Archivio mensile:luglio 2013

Ciao Aldo

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Ieri abbiamo dato il nostro saluto (non l’ultimo!) al nostro amico Aldo, che se n’è andato il 23 luglio. Continuo a guardare la sua foto, con quella faccia buona e il sorriso sornione, e mi pare che debba entrare da un momento all’altro nella mia stanza a raccontarmi dell’ennesimo terremoto difficile che è riuscito a localizzare, o della magnitudo che “non torna”. Quante discussioni, anni fa, quando passammo alla magnitudo Richter abbandonando la Md, quella che si calcolava con la durata delle onde sismiche!

Aldo non era un turnista qualunque. Aldo era IL turnista. Disponibile a prendersi sempre il turno di qualcuno di noi che aveva un problema, lo faceva sempre con il suo sorriso. Anche nei suoi formidabili momenti di arrabbiatura, tanta umanità e subito tornava a essere il buon Aldo. Bello ieri conoscere la sorella (la famosa sorella di Aldo, quella delle telefonate, per me era un po’ come la moglie del tenente Colombo) e sentirla dire, con il suo stesso sguardo e i suoi movimenti, “ci facevamo certe litigate!! ma ci volevamo un bene dell’anima”.  Non ne dubitavamo, in fondo. Mi piace pensarlo su una nuvoletta, comodo a guardarci sornione mentre in Sala Sismica continuiamo a discutere di terremoti e di magnitudo, accanto a un altro pezzo di storia dell’INGV “Guarda Luciano, hanno risbagliato la magnitudo. E passami ‘sto narghilè dai!”.  Alessandro

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Ho purtroppo saputo solo di recente della malattia di Aldo, e solo ora
leggo del triste epilogo. Sul blog sono state dette tutte le cose che
più gli appartenevano e lo ricordano.
Da parte mia posso solo unirmi a tutti per il dispiacere immenso che
la notizia mi arreca. Ho trascorso con lui anni all’Osservatorio di
Monte Porzio. Piacevoli le discussioni sulla musica che ci
appassionava e che ascoltavamo nella sua sgangherata auto. Litigavamo
solo per le troppe sigarette che fumava. ciao Aldo.
Riccardo Galgano

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Ho iniziato a lavorare all’ING nel 1994, e quasi subito cominciai a fare i turni in sala sismica. Allora la sismometria era analogica, e c’era un gruppo di “vecchi” turnisti, dei quali faceva parte anche Aldo, che mi stupivano sempre perché erano in grado di capire già ad “orecchio” (ovvero da come suonavano gli allarmi) se un evento era locale o un telesisma, e persino di produrre una stima attendibile della zona e della magnitudo.
Aldo fumava molto, ma è l’unica persona il cui fumo passivo sopportavo volentieri in virtù delle sue qualità umane. Era sincero, onesto, gentile, modesto pur sapendo molto: qualità che raramente ho ritrovato altrove.
Sembra proprio che siano sempre i migliori ad andarsene: mi mancherai.
Damiano Pesaresi

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Aldo era, come me,  un ragazzo degli anni settanta. Questa cosa ci univa; ci si capiva con uno sguardo.
Anche l’amore per la musica ci univa. Era una persona estremamente semplice e pulita. Non ho mai sentito Aldo parlare male di qualcuno.
Era un collega ed amico al quale volevo bene e che godeva del mio massimo rispetto. Non sapevo della gravità delle sue condizioni e me ne dispiace. Avrei voluto rivederlo per
salutarlo ancora una volta e per incrociare il suo sguardo buono ed umano.
Stefano Brizzolara

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Mi sembra ieri l’ultimo turno fatto insieme….  e quanti ne abbiamo fatti! Era un piacere per me ogni volta che capitavamo in turno insieme: la tua esperienza mi infondeva sicurezza e la tua presenza era discreta. Ricorderò sempre la tua espressione gentile quando ti alzavi dalla postazione e con un cenno, mostrando la sigaretta, mi chiedevi il permesso di uscire “Allora vado eh?”. Sei stato un grande maestro ma mi facevi sentire tua pari e chiedevi sempre il mio parere. Mi mancheranno i turni con te! Ciao Aldo!
M.Teresa

