Archivio mensile:settembre 2013

Un’isola nata dopo il terremoto in Pakistan?

Secondo alcune cronache locali, il terremoto che ha colpito il Beluchistan (Pakistan) alle 16:29  (13:29 italiane ) avrebbe anche fatto emergere un isolotto a circa mezzo miglio dal porto di Gwadar, nel Mar d’Arabia. Il fenomeno è stato segnalato dalle emittenti Cnbc Pakistan ed Express News, che ha trasmesso una prima immagine della presunta isola (foto sotto), che sarebbe alta tra i 4 e gli 8 metri e lunga tra i 50 e i 100 metri.  La Guardia Costiera pakistana ha ricordato che un fenomeno simile si verificò anche con il terremoto del 1945, e che allora l’isola rimase emersa per alcuni anni prima di sprofondare (Express News). La reale esistenza dell’isola va ancora verificata. Al momento non abbiamo potuto vedere immagini satellite che ne confermino la presenza.

La presunta isola emersa al largo delle coste pakistane dopo il terremoto

La presunta isola emersa al largo delle coste pakistane dopo il terremoto (foto: Express News)

Un’isola nella posizione e con le caratteristiche citate non può essere un effetto diretto della deformazione indotta dal terremoto. Una stima delle deformazioni cosismiche presso la costa indica variazioni dell’ordine di pochi millimetri.

La formazione dell’isola, se confermata, potrebbe essere collegata a un vulcano di fango generato o stimolato dal passaggio delle onde sismiche del terremoto. Attività di vulcani di fango è documentata nella storia della costa del Pakistan e del’Iran lungo la zona di subduzione del Makran, sia in terra che in mare.

L’attività dei vulcani di fango può cambiare bruscamente la sua intensità anche senza un collegamento diretto con forti terremoti, come osservato a Yellowstone (USA) e in Alaska.

Isole temporanee si formarono ai tempi del terremoto di Makran nel 1945 (M8.1). Tali isole furono attribuite a vulcani di fango che poi entro un anno furono erosi e distrutti dal mare.

Sono documentati vulcani di fango in Azerbaijan (1902), Mongolia (1957, 2006), Sumatra (2004) e Makran (1945, 2001) indotti da forti terremoti a distanze da 20 a 900 km

Forte terremoto in Pakistan 24/09 ore 13:29 (M 7.6)

Alle ore di 11:29 UTC (13:29 in Italia) di oggi, 24 settembre 2013, si è verificato un terremoto di magnitudo stimata tra 7.3 e 7.8 (anche se le più recenti stime tendono ad accreditare il valore più alto) che ha colpito il Pakistan occidentale, e in particolare l’area montuosa del Beluchistan. Si tratta di un settore crostale in compressione attiva compreso tra la Placca Indiana a SE, la Placca Araba a SW e la Placca Euroasiatica a N.
L’epicentro ha coordinate 27.02 N, 67.55 E. La città più vicina è Awaran, che si trova circa 70 Km a SSW dell’epicentro. Si deve però considerare che data l’elevata magnitudo del terremoto, la rottura di faglia che lo ha generato può avere una lunghezza anche di 200 km, e quindi lo scuotimento può aver interessato territori anche relativamente distanti dall’epicentro.

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Scuotimento atteso per il terremoto (shake map). In rosso le aree che presumibilmente hanno registrato intensità pari o superiori all’IVI grado MMI (Modified Mercalli Intensity)

La regione è stata spesso sede di terremoti significativi, come quello avvenuto a NE di Quetta il 28 ottobre 2008 (M 6.4). Sempre nella zona di Quetta si è verificato un terremoto di magnitudo 7.5, dunque confrontabile con quello odierno, il 31 maggio 1935. Data la prossimità con un importante centro abitato, l’evento del 1935 ha causato un numero di vittime che a seconda delle stime varia tra 30.000 e 60.000. Il terremoto odierno al contrario ha colpito territori largamente montuosi e semi-desertici, caratterizzati da una densità abitativa molto bassa. Al momento vengono riportati danni ma non vittime, anche se probabilmente mancano ancora informazioni dai villaggi più prossimi all’epicentro.

Il terremoto è stato causato dal movimento di una grande faglia a carattere misto trascorrente sinistro e compressivo nota come Faglia di Chaman, un elemento tettonico complessivamente lungo quasi 1000 km che si muove a una velocità di quasi 3 cm l’anno accomodando il moto di convergenza obliqua delle placche Indiana e Euroasiatica.

Le principali faglie dell'area...

