Archivio mensile:maggio 2014

SPECIALE Due anni dal terremoto in Emilia

Per questa occasione abbiamo pensato di proporre 10 domande ai ricercatori dell’INGV che stanno studiando questo terremoto e cercare quindi di fare il punto su quanto è stato compreso finora.

1) Dal punto di vista geologico, i terremoti del 20 e 29 maggio 2012 sono stati una sorpresa?

No, perché i terremoti del maggio 2012 sono accaduti in un’area geologicamente attiva, ben conosciuta e descritta in tutti i modelli geologici e sismologici. Il settore esterno dell’Appennino settentrionale (cioè tutta la porzione a Nord e a Est dello spartiacque in direzione dell’Adriatico, compreso il margine sepolto sotto i depositi della Pianura Padana) è caratterizzato da una tettonica compressiva. Le strutture, conosciute anche nel loro andamento in sottosuolo grazie all’esplorazione per la ricerca di idrocarburi, mostrano evidenze di deformazione in atto le cui caratteristiche sono confermate dai dati delle reti sismiche, dai meccanismi focali dei terremoti recenti, delle reti di stazioni GPS, dai dati del campo di stress. Il Database delle sorgenti sismogenetiche DISS proponeva per l’area, già prima del 2012, strutture in grado di generare terremoti fino a magnitudo 6.2.

 

2) E dal punto di vista storico? Leggi il resto di questa voce

Ye Zhiping e il grande terremoto in Cina nel 2008

Questa è una storia di prevenzione sismica, di coraggio e intelligenza, di vita e di morte.

Quando, a sei anni di distanza dal tremendo terremoto del 2008 nel Sichuan in Cina lessi di quest’uomo, rimasi così colpito che pensai di invitarlo a venire in Italia o quanto meno a raccontarci la sua storia. Perché è una bella storia, e istruttiva. Poi scoprii che un’emorragia cerebrale se l’era portato via tre anni fa, tre anni dopo il terremoto, e ci rimasi davvero male.

Ye Zhiping davanti alla scuola dopo il terremoto

Ye Zhiping davanti alla sua scuola dopo il terremoto del 2008

Ye Zhiping aveva speso la sua vita a insegnare, e ripeteva spesso queste parole: I genitori ci hanno affidato i loro figli. Non possiamo deluderli.  Ye non li ha delusi, il 12 maggio del 2008. Migliaia di classi in tutta la regione sono crollate, ma non le sue, quelle della scuola che dirigeva.  E i suoi 2323 ragazzi si sono salvati. Tutti. Avevano tra gli 11 e i 15 anni. Leggi il resto di questa voce

SPECIALE Una faglia attiva in Sicilia Occidentale identificata grazie a uno studio multidisciplinare

Nonostante l’elevato numero di vittime e la devastazione indotta, il terremoto del Belice del 1968 non ha avuto un particolare riscontro nell’attività di ricerca geologica e geofisica nel corso di questi anni. Pochi e tipicamente monodisciplinari sono i lavori scientifici che hanno avuto come oggetto quel terremoto e il suo contesto geodinamico.

Per questa ragione, circa tre anni fa un gruppo costituito da ricercatori dell’INGV di Catania, dell’Università di Catania, dell’Università di Napoli e dell’Università di Palermo ha cominciato un lavoro sistematico di raccolta dati e analisi sul terreno che aveva come finalità la comprensione del contesto tettonico e geodinamico che rende la zona della Valle del Belice così esposta al verificarsi di eventi sismici quali quelli del 1968 e quelli che hanno interessato l’area di Selinunte tra il V-IV secolo A.C. e il IV secolo D.C.

Il punto di partenza è stato un set di immagini satellitari SAR del satellite ESA ENVISAT acquisiti tra il 2003 e il 2010 e che mostrano (Figura 1) due aree in Sicilia Occidentale caratterizzate da anomale velocità di deformazione.

Figura 1: Immagine SAR dell’area della Sicilia Occidentale in cui è nettamente visibile la deformazione associata al movimento del tratto di faglia tra Campobello e Castelvetrano. L’altra area con marcate variazioni è associata ad un massiccio sfruttamento della falda acquifera in quella zona.