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“Ohi Betta!” “Buongiorno Aldo!”. Cosi’ iniziavano più o meno tutte le nostre mattine lavorative. Sono entrata come un uragano nella tua stanza, ereditando la scrivania del grande Franco, e portandoti casino, andirivieni, porta sempre aperta. Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica in Adriatico: storia e faglie attive (parte 1)

La mappa di pericolosità sismica e la sismicità storica

La mappa di pericolosità sismica e la sismicità storica

Il terremoto della scorsa notte (21 luglio 2013 ore 3:32) ha interessato una zona conosciuta per la sua pericolosità sismica, che non è elevata come all’interno della catena appenninica ma non è comunque trascurabile. La pericolosità sismica, lo ricordiamo, varia in funzione di diversi parametri, ma senza dubbio il più importante è la frequenza dei terremoti avvenuti in una regione e la loro magnitudo. La regione dell’off-shore adriatico, all’altezza delle Marche, presenta le caratteristiche di una zona sismica: terremoti storici e faglie attive. Il numero e la magnitudo dei terremoti del passato non sono confrontabili con i grandi eventi dell’Appennino, ma ugualmente hanno avuto un impatto rilevante.

La storia sismica di Ancona (fonte: DBMI) rivela numerosi eventi con Intensità Mercalli (MCS) pari o superiore al VII grado, nel 1269, 1474, 1690, 1741, 1870.

Storia sismica di Ancona

Storia sismica di Ancona

Esaminiamo qui i terremoti più recenti avvenuti nel ‘900 lungo la fascia costiera, in una figura riassuntiva che ne mostra i risentimenti e quindi la loro localizzazione:

1) Il terremoto del 1917 (Numana), magnitudo stimata intorno a 5;

2) Il terremoto del 1930 (Senigallia), magnitudo stimata 5.8-6.0;

3) Il terremoto del gennaio 1972 (Ancona), magnitudo stimata 4.6;

4) Il terremoto del giugno 1972 (Ancona), magnitudo stimata 4.6.

Distribuzione dei risentimenti per i 4 terremoti dell'off-shore marchigiano nel '900

Distribuzione dei risentimenti per i 4 terremoti dell’off-shore marchigiano nel ‘900

Come si vede dalle figure, il terremoto di Senigallia del 1930 è l’evento più forte e può essere considerata di riferimento per questo settore. I danni furono numerosi in un’ampia fascia da  Senigallia (VIII-IX grado) fino a sud di Ancona ( VIII grado ad Ancona, Sirolo, Numana e altre località, si veda DBMI).

Il terremoto del 1917 è relativamente piccolo, confrontabile con quello della scorsa notte in termini di magnitudo, ma localizzato probabilmente un po’ più a nord.

I due terremoti del 1972 appartengono a una lunga sequenza sismica e anche questi si localizzarono leggermente più a nord di quello del 21 luglio.

La conoscenza delle faglie attive nel settore dell’off-shore adriatico si basa soprattutto sull’esplorazione sismica effettuata negli ultimi decenni per ricerche di idrocarburi. L’interpretazione delle linee sismiche ha mostrato l’esistenza di diversi fronti compressivi sepolti, analoghi in qualche modo a quelli della pianura padana.  Si tratta di strutture a carattere compressivo o trascorrente, come anche testimoniato dai (pochi) meccanismi focali dei terremoti recenti (per quelli antichi non esistevano dati per determinarli). Secondo i modelli geologici prevalenti questi fronti geologici sepolti sono attivi e orientati parallelamente alla costa, e sarebbero frammentati da faglie trascorrenti (ossia con spostamento laterale di un settore rispetto a quello adiacente) perpendicolari ai fronti stessi. Si veda il Database delle Sorgenti Sismogenetiche Italiane (DISS) per dettagli sulle faglie attive nella regione.

