Terremoto in Pianura Padana: andamento del Momento Sismico nel tempo

Da alcuni giorni abbiamo inserito, nelle nostre relazioni sulla sequenza sismica, il grafico del momento sismico giornaliero. Questa grandezza rappresenta l’energia sismica rilasciata nelle 24 ore, e fa capire l’andamento della sequenza meglio di quanto non faccia il solo numero di terremoti.

Per calcolare il momento sismico giornaliero, si somma il contributo di ciascun terremoto a partire dalla sua magnitudo. Si consideri che tra l’energia liberata da un terremoto di magnitudo 5 e uno di magnitudo 4, tra uno di magnitudo 4 e uno di 3, e così via, c’è un fattore circa 32. Per questo motivo nei grafici del momento sismico usiamo una scala logaritmica.

Guardiamo il grafico dell’andamento temporale della sequenza fino a oggi, 29 giugno alle 17:30.

Andamento giornaliero del numero dei terremoti (colonne colorate) e del momento sismico (linea e cerchi neri). La scala di quest’ultimo è sull’asse verticale a destra ed è logaritmica, ossia tra un numero intero e il successivo (ad es. tra 15 e 16 o tra 16 e 17) c’è un fattore 10. L’unità di misura è il Nm (Newton metro). 1 Nm = 1 J (joule)

L’andamento della linea nera che rappresenta il momento sismico mostra forti oscillazioni nelle prime due settimane della sequenza (si tenga presente che tra 18 e 16 si ha una diminuzione di energia di un fattore 100, poiché i valori reali sono da 1018 a 1016Nm). Successivamente, si osserva una graduale diminuzione media nelle ultime due settimane. Si noti che, quando l’attività è bassa come negli ultimi giorni, basta un terremoto di magnitudo 4 per rialzare significativamente il grafico (come accaduto ad esempio il giorno 12 giugno). La tendenza a decrescere del rilascio di energia è evidente negli ultimi giorni, quando i valori del momento sismico si sono attestati tra 15 e 14: l’energia rilasciata in questi ultimi giorni è tra le 1000 e le 10000 volte inferiore a quella dei giorni di massima attività (20 e 29 maggio).

Se siete curiosi di sapere qualcosa in più sul momento sismico, eccone una breve descrizione.

Il momento sismico Mo (come grandezza scalare) è proporzionale alla dimensione della faglia che si muove durante un terremoto (A=LW) e allo spostamento (D) sulla faglia stessa. Dipende inoltre dalla capacità di resistenza allo scorrimento della roccia, ossia dal suo  modulo di taglio (μ) che nella crosta terrestre è pari a circa 32 GPa (GigaPascal), o 3.2 1010 N/m2).

Mo = μAD

Rappresentazione schematica di una faglia e dei parametri legati al momento sismico (Mo): L e W sono rispettivamente la lunghezza e l’altezza della faglia; D è lo spostamento medio tra i due lembi della faglia.

Ad esempio, un terremoto che avviene su una faglia di 10 km x 10 km (cioè 108 m), con uno spostamento medio di 1 metro, avrebbe un momento sismico pari a:

Mo = μAD = (3.2 1010 N/m2) x (10m2) x (1 m)  = 3.2 x 1018 Nm

Questo valore di momento sismico è confrontabile con quello calcolato dalla somma dei momenti sismici di tutti i terremoti avvenuti in uno dei giorni in cui sono avvenute le scosse più forti, il 20 e il 29 maggio (vedi il grafico sopra).

Pubblicato il 29 giugno 2012, in Aggiornamento sismicità, Approfondimenti scientifici sui terremoti, I terremoti della pianura padana emiliana del 2012 con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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