Archivio mensile:settembre 2014

I terremoti nella STORIA: 30 settembre 1789, mentre l’Europa “trema” sotto i colpi della Rivoluzione Francese un vero terremoto scuote Città di Castello e la Valtiberina

Nella tarda mattinata del 30 settembre 1789 un forte terremoto colpì la Valtiberina, come viene comunemente chiamata l’Alta Valle del Tevere, oggi incuneata tra la Toscana e l’Umbria. Questa ampia vallata è tra le zone sismicamente più attive dell’Appennino settentrionale: la sua storia sismica, infatti, negli ultimi 1000 anni registra almeno nove terremoti con intensità epicentrale Io uguale o superiore al grado 7 della scala macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) (CPTI11). Di questi, ben cinque si possono considerare terremoti distruttivi, con effetti epicentrali pari o superiori al grado 8 MCS. Si tratta di forti eventi avvenuti negli anni 1352, 1389, 1458, 1789 e 1917.

Data Area epicentro Imax Mw
1352 12 25 Monterchi (AR) 9 6.4
1389 10 18 Bocca Serriola 9 6.0
1458 04 26 Valtiberina 8-9 5.8
1789 09 30 Valtiberina 9 5.8
1917 04 26 Valtiberina 9-10 5.9

Se i tre più antichi sono tuttora terremoti relativamente poco definiti (con un numero limitato di osservazioni macrosismiche), quelli del 1789 e del 1917 sono eventi invece meglio documentati (DBMI11).

Distribuzione della sismicità storica in Umbria negli ultimi mille anni (fonte: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11).

Distribuzione della sismicità storica nella Valtiberina negli ultimi
mille anni (fonte: CPTI11).

La Valtiberina oggi è situata proprio nel cuore dell’Italia centrale, ma all’epoca del terremoto era attraversata dal confine tra due importanti stati politicamente e amministrativamente indipendenti: il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa. L’amministrazione periferica dello stato papale si basava sulla suddivisione del territorio in governi. In particolare quello di Città di Castello comprendeva il settore dell’attuale Umbria a nord della linea Umbertide-Gubbio, con diverse enclaves giurisdizionali (i marchesati di Monte Santa Maria e di Sorbello; il feudo di Montone, amministrato dalla Camera Apostolica; la terra di Citerna, amministrata dalla Sacra Consulta). Il territorio granducale era invece diviso in cancellerie comunitative; quella di Sansepolcro (la più colpita dal terremoto), in particolare, faceva capo alla Camera della Comunità di Firenze. Gli amministratori periferici dell’epoca assicuravano i collegamenti tra realtà locali e uffici centrali, esercitando il governo in materia civile ed economica. La documentazione che ne riflette i rapporti con le comunità e le magistrature centrali è costituita prevalentemente da carteggi.

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Il vulcano di fango delle Macalube registrato dalla Rete Sismica Nazionale

Dettaglio di vulcanello di fango a nella Riserva Naturale di Macarube di Aragona (AG).

Dettaglio di vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG).

L’esplosione che questa mattina, poco prima di mezzogiorno, ha accompagnato la fuoriuscita di fango con conseguenze tragiche, è stata rilevata probabilmente dalla stazione sismica denominata FAVR. Questa stazione, appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV, è posta in località Villaggio Mosè, nel Comune di Favara (AG), a circa 10 km dalla Riserva Naturale di Macalube di Aragona. Il nome Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche di continua attività.

Sismogramma della stazione FAVR dell'INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l'orario UTC riportato nella figura)

Sismogramma della stazione FAVR dell’INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l’orario UTC riportato nella figura). È visualizzata la componente verticale del movimento del terreno.

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Ricercatori per una “notte” all’INGV

Proiezioni cinematografiche, mostre, concerti, visite guidate ai laboratori e incontri con i ricercatori, sono i numerosi eventi organizzati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in occasione della Notte europea dei ricercatori che si terrà, in contemporanea in tutta Europa, venerdì 26 settembre. L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea e giunta ormai alla nona edizione, si propone di diffondere la cultura scientifica e di avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca. L’appuntamento rientra nell’ambito delle manifestazioni dell’Anno Mercalliano, in ricordo della figura di Giuseppe Mercalli, scienziato conosciuto in tutto il mondo per aver legato il suo nome alla ‘scala’ di intensità.

Notte

La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Gli eventi comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti.

Ad aprire gli eventi organizzati dall’INGV,  nella mattinata di domani 25 settembre a Roma, ci sarà la la proiezione alla Camera dei Deputati (Sala delle Colonne, via Poli 19) dell’episodio di Ugo Gregoretti, tratto dal film “Scossa”, sul tremendo terremoto del 1908 e successivo maremoto che devastarono, e in gran parte distrussero, Messina e Reggio Calabria. Ricordiamo che fino al 3 ottobre sarà, inoltre, possibile visitare “I luoghi di Mercalli”, mostra itinerante sulla biografia di Giuseppe Mercalli e sulla figura di un grande scienziato, presso la Camera dei Deputati (www.annomercalliano.it (scarica programma).Nel pomeriggio il programma sarà riproposto presso la Sede Centrale dell’INGV, in Via di Vigna Murata 605, insieme alle altre iniziative: visite guidate ai laboratori scientifici e alla sala di sorveglianza sismica, laboratorio goloso per bambini curiosi di scienza, incontri su “terremoti e vulcani extraterrestri” e, per i più piccoli, “favole geofisiche”.

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Italia sismica: i terremoti di luglio e agosto 2014

Nei due mesi estivi del 2014 la sismicità in Italia non è andata in vacanza sebbene non ci siano stati eventi di magnitudo elevate. Nel mese di luglio i terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale sono stati circa 1500, una media di 50 al giornonessun evento ha raggiunto magnitudo 4, solo 14 hanno avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 3.8.

I terremoti registrati dal 1 al 31 luglio dalla Rete Sismica Nazionale.

I terremoti registrati dal 1 al 31 luglio dalla Rete Sismica Nazionale.

Gli eventi di magnitudo maggiore, Ml 3.8 e 3.6, sono stati localizzati entrambi nel Mar Tirreno meridionale al largo della costa calabra, area caratterizzata da terremoti molto profondi (la profondità di questi due terremoti è maggiore di 200 Km). Tra gli eventi più risentiti dalla popolazione ricordiamo il terremoto, Ml 3.5, registrato il 31 luglio nei pressi di Mormanno (CS) sul Pollino nell’area interessata dalla lunga sequenza sismica in ripresa nel mese di giugno quando sono stati registrati oltre 120 terremoti, uno dei quali di magnitudo Mw 4.0. In questo mese di luglio i terremoti registrati nell’area sono stati oltre 40, mentre sono scesi sensibilmente in agosto.

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