Archivio mensile:gennaio 2015

I terremoti nella STORIA: Il catastrofico terremoto dell’11 gennaio 1693 nella Sicilia orientale, l’evento più forte della storia sismica italiana

Questo terremoto rappresenta una vera e propria “pietra miliare” nella storia sismica del nostro paese. Nell’attuale versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11) risulta essere il più forte evento sismico (Mw=7.4) avvenuto negli ultimi 1000 anni sull’intero territorio nazionale. Inoltre, per vastità dell’area colpita, numero di vittime e gravità degli effetti provocati, è tra i terremoti maggiormente distruttivi della storia sismica italiana; infine, riveste un’importanza enorme per la colossale e problematica opera di ricostruzione e di riedificazione che modificò radicalmente l’intera rete insediativa di una ampia parte della Sicilia.

I ruderi dell’antico borgo medievale di Occhiolà. Il borgo in rovina circa tre mesi dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 fu abbandonato dai superstiti e al suo posto fu fondata, 2 km più a sud, l’odierna Grammichele [fonte: Azzaro et al. (2008) http://www.edurisk.it/it/itinerari/viaggi-virtuali.html].

I ruderi dell’antico borgo medievale di Occhiolà. Il borgo in rovina circa tre mesi dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 fu abbandonato dai superstiti e al suo posto fu fondata, 2 km più a sud, l’odierna Grammichele [fonte: Azzaro et al. (2008) http://www.edurisk.it/it/itinerari/viaggi-virtuali.html].

Il terremoto colpì un territorio vastissimo in due riprese, con due violentissime scosse avvenute a distanza di due giorni. Il primo forte evento si verificò il 9 gennaio 1693 attorno alle ore 21:00 GMT (il tempo medio di Greenwich, orario riportato per convenzione nei cataloghi sismici), le 4:30 secondo l’uso orario “all’italiana” in vigore all’epoca. Nonostante questa prima scossa sia avvenuta a meno di 48 ore dal secondo, ben più grave terremoto, il quadro complessivo dei suoi effetti macrosismici risulta comunque ben documentato. Secondo lo studio di Guidoboni et al. (2007), ripreso dal catalogo CPTI11, la scossa raggiunse un’intensità epicentrale valutabile tra i gradi 8 e 9 della Scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). I danni furono gravissimi in centri come Augusta, Avola (l’attuale Avola Vecchia), Noto (l’attuale Noto Antica), Floridia e Melilli, dove crollarono molti edifici. Gravi danni e crolli interessarono anche Catania e Lentini. A Catania, già seriamente danneggiata dalla distruttiva eruzione dell’Etna del 1669, molti palazzi e abitazioni, nonché chiese e monumenti, subirono lesioni diffuse, alcune case private crollarono provocando la morte di 16 persone. A Siracusa molti edifici furono lesionati, alcuni rimasero pericolanti, ma nel complesso i danni furono meno gravi rispetto a Catania. La scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni, a Messina e a Malta, e sensibilmente fino a Palermo. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico in provincia di Udine: aggiornamento e approfondimento

Il terremoto di magnitudo ML 4.1 avvenuto questa notte alle ore 01:45 italiane è stato avvertito, anche se in modo lieve, in una vasta area del Friuli e del Veneto, come evidenziato dai circa 150 questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ e dalla mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio.

L’evento è stato risentito in molti comuni della regione friulana: da Tolmezzo (posto a circa 9 km a ovest dell’epicentro) a Moggio Udinese, Resiutta, Amaro, Venzone e molti altri.

mcs_30.01.2015

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Al momento (le 09:30) sono state localizzate nella zona quattro repliche di magnitudo inferiore a 2.

Terr_storici

Sismicità storica dell’Italia nord-orientale (fonte: CPTI). La stella bianca è l’epicentro del terremoto di magnitudo 4.1.

La zona in cui si è verificato il terremoto è ben nota per la sua sismicità storica. L’area interessata dall’evento odierno si pone poco a nord dell’area interessata dai terremoti del 1976, che raggiunsero magnitudo 6.5 con effetti distruttivi. In ragione di questi eventi sismici e di molti altri avvenuti in precedenza, l’area appartiene alla fascia ad elevata pericolosità delle Alpi e Prealpi orientali. A tal proposito sono disponibili su questo blog due articoli sul terremoto del 26 marzo 1511 al confine tra Italia e la Slovenia e sulla geologia dell’area interessata da quell’evento.

