Monte Soratte: una moderna stazione sismica in un vecchio bunker

Sabato 31 agosto verrà inaugurata la nuova stazione sismica della Rete Nazionale INGV sul Monte Soratte, nel Comune di Sant’Oreste  (Roma) (Figura 1). La stazione, entrata in funzione il 21 Maggio 2013, è ubicata nelle gallerie dell’ ex bunker del Monte Soratte, presso S. Oreste, una quarantina di chilometri a nord di Roma (Figura 2). La stazione, SRES la sigla internazionale, colma una lacuna che la Rete aveva nella zona della Sabina – Alto Lazio. La presentazione della stazione sismica verrà effettuata a Sant’Oreste nel pomeriggio del 31 dai nostri Paolo Casale e Luciano Mondiali nell’ambito della Giornata di studi sul Monte Soratte dal titolo: “Soratte Pelle di Roccia e Cuor di Cemento”

Il sito, segnalatoci originariamente dalla Società Speleologica Italiana in base ai requisiti forniti dall’INGV, è stato dapprima testato e successivamente scelto per le sue caratteristiche di basso rumore sismico. Per rumore sismico s’intende l’insieme delle vibrazioni prodotte da fattori naturali (ad esempio vento, onde del mare, pioggia, alberi) e antropici (come il traffico automobilistico e ferroviario, le attività agricole e industriali) che, pur non avendo nulla a che fare con i terremoti, ugualmente generano nel terreno onde meccaniche che vengono registrate dai sismometri alterandone così la registrazione (Figura 3). La buona qualità del sito era stata evidenziata da misure effettuate con strumenti portatili. Dal confronto con la non lontana stazione sismica di FIAM (Figura 4), presso Fiamignano (RI), una delle migliori dell’Italia Centrale, emerge che l’andamento di SRES è migliore, se si esclude una piccola zona intorno alla frequenza di 2 Hz.

Data la bontà del sito, abbiamo allora installato nel bunker strumenti di altissima qualità: il sismometro usato (Trillium 240 secondi, tra i migliori in commercio) è di tipo Larga Banda ossia in grado di registrare sia brusche vibrazioni come i terremoti vicini, sia movimenti lentissimi come i moti di marea che impiegano mezza giornata per compiere una sola oscillazione completa (Figura 5). Tali strumenti a elevatissima sensibilità sono però sensibili anche a piccole variazioni di temperatura e pressione; particolare cura è stata posta quindi nella schermatura del sismometro e nella chiusura del vano che ospita la stazione (Figura 6).

La registrazione e la trasmissione dei dati in tempo reale dalla stazione SRES alla sala operativa dell’INGV sono assicurate dall’acquisitore GAIA2, un apparato elettronico progettato e fabbricato in Istituto, che non ha nulla da invidiare agli analoghi strumenti commerciali usati da altre reti nel mondo.  Soprattutto in clima di spending review la GAIA2 è sicuramente un fiore all’occhiello dell’INGV, che ci ha consentito in questi ultimi anni di ottimizzare la Rete Sismica Nazionale.

In questi primi mesi di esercizio la stazione SRES ha mostrato un ottimo funzionamento, registrando terremoti vicini e lontani. A titolo di esempio si mostra (Figura 7) la registrazione sulle tre componenti del sismometro (verticale, nord-sud, est-ovest) del terremoto avvenuto il 24 maggio 2013 nel Mare di Okhotsk, tra la Kamchatka e il Giappone (M6.7).

Figura 7

Figura 7

Ringraziamo il comune di Sant’Oreste, l’arch. Gregory Paolucci, il dott. Carlo Germani della Società Speleologica Italiana, e naturalmente lo staff INGV che ha partecipato alle varie fasi dell’installazione della stazione sismica.

Pubblicato il 29 agosto 2013, in INGV, Monitoraggio sismico, Sismicità Italia con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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