profilo-ancona

Schema interpretativo di una delle linee sismiche attraverso la costa all’altezza del M. Conero. La faglia indicata in rosso è una delle possibili sorgenti sismiche attive nella regione

Nello schema mostrato in figura, una sezione verticale che attraversa da ovest a est la costa adriatica all’altezza dell’area epicentrale, si vede la strutturazione sepolta sotto i sedimenti del Mare Adriatico (a destra nella figura) con i fronti sepolti caratterizzati da diverse faglie inverse (o thrust) che si approfondiscono da est a ovest.

Stiamo analizzando i dati sismologici registrati in queste ore per identificare il piano di faglia responsabile del terremoto della scorsa notte. Una squadra di ricercatori della sede di Ancona dell’INGV si è attivata immediatamente per installare una stazione sismica aggiuntiva a sud dell’epicentro, tra Recanati e Potenza Picena.

Aggiornamento sequenza sismica in Adriatico centro-settentrionale, 21 luglio ore 17:00

L’evento registrato questa mattina, alle ore 03:32 (ora locale),  dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Magnitudo Locale (ML) pari a 4.9, è stato localizzato a mare, al largo della costa del Monte Conero (tra le province di Ancona e Macerata).  L’evento sismico è stato preceduto da 5 scosse (di magnitudo compresa tra 2.1 e 3.2, dal 17 Luglio) e seguito da numerose altre repliche. Alle ore 17:00, gli eventi registrati nell’area sono stati 22, la maggior parte di magnitudo comprese tra 2.0 e 2.8. L’evento di magnitudo maggiore è avvenuto alle ore 05:07 e ha avuto magnitudo 4.0.

Sequenza sismica al largo del Monte Conero. Si notano in rosso gli eventi recenti (aggiornati alle ore 17:00 italiane). In arancione gli eventi dal 1 gennaio 2013 in cui si nota l'attività sismica nell'area prima di questa mattina.

Sequenza sismica al largo del Monte Conero. Si notano in rosso gli eventi recenti (aggiornati alle ore 17:00 italiane). In arancione gli eventi dal 1 gennaio 2013 in cui si nota l’attività sismica nell’area prima di questa mattina.

Il risentimento macrosismico dell’evento di questa mattina alle 03:32, ottenuto dai questionari compilati tramite Internet di www.haisentitoilterremoto.it, è caratterizzato da un’intensità epicentrale media del IV-V grado della scala Mercalli.

Mappa preliminare degli effetti del terremoto del 21.07.2013 ore 03:32, elaborata tramite i questionari inviati al sito www.haisentitoilterremoto.it (aggiornamento ore 17:00)

Mappa preliminare degli effetti del terremoto del 21.07.2013 ore 03:32, elaborata tramite i questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it (aggiornamento ore 17:00)

In base alla Mappa di Pericolosità del territorio nazionale, la zona più vicina all’evento ricade in un’area dove l’accelerazione massima riferita a suoli rigidi con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni è compresa tra 0.175 e 0.2 g.

Il catalogo della sismicità storica (CPTI11) riporta un terremoto di magnitudo M 5.1 nel 1917 a Numana e un terremoto di M 5.8 nel 1930 a Senigallia e altri eventi di magnitudo intermedia, lungo la costa. Tuttavia in alcuni punti della costa Adriatica sono state stimate magnitudo fino a 6.1, come nel 1916 quando nell’arco di pochi mesi una serie di terremoti (M 5.5-6.1) ha interessato la zona settentrionale della costa marchigiana.

La mappa di pericolosità sismica e la sismicità storica nell'area interessata dalla sequenza.

La mappa di pericolosità sismica e la sismicità storica nell’area interessata dalla sequenza.

