Italia sismica: i terremoti di maggio 2014

È di poco superiore a 2000 il numero di terremoti registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di maggio 2014, con una media di poco più di 65 eventi al giorno, in diminuzione rispetto ai precedenti mesi del 2014.

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I terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dall’1 al 31 maggio 2014

Nessun evento registrato sul territorio nazionale ha raggiunto magnitudo 4: una decina sono stati gli eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.8, la maggior parte localizzati al di fuori del territorio nazionale (in Slovenia e Bosnia) o nel Mar Tirreno e nel Canale di Sicilia. Molto attiva è stata l’area intorno alle Isole Eolie con diversi eventi sismici caratterizzati da un’alta profondità ipocentrale anche oltre i 200 Km.

Eolie_maggio2014

La sismicità al largo delle Isole Eolie nel mese di maggio.

I due eventi di magnitudo maggiore, ML 3.7 e 3.6, si sono verificati rispettivamente il 16 ed il 30 maggio (i due cerchietti rossi rappresentati nella figura di sopra) ad una profondità rispettivamente di 216 e 272 km. Quest’area è ben nota ai sismologi perché rappresenta l’unico esempio in Italia di subduzione di litosfera oceanica, analogamente a quanto avviene su scala ben più vasta nelle zone circum-pacifiche e nell’Oceano Indiano.

Nell’area del Bacino di Gubbio sono stati circa 1100 gli eventi registrati in questo mese di maggio, solo una ventina dei quali ha avuto una magnitudo superiore o uguale a 2.0. 

Gubbio_maggio2014

I terremoti registrati nell’area del Bacino di Gubbio durante il mese di maggio.

 L’evento più forte è stato il 13 maggio di magnitudo ML 3.3 (cerchio rosso nella figura sopra): questo terremoto è stato localizzato a una profondità di oltre 60 km e non appartiene alla sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio, Città di Castello e Umbertide da qualche anno. Infatti, mentre i terremoti della sequenza avvengono a profondità modeste (la maggior parte entro gli 8-10 km) e sono dovuti all’estensione della crosta superiore, gli eventi “profondi” sono molto più rari e sono causati dallo sprofondamento della litosfera adriatica al di sotto dell’Appennino. Questo processo è stato studiato da molti anni con i dati delle reti sismiche permanenti e temporanee installate nell’area (Selvaggi and Amato, 1992; Chiarabba et al., 2005, De Luca et al., 2009, ecc.). La figura sotto mostra una sezione della sismicità crostale e profonda attraverso l’Appennino umbro-marchigiano tratta dall’articolo di De Luca et al. del 2009, all’altezza dell’area eugubina.

gubbio-crust-mantle

Mappa epicentrale dell’Appennino centro-settentrionale (sinistra) con le aree delle sezioni verticali analizzate da De Luca et al. (2009). A destra viene mostrata la sezione EF, che taglia l’Appennino umbro-marchigiano all’altezza di Gubbio. Nella parte superficiale si nota l’attività sismica che caratterizza la crosta superiore, con un approfondimento dei terremoti da ovest a est (cerchietti neri). A maggiore profondità si vede la sismicità che delinea la placca adriatica che sprofonda da est a ovest sotto l’Appennino (simboli rossi), e dove è avvenuto il terremoto del 13 maggio 2014.

Proprio per la continua sismicità che la caratterizza, la regione di Gubbio è attualmente sede di una ricerca multidisciplinare mirata a definire le caratteristiche della deformazione nell’area e a valutarne il potenziale sismogenetico (Chiaraluce et al., 2014).

Si ricorda che è possibile visualizzare i terremoti mese per mese in una mappa interattiva (story map) della sismicità del 2014 in Italia. È possibile anche interrogare i singoli eventi e avere informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità.

 

Riferimenti bibliografici

Chiarabba, C., Jovane, L., Di Stefano, R., 2005. A new view of Italian seismicity using 20 years of instrumental recordings. Tectonophysics 395, 251–268.

Chiaraluce, L. et al. (2014) The Alto Tiberina near fault observatory (Northern Apennines, Italy), Annals of Geophysics, in stampa.

De Luca, G., M. Cattaneo, G. Monachesi and A. Amato (2008): Seismicity in the Umbria-Marche region from the integration of national and regional seismic networks, Tectonophysics, doi: 10.1016/J.TECTO.2008.11.032.

Selvaggi, G., Amato, A., 1992. Subcrustal earthquakes in the Northern Apennines (Italy): evidence for a still active subduction? Geophys. Res. Lett. 19/21, 2127–2130.

Informazioni su INGVterremoti

geologo presso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Pubblicato il 11 giugno 2014, in Italia sismica, i terremoti del mese, Mappe interattive - Story maps, Sismicità Italia con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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