Archivio mensile:marzo 2013

I terremoti in Pianura Padana Emiliana del maggio 2012 e la pericolosità sismica dell’area: che cosa è stato sottostimato?

report_2meseI terremoti del maggio 2012 hanno colpito un’area fra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, ritenuta dal pubblico, e non solo, “un’area poco sismica” o addirittura “non-sismica”. Come già avvenuto per il terremoto dell’Aquilano del 2009 altre voci, anche in ambito scientifico, hanno avanzato l’ipotesi di una possibile – anzi, praticamente certa – sottovalutazione della pericolosità sismica “ufficiale” dell’area. Di conseguenza è stata sostenuta la necessità di aggiornarne le stime, facendo a volte un po’ di confusione fra pericolosità sismica, rischio sismico, classificazione sismica e normativa sismica.

Questo argomento è stato discusso da ricercatori di INGV, Eucentre e GEM (M. Stucchi, C. Meletti, P. Bazzurro, R. Camassi, H. Crowley, M. Pagani, R. Pinho e G.M. Calvi) in un articolo pubblicato su “Progettazione Sismica” (v.4, n.3 del 2012 – Numero monotematico sul terremoto in Emilia), che riportiamo integralmente per gentile concessione della rivista. Leggi il resto di questa voce

Evento sismico nel Mar Ionio, M 4.3, 24 marzo ore 16.47

Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.3 è avvenuto alle ore 16:47  italiane del giorno 24 marzo 2013 (15:47 – UTC), ad una profondità di 36.1 Km.
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Mar Ionio.

Ionio

Il quadrato rosso mostra la localizzazione dell’evento sismico verificatosi alla 16.47 (ora italiana) nel Mar Ionio a Sud-Est della costa calabra.

Per maggiori informazioni sull’evento: http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7227356670/event.html  Leggi il resto di questa voce

Sequenza sismica tra le province di Perugia e Pesaro Urbino (24 marzo)

Nelle ultime ore tra le province di Perugia e Pesaro Urbino sono stati registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV oltre 60 eventi sismici. Il terremoto di magnitudo maggiore, M 3,3,  si è verificato alle ore 2.38 (ora italiana) ed è stato localizzato a Nord Est di Città di Castello (PG) verso il confine con la Provincia di Pesaro Urbino, ad una profondità di 8 Km.

I comuni più vicini all’epicentro sono:

APECCHIO (PU), PIETRALUNGA (PG)  entro i 10 Km

BORGO PACE (PU), MERCATELLO SUL METAURO (PU), PIOBBICO (PU), SANT’ANGELO IN VADO (PU), CITTA’ DI CASTELLO (PG), MONTONE (PG), SAN GIUSTINO (PG), UMBERTIDE (PG) tra 10 e 20 Km

Per maggior informazioni su questo evento: http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7227348180/event.html

Subito dopo l’evento delle ore 02.38 sono stati registrati nella stessa area (aggiornamento alle ore 09.00 italiane) altri 60 terremoti, la maggior parte di bassa  magnitudo. Sono stati 3 gli eventi più significativi: dopo circa un minuto, alle 02.39, è avvenuto un evento di magnitudo 2.9; alle 03.15 un evento di magnitudo 3.0; alle 04.09, è stato registrato ancora un terremoto di magnitudo 2.9.

Sequenza sismica a nord est di Città di Castello (PG). In rosso gli eventi della sequenza (circa 60) aggiornati alle ore 09.00 del 24.03.2013. In arancio gli eventi dal 1 gennaio 2013.

Sequenza sismica a nord est di Città di Castello (PG). In rosso gli eventi della sequenza (circa 60) aggiornati alle ore 09.00 del 24.03.2013. In arancio gli eventi dal 1 gennaio 2013.

La zona interessata da questa sequenza sismica è caratterizzata da una sismicità di bassa magnitudo pressoché continua, a cui si sovrappone un’attività con raggruppamenti (cluster) di attività che durano alcune ore o molti giorni. Tra le sequenze degli ultimi anni, una in particolare era avvenuta ad aprile 2010 nella stessa area (sequenza di Pietralunga).  Dall’analisi preliminare dei dati effettuata in queste ore, la sequenza di questa notte sembra avere interessato un settore subito a nordovest della sequenza del 2010.

Questo settore dell’Appennino umbro-marchigiano rappresenta un laboratorio naturale per lo studio della sismicità. Diversi progetti finanziati negli ultimi anni dal Ministero della Ricerca, dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Unione Europea e coordinati dall’INGV hanno fatto di questa regione una delle aree di studio dei terremoti più importante a livello internazionale. Per maggior dettagli si veda il sito del cosiddetto TABOO (The Alto-tiberina near-fault Observatory).

I terremoti nella STORIA: Il Papa e il terremoto. Clemente XI e i sismi del 1703

Il 1703 fu un anno terribile per i terremoti nel centro Italia. Due forti eventi avvennero a distanza di soli 19 giorni in Umbria (il 16 gennaio) e in Abruzzo (il 2 febbraio). Gli epicentri di questi due terremoti erano abbastanza vicini a Roma da causare danni e panico anche nella sede Pontificia. Anche il Papa, Clemente XI, fu coinvolto dalle scosse e dalle sue conseguenze.

Le cronache dell’epoca parlano di sciacalli che dicevano di prevedere successive scosse, cui il Papa reagì con un’inchiesta. E di una commissione scientifica che Clemente XI istituì per capire se fosse possibile prevedere i terremoti. Non molto diverso da quanto accade ai giorni nostri.

ClementeXI_3

Riportiamo qui un estratto dalle cronache di Ludwig Pastor (Freiherr von), ‪tradotto da ‪Pio Cenci (1962).

(…) Perché anche disastri naturali della peggiore specie diffusero tra la popolazione angoscia e spavento. (…) I disastri dovevano essere per la città eterna solo il preludio di altri guai. La sera del 14 gennaio 1703 Roma venne scossa da un terremoto accompagnato da torrenti d’acque e da bufere. La scossa fu breve, ma molto violenta e le campane delle chiese suonarono da se. Suonò anche il campanello del tavolo del Papa Leggi il resto di questa voce

Anche una stazione sottomarina contribuisce al monitoraggio sismico

La stazione sottomarina geofisica e oceanografica SN1, dopo una fase di sperimentazione, dal 2005 al 2008, e successivi lavori di aggiornamento della strumentazione e del software, nel giugno 2012 è stata nuovamente collocata sul fondo del mare, ad oltre 2000 m di profondità, a circa 30 km dalla  costa catanese. La zona è particolarmente interessante per la vicinanza al vulcano Etna e per la presenza di strutture sismogenetiche che in passato hanno originato terremoti tra i più forti accaduti in Italia (11.01.1693 Mw7.4 Sicilia Orientale, 20.12.1908 Mw7.1 Calabria meridionale-Messina, 10.12.1542 Mw6.8 Siracusano, http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/), alcuni dei quali seguiti da maremoti.

SN-1_1

L’osservatorio SN1 e il veicolo MODUS prima della deposizione e del collegamento all’interfaccia con il cavo sottomarino.

SN1 è parte dell’osservatorio sottomarino multidisciplinare NEMO-SN1, il primo osservatorio in Europa collegato a terra con cavo sottomarino, che l’INGV gestisce in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Leggi il resto di questa voce

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