Terremoto Pianura Padana Emiliana: rapporto macrosismico degli effetti dei terremoti del 20 e del 29 maggio

A seguito del primo forte evento del 20 maggio, il personale INGV afferente alle sezioni di Bologna e Roma si è immediatamente attivato per effettuare il rilievo degli effetti tramite le squadre di rilievo macrosismico appartenenti al gruppo operativo QUEST [QUEST Working Group, 2012].
Il peculiare andamento della sequenza sismica e, in particolare, lo spostamento progressivo degli epicentri verso ovest ha portato al conseguente allargamento dell’area di massimo danneggiamento, e questo ha reso necessario l’aggiornamento costante del rilievo sul territorio per definire gli effetti complessivi delle varie scosse nelle diverse località. Il rilievo si è svolto dal 20 maggio al 3 luglio nell’area di maggior danneggiamento, secondo le consuete modalità dell’indagine macrosismica condotta da tempo dall’INGV, osservando cioè il danno visibile all’esterno degli edifici e focalizzando l’indagine sull’edilizia civile e residenziale in quanto maggiormente rappresentativa dal punto di vista macrosismico. L’attribuzione dell’intensità in EMS98 [Grünthal, 1998], quindi, tiene conto principalmente degli effetti sull’edilizia convenzionale e del risentimento sulla popolazione.

Mappa finale delle intensità della sequenza sismica della Pianura padana-emiliana. Le intensità sono riferite a
quanto osservabile dopo il 3 giugno 2012. I quadrati neri indicano i terremoti con magnitudo M≥5.0.

Dall’elaborazione dei dati e dall’esperienza sul campo, il gruppo QUEST ha tratto le seguenti considerazioni:
La maggior parte dei crolli totali o quasi totali sono stati rilevati nell’edilizia produttiva (capannoni industriali, cascinali, fienili) e in quella monumentale. Sul totale del patrimonio abitativo i crolli sono stati invece numericamente limitati.
• Il danno all’edilizia monumentale è risultato essere gravissimo, soprattutto per quanto riguarda chiese, campanili e torri. La maggior parte di questi edifici è costruita in mattoni, quasi mai rinforzati da catene come comunemente ci si sarebbe aspettato per strutture di tali dimensioni e geometrie.
L’edilizia residenziale recente ha sofferto generalmente in modo contenuto, mentre nei centri storici il danno è risultato più diffuso e più grave.
• Per il solo terremoto del 20 maggio (Ml 5.9) l’intensità epicentrale Io= 7 (Imax= 7) sembra indicare una buona risposta dell’edilizia residenziale.
Le scosse del 29 maggio sembrano essere state la causa principale dei danni all’edilizia civile, probabilmente per la maggiore vicinanza dell’epicentro ai centri abitati rispetto al sisma del 20 maggio.
• Per l’intera sequenza l’intensità epicentrale Io= 7-8 (Imax= 8) rappresenta il cumulo degli effetti su tutta l’area colpita (circa 90 località), e descrive efficacemente l’aggravamento successivo agli eventi sismici del 29 maggio.
Sia per la scossa del 20 maggio che per quelle del 29 maggio si osserva un’attenuazione molto decisa degli effetti soprattutto in direzione N-S. Le scosse del 29 maggio hanno, inoltre, determinato lo spostamento verso ovest dell’area dei massimi effetti.

E’ possibile scaricare il report dettagliato sul sito QUEST.

Gruppo Quest (Quick Earthquake Survey Team)

Pubblicato il 17 luglio 2012, in I terremoti della pianura padana emiliana del 2012, Rilievi macrosismici con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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