La pericolosità sismica della Calabria (fonte: http://zonesismiche.mi.ingv.it/). La stella bianca è l’epicentro del terremoto di magnitudo 4.1.

La pericolosità sismica dell’Italia nord-orientale (fonte: http://zonesismiche.mi.ingv.it/). La stella bianca è l’epicentro del terremoto di magnitudo 4.1.

Il regime tettonico della regione è caratterizzato dalla convergenza tra la microplacca adriatica (a sud) e la placca eurasiatica (a nord), che determina una fascia di raccorciamento crostale e meccanismi dei terremoti di tipo compressivo. Il meccanismo focale determinato dall’inversione del tensore momento sismico usando la tecnica del TDMT indica un tipo di meccanismo di fagliazione alternativamente su un piano sub-orizzontale immergente a NE o su una faglia verticale con direzione NE-SO. Meccanismi focali di questo tipo si sono già verificati nella stessa zona. La magnitudo momento Mw calcolata è pari a 3.8.

Terremoto M4.1 in provincia di Udine 30 gennaio ore 1:45

Un terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuto alle 01:45 (ora italiana) in provincia di Udine.

udine

Epicentro del terremoto in provincia di Udine (30 gennaio ore 01:45) M4.1

 

Alcune informazioni sull’evento e sulla regione sono disponibili qui. L’evento è stato risentito in molti comuni della regione friulana: da Tolmezzo (posto a circa 9 km a ovest dell’epicentro) a Moggio Udinese, Resiutta, Amaro, Venzone e molti altri, come mostra la mappa di scuotimento calcolata con i dati della Rete Sismica Nazionale INGV e della Rete Accelerometrica del DPC. Anche i questionari compilati sul web dai nostri corrispondenti sul luogo (che ringraziamo) mostrano il risentimento del terremoto nella regione (si veda qui). Leggi il resto di questa voce

Calore e terremoti

Il ruolo del campo termico nella geofisica ha radici profonde: con una visione semplificata, ma al contempo veritiera si può affermare che il calore sviluppato all’interno della Terra, attraverso i movimenti convettivi del mantello, sia in ultima analisi responsabile dell’occorrenza dei terremoti.

La faglia di San Andreas in California

La faglia di San Andreas in California

Abbandoniamo per il momento questa scala geodinamica globale e focalizziamo la nostra attenzione su una singola faglia sismogenetica (come quella nella foto), ovvero su quel complicato oggetto geofisico nel quale – come noto – si sviluppano fratture (di rocce intatte o variamente soggette a danneggiamenti interni), scorrimenti improvvisi (di rocce già fratturate) e vari fenomeni fisico-chimici che comportano l’emissione di energia, avvertita concretamente con il movimento del suolo (ground shaking). Oltre alla dissipazione dell’energia rilasciata sotto forma di onde elastiche (indubbiamente la più spettacolare e al contempo la più drammaticamente nota), un sisma rilascia energia anche sotto forma di calore. È ben noto anche dalle più banali applicazioni ingegneristiche e meccaniche che due corpi che scorrono l’uno rispetto all’altro e mantenuti in mutuo contatto sviluppano calore per effetto dell’attrito (frictional heat) che si esercita sull’interfaccia di scorrimento. Nello stesso modo le rocce che scorrono durante un terremoto (o più esattamente le micro-asperitità di contatto dei materiali rocciosi che scorrono l’uno rispetto all’altro in un evento improvviso di instabilità dinamica) si scaldano sfregando le une contro le altre. L’energia che ne deriva è appunto calore, che si ridistribuisce in vario modo nell’ambiente circostante. Leggi il resto di questa voce

Eventi sismici tra le province di Bologna e Prato: aggiornamento e approfondimento

Il terremoto di magnitudo ML 4.1 (Mw 4.3) avvenuto alle ore 07:51:19 italiane nell’Appennino tosco-emiliano è stato avvertito in una vasta area dell’Emilia Romagna, della Toscana, in parte anche in Liguria, come evidenziato dagli oltre 700 questionari compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ e dalla mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) con la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio.

mcs23.01.15

La mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio. Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro strumentale del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate ad ogni comune. Nella didascalia in alto è indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Aggiornamento sulla sismicità in corso

Localizzazione dell’evento sismico di magnitudo 4.1 (quadrato blu) e di tutte le scosse avvenute oggi fino alle ore 12.00 italiane.

Localizzazione dell’evento sismico di magnitudo 4.1 (quadrato blu) e di tutte le scosse avvenute oggi fino alle ore 12.00 italiane.

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