tale terribile situazione cominciano a cadermi addosso calcinacci dalla sala; le grida che si sollevavano dalle case vicine aumentavano l’orrore del flagello. Fu un istante che io credei la città nabissare. Allora sospinto da un impulso istintivo ascendo sulla finestra per saltare nel sottoposto giardino. Ma un residuo di riflessione mi ritenne. Il suolo a poco a poco ritornò nella sua primiera tranquillità.”

Sono queste le parole con cui Leopoldo Pilla descrive il terremoto del 14 agosto 1846 che colpì la Toscana occidentale.

Leopoldo Pilla - Poche parole sul tremuoto

Frontespizio del racconto di Leopoldo Pilla sul terremoto pisano del 1846 (Pilla, 1846a). Si notino le parole “sul tremuoto” deformate a voler rappresentare lo scuotimento.

Pilla era titolare della cattedra di geologia all’Università di Pisa e quel giorno si trovava nelle sale del Museo di Storia Naturale, dove ancora oggi ha sede il Dipartimento di Scienze della Terra. Il racconto è contenuto in un opuscolo dato alle stampe 5 giorni dopo il terremoto.

Il terremoto ha la peculiarità di avere interessato un’area prossima alla costa tirrenica toscana che non è certo conosciuta per essere fra le più sismiche in Italia. Quello dell’agosto 1846, infatti, fu un evento distruttivo che colpì un’area caratterizzata da una sismicità “moderata”, di livello medio-basso, decisamente meno intensa e frequente di quella che caratterizza, ad esempio, il tratto di catena appenninica che si estende dalla Lunigiana-Garfagnana alla Val Tiberina, passando per il Mugello (per rimanere in area toscana). A tutt’oggi la magnitudo stimata sulla base degli effetti del terremoto (Mw 5.9 secondo il catalogo CPTI11) rimane la magnitudo più elevata di tutta la costa tirrenica, dalla Toscana fino alla Campania.

Molte informazioni su questo terremoto derivano dalle estese descrizioni sui suoi effetti e sulle interpretazioni geologiche scritte degli studiosi dell’Università di Pisa che percorsero in lungo e in largo il territorio colpito dall’evento e riportarono le loro osservazioni in diversi libri monografici.

Il risentimento nelle località

La scossa principale avvenne il 14 agosto alle 12:53 e fu seguita da un’altra scossa forte alle ore 22:00 dello stesso giorno. Fu colpita l’area collinare al confine tra le attuali province di Pisa e di Livorno, compresa tra le valli dei fiumi Arno, a nord, e Cecina a sud.

I centri maggiormente danneggiati furono quelli situati nella valle del torrente Fine e sulle colline che si estendono a sud di Pontedera e della valle dell’Arno, ad est della città di Livorno. Danni molto gravi interessarono anche alcuni paesi collocati più a sud, nella valle del fiume Cecina.

Distribuzione degli effetti macrosismici del terremoto toscano del 14 agosto 1846 secondo Guidoboni et al. (2007) [figura da: DBMI11].

Distribuzione degli effetti macrosismici del terremoto toscano del 14 agosto 1846 secondo Guidoboni et al. (2007) [figura da: DBMI11].

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Eventi sismici alle Isole Eolie: aggiornamento e approfondimento

Questa notte alle ore 00:46 italiane (ore 22:46:24 UTC del 8 agosto 2015) si è verificato un terremoto con magnitudo ML=4.1 alle Isole Eolie (Messina). L’epicentro del terremoto è circa 8 km a O-NO dall’isola di Alicudi e la sua profondità è di 14 km.

Eolie_strumentale BLOG

Gli eventi sismici avvenuti alle Isole Eolie, 8 e 9 agosto 2015 (aggiornati alle ore 17.00 italiane). Il quadrato è l’epicentro del terremoto di magnitudo 4.1.

Al momento (le ore 17 del 9 agosto 2015), si sono verificate tre repliche con magnitudo Ml>=2.0 nella medesima zona, mentre l’evento principale era stato preceduto da 4 eventi nelle ore precedenti con magnitudo ML>=2.0, di cui 2 (alle ore 20:15 e 22:34 italiane) con magnitudo ML>=3.0, pari a 3.4 e 3.1 rispettivamente.

La zona interessata dalla sequenza sismica in corso appartiene a una più ampia fascia di deformazione ben nota per la sismicità precedente. Si tratta di una fascia orientata in senso circa est-ovest che corre parallelamente alla costa settentrionale siciliana (30-50 km a nord di essa) che in passato ha avuto terremoti di magnitudo fino a ~6, tra i quali ricordiamo quello al largo di Palermo nel settembre 2002. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone: aggiornamento e approfondimento

Il terremoto di magnitudo ML 4.1 avvenuto oggi 3 agosto 2015 alle ore 09:27 italiane in Calabria, è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV al confine tra le province di Cosenza e Catanzaro a una distanza di circa 28 km da entrambi i capoluoghi.

Il terremoto è stato avvertito in una vasta area della Calabria, come evidenziato dai questionari sul web del sito dell’INGV, http://www.haisentitoilterremoto.it/, http://mappe.haisentitoilterremoto.it/5884121/mcs.jpg.

In pratica, è stato avvertito con un intensità pari al IV MCS a Catanzaro, Lamezia TermeCosenza.

mcs_3.8.15

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa. (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/5884121/mcs.jpg)

L’area è stata interessata nelle immediate vicinanze da terremoti storici molto rilevanti. Nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI11 gli eventi significativi più vicini sono:
l’evento del 1638 di magnitudo Mw7.0 a Ovest-SudOvest dell’evento odierno, gli eventi a Ovest-NordOvest del 1854 e 1870 di magnitudo Mw6.2 e Mw6.1 rispettivamente. Il terremoto del 1638 a NordEst di magnitudo Mw6.9 e l’evento del 1832 di magnitudo Mw6.6 a Est-SudEst. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, Ml 4.1, 3 agosto ore 9.27

Oggi, 3 agosto 2015, alle ore 09:27 italiane (03-08-2015 07:27:48 UTC) è stato localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.1  tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone ad una profondità di 26 km.

I Comuni entro 10 km e 20 km dall’epicentro sono:

comuni3.8.15_ore7.27

Il terremoto è stato localizzato

27 Km a NE di Lamezia Terme (70336 abitanti)
28 Km a SE di Cosenza (69484 abitanti)
28 Km a N di Catanzaro (89364 abitanti)
52 Km a W di Crotone (58881 abitanti)
Localizzazione dell’evento di questa sera, ML 3.7, in provincia di Trento sovrapposto alla Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

Localizzazione dell’evento di magnitudo ML 4.1, in provincia di Cosenza sovrapposto alla Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

Al momento (ore 10.15), sono 4 le repliche di questo terremoto terremoto di magnitudo compresa tra 1.1 e 2.7.

I questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ finora indicano che il terremoto è stato risentito in una vasta area della Calabria centro-settentrionale, tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone  (http://mappe.haisentitoilterremoto.it/5884121/mcs.jpg).

Per ulteriori informazioni visita la pagina di evento: http://cnt.rm.ingv.it/event/5884121

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