Terremoto M3.9 in Adriatico (Ancona)

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Epicentro del terremoto e stazioni sismiche che lo hanno rilevato

Il terremoto di magnitudo 3.9 risentito questa mattina lungo la costa marchigiana (alle 7:44) è stato rilevato da tutta la Rete Sismica Nazionale e anche dai sismometri dell’altra sponda adriatica, di cui riceviamo i dati in tempo reale.

Al momento (9:30) abbiamo registrato soltanto alcune piccole repliche strumentali (non percepite dalla popolazione) nelle vicinanze dell’epicentro del terremoto delle 7:44. La localizzazione di questi piccoli “aftershocks” risulta non facile a causa della distanza dalla costa e la mancanza di sismometri vicini all’epicentro.

Il terremoto di stamane ha interessato un settore del nostro territorio già colpito in passato da eventi sismici anche di un certo rilievo. I risentimenti riportati sul nostro sito web “Hai sentito il terremoto?” mostrano valori fino al IV grado Mercalli. La figura sotto mostra la storia sismica di Ancona, con i principali terremoti documentati nel catalogo storico.

Storia sismica di Ancona (DBMI)

Storia sismica di Ancona (DBMI)

Si vede come in almeno tre occasioni Ancona ebbe a subire gli effetti dell’VIII grado (scala MCS, Mercalli-Cancani-Sieberg), in quattro casi si ebbero danni del VII grado.

I terremoti di questa fascia al largo delle coste marchigiane e romagnole sono attribuiti a dei sistemi di faglie inverse (“thrust”) attivi. Si tratta di faglie identificate dall’esplorazione sismica avvenuta negli ultimi decenni per ricerche di idrocarburi. Alcune di queste faglie identificate nel sottosuolo al largo della costa adriatica sono state suggerite come quelle responsabili dei terremoti storici riportati nel catalogo.

Interpretazione di una linea sismica nell'off-shore marchigiano. Si notano la "faglia del Conero (DISS) e verso est un'altra faglia inversa che potrebbe essere attiva

Interpretazione di una linea sismica nell’off-shore marchigiano. Si notano la “faglia del Conero (DISS) e verso est un’altra faglia inversa che potrebbe essere attiva

Sul Database delle sorgente sismogenetiche DISS, ad esempio, si vede qualcuna di queste faglie ipotizzate dai dati storici e dalle conoscenze geologiche, che per la zona off-shore sono necessariamente meno esaustive di quelle in terra.

Sistemi di faglie (sorgenti sismogenetche) nella regione adriatica delle Marche (DISS)

Sistemi di faglie (sorgenti sismogenetche) nella regione adriatica delle Marche (DISS)

L’epicentro del terremoto di stamane è avvenuto in prossimità di una delle faglie ipotizzate dal DISS, anche se in una posizione ancora più “esterna”, ossia lontana dalla catena appenninica. A questi sistemi di faglia sono attribuiti alcuni dei terremoti che in passato hanno avuto effetti importanti in Ancona e negli altri centri delle Marche costiere, come quello del 1690 e del 1972 (figure sotto).

Le magnitudo dei terremoti storici, calcolate dai danneggiamenti, indicano dei valori inferiori a 6 per la regione in off-shore. Da ricordare anche il terremoto di Porto San Giorgio del 1987 (M5) che colpì un settore costiero leggermente più a sud rispetto a quello odierno (si veda il database delle osservazioni macrosismiche DBMI).

Risentimenti del terremoto del 1690

Risentimenti del terremoto del 1690

Risentimenti del terremoto del 1972

Risentimenti del terremoto del 1972

Sulla lunga sequenza sismica che interessò la regione per molti mesi nel 1972 torneremo con un successivo approfondimento.

Pubblicato il 13 giugno 2013, in Approfondimenti scientifici sui terremoti, Sismicità Italia con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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