Le principali faglie dell’area Indo-Himalayana. La zona colpita dal terremoto si trova a occidente dell’India, nei rpessi della Chaman Fault (faglia di Chaman)

Per maggiori informazione sull’evento di oggi si può consultare la pagina informativa dal sito dell’USGS.

TERREMOTO – Io non rischio 2013

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Volontari di Protezione Civile, istituzioni e mondo della ricerca scientifica sono insieme per il terzo anno per la prevenzione del rischio sismico con “Terremoto io non rischio”, la campagna di comunicazione nazionale per la riduzione del rischio sismico. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e in accordo con le regioni e i comuni interessati.

La campagna, giunta alla terza edizione, si svolge nel weekend del 28 e 29 settembre in 215 piazze di 202 comuni italiani su quasi tutto il territorio nazionale e interessa 78 province, per un totale di 18 Regioni e una Provincia autonoma coinvolte. Oltre 3.200 volontari di 14 associazioni nazionali di protezione civile saranno impegnati in piazza a sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico. Nel 2011 la campagna è stata realizzata in via sperimentale in nove piazze di sei regioni italiane, mentre l’edizione 2012 ha coinvolto 102 piazze di quasi tutte le regioni della Penisola.

Obiettivo della campagna è promuovere una cultura della prevenzione, formare un volontario più consapevole e specializzato ed avviare un processo che porti il cittadino ad acquisire un ruolo attivo nella riduzione del rischio sismico. Nelle due giornate in piazza Leggi il resto di questa voce

Esercitazione nazionale sul rischio sismico “Nord-Est 2013”

I soccoritori all'opera dopo la tragedia (Fondazione Vajont)

I soccorritori all’opera dopo la tragedia (Fondazione Vajont)

Nell’ambito delle manifestazioni di commemorazione della tragedia del Vajont (9 ottobre 1963) organizzate dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, l’INGV partecipa all’esercitazione nazionale sul rischio sismico “Nord-Est 2013”, che si terrà sabato 14 settembre. L’esercitazione ha l’obiettivo di mettere alla prova la capacità di risposta in emergenza delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile, a livello centrale e periferico. Si prevede la simulazione di un terremoto di magnitudo 5.8 con epicentro nel Comune di Tambre, in Provincia di Belluno, con effetti anche nelle Province di Pordenone e Treviso.

Effetti del terremoto del 1936, detto di Bosco-Cansiglio, usato come evento di riferimento per l'esercitazione

Effetti del terremoto del 1936, detto di Bosco-Cansiglio, usato come evento di riferimento per l’esercitazione (fonte: DBMI)

L’INGV partecipa all’esercitazione inviando al DPC le informazioni sui parametri del terremoto simulato, seguendo le modalità e la tempistica usate normalmente per i terremoti in Italia. Queste prevedono le comunicazioni al DPC (via telefono, Email, SMS) delle coordinate ipocentrali e della magnitudo nei primi minuti dal terremoto, la predisposizione di relazioni tecniche sulla sismotettonica dell’area, sullo scuotimento calcolato in tempo reale, e con tutte le informazioni tecniche e scientifiche disponibili per la regione colpita.

Tra le attività esercitative sono previste prove di evacuazione in alcune scuole. Nei giorni precedenti l’esercitazione saranno organizzati dei seminari informativi per i dirigenti scolastici e i responsabili della sicurezza degli istituti. L’esercitazione rappresenta anche il momento conclusivo di un percorso di formazione che ha coinvolto in queste settimane i tecnici degli enti locali della Provincia di Belluno e Treviso.

Domenica 15 settembre è previsto infine l’evento commemorativo del disastro del 9 ottobre 1963, quando una frana enorme si staccò dalle pendici del monte Toc precipitando nel bacino artificiale sottostante. La frana generò un’onda alta più di cento metri che superò la diga e si abbattè sugli abitati della valle del Vajont e del bacino della diga, causando più di 2000 vittime.

Italia sismica: i terremoti di agosto 2013

Ad agosto i terremoti non sono andati in vacanza. Sono stati infatti 2237 gli eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese passato: una media di oltre 70 terremoti al giorno. Tante le sequenze che si sono attivate o sono proseguite in questo periodo in tutto il territorio, con 4 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 4.0.

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Eicentri dei terremoti dal 1 al 31 agosto 2013  in Italia

L’evento di magnitudo maggiore (4.4) è stato registrato il 22 agosto alle 08:44 italiane in Adriatico centro-settentrionale, circa 15 Km a est della costa marchigiana tra le province di Ancona e Macerata. Questo terremoto si è verificato nella stessa area dove dal 21 luglio si sta sviluppando una sequenza sismica iniziata con un evento di magnitudo 4.9. Nel mese di agosto Leggi il resto di questa voce

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