Ancora attiva la sequenza sismica in Lunigiana

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La sequenza sismica iniziata lo scorso giugno in Lunigiana ha avuto una piccola ripresa: tra il 14 ed il 22 agosto 2013 sono stati registrati tre eventi di magnitudo M>3 e un totale di 130  terremoti di magnitudo inferiore.

In mappa possiamo vedere che le scosse di oggi 22 agosto (in rosso) e quelle del 21 (in giallo) si localizzano a nordest dell’area interessata dalla sequenza iniziata a giugno, mentre quelle dei giorni precedenti (in verde 20 agosto e in grigio 19 agosto) si localizzavano a ovest. La stella gialla all’estremità sudoccidentale dell’area epicentrale indica l’epicentro del terremoto di M5.2 del 21 giugno.

Grazie all’installazione nelle ore successive al mainshock di alcune stazioni sismiche temporanee collegate con la sala di monitoraggio INGV di Roma, le localizzazioni degli eventi hanno una buona precisione anche per la profondità epicentrale, che è il parametro più difficile da determinare. La profondità di un evento sismico infatti è ben vincolata solo quando sono disponibili stazioni sismiche a distanza inferiore alla profondità dell’evento.

Tutta la sequenza è attualmente oggetto di rianalisi per meglio capire quali sono le faglie attivate dagli eventi principali ed interessate dalla sismicità in corso. Per rilocalizzare gli eventi più energetici sono stati utilizzati, insieme ai dati della rete INGV, quelli della Rete dell’Università di Genova e della Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile (si veda la parte finale di questo video). La figura sotto mostra la distribuzione nel tempo del numero dei terremoti registrati. Si nota la lieve ripresa degli ultimi giorni. E’ un fenomeno piuttosto frequente dopo un forte terremoto: il trend generale è quello di una diminuzione del numero e della magnitudo dei terremoti (figura sotto), ma possono esserci delle oscillazioni notevoli anche a distanza di settimane o mesi dall’inizio della sequenza.

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Questa attenta rianalisi ha portato ad una determinazione ipocentrale per l’evento principale (21 giugno) di magnitudo 5.2 leggermente più profonda  rispetto a quella calcolata dal servizio di monitoraggio subito dopo il terremoto. Questi i parametri ricalcolati:

Tempo origine  2013 06 21 10:33:56.44

Latitudine 44.1536 Longitudine 10.1335 Profondità 9.98 km

Alla luce della nuova localizzazione è stato ricalcolato anche il Time Domain Moment Tensor (meccanismo focale) dell’evento che mostra un processo di rottura di tipo trascorrente (ossia con movimento laterale di blocchi). Considerando la distribuzione delle scosse che sono seguite a quella principale e  la deformazione di superficie evidenziata dal dato SAR, possiamo ipotizzare che la faglia responsabile del terremoto di M 5.2 è quasi verticale e ha una direzione anti-appenninica (nordest-sudovest).

Nuovo meccanismo focale del terremoto del 21 giugno (M52) e distribuzione delle stazioni sismiche utilizzate nel calcolo

Meccanismo focale rivisto del terremoto del 21 giugno 2013 (M5.2) e distribuzione delle stazioni sismiche utilizzate nel calcolo

Il movimento associato al terremoto del 21 giugno sarebbe quindi consistente con quello che a gennaio colpì l’adiacente Garfagnana.  Il meccanismo dei due terremoti sarebbe quindi attribuibile a delle strutture trasversali alle principali faglie attive della regione  (si veda qui). I dati sismologici sembrano confermare l’ipotesi secondo cui l’attuale deformazione dell’Appennino è dominata da faglie estensionali la cui continuità è interrotta da faglie trascorrenti come quelle attive in questi mesi.

Pubblicato il 22 agosto 2013, in Approfondimenti scientifici sui terremoti, Sequenza in Lunigiana, Sismicità Italia con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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