Il vulcano di fango delle Macalube registrato dalla Rete Sismica Nazionale

Dettaglio di vulcanello di fango a nella Riserva Naturale di Macarube di Aragona (AG).

Dettaglio di vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG).

L’esplosione che questa mattina, poco prima di mezzogiorno, ha accompagnato la fuoriuscita di fango con conseguenze tragiche, è stata rilevata probabilmente dalla stazione sismica denominata FAVR. Questa stazione, appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV, è posta in località Villaggio Mosè, nel Comune di Favara (AG), a circa 10 km dalla Riserva Naturale di Macalube di Aragona. Il nome Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche di continua attività.

Sismogramma della stazione FAVR dell'INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l'orario UTC riportato nella figura)

Sismogramma della stazione FAVR dell’INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l’orario UTC riportato nella figura). È visualizzata la componente verticale del movimento del terreno.

Gli altri sismometri della RSN sono posti a distanza maggiore e non mostrano, ad una prima analisi speditiva, segnali coerenti con l’esplosione. I fenomeni di esplosione legati alla nascita di vulcani di fango possono generare onde sismiche e onde acustiche e venire quindi identificati dai sismometri. Se fosse confermata l’origine del segnale della figura sopra come determinato dall’esplosione del vulcanello di fango, potremmo identificare l’orario preciso del fenomeno, che si collocherebbe intorno alle 11h 52′ 30″.

Un fenomeno simile si era verificato anche nell’agosto 2008 nei pressi dell’abitato di Santa Barbara, nel comune di Caltanissetta ed era stato analizzato dai ricercatori dell’INGV della Sezione di Palermo.

Registrazione al sismometro FAVR di 24 ore, dalle 12UTC del 26 settembre alle 12:09UTC del 27 settembre)

Registrazione al sismometro FAVR di 24 ore, dalle ore 12:00 UTC del 26 settembre alle ore 12:09 UTC del 27 settembre. In basso a destra il segnale della figura precedente, in corrispondenza della riga delle 9:30 UTC.

Nella figura sopra si vede il segnale dello stesso sismometro FAVR nelle ultime 24 ore. Si nota, intorno alle ore 23:38 UTC del 26 settembre, il segnale di un terremoto di M4.1 avvenuto al largo della Sicilia orientale, la cui localizzazione è riportata nella figura sotto (la stella verde in mare).

Mappa epicentrale del terremoto di M4.1 avvenuto alle 23:38 UTC al largo della Sicilia orientale (fonte: iside.rm.ingv.it)

Mappa epicentrale del terremoto di M4.1 avvenuto alle ore 23:38 UTC al largo della Sicilia orientale (fonte: iside.rm.ingv.it) il cui segnale è visibile nel sismogramma della figura precedente.

Un fenomeno analogo a quello delle Maccalube si verificò anche al largo delle coste del Pakistan dopo un forte terremoto. In quel caso il vulcano di fango si generò in mare e fu così grande da generare un’isola. Anche in quel caso il fenomeno non era legato all’evento sismico (il cui epicentro era molto distante dall’isola neo-formata), ma molto probabilmente ad una fuoriuscita improvvisa di gas dal fondo marino.

Come per il caso del Pakistan, e di molti altri noti nella letteratura geologica, anche quello di Macalube non ha niente a che vedere con l’attività vulcanica.

Pubblicato il 27 settembre 2014, in Informazione, INGV, Terremoti-non-terremoti con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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