In tempi più recenti, ricordiamo gli anni 1970-71-72, quando è avvenuta a nord del Conero una lunga sequenza con eventi di magnitudo inferiori o prossimi a M 5.5, e il terremoto di M 5.1 del 1987 di Porto San Giorgio.

Sequenza sismica in Adriatico centro-settentrionale

Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.9 è avvenuto alle ore 03:32:24 italiane del giorno 21/Lug/2013 (01:32:24 21/Lug/2013 – UTC) ed è stato localizzato in Adriatico centro-settentrionale a pochi chilometri dalla costa marchigiana, tra la Provincia di Ancona e di Macerata. L’evento è stato registrato ad una profondità di 8.4 Km.  I comuni più vicini all’epicentro sono: LORETO (AN), NUMANA (AN), SIROLO (AN), PORTO RECANATI (MC). Maggiori informazioni informazioni sull’evento sono disponibili a questo indirizzo: http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7229061720/event.html

Dalle 03:32 sono state registrate nell’area altri eventi sismici (circa 10 aggiornato alle ore 08:00 italiane) con magnitudo maggiore di 2.0. L’evento più forte si è verificato alle 05:07 con magnitudo (ML) 4.0, ad una profondità di 10.1 Km. Maggiori informazioni su questo evento, http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7229062670/event.html

Sequenza sismica in Adriatico centro-settentrionale del 21 luglio 2013 (aggiornamento ore 08:00 italiane). Si notano i due eventi con magnitudo maggiore o uguale di 4.0 rappresentati in mappa con due quadrati.

Sequenza sismica in Adriatico centro-settentrionale del 21 luglio 2013 (aggiornamento ore 08:00 italiane). Si notano i due eventi con magnitudo maggiore o uguale di 4.0 rappresentati in mappa con due quadrati.

Valutazione Ricerca 2004-2010: INGV primo nelle Scienze della Terra

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Sono stati rilasciati ieri i risultati della valutazione della ricerca (VQR) affidata dal MIUR all’ANVUR, che ha analizzato “la qualità dei processi, i risultati e i prodotti delle attività di gestione, formazione, ricerca, ivi compreso il trasferimento tecnologico delle Università e degli Enti di ricerca“.  Dalla corposa documentazione presente sul sito ANVUR (e da ieri raggiungibile con difficoltà probabilmente a causa dell’elevato numero di accessi), si ricavano molte indicazioni sullo stato della ricerca in Italia. In questo primo articolo guardiamo alla sintesi dei risultati che riguardano il nostro Istituto e in generale il settore delle Scienze della Terra.

Classifica degli Enti di ricerca per il Settore 04 (Scienze della Terra)

Classifica degli Enti di ricerca per il Settore 04 (Scienze della Terra). Fonte: ANVUR

Bene, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si è piazzato al primo posto tra gli Enti che si occupano di Scienze della Terra, davanti al CNR (secondo) e agli altri Enti del settore.

I tre parametri riportati nella tabella sono spiegati nella legenda qui sotto. Riguardano tre distinti criteri che sono stati utilizzati nella valutazione.

legenda

fonte: ANVUR

Il risultato, che va analizzato in maggiore dettaglio data la complessità della valutazione e dei documenti disponibili, risulta particolarmente significativo per il nostro Istituto. L’INGV infatti, unico nel suo settore, presenta una forte componente operativa e di servizio nel sistema nazionale di Protezione Civile, che in qualche modo toglie tempo alla ricerca pura. Torneremo sul tema dopo un’analisi più approfondita. Per il momento c’è di che essere soddisfatti del risultato che premia l’impegno di tutti i ricercatori, tecnici, tecnologi e amministrativi dell’Ente, non ultimi quelli a tempo determinato che hanno contribuito in maniera significativa ad elevare il livello di qualità e originalità della ricerca INGV.

Vedere anche: commenti sul sito INAF

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