Figura 1: Immagine SAR dell’area della Sicilia Occidentale in cui è nettamente visibile la deformazione associata al movimento del tratto di faglia tra Campobello e Castelvetrano. L’altra area con marcate variazioni è associata ad un massiccio sfruttamento della falda acquifera in quella zona.

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I terremoti nella STORIA: 18 maggio 1895, il “grande terremoto” di Firenze

[…] a un tratto un rombo cupo, poderoso, qualche cosa di rassomigliabile alla scarica di moschetteria di un mezzo reggimento, si fece sentire, e una scossa violenta, improvvisa, formidabile fece balzare uomini e cose, scosse oggetti e persone […] I più uscirono dai pubblici locali, caffè e trattorie […], dalle case […] dai teatri […] e in un momento Firenze fu piena di folla che si riversava per le vie

Con queste parole, nella prima pagina dell’edizione di lunedì 20 maggio 1895, il giornale fiorentino “Fieramosca” descriveva quello che era accaduto a Firenze e dintorni la sera di due giorni prima.

Alle 20:55 (ora locale) del 18 maggio 1895 una forte scossa di terremoto aveva colpito quasi tutta la provincia di Firenze, causando danni diffusi, in alcune zone anche gravi. Era un sabato sera e la cittadinanza fu sorpresa dalla scossa mentre si trovava nei caffè, nelle taverne e osterie, nei teatri, o mentre era a casa ancora seduta a tavola per la cena. L’impressione fu enorme: i fiorentini a memoria d’uomo non ricordavano un terremoto così forte.

La notizia del terremoto occupa l’intera prima pagina dell’edizione di lunedì 20 maggio 1895 del giornale fiorentino “Fieramosca” (immagine da Cioppi, 1995).

La notizia del terremoto occupa l’intera prima pagina dell’edizione di lunedì 20 maggio 1895 del giornale fiorentino “Fieramosca” (da Cioppi, 1995).

La scossa, accompagnata da un fortissimo boato simile a un’esplosione, in città causò la caduta generale di oggetti e suppellettili nelle case, fece suonare le campane di alcune chiese e provocò il crollo di camini e porzioni di tetti, la caduta di tegole e calcinacci nelle vie, tanto che si alzò una densa nuvola di polvere. Ecco cosa riferiva un testimone oculare dell’evento in una lettera inviata a Padre Giovanni Giovannozzi, all’epoca direttore dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze:

Al momento della scossa io mi trovavo nel Viale Petrarca […] presso la Porta Romana. A me il rombo fece l’effetto di una salva di battaglione […]. Volendo traversare la strada correndo mi fece lo stesso effetto che d’esser su una nave […]. In Piazza della porta Romana era un fittissimo polverìo con caduta di calcinacci, mentre le campane della chiesa della Calza battevano fitti colpi [da Cioppi, 1995, pp. 26-27]

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Italia sismica: i terremoti di aprile 2014

Sono stati 2581 gli eventi sismici registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di Aprile 2014, di cui 194 con magnitudo superiore o uguale a 2.0. Una media di circa 86 eventi al giorno, in linea con il precedente mese di marzo.

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La sismicità registrata dal 1 al 30 aprile 2014.

Durante questo mese sono stati registrati 3 eventi  che ha hanno superato magnitudo 4.0. Due di questi hanno avuto come epicentro aree vicine ai confini italiani: il terremoto di magnitudo 4.7 del 7 aprile nelle Alpi Cozie in Francia e il terremoto di magnitudo 4.3 del 22 aprile in Slovenia. Il terzo terremoto di magnitudo 4.7 è stato registrato il 5 aprile al largo della Costa calabra orientale nelle vicinanze di Isola Capo Rizzuto. Per i terremoti principali del mese di aprile sono stati calcolati i momenti tensori, da cui ricaviamo il meccanismo focale e la magnitudo momento Mw.

TabellaAprile2014bis

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