Archivio mensile:marzo 2014

I terremoti nella STORIA: Terremoti e rivolte popolari nel Friuli di inizio ‘500

Il castello di Villalta di Fagagna (UD) fu tra quelli dapprima attaccati e incendiati dai contadini nella rivolta del febbraio-marzo 1511 e poi gravemente danneggiati dal terremoto del 26 marzo (Fonte: http://www.tourismfriulicollinare.it/public/castello-di-villalta/).

Il castello di Villalta di Fagagna (UD) fu tra quelli dapprima attaccati e incendiati dai contadini nella rivolta del febbraio-marzo 1511 e poi gravemente danneggiati dal terremoto del 26 marzo (Fonte: http://www.tourismfriulicollinare.it/public/castello-di-villalta/).

Il 26 marzo 1511, attorno alle ore 15.40 locali (14.40 UTC), un violento terremoto colpì le Alpi orientali nell’area che oggi si trova ai confini tra Italia, Slovenia e Austria. Secondo le fonti storiche dell’epoca ci furono gravissimi danni in diverse località sia friulane, come Cividale del Friuli, Gemona del Friuli, Osoppo, Venzone, Tricesimo, sia slovene, come Bovec, Tolmin e Skofja Loka. Crolli e danni gravi interessarono numerosi altri centri dell’area, tra cui Udine, Ljubljana (attuale capitale della Slovenia), Villach (in Carinzia, Austria). La scossa inoltre causò danni minori, ma diffusi in un’area molto vasta, da Trieste, Gorizia e Pordenone, fino a Venezia, Belluno, Padova, Treviso e Vicenza. Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica in Umbria (Gubbio – Città di Castello)

La sequenza sismica che sta interessando la provincia di Perugia da molti mesi ha avuto negli ultimi giorni una ripresa, con alcuni terremoti di magnitudo superiore a 3 avvertiti dalla popolazione. L’attività, che aveva prima interessato il settore tra Gubbio e Pietralunga, si è concentrata ora in una zona diversa. I terremoti di questi giorni sono infatti localizzati più a nordovest dei precedenti, tra Umbria e Marche, circa a metà strada tra Città di Castello (PG) e Apecchio (PU). Questa sismicità si colloca immediatamente a nordovest del settore colpito da un altro picco di attività nell’aprile del 2010, quando in circa venti giorni la rete sismica localizzò molte centinaia di terremoti con una scossa principale di magnitudo 3.8.

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

La zona dell’Appennino umbro-marchigiano è interessata da numerose faglie, che sono state individuate tramite studi di geologia di superficie e del sottosuolo: rilievi di terreno, linee sismiche effettuate per esplorazioni di idrocarburi e alcune perforazioni profonde. La carta sotto mostra le evidenze in superficie del complesso sistema di faglie che attraversa la regione. Il modello più accettato per spiegare la deformazione e i terremoti della regione umbro-marchigiana prevede una faglia principale chiamata Faglia Alto-Tiberina (ATF), che affiora nel settore sudoccidentale della carta e si immerge lentamente al di sotto della catena appenninica, verso nordest. Al di sopra dell’ATF sono presenti numerose altre faglie “sintetiche” e “antitetiche” (ossia immergenti verso lo stesso lato o verso il lato opposto), maggiormente inclinate e su cui si ipotizza avvenga la maggior parte dei terremoti.

Leggi il resto di questa voce

Un’analisi della sentenza del Processo a L’Aquila (di Giacomo Cavallo)

AquilaGiacomo Cavallo è un ricercatore astrofisico, oggi in pensione, che si è interessato alla vicenda del processo “Grandi Rischi” e ha dedicato molto tempo all’analisi del testo della sentenza. Ha poi deciso di scrivere un saggio sulla sentenza stessa, diviso in 8 capitoli, nel quale percorre le parti in cui è divisa la sentenza. L’autore evita di fare ricorso ai “Grandi Principi”, alla “Sacralità della Scienza” o al processo a Galileo, ma si limita ad analizzare le numerose incongruenze ivi contenute, a partire dalla composizione della riunione del 31 marzo 2009 fino al problema della comunicazione.

Su quest’ultimo aspetto si sofferma con molta lucidità, spiegando come, delle nove frasi che il Giudice utilizza per sostenere che la “Commissione” fornì “informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell’attività sismica in esame”, sette affermazioni erano ignote alla popolazione e alle future vittime, perché contenute nel verbale della riunione della Commissione Grandi Rischi del 30/3/2009, che fu reso pubblico solo dopo il terremoto; le due  rimanenti risalivano a un’intervista rilasciata prima della riunione (il Giudice preferisce dire e ripetere che fu rilasciata “a margine” della riunione), ma malauguratamente mandata in onda dopo.

