I terremoti del ’900: il terremoto del 13 gennaio 1915 nella Piana del Fucino

Il 13 gennaio 1915 alle 7.53 del mattino, un violento terremoto colpì l’Italia centrale, provocando danni gravissimi ad Avezzano, in tutta la Piana del Fucino e in numerose località della Valle Roveto e della media Valle del Liri. L’intensità macrosismica stimata sulla base della distribuzione dei danni fu dell’XI grado della scala MCS, la magnitudo (Mw) 7.0. Le vittime, secondo studi recenti, raggiunsero complessivamente il numero di 30.519.

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Distribuzione degli effetti prodotti dal terremoto del 1915 (Fonte dati: DBMI11).

Il catastrofico terremoto della Marsica è uno dei disastri sismici più importanti e famosi della storia italiana, secondo solo, nel Novecento, al terremoto del 28 dicembre 1908: enormi distruzioni si ebbero in tutti i paesi della zona del Fucino, alcuni dei quali furono completamente rasi al suolo con un’altissima mortalità. Avezzano, principale centro amministrativo dell’area, perse più dell’80% dei suoi abitanti (10.700 morti su un totale di poco più di 13.000 residenti), Gioia dei Marsi il 78%Albe il 72%Ortucchio e Pescina il 47%. Gli effetti più distruttivi interessarono non solo l’area del Fucino ma anche la Val Roveto, il Cicolano e la zona di Sora, nel Frusinate. Danni di varia entità furono complessivamente riscontrati in circa 700 località sparse in un’area molto vasta, estesa a 6 regioni: Abruzzo, Lazio, Molise, Marche, Umbria e alcune località del Casertano, in Campania. Fra le città danneggiate anche Roma, dove decine di edifici e di chiese rimasero lesionati e ci furono alcuni crolli.

La scossa principale fu avvertita in una vastissima area: fino al Veneto e alla Lombardia, verso nord, e fino alla Puglia e alla Basilicata verso sud.

Come riporta il noto sismologo dell’epoca Alfonso Cavasino nel suo volume del 1935 sui terremoti d’Italia, il terremoto non fu preceduto da scosse premonitrici (o più correttamente in inglese “foreshock”) o altri segnali: “Sembra che la catastrofe sia avvenuta improvvisamente senza, cioè, alcun segno precursore, dappoiché, non solo non fu avvertita in precedenza la benché minima scossetta in tutta la zona mesosismica, ma nemmeno si scorge alcunché nei tracciati dei più delicati apparecchi sismici dei tre Osservatori più vicini”.

Le repliche si susseguirono per 4 anni; solo nei primi sei mesi successivi al grande terremoto l’Osservatorio di Rocca di Papa registrò quasi 1300 scosse di varia intensità.

La prima pagina del quotidiano La Stampa del 14 gennaio 1914 (dall’archivio storico www.lastampa.it)

La prima pagina del quotidiano La Stampa del 14 gennaio 1915 (dall’archivio storico www.lastampa.it)

La prima pagina del quotidiano La Stampa del 15 gennaio 1914 (dall’archivio storico www.lastampa.it)

La prima pagina del quotidiano La Stampa del 15 gennaio 1915 (dall’archivio storico www.lastampa.it)

Qui un video con immagini dell’epoca ricorda quell’evento drammatico.

a cura di Carlo Meletti (INGV-Pisa) e Romano Camassi (INGV-Bologna).

Bibliografia

Castenetto S. e Galadini F. (a cura di), 1999. 13 gennaio 1915. Il terremoto nella Marsica, Agenzia di Protezione Civile – Servizio Sismico Nazionale, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 789 pp.

Informazioni su blogingvterremoti

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Pubblicato il 13 gennaio 2014, in I terremoti del '900, Sismicità Italia con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 15 commenti.

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