L’analisi viene presentata sul blog dell’INGV che si occupa del processo.

L’Ingv ricorda Mercalli a cento anni dalla scomparsa

tweet1

Al via le iniziative dell’Ingv in ricordo di Giuseppe Mercalli, sismologo, vulcanologo, insegnante. Un percorso di un anno che interesserà tutta l’Italia. Mercoledì 19 marzo a Napoli la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Mercalliano, “I luoghi di Mercalli”.

Una campagna di comunicazione e una serie di iniziative mirate ad affrontare dal punto di vista scientifico cosa significa vivere in un paese come l’Italia, esposto per la gran parte del suo territorio al rischio sismico e vulcanico. Il punto di partenza, l’anniversario dei cento anni dalla scomparsa di Giuseppe Mercalli, scienziato conosciuto in tutto il mondo per aver legato il suo nome alla ‘scala’ d’intensità con cui è possibile classificare gli effetti dei terremoti. Un percorso lungo un anno, promosso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che avrà il suo inizio mercoledì 19 marzo alle 9.15, presso il Convitto Vittorio Emanuele II – Piazza Dante, 41 – a Napoli, e si concluderà a Milano, città natale di Giuseppe Mercalli, nell’ambito dell’Expo 2015, passando per Roma, Catania, Isole Eolie, Genova e Torino.
Ad aprire le celebrazioni dell’Anno Mercalliano, il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta. “Nell’immaginario collettivo il nome Mercalli evoca immediatamente la ‘misura’ degli effetti dei terremoti. Sappiamo bene”, afferma ancora il Presidente Gresta, “che l’unico vero modo per difenderci da questi eventi è la prevenzione, ovvero realizzare edifici in grado di resistere alle sollecitazioni sismiche, sviluppare una migliore conoscenza del fenomeno terremoto e, non ultimo, una informazione mirata ed efficace ai cittadini. Questi sono i punti fondamentali per una reale riduzione del rischio sismico”.
La cerimonia, dal titolo ‘I luoghi di Mercalli’, si svolgerà a Napoli tra il Convitto Nazionale, il Liceo Vittorio Emanuele II e il Conservatorio di musica San Pietro a Maiella. Presso l’androne del Liceo Vittorio Emanuele II verrà scoperta una epigrafe commemorativa a ricordo del docente Mercalli, che qui insegnò prima di assumere l’incarico di direttore dell’Osservatorio vesuviano (Ov).
Una serie di relazioni commemorative, con introduzione del direttore dell’Ov-Ingv, Giuseppe de Natale, che illustrerà la figura di Mercalli. “Scienziato ed educatore brillante dagli innumerevoli interessi culturali, Giuseppe Mercalli era appassionato di Vulcanologia. Per questo emigrò al Sud, la terra dei vulcani, e si stabilì a Napoli. Fu tra i primi a comprendere che gli edifici vulcanici si costituivano per successiva sedimentazione dei prodotti eruttivi e non, come altri credevano, per sollevamento. Ma, soprattutto”, spiega il direttore dell’Ov-Ingv, “ebbe sempre chiaro un obbiettivo fondamentale: lo studio dei fenomeni naturali estremi alla base della salvaguardia delle popolazioni a rischio. In questo senso fu un precursore dei concetti più moderni di Protezione Civile”. Leggi il resto di questa voce

Italia sismica: i terremoti di febbraio 2014

Scende il numero di terremoti nel mese di febbraio 2014 rispetto ai mesi precedenti. Sono stati 2032 gli eventi sismici registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGVuna media che supera i 72 eventi al giorno, in diminuzione rispetto a gennaio 2014 e agli ultimi mesi del 2013.

Febbraio2014

Terremoti dal 1 al 28 febbraio 2014  in Italia.

Come a gennaio anche nel mese di febbraio non ci sono stati eventi di magnitudo elevata sul territorio italiano: un solo terremoto di magnitudo 4.0 e 8 eventi di magnitudo tra 3.0 e 3.9. L’evento di magnitudo ML 4.0 è stato registrato il 13 febbraio a largo della costa nord-orientale della Sicilia, nei pressi delle Isole Eolie, ad una profondità di 145 Km, quindi poco risentito in superficie. Leggi il resto di questa voce

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: